SVEGLIAAA …

20 febbraio 2016

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La Salute è quel bene senza prezzo che solitamente fa avvertire la sua necessità soprattutto quando gli anni si accumulano sugli anni, e la nostra “macchinetta” inizia a fare i capricci.

Con alcuni di questi capricci senza controllo si può anche imparare a convivere serenamente, con altri è l’inizio della fine: esami clinici su esami, consulti, diagnosi a gogò, mentre la paura di esser rimasti coinvolti in qualcosa di irreparabile attanaglia le menti e mentre si attende la diagnosi del vostro povero Medico curante che tra mille e passa pazienti assegnatigli dal Sistema, se si ricorda di voi quando andate a trovarlo, è già un avvenimento.

Cosa di peggio dell’essere alla guida un’auto che sino a quel momento si è comportata come se fosse appena uscita di fabbrica, e che inizia tanto improvvisamente quanto apparentemente senza motivo a fare le bizze col motore, con la trasmissione, con qualcuno dei suoi componenti di cui magari si ignorava pure l’esistenza?

Quindi?

E’ qui che salta fuori la differenza tra Uomo e uomo, ma non solo, anche fra chi vuol capire e subito agire e chi si gira dall’altra parte.

Quando lavoravo in Ospedale con gli Otorini e con i Chirurghi di Maxillo Facciale o di Chirurgia Plastica Ricostruttiva, a stretto contatto anche con portatori di bruttissimi tumori che poi venivano operati da Chirurghi dalle mani e dal cuore d’oro, ho visto di tutto e di più in quanto a “STATURA UMANA” talvolta affiorante naturalmente in pazienti privi di cultura e di livello sociale infimo.

Ho visto pazienti con le stigmate di brutti carcinoma spinocellulari o di cilindromi senza scampo ed operati molto “pesantemente”, tagliati anche a metà in faccia per farli sopravvivere almeno per il momento, li ho visti per mesi e per anni arrivare puntuali ai controlli postoperatori sempre col sorriso in quel che gli rimaneva del volto e sempre pronti a fare una battuta di spirito mentre ne ho visti altri affetti da qualcosina in più … che un patereccio, dare in escandescenze, cadere in depressione alla ricerca di quell’affetto e quella comprensione che magari, quand’era toccato a loro stare a guardare dall’altra parte della barricata, manco si erano sognati di donare e tanto meno di prendere in considerazione.

Credetemi, potete frequentare le Palestre più rinomate ed ascoltare i Personal Trainer più scafati, ascoltare i consigli dei più bravi dietologi, seguire discipline ai limiti del ridicolo grazie alle privazioni a cui vi fanno sottomettere, mettervi nelle mani di qualche Guru più o meno di periferia ma con un profilo Facebook di tutto rispetto …

Siete e rimarrete sempre con una marcia in meno, perchévoi stessi siete la chiavetta d’avviamento del vostro corpo.

Perché, cosa credete, di sapere tutto di voi stessi?

Non vi rendete conto che il vostro corpo se dovesse funzionare solo dietro ai vostri comandi non avrebbe passato una settimana dopo esser giunto alla luce dal ventre di vostra madre?

Se volete cambiare qualcosa in meglio, domattina, quando vi svegliate e mettete i piedi giù dal letto, toglietevi anche gli slip se li indossavate ancora e giusto giusto rimasti solo in canottiera, mettetevi davanti allo specchio più grande di casa vostra.

Mettetevi bene in luce e se questa è troppo fioca, accendete un lampadina e iniziate a guardare la vostra immagine riflessa osservandola come se appartenesse ad un’altra persona con cui vi hanno detto che dovrete convivere per il resto della vostra vita e voi mica vorreste sposarvi con un perfetto sconosciuto, o no?.

Auguri e … coraggio … se avete gli occhi che vedono ancora bene, usateli e cercate di vedere oltre a guardare, ma poi, fatti i doverosi bilanci, a voi la scelta: rimanere così piangendovi addosso o cambiare sistema?

