AMARCORD …

7 marzo 2015

mag1

Io dico che chi ha poco da raccontare ha vissuto poco, ed io guardandomi dietro alle spalle, di cose da raccontare io ne ho proprio tante, e volendo se ne trovano pure di divertenti, almeno dal mio punto di vista.

Poi bisogna vedere se uno ha voglia di ridere e anche che cosa riesce a farlo ridere o perlomeno sorridere.

In effetti potrei partire da certe mie prime esperienze ludiche infantili, tipo giocare al dottore … si sa, sono figlio di medico, l’emulazione, le curiosità lecite e “normali” di un maschietto in crescita ed ancora memore della latteria di una tata ruspante, certa Nives, da oltre la “decima” di reggiseno … ma preferisco passar oltre e tenermele per me anche perché, data la giovanissima età, sicuramente non mi credereste, così preferisco partire dai 18 anni in sù.

Scriverò una miniserie di aneddoti personali, un pò romanzati, per forza, partendo proprio da quel periodo della mia vita in cui avevo deciso che l’aria di casa mia si era fatta troppo pesante, capita anche nelle migliori famiglie, e avevo emigrato in quel di Ferrara dove viveva una zia amorosa, un donnino piccolo così ma umanamente molto robusta e dotata del necessario spirito di sopportazione per ospitare un nipote un po’ difficile, onesto fondamentalmente, ma con tanta adrenalina in corpo da renderne parecchio operoso il controllo e poi ero anche privo di vizi o passioni “strane”, tranne che per quelle cosine là di solito ben tenute al coperto dal gentil sesso.

… Ero appena uscito da un esame di Maturità Classica disastroso.

Lo credo bene, durante la prima prova di Italiano scritto (sui banchi del famoso e superingessato Liceo Parini di Milano) il compagno di esame che occupava il banco davanti al mio cercando di copiare non so che cosa, scoperto, con un gesto fulmineo era riuscito ad infilare sotto al mio banco un foglio, il corpo del reato, e la cosa era stata male interpretata da uno dei professori che avendo visto a metà “qualche movimento” mentre controllava su e giù per i banchi l’andamento della prova, si era subito impossessato dell’oggetto dello scandalo, accusandomi senza mezzi termini di scorrettezza e disonestà al posto di chi invece aveva tutte le colpe: impossibile da parte mia confutare alcunché.

Infatti a nulla erano valse le mie ragioni, io tra l’altro avevo già quasi terminato il “tema” sul cui argomento ero veramente preparatissimo, ma nessuno aveva creduto alla mia buona fede, così io, nel casino generale della sceneggiata, non certo mia, mi sono alzato e sbattendo la porta me ne sono uscito di classe abbandonando per protesta la prova e poi, anche se inseguito da una professoressa che invece aveva creduto alle mie rimostranze e alla mia onestà e mi pregava di tornare indietro, offeso in modo veramente profondo dalle accuse gratuite e anche stupide che mi erano state rivolte non ho voluto tornare sui miei passi.

E così me ne sono proprio uscito da quell’Istituto noto per la sua serietà ma in quel caso scivolato in basso con tanta stupida cattiveria nei miei confronti: a quei tempi la parola dei “Signori Professori” era legge insindacabile anche quando al posto delle lenti degli occhiali, come in quel caso, qualcuno aveva dimostrato di avere delle fette di salame rancido.

A distanza di anni capisco quel comportamento … dopo tutto il casino che quel professorino aveva messo in piedi inizialmente, poi non aveva più avuto il coraggio di riconoscere il proprio errore e avrebbe fatto la figura del buffone, quel che poi era in sostanza, davanti a tutta la Commissione Esaminatrice.

C’è da dire che non era stato un anno di brillantezze scolastiche da parte mia, rendimenti penosi e molti “forse” sulla mia promozione a venire, ma non dovuti a scarsa voglia di studiare e nemmeno di incapacità personale, lasciamo correre.

Comunque, uscito per strada senza provare il minimo senso di colpa e con tanta rabbia in corpo, non me la sentivo di tornare subito a casa dove sicuramente avrei passato un brutto quarto d’ora e anche di più, quindi me ne sono andato in Centro, in Galleria, dove il Cinema Metro Astra, che ora non esiste più, era aperto anche di mattina (non mi ricordo il titolo del film visto in quell’occasione …).

