SESSO che sempre comanda … (3)

10 giugno 2015

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Torniamo alla causa di Forum.

La donna aveva accettato per un paio di volte il “rapporto a 3”, a suo dire, in realtà di più, si deduceva chiaramente da quel che raccontava, ma poi si era rifiutata di proseguire per quella strada sinché la coppia si era finalmente separata, per volontà sua ma le vere motivazioni non erano chiare.

Forse, quel marito, che magari incosciamente covava anche qualche più o meno dichiarata pulsione di genere omosessuale forse sino a quel momento repressa, mantenendo una posizione di comodo dei suoi presunti sentimenti nei confronti della moglie e del concetto di “matrimonio”, voleva dimostrarle che se lui l’aveva tradita con altre donne era stata solo una questione di sesso.

Ed anche nelle occasioni incriminate in cui l’aveva coinvolta (o meglio in cui lei si era fatta coinvolgere volontariamente … per un masochistico amore nei suoi confronti come lei stessa dichiarava ?!) solo di sesso si trattava per lui fermi restando tutti i valori affettivi della coppia, comodo vero? e quindi, razionalmente, trattandosi di normali sfoghi sessuali piacevoli, non esistevano i presupposti per nessuna forma di vergogna, di stress, tantomeno di gelosia, per nessun dubbio sulla solidità del loro rapporto.

Bene, la donna, dopo anni, e a separazione già di fatto da ancor più tempo, chiedeva danni morali, e non solo, al marito denunciandolo come responsabile di una forma di plagio attraverso il quale lui si era approfittato del suo grande amore, proprio quello che la aveva spinta ad accettare la sofferenza unica di quel “numero a tre”.

Prima domanda lecita, ma se la cosa usciva così tanto dalle sue “righe”, come aveva fatto ad accettare anche solo per una volta, la prima? Per amore?

Considerati i fatti, bella faccia tosta a negare qualsiasi coinvolgimento in questa copia sfocata di fantasie da film porno o di un certo tipo di “letteratura”…

Era un po’ come ascoltare a posteriori le recriminazioni e le accuse di una donna che dichiara di esser stata violentata con la forza quando un bruto la ha costretta, non consenziente, a farsi praticare del sesso orale e lei non si è fatta nemmeno sfiorare dall’idea di simulare di stare al gioco staccandogli poi a morsi quel “membro protagonista di tanta arroganza”, così tanto per chiarire che non era disposta a nessun costo a sopportare passivamente qualsiasi tentativo di vera e propria appropriazione indebita del suo corpo …

D’accordo non tutti si chiamano Santa Maria Goretti o possiedono la forza per reagire, per superare quella forma di blocco psicosomatico generato dalla stessa situazione di terrore procurato, perché in tutto questo c’entra molto anche quella forza d’animo che non alberga in ogni individuo e che non gli fa certo scambiare per piacere un’autentica sofferenza morale, fisica e psichica.

Ma almeno un minimo di diniego, di opposizione … nooo, lo ho fatto per amor tuo … amore di che, di chi?

Della propria dignità?

Ad ascoltare l’ex marito, poi, almeno apparentemente, la donna non aveva proprio mai mostrato cenni né di disgusto né di contrarietà allo svolgimento di quel teatrino multiplo, quindi non mi si venga a sostenere che se si era comportata così lo aveva fatto per non dispiacere apertamente al suo grande amore, anzi, sul momento dimostrava apertamente di essere più che consenziente, convinta e partecipe nel corso di quei rapporti particolari, magari con qualche remora la prima volta, ma in seguito …

A cose fatte lei, e dopo averci pensato un bel po’, ora, più arrabbiata che pentita, lo accusava di essere stato lui e solo lui con le sue “richieste sessuali” il responsabile di averla poi fatta cadere in depressione in forma grave e affermava di essersi ammalata psichicamente proprio perché aveva consentito a quel menage, anche se per sua stessa ammissione nei tempi precedenti non avevano proprio lesinato in fantasie multicolori nel corso dei loro rapporti … quindi, complessi di colpa, ripensamenti, crisi … crucifige, crucifige, crucifige quel maiale di maschio sempre e solo lui con il sesso in testa !!!

Io ho sempre sostenuto che se nei fili della luce ci passa della corrente, quando e se schiacci l’interruttore, la lampadina si accende a meno di non usare un cacciavite tra i fili al posto dell’interruttore …

E qui torniamo al discorso che non ci si dovrebbe mai dimenticare che la donna è psicosomaticamente molto diversa dal maschio e che i suoi equilibri sessuali personali, oltre a quelli di coppia, sono molto più delicati, NON fragili, ma ben diversi da quelli del maschio quando si vuol parlare di sesso e amore assieme, e non solo di soddisfare dei pruriti e come certe realtà sono valide solo per l’uomo, altre lo sono solo per la donna .

Ma, tornando a quel che succede quando il corpo inizia a provare quel piacere che oltre che essere una normale reazione fisica è anche uno stimolo naturale offerto dall’Istinto di Conservazione della Specie che manda i suoi richiami attivandoli in tutta la loro prepotenza, che è da ipocriti voler ad ogni costo non riconoscere, anche se io non sono una femmina e non ho mai avuto rapporti sessuali con altri maschi, quindi non posso avere un’idea precisa di cosa si sente nel venire “penetrati”, ritengo che se in certe zone del corpo sono attivi dei “sensori” organici perfettamente funzionanti e se non ci si oppone sin dall’inizio a praticare certe “ginnastiche” se non formalmente a parole, cioè con MENTE E CORPO, sia per questioni etiche che estetiche, non certo per ipocrisia o simili, prima o poi la lampadina si accende e non ci si può nascondere di provarne godimento, chi più chi meno.

A nessuno di voi maschietti è capitato di far sesso con una gentil fanciulla che mentre continuava a dire di no era proprio lei a prendere certe iniziative?

Bell’abisso l’animo umano …

Comunque, tecnicamente, quando in un modo o nell’altro si accettano pratiche sessuali non proprio consuete, dopo i primi “contatti ravvicinati” fuori dalle righe e dalle consuetudini personali subentrano certi meccanismi mentali che proprio per il fatto che si sta provando piacere, un piacere anche nuovo che sino a quel momento si era ritenuto scorretto, “peccaminoso” se ottenuto in quel modo, può darsi benissimo che subito dopo si innestino i primi sensi di colpa subito trasfigurati in pentimento, in fuga psicologica dai comportamenti tenuti, cercando la scappatoia del … ma io non volevo, non ero d’accordo, ma si sa, per non dispiacergli, per amore, mi sono “abbassata” a tanto …

E’ molto scorretto e disonesto il negare che si sia verificato in realtà qualsiasi possibile coinvolgimento sessualmente piacevole in nome di una morale a cassetti di cui ci si professa seguaci e cultori mentre si cerca di creare alibi che vorrebbero incorniciare l’atto sessuale in sé stesso per come è avvenuto come un qualcosa di esecrabile che nulla ha a che vedere con come sino a quel momento si è ipotizzato potesse e dovesse avvenire tra persone che si amano, un qualcosa in cui la volontà del NO però è stata più debole dell’animo di Pinocchio.

Si può capire e anche in un certo senso perdonare questo complicato meccanismo mentale per cui da co-protagonisti di qualche fantasia erotica extra si può incominciare a sentirsi in colpa quando si ha trasgredito da quella che si ritiene lecita normalità e si trova, dopo, ma sempre dopo, il sistema per convincersi di esser passati forzosamente al ruolo di vittime, così la coscienza si fa una bella doccia purificatrice e non rimane che puntare il dito accusatore su chi sino a quel momento è stato partecipe al 50% se non addirittura di meno in quanto a godimento ricevuto.

Non vi sembra che ci siano attinenze col sistema psicologico della Confessione?

Non sto bestemmiando, sto solo facendo un paragone su certi meccanismi mentali che pare funzionino da millenni liberando mente e spirito dal peso degli errori commessi volontariamente o per stupidità ma anche per menefreghismo sino a quando per un motivo qualsiasi non iniziano a pesarci dentro e allora bisogna trovare un sistema per scaricarli da qualche parte molto lontana dalla nostra coscienza.

A dimostrazione del fatto che certe considerazioni che ho messo a corollario della vicenda non sono fantasie, avrei qualcosa da raccontare.

Ma ve lo racconto domani e poi la chiudo lì.

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