abi

Una volta le fotografie erano tutte in bianco e nero.

L’avvento del computer ha fatto emergere prepotentemente il fascino “depistante” del colore.

Se volete conoscere la motivazione per cui utilizzo il termine “depistante”, osservate solo come i giovanissimi siano incapaci di separarsi dai loro telefonini e da tutto ciò che genera colore.

Già, perché le fotografie che una volta venivano stampate a colori da pellicola negativa, si chiamava così, su dei supporti di carta “sensibile”, offrivano delle scale cromatiche molto limitate rispetto ad un odierno schermo LCD.

In effetti l’avvento delle diapositive aveva fatto suonare il primo campanello di allarme nel cervello di noi poveri utenti dell’Immagine che rimanevamo affascinati da tutti quei colori improvvisamente comparsi a nostra libera disposizione.

Certo, si trattava di colori non più riflessi da opache superfici di cartoncino ma della luce variopinta che attraversava le pellicole diapositive e regalava tutte le affascinanti vibrazioni dei colori su di esse imprigionate.

Adesso, grazie ai nuovi sistemi digitali, le immagini a 16.000.000 di colori in realtà ne propongono migliaia molto oltre a quelli che la nostra retina è capace di coglierne le reali differenze cromatiche sullo spettro visibile.

Eppure, dovete fare un atto di fiducia e seguire attentamente quanto vi dirò prima di dichiarare morte e defunte tutte le immagini stampate in bianco e nero.

Provate a pensare quanto i vostri figli e voi stessi giochereste di meno su telefonini ed affini se le immagini offerte gratuitamente da quegli schermi fossero prive di colori … quei colori che spesso sembrano offrire nuovi “sensi” alle immagini riprodotte.

Non è colpa vostra, state pure tranquilli, non siete improvvisamente diventati stupidi, si tratta solo di una nuova forma di dipendenza purtroppo automatica che va di pari passo col progresso tecnologico e da cui è molto difficile affrancarsi.

Il discorso è che questo è l’effetto provocato dalle radiazioni luminose colorate sulla nostra materia grigia grazie ad un vero e proprio effetto ipnotico, non sto esagerando, e chi per primo se ne è reso tecnicamente conto ha cercato e trovato il sistema per trasmettere segnali così amplificati ad uso delle nostre capacità ricettive traendone profitti di ogni tipo, economico, psicologico, politico …

Eppure, se vi fosse rimasta un po’ di quella sensibilità più patrimonio della mia generazione che delle vostre e vi capitasse fra le mani qualche stampa in bianco e nero di certi affascinanti ritratti fotografici di Richard Avedon, di Irvin Penn o di alcuni still life di Bill Brandt o simili, forse vi rendereste conto che le storie per immagini si possono raccontare in due modi: o sfruttando l’effetto emotivo di cornici (i colori) più belle dei soggetti dei quadri rappresentati che paiono essere sempre più spesso privi di creatività, di valore compositivo e narrativo, oppure lasciando che sia l’immagine stessa a raccontare da vera protagonista la sua storia esposta al giudizio inclemente dell’osservatore.

Che il mondo a colori sia più bello di quello in bianco e nero?

Forse, però è sicuramente più scontato, più commerciale, più da specchietto per le allodole, non di certo come la maggioranza delle donne appena si svegliano e non hanno ancora provveduto a restaurarsi la faccia con creme e colori artificiali.

Che fare?

Trasferire le nostre capacità di comunicazione utilizzando gioiosamente quanto progresso e tecnologia ci offrono, ma mai come fanno tante amorose mammine quando fotografano i loro tesoretti … mille scatti … ce ne sarà almeno uno giusto fra tutti … che importa saper scegliere prima di qualsiasi click?

C’è sempre tempo poi per scegliere e cestinare quello che non ci aggrada, tanto, il click non costa nulla e se ne possono scattare anche migliaia senza spendere un cent.

