CHI HA PAURA DEGLI SPECCHI?

19 agosto 2016

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A giudicare da quella specie di nebbia sociale spesso maleodorante che ci circonda, parrebbe che la parola “Confronto” ha perso quasi completamente il suo vero significato … pure lei, e purtroppo non finisce qui … come si suol dire, al peggio non c’è mai fine.

Sembra che confrontarsi si riduca ormai al cercare di aver conferme se la propria immagine attira il gradimento dei nostri simili quando ci osservano (più o meno forzati dai nostri atteggiamenti) o se si possiede l’automobile più “IN”, se si può ostentare alla faccia dei nostri simili qualsiasi cosa noi riteniamo che ci faccia sentire superiori … che angoscia … tipo l’ultimo telefonino offerto dal Mercato, padrone ormai indiscusso dei nostri equilibri … abbiate pazienza, fatemi correggere … di quelli vostri, non certo dei miei, senza offesa.

Il vero senso del “Confronto” è cosa decisamente più impegnativa, una spinta psicologica che dovrebbe esser connaturata con l’imprinting dell’homo sapiens, non un qualcosa ridotto ad una ricerca talvolta abulica, talaltra rabbiosa di conferme, schiavi dei nostri più inconfessati complessi che non cessano mai di emergere fuori controllo come avviene sulla superficie dell’acqua per gli escrementi portati da una condotta di fogna sotterranea.

Comodo perdere questo appuntamento che mai dovrebbe essere interrotto con la nostra “faccia” di esseri superiori del Mondo Animale, una spinta automatica, istintiva volta alla ricerca di valori che vanno ben oltre a certe prudenze codine spesso millantate per prudente saggezza.

Ma anche la capacità di accettare le nostre inferiorità passeggere o incancrenite che siano, inferiorità che nonostante ogni nostro sforzo potranno anche sembrarci insuperabili … però, chissà? … ed è questo il bello di una vita positivamente attiva e volta sempre alla ricerca del meglio.

Sapersi confrontare è anche una forma di coraggio e, ditemi, come si può vivere e sopravvivere senza coraggio, nascondendosi dietro al dito mignolo delle proprie ipocrisie?

Cosa che capita soprattutto quando il “Confronto” è quello con noi stessi, con quelle parti di noi che molto abilmente cercano di sfuggire al nostro controllo sotto la sapiente guida del diavoletto cornuto col forcone in mano.

Il “Confronto” poi, lo si può vincere o perdere, che importa?

Ma è la pulsione che ci spinge a cercarlo che fa la differenza facendoci salire su quel gradino più alto, infatti se è importantissimo vincerlo è ancora più importante ed educativa l’autopadronanza nel saper perdere con intelligenza, quando accade, e non con rabbia.

Pronti poi a rimettersi subito in gara forti dell’esperienza dei propri errori e ben determinati a superarli, al limite, ma anche a condividere sinceramente la gioia di chi si è dimostrato superiore, mostrare la nostra reale e sincera compartecipazione con la sua felicità che oggi è sua e domani, chissà, può diventare nostra.

Sapersi confrontare non è un’esclusiva degli eroi, di quegli esseri superiori che esistono sempre e da sempre, questo è il patrimonio di chi, dentro forte, non vuole mai cedere dinanzi a qualsiasi prova lo costringa la Vita, sia che faccia il minatore, il ragioniere di banca, il clochard o il Capitano d’Industria.

Mai perdere le motivazioni interiori che dovrebbero stimolarci sempre in questo senso.

Io però ho una sensazione: che cioè queste considerazioni riguardino più il Genere Maschile piuttosto che quello Femminile, perché sono sempre più gli uomini ad avere i maggiori problemi di gestione del proprio “IO”.

Le donne, sì, spieranno con la coda dell’occhio le proprie rivali quando i propri sistemi di autostima accendono il led rosso di guardia, ma la cosa di solito si ferma lì, loro hanno altre cose più essenziali a cui rivolgere pensiero ed energie … e spesso e volentieri, alla fine, sanno pure sotterrare ogni inimicizia fra di loro.

La prossima volta voglio nascere donna (non .. “diventarlo”, scusate i miei blocchi mentali reazionari nati con me nel secolo scorso, ma certi “ripieghi” di moda, quando sono solo ripieghi, mi puzzano da sempre) e per ora stringo i denti e cerco di tener sempre ben presente quel che mi tocca come maschio cercando di dimostrare che il mio sesso ha ancora qualcosa da dire.

Dimenticavo, “Confronto” non significa per forza lotta, gara, guerra … ci si può sempre confrontare tanto per iniziare anche solo mettendosi davanti ad un specchio.

E questo dovrebbe nascere da un’esigenza istintiva della nostra natura di animali superiori, un modus vivendi dinamico e positivo … anche quando sarà proprio il “Confronto” a rivelare le nostre immancabili inferiorità che comunque non sono mai destinate ad essere eterne e insuperabili.

Chi diceva che tutto è relativo ?…

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