Non venite a parlarmi di acciacchi e di età e credetemi, l’età fisica non è quella fisiologica, si può esser veramente ancora giovani con i capelli bianchi e vecchi col latte ancora rappreso sulle labbra. E poi, meritano ancora tutta la vostra fiducia quelle quattro pastiglie che comperate dal vostro farmacista non appena vi assale il timore che state per ammalarvi?…

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Sto seguendo da tre mesi almeno un ragazzo affetto da disagi apparentemente solo fisici e derivanti in buona percentuale da un problema kinesiologico di una certa entità.
Nulla di gravissimo, ma come potrebbe essersi verificato, dato che ognuno di noi è fatto a modo suo e le sue capacità reattive sono sempre molto personali, quello che in un individuo procura solo un fastidio generalizzato, per altri può esser fonte incontrollata di nevralgie o altri disturbi anche più antipatici, limitanti e decisamente più gravi.
Le autoterapie decisamente d’urto che gli ho fatto praticare, e quasi tutte basate sul concetto di obbligare le due sezioni complementari del nostro corpo a gestirsi in perfetto equilibrio, come da copione hanno sortito il loro effetto positivo, infatti è sufficiente osservare le nuove posture corrette al 99% che si è autoconvinto a tenere, ma giunti a questo punto, e proprio dopo avergli insegnato come gestire al meglio il proprio fisico e i propri equilibri, sto assistendo ad una piccola “ricaduta” che più che organica è psicologica.
Che si tratti di un fenomeno transitorio non ci sono dubbi, e tutto sommato me lo stavo aspettando, tanto la ripresa ci sarà a breve e si tratterà di un qualcosa di sempre più progressivamente positivo anche perché nel frattempo si è messo in cura presso un bravo Kinesiologo che ha programmato un piano di trattamento e ha iniziato col cablargli un bite con cui correggere le dislocazioni mandibolari da cui è affetto.
Forse voi non lo sapete, ma quando le cuspidi dei nostri denti, soprattutto dei molari, non si affrontano con i giusti incastri durante il serraggio tra mascellare superiore e mandibola, si verificano degli scompensi meccanici subito tradotti in impulsi microelettrici rilevati dalla nostra materia grigia con conseguenze spesso poco piacevoli per gli interessati, e infatti vengono falsati tutti i registri che pilotano i nostri equilibri.
Nevralgie, problemi di equilibrio, appunto, nausee, stati di ansia e scoramento, e così via …
Eppure, la chiave di questi problemi riemergenti si trova solo nella sua materia grigia e credo di aver abbastanza esperienza per poter fare questa affermazione con cognizione di causa.
Quante volte l’ho detto e ripetuto? Il nostro corpo è una Macchina incredibile, provvista di tante e tali difese che quando c’è qualcosa che inizia a non girare per il verso giusto, la prima cosa che bisognerebbe fare sarebbe quella di approfondire impietosamente le motivazioni per cui si è arrivati a tanto e lasciare che il nostro corpo dia per un po’ meno retta alla ragione e più ascolto all’istinto.
Il problema, se mai, è quello di accettare che se le cose non vanno, la ragione di fondo più responsabile è proprio quella da cui cerchiamo di svicolare più o meno abilmente anche nascondendoci dietro al dito mignolo e per trovare la giusta soluzione non è necessario ricorre ad un indovino ma bisogna tirarsi indietro le maniche della propria mente e iniziare a far piazza pulita di tutti i blocchi su cui essa ama starsene comodamente adagiata.
Che dire?
La nostra testa dovrebbe funzionare in un altro modo, ma intanto così è, quindi non lamentiamoci più del dovuto, ma non dimentichiamoci mai che la chiave del nostro benessere è già in nostro possesso.

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Quando capii che le Arti Marziali si praticano più col cervello che col corpo, mi resi conto e non solo teoricamente che solo “esercitando delle leve” potevo aver ragione di avversari ben più potenti di me, iniziai anche a capire che per far ciò avrei avuto bisogno di conoscere a fondo il mio corpo per mantenere gli equilibri necessari e per sfruttare al massimo ogni mia fibra muscolare.

E fu così che sotto la sapiente guida del mio primo Maestro, anni e anni addietro, iniziai non senza le prime difficoltà a esercitarmi con questo obiettivo e quindi praticando anche tutta una serie di “sforzi statici” molto controllati soprattutto nelle posture oltre che nelle tensioni che erano l’unico vero veicolo adatto ad individuare e quindi a controllare ogni mia fibra, ogni articolazione del mio corpo.
Riuscire a poter utilizzare al meglio in ogni istante della quotidianità il proprio organismo anche se non si possiede un fisico da stunt man, è il frutto di una paziente selezione fisico mentale che al momento giusto potrà attivare in automatico, cioè istintivamente ma soprattutto correttamente, ogni articolazione, ogni muscolo, per svolgere una funzione determinata senza movimenti goffi e legati, ed al massimo delle loro possibile efficienza.
Fra i primi insegnamenti delle Arti Marziali è preponderante quello relativo a saper cadere per terra senza procurarsi danni e sa Dio quante volte mi hanno fatto rotolare per terra partendo da ogni posizione stando in piedi, quelle più innaturali comprese, o sotto spinte destabilizzanti create ad artificio.
Nel corso della mia non breve vita ha distrutto (chiaramente non volendolo) una Honda Four, due Suzuki Enduro, una Yamaha, due Africa Twin (una nel Sahara), e per ultima una fantastica BMW 1150 GS, ma ora sono in pensione anche con le due ruote se no mia moglie chiede il divorzio (per mia colpa), eppure con tutti i “voli” che ho fatto, e sono veramente tanti, alcuni pure spettacolari, non mi sono mai fatto neppure un graffio.
Credetemi, tutto merito del saper volare, atterrare, rotolare via senza creare attriti … basta che il tuo corpo sappia istintivamente raggomitolarsi quando è più opportuno in posizione fetale lasciando del tutto decontratta la muscolatura non interessata a questa funzione.
Provare per credere.
Ma tornando a noi, a quel processo di individuazione e selezione di cui sto parlando, mi si chiederà a cosa poi possa servire tutto ciò quando magari si vive casa, ufficio, casa, letto, casa TV, partita di Calcio …
E’ solo una questione di orizzonti mentali più o meno disponibili ad essere aperti e pronti a quanto ci può capitare in qualsiasi momento, gli antichi Romani dicevano saggiamente: “Si vis pacem, para bellum” (se vuoi la pace prepara una guerra …)
Di sicuro se la Salute è un problema, soprattutto quando si inizia ad essere meno giovani, una buona conoscenza di come funziona la nostra macchina corpo può aiutare positivamente in una percentuale molto elevata di problemi apparentemente risolvibili solo con l’intervento del solito Medico nel 999 x 1000 dei casi,.
Il bravissimo medico che come al solito comincerà col prescrivere esami su esami per poi dirci alla fine del girotondo che è proprio vero che abbiamo quel disturbo, che sentiamo male, che abbiamo dei problemi (veramente gravi solo nel 10% dei casi) e poi … e poi è meglio che mi cucia la bocca.
Il nostro corpo è una macchina meravigliosa, estremamente complessa, dotata di protezioni naturali di ogni tipo e di livello elevato, almeno sino a quando non ci impegniamo, come accade sempre più spesso, a far disastri con vizi, stravizi o anche solo per stupida ignoranza: vi sembra quindi così peregrina l’idea di volerlo conoscere a fondo?
Vi mettereste alla guida di un jet pensando che vi è sufficiente la Patente B?
E allora che fare?
Bella domanda, ma non è questa la sede più adatta per rispondere, la soluzione, in quanto ad impegno individuale, non è simile ad una delle tante “strisciate” che fate quasi sempre onanisticamente ogni giorno sul Tablet o sul Telefonino.
L’impegno richiesto è decisamente superiore.

IGIENE MENTALE STRAPAZZATA

14 gennaio 2016

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L’immodestia della nostra presunta razionalità, è senza limiti, eppure la sopravvivenza degli esseri viventi, Mondo Vegetale compreso, è in gran parte garantita da un sistema di efficienti sensori organici disseminati nell’organismo di ogni individuo vivente non solo a difesa degli agenti esterni negativi ma anche per amplificare le nostre capacità di valutazione e quindi di adeguata reazione che in gran percentuale dovrebbe essere istintiva nei confronti di ogni tipo di situazione.

