PARAOCCHI PROFESSIONALI

19 marzo 2016

mod1

Se solo ci rendessimo veramente conto di come e quanto ogni parte del nostro corpo fisico è strettamente connessa a tutte le altre al fine di realizzare un funzionamento integrato ad altissimo livello biologico molto complesso ma anche sufficientemente facile da gestire perché “logico”, una volta entrati in possesso delle necessarie competenze, dalle zone più interne e celate sino alle più esterne, da quelle più importanti a quelle apparentemente senza compiti fisiologici assegnati tipo un semplice quadratino di pelle, e di ogni dimensione, tipologia e funzione, io credo proprio che chiunque rispetterebbe maggiormente quella macchina meravigliosa che ci viene affidata venendo al mondo.

Una “macchina” che grazie a queste caratteristiche ci consente di gestirne equilibri e anche “riparazioni” ogniqualvolta necessario, e senza per forza dover sempre ricorrere a farmacia e soluzioni collaterali, ma sfruttando anche solo tutte quelle sue capacità intrinseche che gli sono state programmate dal buon Dio, o dalla Natura, se preferite, e sempre a patto che non ne abbiate fatto scempio con tutte quelle porcherie che la fantasia umana si inventa per non dover affrontare soprattutto psicologicamente difficoltà o anche solo normalità temute con il coraggio e l’amore necessari.

Quasi un discorso di “leve” tocchi da una parte e un’altra reagisce e se hai ben imparato ad individuare i punti di fulcro, rimane solo da capire e “sentire” dove e in qual misura applicare le giuste energie per oenere le reazioni volute che raramente tardano a manifestarsi.

… Una settimana fa mi ha contattato una persona, sessantenne, gravemente limitata nell’autonomia motoria e in balia a forti dolori locali, a cui un anno or sono hanno installato una protesi nell’articolazione del femore della gamba destra, dopodiché le hanno fatto fare un mesetto di fisioterapia e poi, tanti saluti …

A fisioterapia terminata, sono iniziati a comparire i primi dolori lungo la gamba anche se l’intervento è perfettamente riuscito, infatti non si notano clinicamente sofferenze locali post chirurgiche connesse all’intervento vero e proprio, ma i disturbi anche forti non cessano.

Prima di intraprendere qualsiasi tipo di trattamento ho cercato di capire la vera origine di questi disturbi e nella mia ricerca ho anche spostato, logicamente, ogni mia attenzione sulla colonna vertebrale, mosso dal vago dubbio che si potesse trattare di dolori più o meno direttamente connessi ad una forma di lombosciatalgia e non a carenze di tipo circolatorio.

Sospetto confortato particolarmente dalla tendenza del dolore a comparire in modo puntuale soprattutto all’interno della zona muscolare immediatamente superiore al ginocchio e nella cavità poplitea adiacente.

Mi è bastato sfiorare la zona L4/L5 per vedere questa persona letteralmente sobbalzare per il dolore (avvertito sull’arto) … che dire, non spetta certo a me, ma un Neurochirurgo trarre le conclusioni del caso e stabilire le giuste terapie oltre ad un Medico di Base veramente bravo e competente.

Peccato che tutti i “Camici bianchi” sino ad ora interpellati da questa persona non siano stati capaci di defocalizzare nemmeno per un istante le loro attenzioni dalla zona dove era stato effettuato l’intervento e che quindi non siano stati capaci di risolvere nulla continuando a dormire i loro sonni tranquilli un po’ indegni della candida uniforme che indossano con tanto orgoglio.

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