Come accade oggi per ogni cosa nella vita … tutti pronti a sparare rose di pallini di piombo sperando di beccare qualcosa … ma anche se tutti ormai sono “fotografi” provetti, i veri tiratori scelti sono una razza ben differente e purtroppo in estinzione.

 

Annunci

GRAZIE

30 maggio 2016

dva2

Un Grande della Chirurgia con cui ho lavorato per ben tre lustri, quindici anni, un Uomo che non tollerava giochi politici sottobanco, infedeltà, leccate di c…, impreparazione professionale, falsità di ogni tipo e che, potendolo, creava ostacoli veramente pesanti a chi cercava di farsi strada presso di lui con i soliti mezzucci all’italiana che non voglio nemmeno nominare, andando contro di petto anche a vere e proprie montagne di Potere, spesso lo sentivo mormorare: … chi sa , fa, chi non sa, parla.

Si potrebbe aggiungere a quel “parla” … promette, magnifica, manovra parole e numeri, cerca di seminare consensi, minimizza o getta discredito su ciò che non esce dalla sua bocca … e via così muovendo sassolini che chiama montagne.

Fortunatamente questo non lo si può proprio dire dei Dirigenti del nostro Governo, vero?

Quelli che per bontà innata, onestà e senso di responsabilità, anche se nessuno li ha eletti, si sono sobbarcati l’onere di risolvere tutti i problemi del Paese.

Grazie.

NON SE NE PUO’ PIU’

19 maggio 2016

hua

Ho appena dichiarato che la voglia di scrivere l’ho messa nel cassetto, ma …

… ma come rimanere inerti davanti alla prepotenza professionalizzata, legalizzata e incancrenita di certe facce toste che hanno la pretesa di gestire liberamente i nostri destini?

E non faccio nomi, primo, perché la lista sarebbe troppo lunga, secondo, perché molti sono più grandi e grossi di me e la vita mi ha insegnato che a mettercisi contro senza aver ben vagliato certe possibili conseguenze, si ottiene ben poco, almeno sino a quando non si trova l’arma giusta, e non certo perché manchi il coraggio.

Basta saper aspettare e colpire nel modo e nei tempi giusti, anche se poi non sempre ci si riesce come si vorrebbe, sempre bestie umane lo siamo pure noi.

Comunque … una cosa che faccio sempre più fatica a tollerare è che ormai, col pretesto che viviamo in un Paese civile (?!) ad ogni piè sospinto ci viene “democraticamente” imposto di “render conto” di tutto quanto ci riguarda sino al colore dei calzini e noi dobbiamo esser sempre pronti e disponibili per la prossima castrazione morale e materiale.

Sì, come quando lo Stato esige che gli raccontiamo tutto, come in un confessionale, dall’acquisto della carta igienica per chi se la può permettere e non è ancora tornato al vetusto uso della carta di giornale, sino all’ultimo centesimo che ci gira per le tasche anche e che poi, mai contento e malfidente dato che ha sé stesso come esempio, dimostra di creder sempre poco a quanto dichiariamo.

E come se non bastasse, abbiamo un Governo che prima ci impone quel che lui e solo lui pensa di noi e sull’uso che facciamo dei nostri soldi, delle nostre utenze, dei nostri diritti ed affini, mentre chi se ne sta seduto su quelle famose poltrone, pagato con i nostri soldi che stanno veramente per finire, molto oltre alle sue reali necessità e soprattutto rispetto a quanto in realtà produce per la Comunità, spesso ignorando la tragicità di certi nostri disagi per quesioni politiche, per impreparazione professionale, per stupidità, per presunzione … vive in una bolla di cristallo trasparente ma solo dal suo di dentro e ben protetta tutt’attorno da una gabbia di kevlar triplo strato.

Certo, ogni tanto qualcuno degli eletti “salta”, eletti nel senso che stanno in alto, non certo perché stiano lì per volontà legalmente dichiarata di chi dicono di amministrare sventolando quella bandiera di onestà e intelligenza di cui gli è rimasta solo l’asta a mò di bastone.

Ma di solito si tratta di vittime sacrificali di seconda importanza o di chi improvvisamente è diventato pericoloso per la stabilità degli dei stessi di questo olimpo che sino a quel momento li ha usati (dei e olimpo a lettere minuscole, è voluto).

Ecco, se Babbo Natale mi chiedesse cosa voglio per il prossimo Natale gli risponderei che non voglio più dover rispondere di nulla a nessuno di quelli che vivono forti dei privilegi del Potere che si sono messi in tasca e delle Leggi che si sono confezionate soprattutto su misura dei propri interessi, e che voglio vivere per quel che mi resta senza patemi d’animo gratuiti per questo clima di instabilità e timori che si è creato, pur continuando a fare, da cretino lo confesso, il mio dovere umano ed etico di individuo responsabile soprattutto socialmente e in ogni senso, dovere diventato sempre più pesante da sopportare per colpe non mie ma di cui viene prepotentemente esigito il costo col mirino ad alzo zero.

Quanto poi a farsi restituire dallo Stato quel che ha estorto ingiustamente con le minacce di sequestri e balzelli vari, o a fargli pagare i suoi debiti, stendiamo un velo pietoso ma troviamo almeno il coraggio di voltarci dall’altra parte con dignità quando in tempo di confronti ci vengono a cercare per derubarci anche di quella piccola croce, bianco su nero, che gli consente di continuare a fare i propri comodi senza metterci nulla di tasca propria, senza dover mai rispondere a nessuno delle proprie azioni e mostrando quella faccia stampata e sempre sorridente come quella di un clown che in fin dei conti ha sempre bisogno di un applauso per sopravvivere.

cane

Avete mai seguito sugli schermi quelle fantastiche immagini di milioni di uccelli o di pesci che si muovono armonicamente tutti assieme in un unico gruppo compatto con un sincronismo di movimenti che è praticamente impossibile ricreare artificialmente se non attraverso le falsità della Realtà Virtuale?

Avete visto come quelle immense masse in movimento, generalmente per sfuggire a qualche aggressione, si aprono, si chiudono, deviano dal loro corso senza mai perdere la corposità del gruppo ma creando nuove forme e lasciando in un istante il vuoto dove sino ad un momento prima si muovevano compatte migliaia di esemplari apparentemente solo ammucchiati casualmente fra di loro e poi si ricompattano come se nulla fosse in quella realtà dinamica, quando il pericolo si è allontanato, e riprendono la forma originaria del gruppo con un trasformismo degno della computergafica più sofisticata?

Bene, credete forse che questo succeda perché un eventuale capobranco ha dato dato un ordine e tutti i suoi simili, prima lo hanno recepito e poi valutato e poi hanno ritrasmesso al proprio cervello (che per piccolo che sia è sempre un cervello) il comando dello spostamento e quindi hanno deviato dalle loro traiettorie secondo un comune piano di fuga e pure tutti attenti a non urtarsi fra di loro?

In realtà si tratta solo di reazioni istintive compiute per merito di un Sistema Nervoso equivalente al nostro Sistema Extrapiramidale, quello che, per capirci subito, ci consente ad esempio di percorrere, guidati solo dall’istinto e dalle nostre reali capacità pratiche a lui totalmente in mano ed al massimo del loro possibile rendimento, anche chilometri e chilometri alla guida di un autoveicolo mentre pensiamo ad altro, con gli occhi che guardano la strada senza apparentemente nemmeno vederla mentre invece la tengono sotto controllo con un attenzione ed uno spirito critico sommersi impossibili da raggiungere nella normalità, e SENZA che accada nessun incidente e tanto meno senza che ci rendiamo conto della situazione di totale automazione in cui ci stiamo muovendo.

Di solito gli incidenti avvengono poi subito non appena si ritorna ad un normale stato di “attenzione” cosciente, quando decidiamo di tornare ad usare la nostra “infallibile” Ragione, e proprio nel momento preciso del passaggio di ruolo tra Sistema Extrapiramidale e Sistema Nervoso Centrale attivato da azioni volontarie, e razionali o, meglio, ragionate.

In effetti gli ordini primari partono sempre da un capobranco, che però, nel Mondo Animale Inferiore, a differenza di quello Umano, procede sempre in testa a tutti i suoi seguaci nonostante lo stare in prima linea sia sempre pericoloso almeno un punto in più che in ogni altra posizione, ma che solo da là può avere le idee più chiare per sé e per il proprio gruppo.

Tra gli esseri umani invece, da quando i tempi eroici sono terminati, i capobranco di solito rimangono al sicuro nelle retrovie mentre dirigono le operazioni, possono persino decidere quanti dei loro “simili” sacrificare per il cosiddetto bene comune e la disinvoltura con cui si comportano dall’alto di quei ruoli pare dimostrare quanta poca differenza intercorra per loro tra un branco di acciughe ed una legione di anime umane, l’importante è vincere la battaglia o la guerra, magari schiacciando solo un asettico “bottone”.

Diciamo che però non tutti gli uomini sono fessi e ciechi e sono ormai molti coloro che non danno più il loro ufficiale segno di fiducioso gradimento e tanto meno retta a tutta quella pletora di caporali troppo pagati che fanno finta di gestire al meglio le sorti della loro gente gloriandosi di risultati grandi come pulci e facendo finta di essersi dimenticati del cielo che gli sta crollando addosso (cadesse in testa solo a loro, ma …) e tutto mentre i dissenzienti si voltano da un’altra parte per non doversi mettere in gioco.

Come accade nel nostro caro ed amato Bel Paese dove a ben indagare la ricchezza non è scomparsa, ma è solo stata risucchiata nelle tasche di pochi, furbi, disonesti, egoisti, opportunisti, speculatori, ipocriti, bugiardi, esperti nel gioco delle tre tavolette ma improvvisamente distratti da altro quando si tratta di esporsi in prima persona.

Solo che a furia di tirarsi indietro, di negare il proprio “si” o il proprio “no” tutte le volte che c’é da decidere un qualcosa di importante, ci si comporta un po’ come quei pesciolini che si aggirano raminghi e solitari sui fondali sino a che uno più grosso di loro non se li pappa, o come il famoso “Urlùc”, uccello della bassa Lodigiana noto per lo starsene sempre da solo e stazionare preferibilmente proprio sul ramo più alto di una pianta da cui è facilissimo farlo precipitare a terra dando solo qualche scossone alla pianta stessa mentre lui pensa: … io sto più in alto, io sono più forte, da qui vedo tutto e tutti e nessuno mi può raggiungere o far cadere … infatti …

Eppure il branco sarebbe più grande, più forte, più sicuro, offrirebbe maggiori possibilità in ogni senso (quando però tutti vanno d’accordo …).

Ce la diamo un po’ tutti una bella sveglia alla prossima scadenza e buttiamo giù a calci in culo e senza alcuna pietà tutta quella massa di quaquaraquà, onesti a ore alterne, assieme a i loro corresponsabili con portaborse, vestali del seguito e leccaculo di mestiere che in realtà sono solo un minima parte della nostra Società e che non si capisce perché ci siano proprio loro lì a comandare?

Facce di bronzo assuete a rimanere impassibili anche di fronte all’evidenza di certe loro scorrettezze ben identificate e messe in piazza (le chiamo così perché sono gentile), e che molto daltonicamente decidono da soli di tutto e di più sopra alle nostre teste, compreso ciò che secondo loro deve per noi essere più o meno importante, prioritario, proprio loro che hanno sempre la pancia piena e di certe cose ignorano tutto, sempre muniti di quei dorati paraocchi professionali che gli evitano di doversi guardare attorno, ma non certo quando si tratta di soddisfare i loro interessi di parte, e obbligandoci pure a pagare di tasca nostra.

