CANI, CHE PASSIONE !!!

10 agosto 2016

pep

Non avete occhi che per vostri cani?

Benissimo, vi offro un’occasione incredibile per evitarvi in futuro di venire a leggere quanto scrivo nei miei Post con le mie critiche molto poco “in” e degne del secolo scorso.

Allora cominciamo: vi siete mai veramente chiesti (onestamente) per quale motivo ad un certo punto della vostra vita avete deciso di “adottare” un cane?

Lo sapevate che questo significava far entrare in famiglia un nuovo elemento che vi avrebbe creato dei limiti pari a quelli di una persona adulta ma col cervello di un bambino e con qualche handicap fisico?

Forse avevate solo bisogno di un compagno con cui non esser costretti ad evitare di mettere a confronto i propri pensieri, le proprie scelte, le proprie abitudini e convinzioni … un essere incapace di contraddirvi o anche solo criticarvi perché il dono di esprimersi a parole proprio non ce l’ha e tutto il rimanente non sono che vostre deduzioni.

Che bello poi, poter avere sempre a fianco un compagno totalmente fiducioso in voi anche a prescindere se ve lo meritate, e anche a difendervi, perché no? Con l’aria che tira …

Certo, perché lui è il tradizionale amico dell’uomo, di colui che comunque gli dà da mangiare, lo coccola di sua iniziativa, gli offre un asilo di solito sicuro, lo fa giocare o fare un lavoro che lo diverte, e gli offre dei vantaggi che non troverebbe certamente vagando come un randagio.

E l’animale, di rimando, gli mostra un attaccamento che per lui è il giusto dono dovuto nei confronti di un essere che sente superiore anche se a certe forme di libertà comportamentale tutte sue e molto poco umane non rinuncerà mai pur sapendole non molto gradite al suo padrone amico.

Sì perché lui è nato libero e pur amandovi e anche temendovi, inutile negarlo, cercherà sempre di raggiungere una posizione “sociale” alla pari con voi.

E voi, proprio voi, sarete i suoi amici fedeli sinché un bel giorno non cambierete idea come si può fare con un paio di scarpe, magari quando l’animale si ammalerà, o anche solo invecchierà e voi che siete sempre pronti a mettere all’ospizio un padre o una madre diventati con l’età difficili da gestire e un peso per la vostra autonomia e libertà … non vi comporterete certo in modo differente, anche peggio.

Così vi sarete dimenticati anche che lui, a differenza di qualsiasi altro essere umano, non ha mai potuto né voluto rispondere per le rime a certi vostri comportamenti che è meglio persino non definire col loro nome e quegli occhioni che vi guarderanno sempre come se voi foste l’unica ragione della sua vita, vi troveranno improvvisamente insensibili e duri.

Ma per ora, pieni di entusiasmo, voi lo amate, lo trattate come “uno di famiglia”, messo e non concesso che non iniziate ad esser stanchi di doverlo sempre accudire come un tamagochi e quindi iniziando in sordina a considerarlo un ingombro da cui prima o poi staccarsi in un modo o nell’altro, questo quando dovrete iniziare ad accettare che anche quell’animale è un essere vivente con le sue logiche istintuali a cui lui difficilmente pone dei limiti e che spesso vi trovate costretti ad accettare anche se “lo mandate a scuola” fino a quando sembra ormai esser divenuto capace, su vostro “comando”, di obbedire come uno schiavetto e di dominare i propri istinti, anche quelli più bassi.

Lui ha i suoi ritmi, le sue esigenze, la sua natura animale è decisamente diversa dalla vostra anche se siete convinti che lui sappia rinunciare per amor vostro alle proprie pulsioni … impossibile … che capisca il “senso” delle vostre parole mentre invece ne riconosce solo i suoni e quel che vi “sfugge” tragicamente, è che è molto difficile imbrogliarlo come sapete ben fare con i vostri simili, perché, anche se non ve lo farà mai capire, lui vi “sente” e capisce molto di più di quanto voi capite lui, perché le sue capacità istintuali di “captazione” infinitamente superiori alle vostre, gli fanno avvertire anche quel che gli volete nascondere …

Ma è inutile che insistiate a considerarlo come uno di famiglia, tipo figlio aggiunto, uno cioé che non si sognerebbe mai ad esempio, spinto da qualche odorino invitante, a defecare magari in un posto “no”.

Certo perché se non lo avete ben condizionato sin dall’inizio a rispettare determinate regole, sarà poi sempre lui a comandare, come quando inizia a tirare il guinzaglio, a infilarvisi in mezzo alle gambe quando camminate e a travolgere quanto incontra per le sua strada …

Fior di scienziati hanno ben documentato quel lato della sua natura che funziona in un certo modo compatibile con la nostra tranquillità solo grazie a dei condizionamenti ricevuti; perché state arricciando il naso? Vi siete forse dimenticati che anche voi subite quotidianamente il peso di certi condizionamenti sociali … e spesso solo per vigliaccheria?

E allora per quale motivo comportarsi come quasi tutti i genitori del cosiddetto Mondo Civile e civilizzato che per non “stressare” i propri piccoli, per non creargli dei blocchi psicologici (ma sarà poi vero? Come ha fatto il Genere Umano a sopravviver sino ad oggi senza tutte quelle seghe mentali?) … gli lasciano fare tutto quel che vogliono o quasi e sotto sotto anche perché sono molto preoccupati di perdere il loro affetto creandogli dei limiti, opponendogli delle Regole, dei “no”.

Infatti quando questi “piccoli” iniziano a crescere e ad annusare il significato delle parole “indipendenza” e “libertà”, diventano subito irrequieti, non si riesce più a comunicare con loro, tutto quel che esce dalla vostra bocca li stanca, vi sfuggono se cercate di aprire un dialogo, e appena possono cercano di evitarvi mentre voi continuate pietisticamente e molto coglionamente a riempirgli le tasche con quei quattro o più soldi che gli servono per farsi i fatti propri …

Un errore tipico poi è quello di illudersi che il metodo sicuro per riuscire ad insegnargli a rispettare qualche “ordine” sarà quello di dargli sempre dei piccoli premi ogni volta che obbedisce, così come la maggioranza di voi fa con i propri figli: arriva una bella pagella? Subito il premio.

Gli chiedete di far qualcosa per voi e se anche a fatica riuscite ancora ad ottenerlo, sempre un premio.

Ma la Vita di premi ne offre troppo pochi perché una persona intelligente si illuda che offrire un premio in cambio di un “Sì” offra delle reali prospettive di crescita caratteriale e psichica.

Il vostro cane infatti, come i vostri figli “non stressati”, ma che solo per voi “non sono stressati”, vi obbedirà solo per ottenere quel premio, non perché stia iniziando a capire che deve accettare di tenere certi comportamenti rispettando il suo “padrone”, i suoi ordini, le sue necessità, che nella vita esistono dei paletti, che non tutto è lecito, anzi!

Questo non toglie che la sua natura lo porti normalmente a difendere sia il territorio in cui vive sia il suo padrone a cui sicuramente si affeziona, vorrei ben vedere, per lui voi siete molto di più che il vostro Capoufficio a cui voi, se necessario … glissòn … ma questo deriva dalla sua natura di “paria”, natura che in millenni di convivenza gli ha creato questo habitus per cui la coscienza di sapere che difendendo il suo ambiente e chi lo ospita si traduce anche nella difesa di se stesso.

Certo, un cane sa anche dare la propria vita per fare questo, ma che senso, che valore ha lui della vita? Come noi? Ne siamo proprio sicuri? E’ veramente preoccupato di perdere quello che per il Genere Umano, dopo i soldi e il Potere è la cosa più importante?

Di sicuro ha molto più ricordo e rispetto dei morti, rispetto a qualsiasi suo padrone.

In ogni caso il cane, una volta che sia stato bene condizionato e che sia diventato adulto, se non gli avete consentito di ritenere che è lui il padrone di casa, della vostra vita, delle vostre decisioni e delle vostre abitudini, tipo ad esempio, a prtire dalle cose più piccole, non consentirgli di leccarvi in faccia o di saltarvi addosso per esprimere la sua gioia di vedervi, o di non lasciargli mettere le zampe sulla tavola dove state mangiando o di salire sui divani, o quel che è peggio sul vostro letto, di non scambiare gli spazi dove voi vivete con un canile … indubbiamente è e sarà un ottimo compagno di vita che però non riuscirete mai a convincere che non sta bene ficcare il muso in ogni escremento che incontra per la strada.

Dimenticarsi che un cane è una bestia, anche se di livello superiore, nessuno lo nega (ma mai all’altezza di un felino, non a torto nell’antico Egitto i gatti erano venerati come Divinità, noi ce lo siamo dimenticati, loro no) è l’errore più grande che l’uomo possa commettere.

Avere un cane per casa significa aver accettato in famiglia una nuova creatura con tutti i doveri che per voi ne derivano e mai dimenticare che rispetto a lui siamo noi gli “esseri superiori” anche se certi suoi comportamenti onesti e istintivi qualche volta ce lo pongono qualche gradino più in alto di noi stessi, falsi ed egoisti al suo confronto, invece che sinceri e prodighi come lui.

Ma un cane è sempre un animale, mai dimenticarselo, e basta con quell’amore sperticato che non offriremmo mai ad un nostro simile solo perché questo simile, avendo il dono della parola, ci può rispondere come ci meritiamo, mentre la povera bestia … se rompe … a cuccia!

Potrei continuare per parecchio, ma tanto, lo so, non serve a nulla, e … buone leccate in faccia.

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