Sensori ipersofisticati e per nulla evidenti alla vista soprattutto quelli a disposizione del genere umano anche se in realtà, nella norma, è proprio lui che è attualmente al top della scala evolutiva a non possedere ad esempio, a differenza di alcuni animali inferiori, quella sensibilità all’infrarosso che l’uomo avverte solo sotto forma di calore, quella agli ultrasuoni o nei confronti di emissioni acustiche di frequenze particolari o volume bassissimo, un olfatto selettivo e sensibile a distanza persino sott’acqua … e qualche altra “cosetta”… ma in compenso ne possiede alcuni che se utilizzati correttamente allargano di parecchio l’orizzonte delle capacità individuali.

Bisogna sapere che nel corpo Umano, i recettori degli stimoli che ci giungono dal mondo esterno, una volta “messi in allarme “, attivati automaticamente dal nostro DNA, convogliano ogni segnale al cervello che li decodifica di solito sapientemente (al limite è la mente umana che convinta di saper tutto ne falsa gli “avvisi”) e sono stati tutti puntualmente disseminati dalla Natura su tutta la superficie del corpo, ma non solo, persino al suo interno.

Non è mia intenzione tenere una lezione di Anatomia riguardo alla quale sicuramente non possiedo la dovuta competenza e che poi potrebbe essere interessante solo per pochi curiosi, ma ne so abbastanza per avanzare qualche considerazione forse poco consueta ma sicuramente valida in senso tecnico.

Avete presenti quei cocchi di mamma che, pur non avendo proprio problemi di denutrizione, se qualcuno gli porta a tavola qualche pietanza anche apparentemente invitante ma che loro non conoscono o che per una qualsiasi ragione non hanno mai voluto assaggiare, la rifiutano dicendo che “quella roba non gli piace?”.

Tanto, la fame loro non sanno cos’é.

E a ben poco serve mostrargli l’evidente incongruenza di dire che una cosa non gli va anche se non la conoscono.

Ora fate conto che mentre vivete tranquillamente la vostra esistenza fatta di abitudini, sicurezze, di luoghi, cose e persone conosciute, circondati da cose abituali, in un ambiente apparente favorevole e privo di imprevisti, improvvisamente vi trovate di fronte a una situazione inattesa che preferite ignorare per mille e una ragione, intelligenti o stupide che siano, e mai molto lontane da una certa mancanza di coraggio quando si tratta di “cose nuove”.

Mentre i vostri sensi vi urlano dentro scatenando chimiche che coinvolgono tutto il vostro organismo preparandolo alle reazioni più corrette, voi invece, da bravi struzzi con la testa sotto la sabbia, preferite convincervi che la cosa non vi interessa, non vi riguarda, che avete tempo solo per cose serie (?!) etc.

Ma quella realtà esiste, i vostri sensi hanno lavorato correttamente, è la vostra presunta razionalità che ne rifiuta spesso anche l’evidenza mentre vi nascondete dietro al dito mignolo perché ogni novità, ogni cambiamento può esser sempre un parto doloroso a cui non avete la minima intenzione di dovervi adattare.

Ciò che vi sfugge è che mentre voi vi state psicologicamente “voltando da un’altra parte” il vostro organismo sta reagendo come programmato dalla Natura, gli ingranaggi girano come scritto sulle Tavole delle Leggi e anche se vi state mostrando “sordi” e ciechi il vostro corpo sta cercando di adeguarsi predisponendosi a reagire correttamente.

Se poi insistete a rimanere arroccati dietro a quelle che ritenete valide e prudenti difese preventive, le conseguenze non tardano ad emergere e nascono i primi conflitti interni chiamati anche somatizzazioni.

L’Evoluzione ci ha “donato” nuove forme di materia grigia all’interno della scatola cranica ma noi ancora non abbiamo imparato ad usarle correttamente rendendola spesso corresponsabile di tanti stress organici che finiscono per generare spesso brutti mali fisici e mentali.

Nel prossimo Post, chissà, vi racconterò di questi “sensori”, di queste difese che preferiamo talvolta ignorare, non ascoltare, convinti di esser padroni assoluti di noi stessi, anche quando, per salvare chissà quali apparenze, fingiamo di sentirci “piccoli piccoli”, ma intanto ci comportiamo come se sapessimo già tutto convinti che il nostro cervello ci potrà indicare sempre la soluzione comportamentale migliore, perché abbiamo imparato a utilizzare solo quella parte che abbiamo “ammaestrato” a darci sempre ragione e l’unica di cui riconosciamo l’esistenza attiva.

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… ma presuntuosi, egoisti e ipocriti.

Ovunque il guardo io giri … altro non vedo che una propinazione sistematica di esempi, di inviti ad eseguire modelli comportamentali somministrati come bibbia attraverso Tv, stampa e pubblicità in genere.

Allora, se per vendere una cicca in più, ogni immagine è lecita, ogni messaggio è valido, anche il più cretino, il meno realistico, quello che crea desideri poco realizzabili, il più ipocritamente falso, o veramente assurdo come quello di proporre un’auto che può agevolmente superare i 300Km./h mentre in città se superi i 55 ti arriva il multanova a casa, o cere presunte realtà come quella del Mulino Bianco, di una vita serena solo se vissuta in crociera, o ambienti casalinghi con cucine, soggiorni e camere da letto da petroliere povero, per quale motivo stupirsi se i nostri giovani vivono alla vaff… di ogni regola e convenzione sia pur giusta, di tutto ciò che non è facile, che richiede impegno mentale, tempo o fatica fisica, suscitano considerazioni responsabilmente etiche che presuppongono un impegno di vero rispetto in ogni legame civile?

Rispetto di che, quando l’unica cosa che conta è il denaro e ciò che si può fare con esso?

Il consumismo ha rapito i cervelli, l’uso della carta di credito era gare con un unico gesto ha confuso le idee sul valore dei soldi, così come i giochini elettronici hanno disinsegnato il vero concetto di pericolo, di dolore, di rispetto per la vita altrui, dell’esistenza delle difficoltà che poi, quando capiteranno fra capo e collo nella vita quotidiana creeranno dei perdenti e dei disadattati a cui non sarà certo sufficiente strusciare un dito sul touch screen per cambiare livello e decidere came over.

Ma non punto il dito solo verso la pubblicità come unica responsabile di questa tragedia sociale in atto e dai colori sempre più foschi.

Infatti metto sub iudice anche chi alimenta questo squallido gioco da persuasori mica tanto occulti promotori dei miti che pare abbiano rincoglionito una immensa parte della nostra gioventù, sangue del nostro sangue, medesimo DNA, eppure … portati per manina verso un autolesionismo che scoppierà come una mina a tempo al più presto, non appena saranno costretti a dei confronti veri, quelli per la sopravvivenza.

Confronti che sino a che insisteranno a passare gran parte del loro tempo masturbando telefonino o Play Station e che quando perderanno, perché vincerà il software della macchinetta, studiato apposta per creare dipendenza, la cosa non li scuoterà più di tanto perché in quest’evenienza basterà chiudere il gioco e riaprirne da capo un altro senza dover subire le conseguenze della perdita precedente, senza dover pagar nulla personalmente, senza subire grandi traumi.

Niente dolore, niente privazioni, nessun pesante impatto nemmeno psicologico, come quello che arriva puntualmente quando ti rendi conto che c’è sempre chi è più forte di te e che non è necessariamente gentile, meglio, diciamolo pure, ti sta massacrando solo per preservare i propri interessi.

Ed ecco i nuovi miti paralleli: diventare veline, sposare un giocatore di calcio, diventare cantanti, attori, ballerini, saltimbanchi … o anche dirigenti nell’azienda del vecchio pirla (… il padre) senza muovere un dito, meglio andandosene in giro con la sua carta di credito in tasca.

Quando c’è questa possibilità, perché se no, l’alternativa consiste nella protesta per principio, nello sfogo delle proprie pulsioni più abulico, o peggio, più violento.

