UN SISTEMA SICURO PER FARSI CONSIDERARE SGRADITO DAL GENTIL SESSO (soprattutto quello con tendenze omosessuali): il PARLAR SEMPRE CHIARO

2 maggio 2015

SANDY SCOTT "Ram of Mendes" 13"H 14"W 10"D Edition of 35

C’è solo una cosa che mi intriga tanto perlomeno come l’infilarmi nel ventre freddo (per qualcuno) di vecchie miniere abbandonate (Danger, danger …) o il vagare in certe zone del Sahara dimenticato e pericoloso dove sembra di esser su Marte, zone che voi non conoscete forse se non per sentito dire, anche se il Vs, personal trainer turistico vi ha giurato che chiunque ci può arrivare come in Piazza Duomo a Milano e che comunque se vi accompagnano loro tutto fila tranquillo, senza alcun pericolo.

Cosa?: studiare per curiosità certi comportamenti del sesso femminile pur senza aver la minima presunzione di riuscire a capirne in profondità il senso (per forza, sono solo uno stupido e limitato maschietto) visto che moltissime meccaniche spesso ripetitive e (per me) scontate appartengono ad un’altra dimensione molto distante da quella maschile … e w la differenza, vivaddio.

Io, per inciso, sono uno dei più convinti assertori della superiorità delle donne nei confronti del sesso maschile il quale spesso pur possedendo muscoli nodosamente efficienti rivela talvolta debolezze intime psicologiche emergenti loro malgrado e derivanti naturalmente dallo stesso DNA.

Debolezze prive di possibilità di interventi correttivi “in corso d’opera” e talvolta veramente inattese in certi individui dalla “statura umana” ufficialmente riconosciuta come superiore allo standard della media, ma che poi al redde rationem, in quanto ad allacciamenti di contatti personali che richiedono un’onestà intellettuale vera ed equilibri ahimè tropo impegnativi per qualcuno … fanno acqua in allegra compagnia con certi “modus” femminili culturalmente invariati da secoli nonostante l’impegno di tante suffragette, incredibilmente ancora in sottana e non in pantaloni, e veramente aperte da una parte e dall’altra.

Così … parlando sempre di grandi numeri e non di casi specifici, bisogna coraggiosamente riconoscere che non sono tutte rose e fiori nemmeno per TUTTE le donne riguardo alla propria autogestione fisico-psichico-comportamentale verso se stesse come verso terzi in quanto igiene mentale, onestà intellettuale, sincerità, maggior equilibrio, senso della misura, capacità di autocontrollo, di impegno, sopportazione e anche di discrezione.

Proprio volendo osservare ad occhi ben aperti il mondo femminile (quello mentalmente e spiritualmente maturo) tutto si impernia fondamentalmente su due direttrici ben distinte: o si parla di donne di solito già collaudate nel senso della loro reale natura, femmine dalle più alle meno belle e desiderabili, serie, equilibrate, attive, ma consce dei propri ruoli e tanto di cappello (troppo poche però, a mio umil parere).

A conferma della loro solidità, una delle rare lamentele che si consentono queste eroine nel corso di un’esistenza esemplare, non lo dico per acquistare simpatie, la si ascolta quando proprio non ce la fanno più per qualche istante e lasciano loro malgrado trapelare la stanchezza che le può pervadere visto e considerato quanto la loro esistenza è veramente impegnativa, stressante, fisicamente defatigante anche se moralmente le eleva a livelli superiori, accettata attivamente e vissuta di solito non solo stando dietro ad una scrivania a schiacciare managerialmente ordini, ma giocando a fare da moglie, da facchino, da madre … da telefono amico.

Così, tanto per dare a Cesare quel che è di Cesare, come si presenta a conti fatti l’unica vera e insostituibile compagna della mia vita.

