Una spirale infame da cui è difficile uscire: LE COLICHE RENALI …

24 marzo 2015

spc

… ma non perché sia difficile tecnicamente in linea teorica, infatti bisogna VOLERNE uscire sacrificando anche abitudini in gran parte alimentari ritenute “normali”e innocue ma senza doversi scontrare con patologie particolari che inficiano la funzionalità dei reni sia da un punto di vista genetico sia a causa della presenza di gravi traumi che affondano le loro radici in situazioni che esulano dai problemi di un momentaneo funzionamento scorretto degli organi incriminati per sovraccarico di lavoro o per incapacità temporanea di svolgere correttamente la loro funzione.

Su questo argomento, che mi ha toccato molto da vicino e molto pesantemente prima di riuscire a trovare una soluzione attualmente duratura, ho scritto parecchio, ma sicuramente mi è rimasto ancora qualcosa da dire anche perché di tempo ne è passato ed ho potuto anche perfezionare con successo certe cautele salvavita, pardòn, “salvareni”, alla faccia di tanti professoroni e professorini che avevano decretato dall’alto delle loro cattedre che la mia vita era segnata irrimediabilmente da ipertensione e coliche renali e che avrei dovuto assumere quotidianamente farmaci dedicati sino alla fine dei miei giorni.

Ad ulteriore sostegno della poca stima che nutro nei confronti del Sistema Sanitario Nazionale massificato che dice di gestire la Salute con competenza e disponibilità anche come corrispettivo di una parte delle tasse con cui ci stanno massacrando oltre che per un innato senso di rispetto per la funzione sociale svolta, voglio fare una piccola parentesi personale che la dice molto sulla Casta a cui talvolta affidiamo il nostro corpo con rispetto e fiducia.

All’attaccatura del mio cuoio capelluto, sull’epidermide, si era generata una neoformazione benigna (per fortuna …) di tipo seborroico.

Un fastidio funzionale per quando ci si pettina o ci si fa tagliare i capelli, più che un fatto antipatico dal punto di vista estetico.

Mi faccio fare un’impegnativa dal Medico di base che mi indirizza ad un Chirurgo Plastico … un paio di mesi di aspettativa … poi la visita in Ospedale dove mi confermano il carattere benigno della neoformazione che però necessita dell’autorizzazione di un Dermatologo per l’asportazione … altra richiesta di appuntamento, altri due mesi … poi il Medico dermatologo ospedaliero conferma il carattere benigno e mi indirizza al Reparto interno di Chirurgia Plastica … altro mese per ottenere l’ambito appuntamento … finalmente il gran giorno, il Chirurgo Plastico (uno nuovo) mi visita e mi conferma che ora può fare l’escissione della neoformazione ma … ma questo tipo di assistenza, anche se ormai per questione di età e per contributi regolarmente pagati per una vita risulto a Norma di Legge TOTALMENTE esente da qualsiasi impegno pecuniario nei confronti del Sistema Sanitario Nazionale, visto che di CA, cioè di tumore maligno non si tratta … se proprio lo voglio, l’intervento … solo a poco meno di 500€ me lo può eseguire personalmente lo stesso chirurgo privatamente.

Ogni commento è superfluo, ma torniamo ai problemi di reni e a quelli dell’ipertensione arteriosa che ne può conseguire.

La prima iniziativa essenziale da prendere consiste nel cessare totalmente di fumare e di assumere superalcolici, è dura, lo so, ma questo comportamento aumenta subito di almeno il 30% una corretta reattività del nostro organismo.

La pelle è vostra, vedete voi come comportarvi.

Poi, anche a prescindere dal tipo dei “precipitati” che vengono prodotti all’interno dei reni generando disturbi e dolori difficilmente raccontabili per iscritto, dagli ossalati di calcio ai prodotti di eccesso di acidi urici e così via, bisogna riorganizzare l’alimentazione ripartendo con l’assunzione controllata di cibi semplici, essenziali, senza dimenticarsi di bere quotidianamente acqua in misura copiosa MA SENZA ECCEDERE per non creare superlavoro ai reni stessi.

