Questa pausa ci voleva

19 agosto 2015

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Mi ero quasi dimenticato dell’importanza di osservare le cose in silenzio.

In silenzio e senza, come si fa di solito, senza iniziare a sparare giudizi impazienti, affrettati e quindi quasi sempre imprecisi, o peggio, fonti di gratuite negatività.

In questo periodo estivo in cui gran parte del mio tempo l’ho trascorso a fare “il nonno” oltre che a girare per miniere abbandonate, ho avuto modo di osservare da vicino i risultati dei nuovi orientamenti pedagogici delle sagge mammine di penultima e ultima generazione (ben confortate da mariti consenzienti per comodo) e il panorama che mi si è aperto non è proprio consolante anche se incredibilmente sono sempre riuscito a rimanermene zitto e neutrale di fronte a tanti episodi di stupidità tanto ben coltivata.

Pare che i piccoli del terzo millennio debbano crescere senza che nessuno stress li tocchi, liberi da fare ciò che vogliono, ben protetti dall’ala materna dalla possibilità di commettere errori, tutti impegnati in una stupida corsa ad imparare a leggere e a scrivere e qualcos’altro prima ancora di aver imparato a rispondere al saluto, a comportarsi da esseri civili a tavola, ad imparare che le cose possono esser fatte sia per passione che per senso del dovere piuttosto che perché li attende una ricompensa, ad imparare la gioia di condividere, di regalare, di rendersi disponibili nei confronti di chi proprio da solo non ce la fa … a capire che giocare e crescere non significa strusciare istericamente il ditino sul touch screen di un videogioco o a uccidere e ammazzare ogni ostacolo proposto dallo schermo di una play station mentre gli fanno guardare solo cartoons e cagate simili perché la realtà di un Tg o altre realtà poi predominanti nel mondo esterno alla famiglia guscio possono “turbare” la serenità della piccola belva che si stanno covando in seno.

Una nuova generazione di egoisti presuntuosi, viziati e pericolosamente, per sé e per altri, insicuri.

Ma lo sanno questi genitori cosa li aspetta non appena i loro figli entreranno nell’età della naturale contestazione, del rifiuto per principio di tutto e di tutti, genitori compresi, dell’abbandono del limbo che gli è stato stupidamente riservato per incominciare a “pucciare” il muso in quella roba lì che puzza e che si chiama vita sociale che a loro sembra parlargli di libertà, indipendenza e grandezza …mentre l’unica cosa che hanno imparato da genitori di tanto spessore è quella di nascondersi nel branco confondendosi in esso per non dover rispondere in prima persona della propria vita e delle responsabilità che si affacciano prepotentemente.

Per fortuna esistono ancora genitori che quando è indispensabile non temono di allungare uno scapaccione o di somministrare una logica e giusta punizione senza subito fare marcia indietro, che sanno mantenere un NO sino a quando è necessario.

La vita è piena di paletti, di no, di violenze, come insegnare l’arte di sapersi difendere senza aggiungere male al male, violenza alla violenza e uno scapaccione puntuale non può che essere curativo, didattico, forgiando il carattere ed avvertendo quando finisce la propria libertà e inizia quella altrui, insegnando ad assumersi responsabilità, ad accettare intoppi e negatività imparando a reagire nel modo più sano e corretto …

Ma che sto a parlare, io lo so che il 99% di voi novelli genitori DOC dissente, perbenisti borghesi, pirla e sfigati, tanto siete irrimediabilmente convinti che permettendo ogni cosa ai vostri figli, rispondendo voi stessi al posto loro alle domande che gli vengono rivolte per un assurdo e inutile tentativo di protezione, stabilendo voi soli cosa gli può piacere o dispiacere, dall’alimentazione alle scelte comportamentali, sostituendovi con la vostra “saggezza” a qualsiasi processo che li faccia finalmente crescere come uomini con le palle e donne con tanto di sé, evitandogli ogni stress, ogni errore educativo, facendogli credere che tutto è facile e dovuto, siete tutti allucinantemente convinti che riuscirete così a mantenere in eterno la loro fiducia, il loro affetto, l’esclusiva dei loro sentimenti … vorrà dire che ci risentiremo quando coglierete i frutti di tanta filosofia apparentemente permissiva ma invece oppressiva, anzi, ve la dovrete vedere da soli, a quel punto io starò certamente mangiando l’insalata dalla parte delle radici e il fiore appassito che sarà forzosamente sbocciato da tutti questi tamagochi sfittici sarà il vostro più pericoloso nemico e che purtroppo farà più male a sé stesso che a voi, alla vostra presunzione arrogante e cieca che merita solo un pollice verso.

 

 

 

 

 

 

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