Ma poi c’è l’altro lato della medaglia: la foltissima schiera, foltissima soprattutto nei paesi dove civiltà e benessere fanno da Bibbia, modello indiscusso e determinante, e le cui preoccupazioni oscillano tra i problemi di dieta, come trascorrere il tempo libero, la scelta del luogo dove trascorrere le ferie, l’abbigliamento da indossare e la ricerca di ogni tipo di conferma se la propria immagine è ancora gradita sia ai maschietti, sia alle amiche, sia al pubblico in genere ma soprattutto a se stesse davanti allo specchio inquisitore, sempre e senza farlo vedere, se non in minima misura, ossessionate da troppe insicurezze.

Non a caso uno dei punti focali che rivelano una grossa fetta di queste debolezze di fondo finisce non raramente per esprimersi in un esibizionismo di difesa e all’opposto, tanto forzato quanto inutile, che più che suonare come tentativo di autoaffermazione altro non rivela che insicurezze, dubbi, fragilità.

Esibizionismo … millantato credito, vorrei ma non posso….

Da quella forma di apparente irrigidimento sia nel mostrare con orgoglio la propria immagine come se fosse indispensabile e normale declamarla pubblicamente immune da qualsiasi negatività, sia nell’ostentare come protette da un muro di cinta medievale presunte, convinzioni “morali”, atteggiamenti, gesti, lo stesso corpo … sia, a seconda delle situazioni, nel suo esatto opposto, ovverosia nel ritenere totalmente lecita, normale, madre di un diritto naturalmente sancito, qualsiasi libertà, chiamiamola così, estetica, tipo presentarsi con colori tanto falsi quanto esteticamente impossibili, tipo un trucco talvolta veramente esagerato, incapacità di accettarsi per quello che realmente si è, un abbigliamento che parla da sé, talvolta anche minimale che già suonerebbe ridicolo addosso a delle minorenni in fase di totale rifiuto puberale, un’ostentazione eccessiva del proprio corpo più o meno vestito con ogni fantasia liberatoria (di che?) senza o con tatuaggi e piercing e chi più ne ha ne metta … e guai a chi glielo fa notare, guai a chi mostra anche un minimo interesse puramente “ottico”, tipo visita allo Zoo …

Dicono che l’importante per queste “femmine vere” sia il sentirsi libere.

Così come in altri casi il totale annullamento estetico visto come ribellione ad ogni tipo di possibile e suscitabile interesse maschile … (di quei maschi così definiti tali solo perché in mezzo alle loro gambe possono esibire un pene più o meno interessante e non certo esteticamente, almeno per un maschietto retrò come il sottoscritto).

Perché, la libertà risiede in quei comportamenti, in quelle forme, in quel tipo di scelte?

Ma anche sempre pronte, non appena desiderano per comodo o calcolo opportunistico dare un’impressione di fragilità, di necessità di comprensione ed affini, a mostrarsi deboli, indifese, spaurite con una professionalità scenico-recitativa degna delle più grandi dive del Palcoscenico.

E tutto senza aver fatto scuole speciali, no, ci riescono benissimo così per natura, è una dote intrinseca, senza forzature, e gli uomini, poveri pirla, di solito ci cascano sempre col risultato che sentendosi investiti da tanta richiesta di fiducia abbassano difese spesso tanto prudenti quanto necessarie di fronte ad appetiti degni di una mantide religiosa e si mostrano comprensivi, disponibili, persino coinvolti psicologicamente senza alcuna finzione nell’offrire i “propri servigi” spassionati … almeno all’inizio (lo dico per onestà).

Direte, ma questo qui ce l’ha su con le donne?

Assolutamente no, anche se mi rendo conto di dell’esistenza di baratri di pensiero tra uomo e donna, notch che mai potranno venire colmati, ma come ho detto prima, W la difference.

Posso citare solo un esempio di certe differenze naturalmente connaturate e manco a farlo apposta sul lato sessuale?

Per l’uomo il centro della sua sessualità è rappresentato dal pene, mentre, per la donna, dalla bocca.

Certo, fanciulloni in pantaloni, proprio dalla bocca, vagina e mammelle sono solo quelli che lei ritiene i suoi attributi organici importanti ma utilizzabili in seconda istanza, non certo a disposizione del primo arrivato e con un loro potere d’acquisto ben individuato, delle logiche gestionali collaudate da millenni, qualsiasi sia la loro origine culturale, religiosa, morale.

Ad esempio, mai e poi mai una prostituta accetterà di baciare in bocca un cliente nel corso di una sua prestazione professionale (a meno di ricevere compensi esagerati) anche se una delle prime manovre che compie nel suo corso, consiste proprio nell’eseguire una pratica orale sul membro maschile, ma mai bocca su bocca, lingua che accarezza lingua.

Nel corso di quella manovra è la donna che ha deciso di gestire in prima persona l’atto, la sua bocca è artefice e padrona del gesto, non c’è un vero coinvolgimento “mentale” profondo anche se fisicamente può provare gradimento, in quel momento l’uomo prova piacere solo perché è lei che lo vuole, così come lei, SOLO SE LO VUOLE, è perfettamente in grado di “offrire” seni e vagina senza venir coinvolta profondamente neppure a livello sensoriale.

Oppure si piglia tutto il piacere che vuole ma se lo tiene tutto per sé.

Un controllo perfetto delle sensazioni emozionali a patto che nel compimento dell’atto non ci sia violenza da parte del maschio che a quel punto riesce, per me inspiegabilmente, ad inchiodare psicologicamente, ma solo in quel caso, la donna sottomessa … come se lei, volendo reagire, non avesse bocca e soprattutto denti per indurlo a farsi rispettare in vista di un possibile e veloce ricovero nel primo pronto soccorso chirurgico …

Ma a voler ben guardare è sempre la donna che gestisce sapientemente lo svolgimento del rapporto sessuale anche perché spesso l’uomo o è una bestia e vuole solo arrivare al suo orgasmo, pochi secondi di piacere che va subito in in mezza scossa bioelettrica, o è solo preoccupato di farle provar piacere per auto affermare le proprie capacità amatorie.

Il discorso è lungo e tortuoso e bisognerebbe non dimenticarsi di distinguere anche tra rapporti fra persone legate da legami sentimentali, affettivi, ed incontri, se non proprio occasionali, di sicuro non destinati a durare nel tempo.

Non è certo questa la sede opportuna.

Uomini come birilli e donne come sfere del bowling nel casino generale di una società dalle zampe da elefante e dal cervello di gallina.

Certo che se un maschietto riesce a gestire in prima persona qualsiasi rapporto soprattutto sessuale maschio-femmina dal più formale al più coinvolto senza per questo lasciare in mano alla donna il VERO pallino della situazione, se non si tratta di sentimenti veri coinvolti, state pur sicuri che lei, tanto per dirne una, appena incontrerà l’amica del cuore, le confiderà che proprio non ne è sicura, però ha avuto l’impressione che lui ad un certo momento, anche se poi si è tirato indietro oppure “ non è stato all’altezza” oppure lei è riuscita a gelare i suoi bollenti spiriti … lui ci ha comunque provato, ne è sicura, non può essere altrimenti, mentre lei, Santa Maria Goretti, oppure simulacro di una torre eburnea inespugnabile senza il suo diretto consenso, faceva di tutto per sviare le sue “attenzioni” o per non fargli capire che poteva venire psicosomaticamente coinvolta !!!

Discussioni zero, solo lei può impersonificare il frutto del desiderio e mai e poi mai le sfiorerà il dubbio che quella volta il birillo era lei e solo lei e che forse sarebbe ora di imparare che esistono altre realtà oltre alle fantasie che ridondano molto incasinate nel suo capo.

Avrò anche esagerato … ma mica più di tanto … etc, etc, etc.

Alcune doverose conclusioni, questa volta solo personali, al prossimo Post.

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