BIOENERGIE E … TANTA, TANTA TECNICA

11 maggio 2015

sh

Il tempo scorre veloce, le mie esperienze di terapeuta fuori dalle righe aumentano, e potrei lasciarmi tentare dal desiderio di ritenere che, visti i risultati ottenuti, certi procedimenti terapeutici che pratico sono il super Top di quanto un operatore olistico può realizzare, eppure rimango sempre molto attento sia a non smettere di guardarmi attentamente avanti e attorno, sia a non chiudermi dietro alle spalle nessuna porta durante questo mio percorso che ha visto pochi fallimenti.

Chi mi vuol smentire lo faccia, ma lo dimostri.

E proprio quando queste eccezioni emergono anche decisamente inaspettate (mai stupirsi, eppure ci si casca) quando si verificano, io cerco sempre di comprenderne il motivo, di capire se o in che cosa ho sbagliato, ma poi, anche se la gente cambia con i suoi problemi, le proprie inclinazioni, con gli universi sconfinati dei propri cervelli, la risposta di fondo è quasi sempre la medesima (è colpa mia, io e solo io ho fatto degli errori di valutazione).

Ora facciamo un passo indietro.

Chi è convinto che noi siamo solo un ammasso fortuito e senz’anima di cellule e liquidi ammassati più o meno in ordine all’interno di un involucro corporale, mi spiace per lui o per lei che sia, ma costoro possiedono una mente da ragioniere (nel migliore dei casi) che li faranno sempre “volare” molto basso.

Il mistero della Vita, di quella vita che noi gestiamo talvolta da incoscienti senza rispettarla, approfittandoci dalle protezioni offerte dalle nostre “autodifese” naturali, o anche comportandoci come automi abulici e distratti, preoccupati solo del benessere del proprio conto in banca, della considerazione altrui, di poter essere sempre in grado di alzare un dito e schiacciarvici sotto chiunque, di avere ogni spazio a disposizione e degli altri chi se ne frega … etc. bene quel mistero a cui noi siamo in grado di scrivere solo la parola “fine” per noi o per gli altri, ma solo di una fine fisica corporale, MAI il LA’ di inizio, dovrebbe invece aiutarci a vedere le cose in modi ben differenti ed a valutarle secondo orizzonti aperti a 360*.

E senza dimenticarci di non mancare di rispetto a quella possibilità di scegliere liberamene per noi stessi nel nostro interiore cosa che nessun estraneo potrà mai condizionare totalmente.

Il nostro corpo è una macchina meravigliosa con pochi difetti intrinseci e grandi qualità, immense possibilità operative, di sopportazione, creative, di apertura …: perché ridurci solo alla preoccupazione di certe piccole fetecchie mentali e personali tipo l’eliminazione della cellulite, un’abbronzatura da fare invidia, l’auto nuova e sempre più bella, dove andare a fare le ferie, e potrei continuare sempre in crescendo (ma verso il basso) dell’inutile e del superfluo.

Poi improvvisamente uno o una si rendono conto che qualcosa non va, che la macchinetta del loro corpo deve fare se non la “revisione”, almeno un bel tagliando e qui di solito nascono gli stress.

E non solo perché è facile sbagliare direzione di scelta anche se si sono eseguiti mille e uno esami clinici dedicati con qualche valore oltre ai confini stabiliti, ma proprio perché è come quando si vuol far salire sulla nostra macchina qualcun altro.

Prima ancora di dargli in mano le chiavi, bisogna esser sicuri di volerlo fare e poi, standogli magari seduto a fianco mentre lui la guida, non vivere ogni istante sul chi va là come se il suo comportamento dovesse solo portare alla distruzione dell’amata quattro ruote o anche solo a qualche incidente di minor entità.

E poi mai pensare come fanno molti che basta andare a Scuola di Arti Marziali e di Autodifesa per acquisire nuove energie liberatrici e sanificanti mentre automaticamente si entra in grado di sapersi difendere (e offendere …) in ogni situazione tenendo il toro sociale per le corna.

E’ il computer centrale, il cervello, che bisogna attivare, bisogna saperlo e volerlo attivare educandolo con pazienza e costanza … poi si vedrà se le nostre quattro ossa saranno in grado di svolgere il compito ambito obbedendo automaticamente e istintivamente alla materia grigia.

Ma il risvolto che mi interessa è un altro, e riguarda la posizione mentale che gli esseri umani assumono quando iniziano a rendersi conto di trovarsi di fronte a qualcuno che è capace di “entrare” nei loro cervelli anche se non per scopi malevoli, anzi, esattamente il contrario …

Eppure iniziano subito a scattare quelle autodifese che nel 99% dei casi sono solo masochistiche.

Capisco che affidarsi fiduciosamente a … chicchesia coimplichi sempre una certa prova di forza e di coraggio, perché bisogna eliminare quei blocchi che tante volte, solo quando uno si trova “alle canne” rimuove perché in quel momento ha bisogno di aiuto e da qualsiasi parte provenga è ben accetto, mai poi, superato il momento critico, per la stragrande maggioranza degli individui tutto torna come prima, comprese diffidenza, prevenzione, fantasie gratuite, ingratitudine, giudizi in malafede e via di questo passo.

Se però le porte della mente e del cuore si aprono e rimangono aperte, si crea un transfer che più diventa profondo più ci riporta a trasmettere e ricevere impulsi bioenergetici corretti e sinceri e ad accogliere serenamente e con vero gradimento tutti quei messaggi che ridaranno a mente e organismo la forza e la voglia di reagire bene eliminando negatività di ogni tipo.

In poche parole si rende evidente che nell’estremo rispetto delle proprie intimità fisiche la scintilla terapeutica scocca solo quando corpi e menti iniziano a trasmettere e ricevere liberamente in simbiosi e a mente aperta e disposta ad “accogliere” , quando lasciano libertà ai propri sensi, primo veicolo di ogni bioenergia, ancor prima che al proprio cervello così spesso tanto impegnato in circonlocuzioni mentali e sicuramente molto razionali ma farraginose, di parte e poco in linea con la realtà dei fatti e delle situazioni.

Avete presente quel bravo pianista che mentre le sue mani scorrono sopra alla tastiera del pianoforte lui mette lo strumento in condizione di manifestare col suono quello che sta uscendo dalle sue dita? …

Dita che hanno viaggiato su tanti corpi, toccato, anche solo sfiorato, provato e riprovato, dita che hanno imparato a “sentire” decodificando discretamente positività e negatività, dita che hanno persino fatto sentire in colpa chi improvvisamente quanto inaspettatamente ha iniziato a star bene, a sentire quel gradimento che spesso e volentieri viene male interpretato perché va a toccare sfere anche molto intime, sfere di cui si pensa di essere gli unici piloti e gestori autorizzati …

E così subito si richiudono quelle porte che vengono chiuse solo quando si teme qualcosa o qualcuno, quasi sempre praticamente, quando mente e corpo non sono cresciuti assieme e la mente è rimasta parecchio indietro.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: