cane

Avete mai seguito sugli schermi quelle fantastiche immagini di milioni di uccelli o di pesci che si muovono armonicamente tutti assieme in un unico gruppo compatto con un sincronismo di movimenti che è praticamente impossibile ricreare artificialmente se non attraverso le falsità della Realtà Virtuale?

Avete visto come quelle immense masse in movimento, generalmente per sfuggire a qualche aggressione, si aprono, si chiudono, deviano dal loro corso senza mai perdere la corposità del gruppo ma creando nuove forme e lasciando in un istante il vuoto dove sino ad un momento prima si muovevano compatte migliaia di esemplari apparentemente solo ammucchiati casualmente fra di loro e poi si ricompattano come se nulla fosse in quella realtà dinamica, quando il pericolo si è allontanato, e riprendono la forma originaria del gruppo con un trasformismo degno della computergafica più sofisticata?

Bene, credete forse che questo succeda perché un eventuale capobranco ha dato dato un ordine e tutti i suoi simili, prima lo hanno recepito e poi valutato e poi hanno ritrasmesso al proprio cervello (che per piccolo che sia è sempre un cervello) il comando dello spostamento e quindi hanno deviato dalle loro traiettorie secondo un comune piano di fuga e pure tutti attenti a non urtarsi fra di loro?

In realtà si tratta solo di reazioni istintive compiute per merito di un Sistema Nervoso equivalente al nostro Sistema Extrapiramidale, quello che, per capirci subito, ci consente ad esempio di percorrere, guidati solo dall’istinto e dalle nostre reali capacità pratiche a lui totalmente in mano ed al massimo del loro possibile rendimento, anche chilometri e chilometri alla guida di un autoveicolo mentre pensiamo ad altro, con gli occhi che guardano la strada senza apparentemente nemmeno vederla mentre invece la tengono sotto controllo con un attenzione ed uno spirito critico sommersi impossibili da raggiungere nella normalità, e SENZA che accada nessun incidente e tanto meno senza che ci rendiamo conto della situazione di totale automazione in cui ci stiamo muovendo.

Di solito gli incidenti avvengono poi subito non appena si ritorna ad un normale stato di “attenzione” cosciente, quando decidiamo di tornare ad usare la nostra “infallibile” Ragione, e proprio nel momento preciso del passaggio di ruolo tra Sistema Extrapiramidale e Sistema Nervoso Centrale attivato da azioni volontarie, e razionali o, meglio, ragionate.

In effetti gli ordini primari partono sempre da un capobranco, che però, nel Mondo Animale Inferiore, a differenza di quello Umano, procede sempre in testa a tutti i suoi seguaci nonostante lo stare in prima linea sia sempre pericoloso almeno un punto in più che in ogni altra posizione, ma che solo da là può avere le idee più chiare per sé e per il proprio gruppo.

Tra gli esseri umani invece, da quando i tempi eroici sono terminati, i capobranco di solito rimangono al sicuro nelle retrovie mentre dirigono le operazioni, possono persino decidere quanti dei loro “simili” sacrificare per il cosiddetto bene comune e la disinvoltura con cui si comportano dall’alto di quei ruoli pare dimostrare quanta poca differenza intercorra per loro tra un branco di acciughe ed una legione di anime umane, l’importante è vincere la battaglia o la guerra, magari schiacciando solo un asettico “bottone”.

Diciamo che però non tutti gli uomini sono fessi e ciechi e sono ormai molti coloro che non danno più il loro ufficiale segno di fiducioso gradimento e tanto meno retta a tutta quella pletora di caporali troppo pagati che fanno finta di gestire al meglio le sorti della loro gente gloriandosi di risultati grandi come pulci e facendo finta di essersi dimenticati del cielo che gli sta crollando addosso (cadesse in testa solo a loro, ma …) e tutto mentre i dissenzienti si voltano da un’altra parte per non doversi mettere in gioco.

Come accade nel nostro caro ed amato Bel Paese dove a ben indagare la ricchezza non è scomparsa, ma è solo stata risucchiata nelle tasche di pochi, furbi, disonesti, egoisti, opportunisti, speculatori, ipocriti, bugiardi, esperti nel gioco delle tre tavolette ma improvvisamente distratti da altro quando si tratta di esporsi in prima persona.

Solo che a furia di tirarsi indietro, di negare il proprio “si” o il proprio “no” tutte le volte che c’é da decidere un qualcosa di importante, ci si comporta un po’ come quei pesciolini che si aggirano raminghi e solitari sui fondali sino a che uno più grosso di loro non se li pappa, o come il famoso “Urlùc”, uccello della bassa Lodigiana noto per lo starsene sempre da solo e stazionare preferibilmente proprio sul ramo più alto di una pianta da cui è facilissimo farlo precipitare a terra dando solo qualche scossone alla pianta stessa mentre lui pensa: … io sto più in alto, io sono più forte, da qui vedo tutto e tutti e nessuno mi può raggiungere o far cadere … infatti …

Eppure il branco sarebbe più grande, più forte, più sicuro, offrirebbe maggiori possibilità in ogni senso (quando però tutti vanno d’accordo …).

Ce la diamo un po’ tutti una bella sveglia alla prossima scadenza e buttiamo giù a calci in culo e senza alcuna pietà tutta quella massa di quaquaraquà, onesti a ore alterne, assieme a i loro corresponsabili con portaborse, vestali del seguito e leccaculo di mestiere che in realtà sono solo un minima parte della nostra Società e che non si capisce perché ci siano proprio loro lì a comandare?

Facce di bronzo assuete a rimanere impassibili anche di fronte all’evidenza di certe loro scorrettezze ben identificate e messe in piazza (le chiamo così perché sono gentile), e che molto daltonicamente decidono da soli di tutto e di più sopra alle nostre teste, compreso ciò che secondo loro deve per noi essere più o meno importante, prioritario, proprio loro che hanno sempre la pancia piena e di certe cose ignorano tutto, sempre muniti di quei dorati paraocchi professionali che gli evitano di doversi guardare attorno, ma non certo quando si tratta di soddisfare i loro interessi di parte, e obbligandoci pure a pagare di tasca nostra.

Di gente seria, onesta e veramente motivata a voler risolvere la palude di problemi in cui ci fanno annaspare, ne è rimasta ancora un po’, non badiamo ai colori delle loro bandiere personali e riconosciamogli pubblicamente quella fiducia che meritano a differenza di qualcuno, ora decisamente in alto, che se ne è appropriato indebitamente senza che nessuna maggioranza reale del Paese lo consentisse ma solo sorretto dal benestare verso il suo pupillo di quel vecchio che in quel momento reggeva lo scettro mentre le pecore, “neutrali” per comodo, belavano sommesse continuando a brucar l’erba.

E non facciamo come quel marito cornuto che per far dispetto alla moglie si era tagliato i “gioielli”, credetemi, il risultato sarebbe il medesimo, sugli scranni del Potere non si aspetta altro che la Maggioranza silenziosa e scoglionata permanga nel suo sdegnoso silenzio (sapete quanto gliene frega del vostro “gran rifiuto” tra quelle cime immacolate?… e quanto questo li favorisce gratuitamente ad oltranza?).

 

IKA

Non pensate che io stia lavorando di fantasia se vi dico che ho conosciuto e frequentato nella normalità della mia vita quotidiana gente veramente importante, di solito poco “raggiungibile”socialmente, anche veri “personaggi” con molti dei quali ho collaborato professionalmente, instaurando rapporti di solito ben accettati in quei loro ambienti non proprio aperti a tutti, personaggi che forse solo ogni tanto vedete in Tv o di cui leggete qualche notizia sui giornali.

Ebbene, che ci crediate o no, per me, fama, successo con soldi e agi non sono mai stati il motivo prioritario della mia esistenza che pure molti hanno invidiato.

Grazie all’educazione ricevuta, i miei VERI interessi hanno sempre volato oltre facili orizzonti, animati da criteri molto più aperti e mentalmente liberi rispetto a quelli della media dei miei simili.

Per questo motivo non mi sono mai preoccupato più di tanto di puntare solo verso l’alto con le mie frequentazioni, in particolare quelle private e strettamente personali ed ammetto serenamente che fra tutte le persone da me incontrate nella vita ce ne è una che ricordo sicuramente più volentieri di altre dai cognomi illustri … anche se la professione che praticava era quella più antica del mondo.

Sto parlando di una prostituta di alto bordo che ho conosciuto lavorando in quegli Hotel a Cinque Stelle che ospitano Congressi e Meeting di ogni tipo per i quali ho prestato assistenza tecnica audiovisiva nel corso di molti anni.

Una donna veramente affascinante, in più intelligente e colta oltre che veramente gradevole e femmina, con cui però non ho mai intrattenuto relazioni particolari, cioè, per inciso, non abbiamo mai scopato assieme anche se ad esser onesto un pensierino lo avevo fatto (… criteri etici a parte, anche volendolo, devo riconoscere onestamente che i costi, per me, sarebbero stati troppo alti …) e che incontravo abbastanza abitualmente girando per quegli ambienti, anche se casualmente, lei per i suoi motivi “professionali”, io per i miei.

Durante i break, quando potevo finalmente ritenermi libero dai miei impegni di lavoro e tirare il fiato davanti ad un caffè o una bibita, me la vedevo talvolta spuntare all’orizzonte in qualche Hall o Sala Bar interna e ci mettevamo a parlare del più e del meno scambiandoci, come due vecchi amici, impressioni, notizie, considerazioni …

E lei ogni tanto usava un’espressione che mi è rimasta ben impressa nella mente :… vedi, Bruno, i soldi sono solo carta straccia che va e che viene … e io, facendola arrabbiare, ribattevo sempre :… certo che a te, Ila cara, di quel tipo di carta proprio non ne manca …

Talvolta pensavo che esagerasse, che fossero facili discorsi per una persona sempre con la pancia piena … in ogni senso … ma andando avanti negli anni ho decodificato meglio la cruda verità riposta in quella frase …

I soldi, ad ogni livello, sia sul piano personale e privato, sia su quello dell’Alta Finanza dove muovono la politica e i destini di popoli interi, sono veramente solo carta straccia, una convenzione purtroppo sempre più indispensabile nell’immediato, ma non sono poi così importanti, non sono certo loro a creare o ad alimentare la dignità dell’Uomo o a decidere della sua sopravvivenza, almeno sino a quando qualche suo simile non cerca di derubarlo con o senza ragione e così nascono quei conflitti quasi impossibili da risanare.

Ciò che veramente conta è il Potere di Acquisto che impegnandosi a fondo su scopi ben programmati si riesce a realizzare individualmente con le proprie capacità mentre spesso il denaro di carta, grazie ad ogni genere di speculazione umana, rivela quanto veramente vale in quel momento e solo in quello, talvolta in più, talvolta in meno, molto più spesso in meno, rispetto ai numeri che porta stampati sopra.

Inutile cercare di sostenere il contrario, parlando di soldi, sempre di Potere d’Acquisto effimero e troppo relativo, oscillante, instabile, si tratta.

Quel Potere vero invece che ogni uomo possiede e potrebbe sfruttare riuscendo a conquistare tutto ciò che gli interessa, è quello che, a partire dal più piccolo di noi, ognuno può realizzare affermandosi CON DECISIONE e senza remore attraverso le proprie capacità personali, svolgendo una professione amata e praticata con competenza, impegno e dignità, con vera libertà mentale, conducendo al contempo un’esistenza onesta, coraggiosa, socialmente aperta, senza mai dimenticarsi della disponibilità che è imperativo morale rivolgere verso ovunque sia necessario e senza farsi fuorviare da inutili chimere per vicoli ciechi.

Potrei continuare ma non serve, sicuramente mi avete capito, la verità vera è che i veri leader (di solito) non hanno bisogno di possedere un portafogli a fisarmonica pieno per ricevere rispetto, farsi valere mentre mettono in riga pecore e lupi assieme.

Peccato che certi messaggi non riescano mai a prendere il volo perché c’é sempre appostato, e nemmeno troppo nell’ombra, qualcuno di quelli che amano fare il tiro a segno contro tutto quel che si muove e che per loro rappresenta un probabile pericolo imminente.

 

LA RAGNATELA

24 novembre 2015

Nikon 1207

A giorni, come già preannunciato, pubblicherò in Rete “DIDA”, un libro di intriganti testimonianze di vita vissuta da una donna veramente speciale nel molto poco tranquillo secolo scorso, ma, visto quel che ci sta accadendo tutt’attorno in una progressione negativa che pare inarrestabile, onestamente comincio a chiedermi se certi messaggi puliti come l’aria di montagna riescono ancora non dico a far battere il cuore di uomini (e donne) “giusti” ma perlomeno ad interessarli un po’ e magari consentendogli di trovare qualche secondo per riflettere in serenità.

Purtroppo le reazioni a catena di cui stiamo subendo la violenza hanno origini molto, troppo lontane anche solo per sperare in un tocco risolutore di bacchetta magica e a peggiorare ogni cosa c’è il riemergere mai abbastanza sopito nell’animo umano dell’incapacità di superare e perdonare errori e colpe altrui, un animo sempre pronto ad eseguire ogni tipo di vendetta e con gli interessi composti, ma raramente in possesso del vero coraggio indispensabile per affrontare in prima persona e a volto scoperto i veri colpevoli di tante negatività che poi sarebbero anche quelli in grado di rispondergli e senza troppi complimenti pan per focaccia

E intanto chi ci va di mezzo è sempre chi non c’entra per nulla e proprio non merita tanta cattiveria.

Che dire poi quando qualcuno nel calduccio della sua tana sicura si cimenta ad analizzare le cose ma è incapace di vederle se non sotto l’aspetto dell’attribuzione delle colpe, cioè se sia nato prima l’uovo o prima la gallina invece che cercare di risolvere i problemi, come se solo in quella risposta ci potesse esser spazio per una giusta Giustizia, mentre le responsabilità, di solito, sono di entrambi i contendenti al 50% … e intanto ci va di mezzo chi di colpe non ne ha.

D’altra parte cosa ci si può aspettare da una Società protesa solo verso il Dio Denaro, una Società in cui nulla è sicuro se non le cose peggiori, una Società spesso ingiusta e che ti punta regolarmente una pistola alla tempia se non sei d’accordo con lei, una Società che in gran parte è ormai capace di ritrovare falsi equilibri solo in un mucchietto di polvere bianca ed è spudoratamente incapace di riconoscere dignità ad ogni uomo e donna anche solo consentendogli di svolgere un lavoro onesto e sicuro, di vivere in un ambiente ormai inquinato sinché si vuole ma in cui la Famiglia, quella vera, quella di un uomo e una donna decisi a rispettare il loro patto di vero Amore complementare ha ancora un senso e possiede tutti gli strumenti per far crescere i propri cuccioli sinceri, sani, forti e pronti per un’esistenza in cui costruire e non distruggere sia pure attraverso a mille difficoltà a fianco dei propri simili ed incuranti del colore della pelle o del Credo di chi è disposto a percorre con loro il medesimo cammino.

Una ragnatela da cui sembra sia sempre più difficile sottrarsi in sicurezza.

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Ogni essere vivente nato su questa terra è programmato dalla Natura per rendere a qualunque costo possibile la continuazione della sua Specie e per fare ciò deve difendere sé e il suo “gruppo” e cercare nutrimento e asilo in un territorio che glielo consenta.

Solo una gestione deviata di queste leggi di Natura, deviata dalle possibilità di elaborazione mentale del cervello umano, può generare dei conflitti che in ambito sociale saranno responsabili della comparsa di differenze sul piano della convivenza civile, dell’eguaglianza e di violenze e prevaricazioni destabilizzanti della stessa vita degli individui che ne subiranno inevitabilmente le conseguenze.

Ma non è detto che quella forma di “superiorità” fisica o di leadership a discapito dei più sia patrimonio degli individui migliori e più adatta al conseguimento del piano programmatico iniziale della Natura, anzi, di solito è esattamente il contrario.

Dato poi che per continuare la Specie in modo naturale e senza artefatti tecnologici concessi dal progresso tecnologico e scientifico, l’essere umano, soprattutto il maschio, nonostante tutte le evoluzioni avvenute dalla sua prima comparsa su questa terra debba sempre compiere dei gesti che gli procurano un piacere fisico fortissimo irraggiungibile con altri sistemi, pare che tutto, a questo mondo, persino denaro e potere, giri attorno agli stimoli incontenibili del sesso.

E dato che l’uomo per sua natura non è mai contento, la sua ricerca edonistica va oltre sconfinando anche dove le sue capacità di controllo rivelano la propria limitatezza e si innescano dei processi a vario livello degenerativi di corpo e di mente e quindi anche di ambiente, processi a senso unico, senza ritorno.

Sapevate già tutto?

E allora per quale motivo la quasi totalità del Genere Umano pur conscia dei casini che sta combinando non cambia registro?

Bella domanda vero?

Anche se qualche risposta ce l’avrei, me la tengo per me, rimanendo ben attento a non farmi coinvolgere o almeno a limitarne le inevitabili conseguenze.

Comunque, nel casino generale, e ben radicata tra radicalismi di ogni tipo e coglionerie indegne di quelli che si autodefiniscono a fedele immagine e somiglianza di Quello là Su… oggi dopo un po’ di salutare silenzio sul Blog, vorrei tornare, rimanendo in argomento, sulla confusione generale che sta avvenendo tra i due sessi “normali”, quello maschile e quello femminile, ben differenziati fra di loro (ci sarà un motivo per questa differenza, non credete? Quindi perché tanto timore nel mettersi serenamente a confronto vivendo in simbiosi l’uno con l’altro? Così magari ci scappa pure un figlio senza bisogni di provette, siringhe, congelatori e Capsule Petri).

La Natura con i suoi processi evolutivi ha mutato ogni organismo vivente cercando sempre di migliorarlo e quando prendendo una via sbagliata non ci è riuscita, ha sempre fatto marcia indietro oppure ha semplicemente bloccato ogni altro suo intervento su quella via.

Solo con le lumache e qualche pesce che nasce maschio e con l’età diventa femmina la Natura ha cercato una soluzione apparentemente più comoda di quella convenzionale per la continuazione della Specie, ma evidentemente si tratta di un progetto che fa acqua da tutte le parti.

Nulla in Natura si muove se non avviene il confronto tra due entità diverse fra di loro ma complementari, nemmeno un minerale inanimato di magnetite riesce ad attirare a sé un altro sasso di carica magnetica uguale, anzi ! lo respinge con tutte le sue forze.

Ogni giorno si sente parlare di errori che la Natura ha compiuto relegando magari in un corpo maschile un animo femminile … ma siamo proprio sicuri che si tratti di “errori di Natura” o che piuttosto non sia proprio colpa dell’uomo questo ammasso di mutazioni biologiche, biochimiche, genetiche a carico del suo genere?

Radiazioni emesse da bombe termonucleari, veleni prodotti per sintesi dedicati sia all’agricoltura sia all’eliminazione di qualsiasi batterio o altro genere infestante, deforestazione globale, inquinamento chimico dell’acqua, pesanti interventi sull’equilibrio geologico del pianeta, l’uso ed abuso indiscriminato di ogni tipo droga naturale o prodotta per sintesi chimica, la costrizione a generare figli da parte di un corpo che per Natura non è o non è più adatto … continuo?

E poi vi lamentate se vostro figlio è allergico al lattosio o alle noccioline o ai gamberetti?

Vi lamentate se vostro figlio maschio preferisce giocare al dottore con i maschietti invece che con le femminucce … già sin da piccolo, per il futuro tutto in crescita?

Vi lamentate se una figlia bellissima con un corpo che darebbe la sveglia ad un ottantenne (maschio) decide di volersi “sposare” con la sua più grande amica bella o brutta come un cesso che sia e che comperi o pigli a prestito uno spermatozoo per automettersi incinta e creare una famiglia con figli senza la rottura di avere fra i piedi un maschio peloso e in ogni senso puzzolente (per lei)?