Una scelta comportamentale opportuna può consistere nel praticare inizialmente una dieta estremamente semplificata in quanto a varietà di cibi che pur ridotta in sapori e varietà alimentari offra all’organismo tutto quanto gli serve per realizzare energie e nutrimento e, tanto per partire con una delle prime decisioni drastiche, nell’eliminare temporaneamente qualsiasi “carne rossa” soprattutto se poco cotta, non ECCEDERE né con i legumi né con i prodotti caseari e, importantissimo, basilare, mangiare regolarmente pesce almeno tre volte a settimana RICORDANDOSI CHE BISOGNEREBBE SEMPRE ALZARSI DA TAVOLA SENZA AVERE MAI RAGGIUNTO UNA SENSAZIONE DI TOTALE SAZIETA’.

E’ altrettanto importante documentarsi su quali sono i cibi che contengono acido ossalico ed assumerli solo in quantità limitate preoccupandosi di non accoppiarli mai nel corso del medesimo pasto con formaggi e latticini poiché UNA PERCENTUALE ELEVATISSIMA di calcoli o renella renale denunciano precipitati di Ossalato di Calcio.

Anche se l’Acido Ossalico svolge importanti funzioni nel nostro organismo … ma si tratta sempre di NON esagerare né in troppo né in troppo poco.

Mangiare parecchia frutta, ottimo l’ananas fresco, ma anche mele, pere, prugne, frutta di casa nostra preferibilmente … forse meglio non esagerare con gli agrumi anche se una limonata al giorno non può che fare bene (ma MAI pompelmi ed affini e nemmeno melograni!) eliminare temporaneamente tutta la frutta secca e poi mangiare verdura cotta o cruda a volontà per tipi ma senza mai esagerare nelle quantità e nei mix e soprattutto molta parsimonia con spinaci, asparagi, barbabietole cotte al forno, POMIDORI crudi !!! cibo che diventa veleno se mangiato assieme a formaggi soprattutto NON stagionati (addio all’ottima “Caprese”) pena una produzione particolarmente amplificata di precipitati di ossalati di calcio.

Ottima fonte totale di energie il Parmigiano Reggiano ben stagionato, ma sempre preferibilmente mai in compagnia di verdure colme di acido ossalico che comunque è tanto necessario al nostro organismo, come anche il calcio contenuto nei latticini ma momentaneamente entrambi costretti a combattere fra di loro in un organismo momentaneamente sensibilizzato negativamente nei confronti della loro metabolizzazione fisico chimica.

Nessun problema derivante da pasta, riso e amidi in genere … ma sempre con moderazione … morir di fame è una probabilità decisamente recondita.

Evitare poi praticamente TUTTE le bevande gassate artificialmente (o non) prodotte industrialmente con l’aggiunta di conservanti chimici, dal succo di pompelmo alla Coca Cola al thè etc., soprattutto quei “miracolosi” prodotti tecnologici per l’aumento (?) delle proprie capacità energetiche, tutti liquidi che posso far variare scorrettamente il Ph dei nostri liquidi vitali … e non utilizzare né acqua minerale né bibite conservate in contenitori di plastica!

L’acqua che è il componente di base di ogni bevanda, ha una vita biologica tutta sua che non può e NON deve venire messa in prigione da contenitori ISOLANTI e ISOLATI come quelli di plastica … pena la quasi totale perdita delle sue frequenze vitali di base.

Se poi si constata che un po’ di birra o di vino (vero …) vengono accettati normalmente dall’organismo, non eccedere almeno nei primi tempi con queste bevande ma non privarsene come dei superalcolici e del fumo.

