METTERSI IN GIOCO

10 maggio 2015

crg

Una delle prove più impegnative della nostra vita consiste proprio in questo.

Il fatto è che talvolta quando la gente scappa, si nega, fa finta di non vedere e di non capire, non si accolla responsabilità precise e non teoriche … non si tratta necessariamente di mancanza di coraggio, quel coraggio che anche i cani (senza offesa per i cani) riescono a tirar fuori più per questioni di DNA che per processi di autocoscienza razionale e onestà soprattutto intellettuale.

Può anche capitare che chi di quel coraggio ne possiederebbe, può però anche avere idee confuse sulle dimensioni e sul senso del ruolo che si può e talvolta si deve tenere nei confronti di chi ci sta attorno e non si tratta solo di dover tirar fuori quel po’ di … fegato necessario per non continuare a scappare chiamando questo comportamento con parole tipo prudenza e simili.

Mettersi in gioco significa talvolta poi persino poter venire osteggiati da molti sia che mostrino indifferentemente cultura o mancanza di cultura, ma che di sicuro vivono schiavi di blocchi mentali con radici che affondano molto in profondità, oppure affetti da deliri di superautovalutazione veramente gratuita, ma sempre tutti individuabili per una buona mancanza di elasticità mentale, più o meno voluta, più o meno consapevole.

Ma i termini del problema non si esauriscono ancora, quello che sto tentando di fare è un tentativo di analisi veramente impegnativo.

Volete un esempio di chiusura mentale e di rifiuto a mettersi in gioco veramente, onestamente, pronti a riconoscere anche i propri errori oltre che a strillare le proprie ragioni?

Noi ce l’abbiamo tanto su con i musulmani integralisti che non hanno alcun rispetto per la Vita come per le credenze di chiunque non sia Maomettano e avanti per questa strada, ma se ci togliamo le fette di salame dagli occhi, anche qui a casa nostra siamo circondati da integralisti di ogni genere e tipo che si raggruppano in cerchi chiusi e che appena possono, fanno sentire il peso del loro potere anche se invece che avere i “baffi” di generale hanno solo quelli di caporale, e si mostrano sempre impegnati a castrarti moralmente e civilmente col sorriso sulle labbra senza bisogno di celare il proprio muso dietro ad un passamontagna ed ammazzare fisicamente i “diversi” da loro perché quando non si ha ancora imparato a farlo in modo più sofisticato ma dal medesimo effetto, cioè socialmente, spiritualmente, sul piano della dignità …

Già, mettersi in gioco …

E’ un bel match e non tutti hanno la forza, la determinazione, il coraggio, idee chiare e capacità di fare delle scelte che prima o poi li metteranno inevitabilmente in conflitto con le maggioranze silenziose, perbeniste, portatrici di una faccia di culo ben mascherata, e che impiegheranno ogni loro energia per costringere chi esce dalle loro “righe” a farsi infettare dello stesso tumore cerebrale che tutto pianifica, tutto livella, toglie dolori e preoccupazioni (dicono loro) stimoli e fantasie in nome di un credo opportunistico che dà spazio solo ai più furbi e il contentino ai più plagiati incapaci di recidere i fili che li legano al grande burattinaio.

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