PAROLE, PAROLE, PAROLE …

5 aprile 2016

auto

Si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima.

Vero, verissimo, anche perché sono la parte del nostro cervello che comunica direttamente con “l’esterno”, un vero e proprio periscopio multifunzionale le cui prerogative non si limitano assolutamente alla nuda funzione dell’acquisire immagini checché se ne pensi in quanto sono in grado di trasmettere moltissimi segnali che hanno a che fare con i rapporti interpersonali.

Ma anche i lineamenti del volto parlano, la mimica dei lineamenti facciali, quasi sempre sfuggendo a qualsiasi tipo di autocontrollo, e in seconda posizione subito dopo agli occhi, è la seconda forma di comunicazione istintiva tra esseri umani a subire automaticamente l’influsso di quanto passa per la mente di chiunque a prescindere da quel che sta uscendo dalla sua bocca, anche di coloro che pensano di essere veramente capaci di dissimulare la quasi totalità delle loro emozioni.

Certo che non è da tutti saper leggere chiaramente attraverso le espressioni del volto, attraverso certe “microtensioni” dei muscoli facciali che riescono ad emergere nonostante le barriere di ogni espressione di circostanza.

Sapete perché sto parlando di queste cose?

Perché è ormai da qualche settimana, ma soprattutto in questi ultimi giorni, che gli schermi televisivi non fanno che offrirci le immagini di troppi nostri governanti del momento che pur destreggiandosi con una dialettica da filosofi di mestiere non riescono più a nascondere la melma dell’imbarazzo e del disagio che li avvolge ormai sempre più da vicino a causa di tutto quel che riguarda la loro gestione un po’ troppo personalizzata della Cosa Pubblica manco fosse una riserva di caccia.

E se anche tutto questo fosse falso per il 50% , basta raschiare un po’ sotto alle apparenze, emergerebbero sempre tutti i motivi validi per ritirarsi a coltivar patate e sempre dopo aver abbondantemente chiesto scusa.

Invece no, ci devono convincere che loro sono puliti, limpidi come l’acqua di fonte, onesti al disopra di ogni indegna accusa anche se al massimo sono colpevoli di qualche porcata commessa per “imperizia”.

Bé, imperizia, ma non mi sembra che al governo di un Paese ci debbano stare e rimanere ad ogni costo delle persone che, hoplà, ogni tanto, pardòn, commettono qualche errore, ma poi, con molto giudizio, non appena glielo fanno notare, e solo se glielo fanno notare, si premurano di chiedere scusa, tanto poi paga sempre Pantalone.

Io mi diverto moltissimo a rilevare su volti di tutta questa gente espressioni seriose, menti corrucciate da persone impegnate in prima linea e pronte a sacrificare tutto quel possiedono per il Bene Comune, mentre in questa cornice (e pure nei loro occhi) viaggiano, a mala pena trattenuti, lampi di imbarazzo e disappunto per esser stati scoperti una volta di più con le mani sporche della marmellata del famoso vasetto.

Come diceva quel saggio nella Lingua dei nostri Padri?

“Excusatio non petita, accusatio manifesta” … il problema però si è ingrandito perché ora le scuse, le motivazioni, i comportamenti, sono improrogabilmente diventati un qualcosa di cui DOVER RENDERE CONTO con chiarezza e altrettanto velocemente e non a parole ma con i fatti

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