Di gente seria, onesta e veramente motivata a voler risolvere la palude di problemi in cui ci fanno annaspare, ne è rimasta ancora un po’, non badiamo ai colori delle loro bandiere personali e riconosciamogli pubblicamente quella fiducia che meritano a differenza di qualcuno, ora decisamente in alto, che se ne è appropriato indebitamente senza che nessuna maggioranza reale del Paese lo consentisse ma solo sorretto dal benestare verso il suo pupillo di quel vecchio che in quel momento reggeva lo scettro mentre le pecore, “neutrali” per comodo, belavano sommesse continuando a brucar l’erba.

E non facciamo come quel marito cornuto che per far dispetto alla moglie si era tagliato i “gioielli”, credetemi, il risultato sarebbe il medesimo, sugli scranni del Potere non si aspetta altro che la Maggioranza silenziosa e scoglionata permanga nel suo sdegnoso silenzio (sapete quanto gliene frega del vostro “gran rifiuto” tra quelle cime immacolate?… e quanto questo li favorisce gratuitamente ad oltranza?).

 

0031

Io credo che sia impossibile quantificare quanti esseri umani vengono uccisi ogni giorno sulla faccia della Terra, chi per una ragione, chi per l’altra, e con una notevole varietà di sistemi, dai più tecnicamente sofisticati a quelli fai da te, andando dai proiettili ad Uranio impoverito et similia alla decapitazione, allo squartamento dopo lo stupro, alle camere a gas, all’inumazione di corpi vivi e si potrebbe continuare …

Per non parlare dei Sistemi sociali ultracivilizzati che non si sporcano mani e coscienza decretando una fucilazione ma ti mettono in condizioni che solo col suicidio ne puoi uscire salvando dignità e, non sempre, la salute delle persone a te legate, come se già non bastasse succhiarti ogni risorsa costringendoti in una povertà ed in uno stato di indigenza tali che non se ne può più uscirne, mentre molti, troppi figli di papà, papà e mamma compresi, se la spassano allegramente alla faccia di chi si dispera perché non ha nulla da dar mangiare a suo figlio.

La Democrazia è un sistema che funziona bene quando tutti sono ricchi … ma a quel punto anche tutti gli altri sistemi, anche quelli autoritari nell’anima e la mascherina sorridente sul muso, potrebbero farcela, non credete?

E così, un bel giorno, a furia di vedersi circondati da malversazioni, ruberie, ipocrisie, violenze vere e proprie, capita che anche le pecore si mettano a ruggire e non ne vogliano sapere più di quei sistemi chiamati democratici che già hanno generato selezioni troppo discriminanti in seno all’umanità ed aperto dislivelli sociali paurosi nonostante tante belle premesse visto che l’onestà è una malattia rara.

Capita che anche le formiche si incazzino, e, come ben sapete, la logica delle formiche che sono tante, tantissime ed a cui, dato che hanno ben poco da perdere e molto da vendicare e rivendicare, se qualcuno gli va a calpestare il formicaio, non frega più di tanto che qualcuna di loro ci lasci la pelle per strada difendendo diritti e territorio.

Tutti necessari, indistintamente, ma nessuno indispensabile, tutti votati alla salvezza della Grande Madre, grande concetto di dedizione sociale.

E poi, cosa fare se si possiede solo il fucilino, qualche stinger ed un po’ di esplosivo generico da contrapporre a missili che ti piovono sulla testa dal nulla mentre qualcuno piglia la mira dall’occhio di un satellite, o anche se sei alla mercé di manovre politico-economiche di bassa tattica che ti strangolano ogni tipo di sussistenza?

Cosa fare anche se quello che ti fornisce di nascosto questi pochi ma efficienti mezzi di ribellione, perché davanti al mondo non può permettersi tanta sfrontatezza agendo allo scoperto, cosa fare nei suoi confronti se anche questo vive nelle agiatezze ed anche di più rispetto all’odiato nemico mentre yu continui a nuotare nella m… ma sotto sotto ha la pelle del tuo stesso colore e cane non può mangiar cane ? (nei confronti delle manovalanze si sa, questa legge non conta, è tutta un’altra storia … in quel caso anche il massacro “dimostrativo” diventa lecito).

Cosa fare contro all’odiato nemico (il famoso cane infedele) per destabilizzarne le certezze, emarginarlo, renderlo inoffensivo anche a casa sua, se non cercare di generare in lui terrore e sensazione di impotenza nonostante tutte le sue possibilità?

Adesso poi che anche i ragazzini sanno strimpellare sulle tastiere dei Pc, e tutti hanno imparato dalla Pubblicità e dai sistemi informativi dei Media come si devono far girare le cose quando si vogliono offrire certezze che più che certezze sono fantasie, le famose “formiche” sono entrate in possesso di una delle armi più pericolose, quella che tramite Internet e video offre di tutto e di più senza che nessuno riesca a contenere tale forza d’urto sia nel bene che nel male.

Mai noi, persone civili e sicure della nostra innocenza, della nostra buona fede, della bontà dei nostri messaggi che inizialmente però, non dimentichiamolo, qualche secolo fa e non solo, viaggiavano sul filo delle lame di spada, a partire dal tempo delle Crociate per poi giungere sino ad oggi dove i buoni per convincere i cattivi a mollare gli tirano in testa non una, ma due bombe atomiche, noi, gente civile e ancora abbastanza lontana dal nucleo del fuoco della rivolta, noi, abbiamo trovato il modo di reagire a tanta infamia: noi ci indigniamo e subito dopo, commemoriamo mentre le Bande musicali suonano coi loro tromboni quegli Inni che da troppo tempo non riescono più, almeno loro, sull’onda dell’emozione, a scuotere veramente le coscienze.

E poi in una cornice da festa macabra organizziamo funerali di Stato come quello per una povera crista che si è trovata suo malgrado nel mezzo di una sparatoria gestita dalle famose formiche incazzate, ma che dell’eroina proprio non ha nulla, e tanto lutto, tante lacrime per tutta la Nazione pronta solo a piangersi addosso, come sempre, mentre se ne sta a piede libero anche l’ultimo dei bastardi che senza patente e “fatto” di chissà cosa ha ammazzato investendola con l’auto una povera ragazzina che passava di là e di cui nessuno tra una settimana parlerà più.

E’ proprio questo Sistema che qualcuno detesta e ha iniziato a combattere apertamente, commettendo però anche crimini ben peggiori, che in definitiva inizia a preoccupare non poco anche tutti noi benpensanti e pacifisti … pacifisti … sino a che … ed è inutile negare che ne abbiamo le scatole piene anche noi a casa nostra e non è certo la parola di qualche politico ben incravattato che ci può far cambiare idea.

Mentre tutto inizia sempre meno silenziosamente a cadere nel baratro delle ingiustizie, della cattiveria, dell’orrore, della legge della forza.

Peccato che la soluzione di tutto si trova in un mondo lontano, un mondo in cui parole come soldi, potere e armi sono totalmente sconosciute e dove, per Amore, ognuno per la sua strada e nel rispetto delle sue idee, ognuna pari alle altre, tutti collaborano per costruire un tempo migliore e a rendere onore al quel po’ di Natura Divina che gli rimane.

fuoco

Io ho paura solo di due cose fra tutte quelle indipendenti dalla “mediazione” umana, perché alle sue conseguenze non c’è limite arginabile.

Io ho paura solo dell’acqua e del fuoco … nemmeno dei terremoti, mi ci sono trovato in mezzo ANCHE a quelli, ma la sensazione di intollerabile perdita di ogni controllo mentale, psicomotorio, nei confronti di una massa d’acqua che invade ogni luogo a te circostante o dell’incendio in cui il fuoco implode, esplode, dilaga, si contrae e si dilata, e “brucia” annullando nel terrore ogni tua capacità reattiva, bene, io penso che questa sensazione sia difficilmente superabile da parte di un individuo normale, e non parliamo dei tanti ragionieri della vita in cravattino, ben palestrati e rosolati alle emissioni di una lampada UV ma di qualsiasi uomo della strada.

Io sono il fortunato possessore di un caminetto (direte, che c’entra? aspettate) che durante la stagione invernale, e non solo, mi piace tenere acceso perché la legna che brucia, parla, canta, ti invia dei messaggi anche acustici che toccano nel profondo.

Anni fa mentre lavoravo giù in taverna dove c’è il famoso caminetto e dove avevo sistemato tutto il sistema di montaggio video professionale con cui lavoravo quasi quotidianamente, non volendomi interrompere nel corso del lavoro che stavo facendo, avevo pensato di caricare molta legna nel caminetto stesso e, una volta avviato il fuoco, mi ero dedicato esclusivamente al mio lavoro.

Allora non avevo ancora certe malizie e non sapevo che della legna troppo ricca di resina come ad es. quella di un pino, poteva generare emissioni di gas che evaporando poteva salire con la spinta dell’aria calda nella colonna fumaria ma che poi, arrivata ad un certo punto, iniziava a raffreddarsi e “a galleggiare” come una bolla nell’aria circostante sinché magari pure ingrossatasi per questioni di accumulo, poteva benissimo generare come una piccola esplosione con una liberazione istantanea di una fiammata difficilmente contenibile.

E così capitò, infatti proprio mentre ero tutto assorbito dal mio lavoro, iniziai a sentire come un rombo che proveniva dal caminetto e dopo il primo stupore mi alzai per andare a controllare e mi resi conto che tutta la canna fumaria si era tramutata in un enorme Becco Bunsen.

Corsi subito in giardino per guardare il comignolo e vidi delle fiamme quasi bianche che ne uscivano altissime in verticale, in pressione …

Il mio cervello pur così brutalmente attivato, mi offrì una soluzione: correre nel sottotetto (tre piani sopra) per recuperare una fune da scalata in montagna.

Uscire sul tetto , fissare la corda da qualche parte e buttarla giù in un cortiletto antistante dove c’era una presa d’acqua, ritornare giù prendere una delle tante pompe per l’irrigazione, legarla alla fune, ed aprire il rubinetto, tornare di corsa sul tetto e recuperare la fune con attaccata la canna dell’acqua e, tolto in condizioni precarie di equilibrio e sforzo il piattello del comignolo (cemento armato rovente di oltre 25 Kg. di peso) e recuperata la fune con attaccato il tubo dell’acqua, iniziare a versare nel comignolo il getto del liquido salvatore.

Solo che l’incendio non si spegneva, anzi sembrava che con quella immissione di acqua la pressione del fuoco avesse preso forza …

A quel punto, sempre più spaventato ed anche innervosito dalla folla di curiosi che dalla strada o dalle case attorno assistevano alla scena e senza che nessuno mi offrisse il suo aiuto, mollai tutto e scesi a cercare un telefono con cui chiamai i Vigili del Fuoco.

Dall’altra parte del filo, una voce professionalmente calma mi ascoltò, mi disse di stare tranquillo perché sarebbero subito intervenuti e, en passant, mi chiese se nel frattempo avevo pensato di spegnere il fuoco sotto in taverna.

Già, era l’ultima cosa a cui avevo pensato, ed infatti quel fuoco, quella legna incandescente non facevano che alimentare l’incendio.

Recuperai a volo due secchi d’acqua, e li buttai su quell‘ammasso incandescente e subito chiusi la saracinesca in ferro del caminetto e poi mi misi in attesa che gli omini vestiti di rosso arrivassero.

