COLICA RENALE? NO.

12 gennaio 2016

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Ieri sera è venuto da me un signore più per raccontarmi di un disturbo che lo affliggeva ormai da più di un mese che per farsi trattare, una noia dolorosa a cui pensava di doversi rassegnare visto che chi lo aveva “visitato” gli aveva solo prescritto, come al solito, antiinfiammatori e antidolorifici senza capire di cosa si trattava.

Il tipo in questione è stato affetto per parecchio tempo da coliche renali provocate da renella di ossalato di calcio ed io, quando tempo fa mi aveva interpellato grazie a conoscenze comuni, con l’esperienza in merito che mi ritrovo, lo ho aiutato parecchio sinché le sue coliche non sono diventate uno spiacevole ricordo ridotto al ruolo di una minaccia da tener comunque presente soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione.

Proprio ultimamente aveva fatto una serie di esami clinici di routine che nonostante l’età, oltre i 70 anni, rivelavano tutti i valori nella norma.

Il disturbo consisteva in una sensazione di forte infiammazione alla giunzione dell’uretere destro con la vescica urinaria, sensazione che nel tempo si era amplificata con disturbi tra colon e fegato con l’aggiunta di vaghi pizzicori in zona cistifellea.

Dopo alcune esperienze non proprio felici con chi non era riuscito a fargli cessare le coliche, nulla da stupirsi se io avevo conquistato la sua completa fiducia risolvendogli i suoi problemi renali anche solo offrendogli consigli che ormai sul disperato aveva deciso di seguire nella convinzione che nulla di peggio gli sarebbe potuto capitare.

Così senza offrirgli l’impressione di volerlo convincere a farsi “trattare” gli ho rivolto tutta una serie di domande dalle cui risposte potevo tentare di tracciare uno schema corretto della situazione.

Anche se erano presenti alcuni sintomi rivelatori che avrebbero potuto far pensare alla fase finale di una colica renale asintomatica in cui la renella si è incastrata con qualche granulo più grande all’ingresso in vescica, quel che non mi convinceva erano i “pizzicori” e il fatto che il disturbo non era continuativo oltre al fatto che nessun farmaco antiinfiammatorio aveva ottenuto il benché minimo effetto.

Così, cogliendolo di sorpresa, ho tirato fuori una pallina da tennis e gli ho chiesto di farmi il favore di sedercisi sopra con la natica opposta a quella dove sentiva il disturbo, così, tanto per fare una prova … intanto potevamo continuare a raccontarcela su.

Il tipo mi ha dato retta anche se non capiva il senso di quel che gli chiedevo, ma si sa, quando c’è la fiducia …

Dopo un quarto d’ora il disturbo era scomparso in allegra compagnia di tutti gli altri sintomi.

Pallina magica?

No, sistema dell’Antiginnastica di Therese Bertherat, anche se applicato in modo, diciamo, creativo.

In effetti non ho fatto che porre un rimedio meccanico alle conseguenze portatrici di “dolori riferiti” di una compressione anomala di un nervo dislocatosi dalla sua sede naturale per un qualsiasi motivo (tranquilli, non si tratta del Nervo Sciatico … forse peggio …) e di cui non sto a dirvi nome e cognome, né tantomeno della “zona” critica e poco nota in cui si era verificata e vi risparmio anche la lezione di Anatomia, se no subito qualcuno di mia conoscenza mi accusa di voler fare il “professore”.

Liberi di non credere a quanto ho raccontato, no problem, ci sono abituato, ma il problema non è certo mio …

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