Io sono comunque convinto che se a far sesso si provasse il medesimo gusto che a bere un bicchier d’acqua quando non si ha sete, questo mondo sarebbe diverso e di gran lunga migliore (anche se, personalmente, la cosa non mi piacerebbe proprio … non quella del mondo migliore, per intenderci).

E non è certo scopando col Kamasutra in mano che il problema si risolve o peggio ancora scappando dal diverso perché si pensa che il pericolo sia tutto lì, insomma che senso ha andare sull’Everest in elicottero?

La vita non è proprio come il Poker dove di solito si vince SEMPRE solo barando.

IL BRAVO TAGLIALEGNA

25 Mag 2015

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Esistono delle attività, molte, che per esser svolte correttamente richiedono un’attenzione e una professionalità decisamene di molto superiori a quella necessaria per tanti altri lavori che sono impegnativi e critici solo di nome anche se chi li esegue millanta impegni coinvolgenti che invece in realtà sono molto limitati.

Una di queste attività lavorative che proprio in quanto manuale non ha alcuna pretesa di nobiltà sociale, non è però, come ormai succede oggi che siamo tutti bravi e civilizzati, alla portata di chiunque decida di comperarsi gli strumenti adeguati o presunti tali (made in China) e già è subito per magia diventato “specialista” fai da te e magari ti insegna anche come fare.

Sto parlando, nel suo piccolo, di quell’umile lavoro del taglialegna tradizionale, i cui strumenti di base sono asce e motoseghe, vere e proprie armi potenti anche se non a livello di quei mostri meccanici da foresta pluviale che solo schiacciando qualche bottone abbattono giganti di oltre 50 metri di altezza in pochissimi minuti, li sfrondano e scortecciano in un batter d’occhio … povero Ecosistema.

Il taglialegna professionista delle nostre parti di solito lavora di fino utilizzando cautele volte al rispetto per l’ambiente mentre svolge con coscienza il suo lavoro, uno fra i più pericolosi e densi di imprevisti e variabili poiché oltre a braccia robuste in grado di manovrare strumenti aggressivi, “occhio” e capacità tecniche richiede anche malizie che solo l’esperienza insegna.

Infatti, in un rapporto impari nel confronto, tipo Davide e Golia, ha a che fare con “avversari” sproporzionati rispetto alle sue dimensioni, alberi che possono raggiungere altezze e masse incredibili ma sempre bilanciate.

E non è raro che il dilettante nell’affrontare la pianta con una motosega in mano finisca per farsi seriamente male proprio perché non ha saputo come rispettare questa condizione di equilibrio naturale e tantomeno nel corso dell’abbattimento come sfruttare a proprio uso e consumo la forza di gravità, tipo, se serve, far cascare indietro ciò che si sporge in avanti ….

Ragion per cui, se non si deve tagliare il solito tronchetto da una spanna di diametro, è importante utilizzare strumenti adeguati e tenuti scrupolosamente in efficienza, avere le idee ben chiare dal punto di vista tecnico operativo e poi conservare in corso d’opera una estrema umiltà e rispetto nei confronti dei giganti da abbattere.

Essenziale, ripeto, tenere sempre altissimo il livello di attenzione poiché i rischi sono sempre in agguato e non sempre del tutto prevedibili, soprattutto quando, lavorando, la normale e più che umana stanchezza inizia a farsi sentire e le tensioni interne alle fibre del vegetale nonché i suoi “nodi” generano resistenze inaspettate e magari esattamene all’opposto di quanto ci si aspettava cogliendo di sorpresa anche il taglialegna più scafato e robusto.

Una’altra sfida decisamente intrigante che non poteva lasciarmi insensibile, questa, infatti io da anni, per me o per chi me lo richiede, soprattutto ora che da lustri vivo in campagna, di tanto in tanto mi vedo impegnato ad abbattere piante di dimensioni considerevoli, e gli strumenti non mi mancano.

E non crediate che lo faccia da autodidatta, anche in questo ho avuto insegnanti dall’esperienza e dalle capacità giuste e c’è voluto parecchio prima di imparare bene la lezione perché si tratta di un’attività per nulla improvvisabile.

Due settimane fa una mezza tromba d’aria ha fatto volar via un cipresso alto più di venti metri che poi si è schiantato nel mio terreno distruggendo la mia recinzione e facendo altri danni tutt’attorno.

Rimosso il “cadavere”, sono stato purtroppo costretto ad abbattere in zona anche due platani quasi centenari, alti quasi 35 metri ognuno, immaginatevi le dimensioni del castello di rami e foglie oltre a quelle del tronco, perché sempre a causa di quella mezza tromba d’aria si erano inclinati troppo ed il loro impianto radicale ormai era parzialmente estruso dal terreno: vista la loro mole, il loro destino era segnato ed anche il Parco competente aveva dato il via per un rapido abbattimento.

Queste due piante, mai tenute in manutenzione dal proprietario, si erano così sviluppate pericolosamente in centro abitato, molto vicino a casa mia in un punto dove era impossibile raggiungerle con piattaforme mobili o simili e lo spazio libero per far cadere i grossi rami sezionati man mano in aria e stando ben legati con cavi e imbragature di sicurezza, era molto esiguo, non escluse le difficoltà create da un piccolo corso d’acqua immediatamente sottostante.

Ma tutto si può fare, con calma e con la dovuta prudenza, infatti nessuno si è fatto male, nessun danno alle cose circostanti e ora i giganti, sfrondati, giacciono a terra sezionati in tronconi che verranno rimossi finalmente in sicurezza.

Un lavoro per nulla semplice ma affrontato nel modo giusto … come si dovrebbe fare nella vita quotidiana, quando la si vive attivamente e non si sottovalutano le cose facendo finta che i problemi che arrivano siano solo stormir di fronde.

Ma mi chiedo, è così difficile nella quotidianità per i miei simili che si presentano come superman mentre spesso sono solo palloni gonfiati che ostentano piumate competenze e capacità di spicco, è così difficile affrontare i propri problemi con annessi e connessi senza far danni soprattutto collaterali e rispettando equilibri consolidati?

Anche se non si tratta di giganti di legno massiccio, ma la vita spesso è comunque colma di ostacoli da rimuovere …

O anche se si tratta in realtà di giganti e non solo di legno massiccio … ma sempre vulnerabili come ogni cosa terrestre e quindi affrontabili come si deve?

Certo che se secondo i nuovi orientamenti pedagogici sin da piccoli viene consentito di crescere nella convinzione che standosene comodamente seduti basta far scorrere sul touch screen il ditino indice per spostare montagne, abbattere giganti e vincere guerre … quanti giganti fronduti pensate che prima o poi potranno cadere crollandoci sul cranio?

METTERSI IN GIOCO

10 Mag 2015

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Una delle prove più impegnative della nostra vita consiste proprio in questo.

Il fatto è che talvolta quando la gente scappa, si nega, fa finta di non vedere e di non capire, non si accolla responsabilità precise e non teoriche … non si tratta necessariamente di mancanza di coraggio, quel coraggio che anche i cani (senza offesa per i cani) riescono a tirar fuori più per questioni di DNA che per processi di autocoscienza razionale e onestà soprattutto intellettuale.

Può anche capitare che chi di quel coraggio ne possiederebbe, può però anche avere idee confuse sulle dimensioni e sul senso del ruolo che si può e talvolta si deve tenere nei confronti di chi ci sta attorno e non si tratta solo di dover tirar fuori quel po’ di … fegato necessario per non continuare a scappare chiamando questo comportamento con parole tipo prudenza e simili.

Mettersi in gioco significa talvolta poi persino poter venire osteggiati da molti sia che mostrino indifferentemente cultura o mancanza di cultura, ma che di sicuro vivono schiavi di blocchi mentali con radici che affondano molto in profondità, oppure affetti da deliri di superautovalutazione veramente gratuita, ma sempre tutti individuabili per una buona mancanza di elasticità mentale, più o meno voluta, più o meno consapevole.

Ma i termini del problema non si esauriscono ancora, quello che sto tentando di fare è un tentativo di analisi veramente impegnativo.

Volete un esempio di chiusura mentale e di rifiuto a mettersi in gioco veramente, onestamente, pronti a riconoscere anche i propri errori oltre che a strillare le proprie ragioni?

Noi ce l’abbiamo tanto su con i musulmani integralisti che non hanno alcun rispetto per la Vita come per le credenze di chiunque non sia Maomettano e avanti per questa strada, ma se ci togliamo le fette di salame dagli occhi, anche qui a casa nostra siamo circondati da integralisti di ogni genere e tipo che si raggruppano in cerchi chiusi e che appena possono, fanno sentire il peso del loro potere anche se invece che avere i “baffi” di generale hanno solo quelli di caporale, e si mostrano sempre impegnati a castrarti moralmente e civilmente col sorriso sulle labbra senza bisogno di celare il proprio muso dietro ad un passamontagna ed ammazzare fisicamente i “diversi” da loro perché quando non si ha ancora imparato a farlo in modo più sofisticato ma dal medesimo effetto, cioè socialmente, spiritualmente, sul piano della dignità …

Già, mettersi in gioco …

E’ un bel match e non tutti hanno la forza, la determinazione, il coraggio, idee chiare e capacità di fare delle scelte che prima o poi li metteranno inevitabilmente in conflitto con le maggioranze silenziose, perbeniste, portatrici di una faccia di culo ben mascherata, e che impiegheranno ogni loro energia per costringere chi esce dalle loro “righe” a farsi infettare dello stesso tumore cerebrale che tutto pianifica, tutto livella, toglie dolori e preoccupazioni (dicono loro) stimoli e fantasie in nome di un credo opportunistico che dà spazio solo ai più furbi e il contentino ai più plagiati incapaci di recidere i fili che li legano al grande burattinaio.

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Io sono perfettamente conscio di esser diverso dalla maggior parte di voi, ma a mia discolpa posso affermare di esser stato tirato su dai miei genitori molto “alla tedesca” e di esser stato condizionato sin dalla più tenera età non solo a non raccontar bugie (almeno per le cose serie, per quelle veramente importanti) ma anche, e qui non c’era nessuna possibilità di scantonare, a mostrarmi sempre a viso scoperto per qualsiasi azione volessi intraprendere, anche quando potevo nutrire seri dubbi sul fatto che l’avrei passata liscia.

Infatti, sin da piccolo, anche a scuola, pur non essendo mai stato un gigante di corporatura, non mi sono mai tirato indietro dal far valere anche a botte le mie ragioni … e forse è per questo che oggi dimostro grandi doti di incassatore, anche se in effetti col tempo e con l’Arte (Marziale) ho imparato come fare ad usare la tracotanza altrui per rivolgergliela direttamente addosso senza venirne coinvolto più di tanto.

Si sa però che, quando “si fa a botte”, qualcuna, e seria, la si becca sempre … e questo va tenuto coraggiosamente in conto, bisogna solo vedere se chi tiene il bastone in mano è uno veramente di fegato o un quacquaracquà pronto a nascondersi dietro al dito mignolo perché sta arrivando uno più grosso di lui.

Ribellarsi, buttare alle ortiche buoni modi e gentilezza e comprensione e pazienza, va bene, quando ci vuole, ci vuole, ma sempre mostrando la faccia e quando la faccia la si mostra in dieci, cento, mille, ti DEVONO PER FORZA ASCOLTARE

Che nessuno si stupisca dunque se io ce l’ho tanto su con chi vuole affermare le proprie idee solo con la violenza e soprattutto a volto coperto.

Uno dei peggiori difetti del Genere Umano è la Vigliaccheria, nessuno lo dimentichi mai … eppure tante menate sui Valori della Resistenza che ancor oggi siamo costretti ad ascoltare come se non si potesse ragionare d’altro, dovrebbero aver fatto ben capire almeno una cosa, che quando si possiede un Credo, anche solo politico, lo si difende mostrando volto e petto qualsiasi sia il costo che se ne dovrà pagare.

Se no, tanto ne vale rimanere a giocare col telefonino o con quel Lego che lascia tanti spazi alle fantasie ma ha disimparato che “unire un pezzo all’altro”, poi, nella vita, non è così semplice.