Quando arrivarono con gran festa dei bimbi del vicinato e anche di qualche adulto pirla, le fiamme ormai non uscivano più dal camino, solo le sue pareti di refrattario rimanevano incandescenti e così sarebbero incredibilmente rimaste per le successive 24 ore, ma ormai il pericolo di incendio era scongiurato e non avevo dovuto nemmeno subire i soliti danni che ti procurano i pompieri quando aprono i getti delle loro lance in un ambiente chiuso.

Perché vi ho raccontato questa storia, vera, tra l’altro, verissima?

Semplice, pensavo ai presunti seguaci di Maometto che stanno gettando il terrore ovunque arrivino agitando quel loro surrogato di “Bibbia” islamica riveduta e corretta.

Non sarebbe sufficiente impedirgli alla base di alimentarsi alle loro fonti di armi, di denaro e di quanto gli serve, per annullare loro e certe loro farneticazioni terroristiche?

O no?

Già dimenticavo, la mamma di Caino e Abele non può non dar da mangiare ad entrambi anche se in piatti differenti …

LA RAGNATELA

24 novembre 2015

Nikon 1207

A giorni, come già preannunciato, pubblicherò in Rete “DIDA”, un libro di intriganti testimonianze di vita vissuta da una donna veramente speciale nel molto poco tranquillo secolo scorso, ma, visto quel che ci sta accadendo tutt’attorno in una progressione negativa che pare inarrestabile, onestamente comincio a chiedermi se certi messaggi puliti come l’aria di montagna riescono ancora non dico a far battere il cuore di uomini (e donne) “giusti” ma perlomeno ad interessarli un po’ e magari consentendogli di trovare qualche secondo per riflettere in serenità.

Purtroppo le reazioni a catena di cui stiamo subendo la violenza hanno origini molto, troppo lontane anche solo per sperare in un tocco risolutore di bacchetta magica e a peggiorare ogni cosa c’è il riemergere mai abbastanza sopito nell’animo umano dell’incapacità di superare e perdonare errori e colpe altrui, un animo sempre pronto ad eseguire ogni tipo di vendetta e con gli interessi composti, ma raramente in possesso del vero coraggio indispensabile per affrontare in prima persona e a volto scoperto i veri colpevoli di tante negatività che poi sarebbero anche quelli in grado di rispondergli e senza troppi complimenti pan per focaccia

E intanto chi ci va di mezzo è sempre chi non c’entra per nulla e proprio non merita tanta cattiveria.

Che dire poi quando qualcuno nel calduccio della sua tana sicura si cimenta ad analizzare le cose ma è incapace di vederle se non sotto l’aspetto dell’attribuzione delle colpe, cioè se sia nato prima l’uovo o prima la gallina invece che cercare di risolvere i problemi, come se solo in quella risposta ci potesse esser spazio per una giusta Giustizia, mentre le responsabilità, di solito, sono di entrambi i contendenti al 50% … e intanto ci va di mezzo chi di colpe non ne ha.

D’altra parte cosa ci si può aspettare da una Società protesa solo verso il Dio Denaro, una Società in cui nulla è sicuro se non le cose peggiori, una Società spesso ingiusta e che ti punta regolarmente una pistola alla tempia se non sei d’accordo con lei, una Società che in gran parte è ormai capace di ritrovare falsi equilibri solo in un mucchietto di polvere bianca ed è spudoratamente incapace di riconoscere dignità ad ogni uomo e donna anche solo consentendogli di svolgere un lavoro onesto e sicuro, di vivere in un ambiente ormai inquinato sinché si vuole ma in cui la Famiglia, quella vera, quella di un uomo e una donna decisi a rispettare il loro patto di vero Amore complementare ha ancora un senso e possiede tutti gli strumenti per far crescere i propri cuccioli sinceri, sani, forti e pronti per un’esistenza in cui costruire e non distruggere sia pure attraverso a mille difficoltà a fianco dei propri simili ed incuranti del colore della pelle o del Credo di chi è disposto a percorre con loro il medesimo cammino.

Una ragnatela da cui sembra sia sempre più difficile sottrarsi in sicurezza.