Appena possibile cercare di fare delle lunghe camminate, MAI correndo, non serve se NON SI SA correre, come fa la grandissima parte delle persone, anche quelli che corrono abitualmente tutti i giorni per “stare in forma” … e che picchiano i piedi per terra invece di sfiorare il suolo …

Una volta che ci si è abituati al nuovo modo di nutrirsi con misura e in modo semplice si può iniziare per gradi ad aggiungere sperimentalmente alla propria dieta cibi di cui momentaneamente ci si è privati, uno per volta per tenere sotto controllo i possibili effetti, provando empiricamente sulla propria pelle se i reni si offendono subito o se riescono a metabolizzarli correttamente.

Registrare e procedere con intelligenza.

Da tenere ben presente che ogni organismo umano fa a sé e che non esistono regole dietetiche valide indifferentemente per tutti se non a grandi linee, quindi molto dipende dall’impegno messo nel semplificare inizialmente la propria dieta ma tenendo sempre ben presente che dei reni che producono renella o calcoli (piccoli) del tipo che si riesce ad espellere naturalmente urinando, avranno bisogno di parecchio tempo per realizzare la famosa operazione di pulizia tipo “idraulico liquido”, e le coliche non cesseranno se non dopo tempi tecnici forzatamente lunghi che richiedono pazienza e determinazione.

Tempi lunghi perlomeno come quelli senza che nessuno, tranne che loro, i reni, se ne accorgessero, sono stati determinanti prima di iniziare a non reggere più l’assalto di tante complicazioni generate soprattutto da poco ordine alimentare visto che ormai viviamo tra aperitivi, spuntini, sandwiches, cibi preconfezionati e simili …

L’importante è perseverare senza perdersi d’animo e “miracolosamente” anche la pressione arteriosa inizierà a regolarizzarsi secondo livelli accettabili in un contesto organico generale più equilibrato.

So che possono sembrare parole gratuite ma BISOGNA imparare ad “ascoltare” il proprio corpo e quindi a rispettarlo mentre si entra nell’ordine di idee che meno chimica si ingerisce (tranne che i farmaci purtroppo indispensabili delle categorie antidolorifici e antiinfiammatori quando sono indispensabili per superare le crisi) ma non parlo solo di medicinali, più l’organismo riesce a rientrare in possesso delle sue naturali capacità di auto medicamento e risanamento.

Il meccanismo da mettere in moto con questo comportamento consiste nel limitare al minimo la creazione di precipitati con una semplificazione estrema della dieta quotidiana mentre, con fatica, si sa, e con dolore, purtroppo, il nostro corpo cercherà di eliminare tutte le impurità del sangue già presenti e quelle già bloccate ed alterate fisicamente quindi tramutate da corpi liquidi a corpi solidi ancora imprigionati nei corpi cavi dei poveri reni sottomessi ad un superlavoro difficile da sopportare normalmente e di conseguenza diventati estremamente guardinghi ed attivi nel corso della propria attività di filtro.

Ma cosa succede in realtà quando iniziano le prime coliche renali?

Succede che questi organi che o per loro debolezza innata o per abuso incosciente smettono di compiere per intero e con successo la loro funzione di filtri depuratori costretti ad elaborare chimicamente e fisicamente un flusso anomalo di sostanze di scarto o anche solo in eccesso presenti nel sangue rispetto a quanto richiesto dall’organismo nella normalità per mantenere i propri equilibri.

Episodi marginali come anche importanti “colpi di freddo” locali possono generare coliche, si sa, ad ogni azione corrisponde una reazione, e debolezze intrinseche del proprio patrimonio genetico offrono maggiormente il fianco in questo senso, ma non bisogna mai dimenticare che noi, fisicamente, siamo ciò che mangiamo, beviamo, respiriamo.

Nessun metabolismo, nemmeno il più robusto è in grado di sopportare all’infinito errori alimentari o di comportamento, anche Nembo Kid ha i suoi punti deboli,   quindi … buon inizio di autoterapia!

 

 

 

 

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