Le mattine seguenti mi organizzai un paio di volte con un’amica disponibile e poi mi sono inventato cose simili sino alla fine ufficiale degli esami dopo aver nel frattempo già preparato la strada per comunicare a casa il futuro esito di una bocciatura certa.

Una tragedia greca, poveri Eschilo, Sofocle, Euripide, Tucidide … dei dilettanti al paragone rispetto a quanto mi è toccato sopportare … almeno fosse stata solo colpa mia (di tutto).

E fu quasi con sollievo che in casa accolsero la mia proposta di cambiar aria almeno per un anno.

Ferrara, il Paradiso, una zia amorosa ma senza sconti, elastica e comprensiva ma più attenta di un colonnello dei CC.

Nuove amicizie, ragazze “sportive”, una più bella dell’altra, era ancora estate, festicciole private sino a tarda notte nelle sale degli stupendi palazzi della città bene dopo esser stato ammesso in una compagnia d’elite della Ferrara di Società.

Ma anche ragazzi con cui ne combinavo di tutti i colori, in loro compagnia ho persino prima riempito di rane un sacco nelle campagne attorno alla città e poi rovesciato tutto il contenuto nel fossato del Castello, al centro della Città che è rimasta insonne per un paio di notti per il casino delle rane in amore che gracchiavano a squarciagola, sino a quando non sono andati a ripescarle, e mi sembra anche che la cosa fosse andata a finire sul quotidiano locale.

Come quell’altra volta quando tutta la città bene aveva gridato allo scandalo: avevano appena finito di dipingere per terra le scritte BUS lungo la strada principale, il famoso e signorile Corso Giovecca, che io nottetempo assieme a qualche altro sciagurato avevo aggiunto alla parola BUS … altre due parolette: “dal c….” , quante storie per solo sei lettere dell’alfabeto …

Solo in Provincia si potevano fare certe cose, una goliardata, una Zingarata dietro l’altra alla “Amici miei” senza che intervenissero subito Polizia o Corpi similari in difesa dell’Ordine o di chissà quale morale.

O quando, come d’abitudine ormai, girando sino a prima mattina per le strade della città vecchia, avevamo notato che nella famosissima e antichissima Via Volte c’era un angolino con una finestrella all’ammezzato e sul piccolo davanzale c’era una cassetta di terracotta che conteneva un geranio.

Tutte le mattine, poco prima delle 6, ora in cui pensavamo di dover finalmente rientrare a casa dove nessuno si disperava nemmeno più attendendoci insonne e preoccupato con gli occhi fissi al soffitto ed il cuore in gola ad ogni rumore pensando che fosse quello del rientro del giovane sciagurato, la finestrella si apriva e una vecchia signora con in mano un bricco bianco, sapete quelli di ferro smaltato col bordino blu che si usavano anche per bollire il latte della prima colazione, e annaffiava la pianticella fiorita.

Che sorpresa una mattina quando, noi tutti nascosti dietro ad un angolo a guardare, la vecchia aprì la finestrella e al posto del geranio trovò un mucchietto di fatte di cavallo con piantata dentro una grossa margherita bianca …

Dalla sua bocca uscì solo un flebile ohhhhhh …

Ma non erano mai cattiverie, scherzi, forse un po’ pesanti, ma sempre e solo scherzi.

Come quando aspettavamo vicino a Palazzo Diamanti dove c’era un altro palazzo antico con dei vecchi anelli di ferro massiccio attaccati a parete (per legare i cavalli in altri tempi).

La Domenica andavamo ad aspettare che arrivassero dei turisti, meglio se tedeschi o americani, e subito io mi aggrappavo ad uno di questi anelli tirando a più non posso, e tutta la banda cominciava a chiedere aiuto … e c’era sempre qualche turista volonteroso che ci dava retta e dietro consiglio dei miei soci mi prendeva in vita e iniziava a tirare anche lui per aiutarmi non si capiva bene a far cosa … sinché qualche rumoraccio profumato non usciva dalle terga mie o di qualcuno della compagnia … e via tutti di corsa lasciando i poveretti in pantaloni corti e variopinte camicette hawaiane a chiedersi cos’era successo.

Alla zia avevo però promesso che poi, quando fosse iniziata la scuola, avrei tirato diritto.

CONTINUA

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: