NON SE NE PUO’ PIU’

19 maggio 2016

hua

Ho appena dichiarato che la voglia di scrivere l’ho messa nel cassetto, ma …

… ma come rimanere inerti davanti alla prepotenza professionalizzata, legalizzata e incancrenita di certe facce toste che hanno la pretesa di gestire liberamente i nostri destini?

E non faccio nomi, primo, perché la lista sarebbe troppo lunga, secondo, perché molti sono più grandi e grossi di me e la vita mi ha insegnato che a mettercisi contro senza aver ben vagliato certe possibili conseguenze, si ottiene ben poco, almeno sino a quando non si trova l’arma giusta, e non certo perché manchi il coraggio.

Basta saper aspettare e colpire nel modo e nei tempi giusti, anche se poi non sempre ci si riesce come si vorrebbe, sempre bestie umane lo siamo pure noi.

Comunque … una cosa che faccio sempre più fatica a tollerare è che ormai, col pretesto che viviamo in un Paese civile (?!) ad ogni piè sospinto ci viene “democraticamente” imposto di “render conto” di tutto quanto ci riguarda sino al colore dei calzini e noi dobbiamo esser sempre pronti e disponibili per la prossima castrazione morale e materiale.

Sì, come quando lo Stato esige che gli raccontiamo tutto, come in un confessionale, dall’acquisto della carta igienica per chi se la può permettere e non è ancora tornato al vetusto uso della carta di giornale, sino all’ultimo centesimo che ci gira per le tasche anche e che poi, mai contento e malfidente dato che ha sé stesso come esempio, dimostra di creder sempre poco a quanto dichiariamo.

E come se non bastasse, abbiamo un Governo che prima ci impone quel che lui e solo lui pensa di noi e sull’uso che facciamo dei nostri soldi, delle nostre utenze, dei nostri diritti ed affini, mentre chi se ne sta seduto su quelle famose poltrone, pagato con i nostri soldi che stanno veramente per finire, molto oltre alle sue reali necessità e soprattutto rispetto a quanto in realtà produce per la Comunità, spesso ignorando la tragicità di certi nostri disagi per quesioni politiche, per impreparazione professionale, per stupidità, per presunzione … vive in una bolla di cristallo trasparente ma solo dal suo di dentro e ben protetta tutt’attorno da una gabbia di kevlar triplo strato.

Certo, ogni tanto qualcuno degli eletti “salta”, eletti nel senso che stanno in alto, non certo perché stiano lì per volontà legalmente dichiarata di chi dicono di amministrare sventolando quella bandiera di onestà e intelligenza di cui gli è rimasta solo l’asta a mò di bastone.

Ma di solito si tratta di vittime sacrificali di seconda importanza o di chi improvvisamente è diventato pericoloso per la stabilità degli dei stessi di questo olimpo che sino a quel momento li ha usati (dei e olimpo a lettere minuscole, è voluto).

Ecco, se Babbo Natale mi chiedesse cosa voglio per il prossimo Natale gli risponderei che non voglio più dover rispondere di nulla a nessuno di quelli che vivono forti dei privilegi del Potere che si sono messi in tasca e delle Leggi che si sono confezionate soprattutto su misura dei propri interessi, e che voglio vivere per quel che mi resta senza patemi d’animo gratuiti per questo clima di instabilità e timori che si è creato, pur continuando a fare, da cretino lo confesso, il mio dovere umano ed etico di individuo responsabile soprattutto socialmente e in ogni senso, dovere diventato sempre più pesante da sopportare per colpe non mie ma di cui viene prepotentemente esigito il costo col mirino ad alzo zero.

Quanto poi a farsi restituire dallo Stato quel che ha estorto ingiustamente con le minacce di sequestri e balzelli vari, o a fargli pagare i suoi debiti, stendiamo un velo pietoso ma troviamo almeno il coraggio di voltarci dall’altra parte con dignità quando in tempo di confronti ci vengono a cercare per derubarci anche di quella piccola croce, bianco su nero, che gli consente di continuare a fare i propri comodi senza metterci nulla di tasca propria, senza dover mai rispondere a nessuno delle proprie azioni e mostrando quella faccia stampata e sempre sorridente come quella di un clown che in fin dei conti ha sempre bisogno di un applauso per sopravvivere.

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