TESTAMENTO DI UN FOTOGRAFO

1 giugno 2016

abi

Una volta le fotografie erano tutte in bianco e nero.

L’avvento del computer ha fatto emergere prepotentemente il fascino “depistante” del colore.

Se volete conoscere la motivazione per cui utilizzo il termine “depistante”, osservate solo come i giovanissimi siano incapaci di separarsi dai loro telefonini e da tutto ciò che genera colore.

Già, perché le fotografie che una volta venivano stampate a colori da pellicola negativa, si chiamava così, su dei supporti di carta “sensibile”, offrivano delle scale cromatiche molto limitate rispetto ad un odierno schermo LCD.

In effetti l’avvento delle diapositive aveva fatto suonare il primo campanello di allarme nel cervello di noi poveri utenti dell’Immagine che rimanevamo affascinati da tutti quei colori improvvisamente comparsi a nostra libera disposizione.

Certo, si trattava di colori non più riflessi da opache superfici di cartoncino ma della luce variopinta che attraversava le pellicole diapositive e regalava tutte le affascinanti vibrazioni dei colori su di esse imprigionate.

Adesso, grazie ai nuovi sistemi digitali, le immagini a 16.000.000 di colori in realtà ne propongono migliaia molto oltre a quelli che la nostra retina è capace di coglierne le reali differenze cromatiche sullo spettro visibile.

Eppure, dovete fare un atto di fiducia e seguire attentamente quanto vi dirò prima di dichiarare morte e defunte tutte le immagini stampate in bianco e nero.

Provate a pensare quanto i vostri figli e voi stessi giochereste di meno su telefonini ed affini se le immagini offerte gratuitamente da quegli schermi fossero prive di colori … quei colori che spesso sembrano offrire nuovi “sensi” alle immagini riprodotte.

Non è colpa vostra, state pure tranquilli, non siete improvvisamente diventati stupidi, si tratta solo di una nuova forma di dipendenza purtroppo automatica che va di pari passo col progresso tecnologico e da cui è molto difficile affrancarsi.

Il discorso è che questo è l’effetto provocato dalle radiazioni luminose colorate sulla nostra materia grigia grazie ad un vero e proprio effetto ipnotico, non sto esagerando, e chi per primo se ne è reso tecnicamente conto ha cercato e trovato il sistema per trasmettere segnali così amplificati ad uso delle nostre capacità ricettive traendone profitti di ogni tipo, economico, psicologico, politico …

Eppure, se vi fosse rimasta un po’ di quella sensibilità più patrimonio della mia generazione che delle vostre e vi capitasse fra le mani qualche stampa in bianco e nero di certi affascinanti ritratti fotografici di Richard Avedon, di Irvin Penn o di alcuni still life di Bill Brandt o simili, forse vi rendereste conto che le storie per immagini si possono raccontare in due modi: o sfruttando l’effetto emotivo di cornici (i colori) più belle dei soggetti dei quadri rappresentati che paiono essere sempre più spesso privi di creatività, di valore compositivo e narrativo, oppure lasciando che sia l’immagine stessa a raccontare da vera protagonista la sua storia esposta al giudizio inclemente dell’osservatore.

Che il mondo a colori sia più bello di quello in bianco e nero?

Forse, però è sicuramente più scontato, più commerciale, più da specchietto per le allodole, non di certo come la maggioranza delle donne appena si svegliano e non hanno ancora provveduto a restaurarsi la faccia con creme e colori artificiali.

Che fare?

Trasferire le nostre capacità di comunicazione utilizzando gioiosamente quanto progresso e tecnologia ci offrono, ma mai come fanno tante amorose mammine quando fotografano i loro tesoretti … mille scatti … ce ne sarà almeno uno giusto fra tutti … che importa saper scegliere prima di qualsiasi click?

C’è sempre tempo poi per scegliere e cestinare quello che non ci aggrada, tanto, il click non costa nulla e se ne possono scattare anche migliaia senza spendere un cent.

Come accade oggi per ogni cosa nella vita … tutti pronti a sparare rose di pallini di piombo sperando di beccare qualcosa … ma anche se tutti ormai sono “fotografi” provetti, i veri tiratori scelti sono una razza ben differente e purtroppo in estinzione.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: