IO, il miglior medico di me stesso

19 febbraio 2016

kn

 

Sto seguendo da tre mesi almeno un ragazzo affetto da disagi apparentemente solo fisici e derivanti in buona percentuale da un problema kinesiologico di una certa entità.
Nulla di gravissimo, ma come potrebbe essersi verificato, dato che ognuno di noi è fatto a modo suo e le sue capacità reattive sono sempre molto personali, quello che in un individuo procura solo un fastidio generalizzato, per altri può esser fonte incontrollata di nevralgie o altri disturbi anche più antipatici, limitanti e decisamente più gravi.
Le autoterapie decisamente d’urto che gli ho fatto praticare, e quasi tutte basate sul concetto di obbligare le due sezioni complementari del nostro corpo a gestirsi in perfetto equilibrio, come da copione hanno sortito il loro effetto positivo, infatti è sufficiente osservare le nuove posture corrette al 99% che si è autoconvinto a tenere, ma giunti a questo punto, e proprio dopo avergli insegnato come gestire al meglio il proprio fisico e i propri equilibri, sto assistendo ad una piccola “ricaduta” che più che organica è psicologica.
Che si tratti di un fenomeno transitorio non ci sono dubbi, e tutto sommato me lo stavo aspettando, tanto la ripresa ci sarà a breve e si tratterà di un qualcosa di sempre più progressivamente positivo anche perché nel frattempo si è messo in cura presso un bravo Kinesiologo che ha programmato un piano di trattamento e ha iniziato col cablargli un bite con cui correggere le dislocazioni mandibolari da cui è affetto.
Forse voi non lo sapete, ma quando le cuspidi dei nostri denti, soprattutto dei molari, non si affrontano con i giusti incastri durante il serraggio tra mascellare superiore e mandibola, si verificano degli scompensi meccanici subito tradotti in impulsi microelettrici rilevati dalla nostra materia grigia con conseguenze spesso poco piacevoli per gli interessati, e infatti vengono falsati tutti i registri che pilotano i nostri equilibri.
Nevralgie, problemi di equilibrio, appunto, nausee, stati di ansia e scoramento, e così via …
Eppure, la chiave di questi problemi riemergenti si trova solo nella sua materia grigia e credo di aver abbastanza esperienza per poter fare questa affermazione con cognizione di causa.
Quante volte l’ho detto e ripetuto? Il nostro corpo è una Macchina incredibile, provvista di tante e tali difese che quando c’è qualcosa che inizia a non girare per il verso giusto, la prima cosa che bisognerebbe fare sarebbe quella di approfondire impietosamente le motivazioni per cui si è arrivati a tanto e lasciare che il nostro corpo dia per un po’ meno retta alla ragione e più ascolto all’istinto.
Il problema, se mai, è quello di accettare che se le cose non vanno, la ragione di fondo più responsabile è proprio quella da cui cerchiamo di svicolare più o meno abilmente anche nascondendoci dietro al dito mignolo e per trovare la giusta soluzione non è necessario ricorre ad un indovino ma bisogna tirarsi indietro le maniche della propria mente e iniziare a far piazza pulita di tutti i blocchi su cui essa ama starsene comodamente adagiata.
Che dire?
La nostra testa dovrebbe funzionare in un altro modo, ma intanto così è, quindi non lamentiamoci più del dovuto, ma non dimentichiamoci mai che la chiave del nostro benessere è già in nostro possesso.

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