IL BRANCO (2 di 2)

24 gennaio 2016

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… Io credo che se la Natura avesse avuto dei dubbi sull’argomento Sesso, anche se qualche prova border line l’aveva fatta con qualcuna delle sue creature, vedi le lumache, o certi pesci che con l’età cambiano sesso, non si sarebbe mai sognata di inventare nessuna differenziazione biologica e psicologica tra i DNA del Genere Maschile e di quello Femminile (umani … chiaramente) rendendoli invece fra di loro complementari ma estremamente differenziati secondo una programmazione evolutiva ben impostata e non solo fisica, ma anche psicologica, mentale.

Perché tutto in Natura si fonda sull’esistenza di due realtà ben distinte, spesso apparentemente “opposte” fra di loro secondo logiche immediate e certe differenze non sono in antitesi ma una simbiosi di forze interfacciabili che offrono le giuste dinamiche volte al meglio degli equilibri della Specie da conservare, e le mistificazioni, gli arrangiamenti “fai da te” della Specie Umana che è troppo sensibile più ai suoi pruriti che a certe verità fondamentali vecchie di milioni di anni e valide al di sopra di qualsiasi “prurito”, appunto, prima o poi, così artatamente manipolate come l’evidenza insegna, offrono il fianco crollando miseramente anche se il “Branco”, con l’evoluzione, ha imparato molto bene a raccontarsi le bugie, a crederci e ad ostentarle com e fosse la cosa più giusta, possibile, quindi lecita.

Tra le mille variabili di certe manipolazioni umane così “In”, il discorso generale sull’educazione, sulla preparazione alla vita che ogni genitore saggio e “tradizionale”, perdonatemi il termine, dovrebbe offrire ai propri cuccioli a lato del suo complemento naturale ben individuato secondo Natura, riguarda una funzione che, tra mille altre precauzioni, dovrebbe mantenersi sempre molto attenta e rispettare una fondamentale legge di vita per cui solo sbagliando e soffrendo si impara e si cresce.

Certo, anche soffrendo, sicuramente, e sbagliando, ma sempre sotto l’occhio vigile di chi sa quando e come intervenire con delicatezza e con correttezza prima che un sentierino collaterale venga scambiato per l’autostrada maestra.

In questo processo formativo, soprattutto con l’esempio bisognerebbe tenere per mano i propri figli che soprattutto nei primi anni di vita sono come delle spugne che tutto vedono, assorbono e cercano di emulare convinti che sia sempre la cosa più giusta, almeno nei primi anni della loro vita, ma senza affliggerli in ogni istante con le nostre apprensioni, i nostri limiti e le spesso immotivate mancanze di fiducia nelle loro capacità di apprendere, valutare e crescere comportandosi non come bestioline.

Certo, bestioline, ma solo agli inizi, perché agli inizi della loro esistenza si comportano proprio come bestioline, appena imparano a camminare e si appropriano di quel minimo di autonomia che gli viene offerta andando per esempio a Scuola (nel cosiddetto Mondo Civile, da altre parti iniziano ad imparare l’uso dei fucili mitragliatori prima di quello della cara igienica, e iniziando così a frequentare i loro coetanei che provengono dagli ambienti e dalle culture più disparate.

Con l’improvvisa e non pianificabile messa a confronto (o perlomeno a lato) di individui caratterialmente diversi da loro, si iniziano a creare le prime forme di condomini sociali in cui è possibile sia emergere sia cedere individualmente su ogni fronte se alla base non si è ricevuta precedentemente in famiglia la necessaria Forza, le dovute certezze, la capacità di capire da cosa bisogna difendersi e come difendersi, cosa accettare e cosa rifiutare, scegliere con coscienza e comportarsi con coraggio e onestà ma con una fermezza che spacca il granito.

Ma anche in questo in caso si tratta di un Terno al Lotto da vincere.

Sì perché da famiglie esistenti solo di nome o da situazioni ai margini della legalità, del buon senso, di tutti quei valori che dovrebbero essere la miglior cornice umana, possono uscire modelli da citare come esempio, mentre da famiglie al fuori di ogni sospetto spesso più che feccia non viene prodotta.

Purtroppo sempre più spesso affiorano violentemente situazioni in cui certa gioventù si perde irrimediabilmente, solo perché non si sente accettata da quel nuovo branco di cui si è comunque infatuata allontanandosi psicologicamente e affettivamente dalla famiglia di origine sino al punto di rifiutarla invece di cercare proprio in essa la risposta ai quei pesanti “perché” che la Vita ci somministra in continuazione.

Come avere fiducia in un padre che ha posposto l’affetto nei tuoi confronti ad esigenze di lavoro, di denaro o di carriera … o ad altre cose su cui è meglio stendere un velo pietoso, come avere fiducia in una madre che ti ha scambiato per anni con un tamagochi con cui giocare, fare i suoi esperimenti pedagogici magari scoperti leggendo un libretto del Readers Digest, su cui riversare incoscientemente complessi, carenze, incertezze, presunzioni di infallibilità ed un affetto, nonostante certe apparenze fatto più di gesti meccanici ed egoisti che un amore vero e incondizionato fatto di rispetto e attese pazienti per una vita appena sbocciata ed ancora immune e linda da tutti i nostri stress?

Ed in più, buona parte di questa gioventù che all’apparenza sembra lontana da ogni lecito sospetto di instabilità psicologica, per sentirsi sempre più accettata e simile a modelli spesso molto discutibili, dato che l’erba del vicino è sempre più verde, è pronta ad emulare al di fuori dal proprio ambiente famigliare chi getta salute e vita in condotte asociali, solo apparentemente prive con facilità di vincoli, si getta al seguito di falsi guru, non esita ad usare violenza fisica o morale sui più deboli … e molto, molto altro, sempre più verso il “basso”.

Una bella gatta da pelare.

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