A PROPOSITO DI COLICHE RENALI E AFFINI …

10 marzo 2016

Chi come me ha buona esperienza di disturbi renali, sa che i sintomi dell’arrivo di uno di questi disturbi si può presentare sotto forme molto differenziate di “avviso” organico, tipo nausea o stimolo inappagante ad andare di corpo … prima di incominciare a sentire quei maledetti dolori, ma ce ne sono molti altri di segnali anche apparentemente di nessun conto.

Bene, soprattutto quando i reni hanno già prodotto i loro precipitati, magari asintomaticamente, senza dolori o disturbi aggiuntivi, e i maledetti “cristalli” della renella o dei calcoletti di piccola dimensione iniziano a fare quel tragitto all’interno degli ureteri che teoricamente dovrebbe sempre sortire l’effetto di convogliarli in vescica  senza problemi per la loro espulsione naturale attraverso le urine, uno di questi avvisi può consistere molto semplicemente anche nell’insorgenza di un vago fastidio nella zona dove l’uretere sfocia in vescica e di strani doloretti, talvolta anche forti, in zona lombosacrale, leggi mal di schiena tipo annuncio di piccola ernia al disco in zona S1, S2.

A distanza ormai di anni dalla mia ultima colica, un bel giorno, dopo una serie di esuberanze “alimentari” fatte da incosciente, come se avessi ancora 20anni, una mattina, assieme ad un leggero senso di nausea, inizio a sentire come un indolenzimento alla destra dell’osso sacro assieme ad un senso di fastidio accompagnato da un piccolo dolore ben localizzato in zona inguinale.

Deduco di avere un minimo di “renella” in circolo e mi metto a bere abbondante acqua assumendo al contempo un prodotto farmaceutico che funziona come primo solvente degli aghi cristallini di precipitato, che proprio a causa della loro forma di “ago” tipo riccio di castagna, rendono difficoltosa la loro espulsione per via naturale e generano contratture dolorosissime all’interno degli ureteri.

Pare che il disturbo diminuisca ma è solo un’impressione: in effetti diventa più fastidioso e si tramuta in dolore quando da posizione supina mi tiro su per mettermi a sedere sul letto.

I giorni passano e mi sto quasi rassegnando a convivere col disturbo non senza aver pensato anche ad uno “strappo” fatto in palestra, mi pare impossibile trattarsi di calcolo, quando il dolore inizia ad “espandersi” localmente e per tutto il basso ventre, ed io solo allora mi decido ad andare a farmi vedere da un medico che dopo accurate palpazioni ipotizza persino una infiammazione dell’appendice non senza escludere una dolenzia di origine epatica.

Almeno di pubalgia non si tratta, ma bisognerà fare esami su esami per capirci meglio e intanto ipotizza di somministrarmi una bella sequenza di farmaci.

Bel panorama, vero? ma nulla di nuovo, siamo alle solite, si procede a tentoni …

Ringrazio e me ne torno a casa e dopo aver coscienziosamente buttate alle ortiche le varie prescrizioni di epatoprotettori, analgesici ed antinfiammatori, decido di mettermi a dieta tipo indù: acqua e riso lesso … , null’altro per qualche giorno.

E intanto mi metto a bere quasi 4 litri d’acqua pro die.

Così, una bella mattina, alzandomi dal letto, mi rendo conto che il dolore è scomparso, ma che in effetti, ridotto in minima percentuale, si è spostato a sinistra assieme ad una certa dolenzia in zona osso sacro.

Evidentemente, il mio organismo, dopo anni, aveva deciso di ribellarsi a “troppe” mie disinvolture alimentari degli ultimi tempi e aveva formato un piccolo accumulo di precipitati da espellere pur regalandomi il beneficio di non coinvolgermi con dolori a reni ed ureteri che in realtà, nel tempo, devono essere diventati per la renella e i piccoli calcoli una specie di autostrada a 4 corsie.

Poi, si sa, arrivati a fine corsa del loro tragitto interno, non tutti possono vantare, come dimensionamento, attributi come quelli di quello là della “patatina”, un certo Rocco Siffr… anche se … e certi transiti non sono comunque mai del tutto indolori.

Morale: se avevate avuto problemi renali e ora vi ritenete del tutto guariti, datemi retta, non abbassate mai la guardia, soprattutto nei confronti di quello che mangiate e bevete, perché i vostri reni, una volta che sono stati coinvolti in coliche ed affini, possono guarire, ma la “verginità” l’hanno persa e dovrete stare sempre in guardia per tutta la vita.

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