Intanto tutti col telefonino in mano a leggersi e rileggersi tutte le cazzate che si sono scambiati con SMS o MMS o con le cuffiette incastrate nei padiglioni auricolari per martellarsi la materia grigia con musiche e percussioni che servono solo a tenere un piede (se non tutti e due) fuori dalla realtà.

Poi importantissimo ed abusato, quasi essenziale il mancare di rispetto al proprio corpo ricoprendolo di tatuaggi, piercing, abusando delle sue capacità di sopportazione nei confronti di alcol, droghe … giusto per non correre il rischio di perdere il filo con la tribù dei simili o venirne accantonati irrimediabilmente.

Tanto la famiglia è morta, ci sono gli “amici”, amici, amici, … quante palle …

E all’esattamente sequenziale emerge il rapporto totalmente sbagliato nei confronti del cibo, del proprio corpo fisico, ossessionati da quel mezzo etto di ciccia in più che invece è solo salute, riserva di energia per chi lavora veramente.

Fuggire, fuggire, fuggire … non solo far finta che certe cose non esistono perché scomode o col pericolo che possano coinvolgere …

Per fuggire poi da cosa se non da se stessi e dai propri complessi di inferiorità con una insofferenza di sistema che denota solo debolezza e insicurezza?

Ma da cosa nascono questi complessi?

Dal troppo benessere, da una vita troppo facile consentita da genitori che per timore di perdere l’amore dei propri figli (cazzata immensa) non hanno più il coraggio di dire NO ed hanno pure la faccia tosta di affermare che si comportano così per abituarli a meglio gestire la propria libertà (?), imparare a responsabilizzarsi, per renderli coscienti e coerenti rispetto al proprio IO … sì iniziando magari sin da quando hanno appena smesso di farsi la cacca addosso … e non sanno ancora distinguere la destra dalla sinistra (mano) ma che già senza esser ancora andati a scuola sanno leggere e scrivere perché la mamma amorosa glielo ha insegnato solo per dimostrare a se stessa di aver generato un genio …

Ma purtroppo nascono anche da situazioni esattamente all’opposto in cui c’è chi non possiede nulla e certi stimoli esasperati lo portano naturalmente a cercare di impossessarsene in qualsiasi modo.

Ci troviamo veramente di fronte ad un dramma socio-esistenziale con scarsissime possibilità di soluzione e non aiuta certo la situazione sociopolitica attuale del nostro paese caduto in mano ad una manica di ladri, sfruttatori, politicanti pinocchi che si stanno facendo gioco di tutto e di tutti noi a prescindere da bandiera, colore o credo.

Soldi e potere, potere e soldi, e gli altri?

Perché? esistono anche degli altri al di fuori di loro?

OSS …

24 dicembre 2014

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Ieri sera ho seguito con molta attenzione un film in Tv sul famoso (e veramente esistito) IP-MAN grande Maestro cinese di Kung Fu ma soprattutto promotore di Arti Marziali evolute soprattutto a livello mentale, di coscienza personale verso un traguardo di forza e indipendenza personale, una favola ormai defunta quasi ovunque.

Mentre le immagini scorrevano sullo schermo io cercavo sconsolatamente di fare dei paralleli con la mia esperienza fatta con l’ultimo Maestro, nel caso specifico quello di Aikido Iaido Yawara Do, a cui avevo affidato anche troppo negli ultimi anni la mia totale fiducia e disponibilità mentale … poco comprese, se devo esser sincero, e comunque MAI corrisposte, anche se per me questo non era un problema più grande di tanto, forse a causa della pazienza derivante mia età, nonché degli anni di cui ero più anziano del Maestro a cui avevo ritualmente affidato corpo e mente senza alcuna pretesa di riscontro emotivo in netta opposizione alle sue convinzioni in merito.

Ognuno è quel che è, come uomo, non si può pretendere l’impossibile.

Un Maestro comunque veramente potente sia fisicamente sia come capacità tecniche, un esempio raro, ma nulla da meravigliarsi visto di chi era stato allievo, il famoso “Ciroli” (per chi conosce la storia di questa Disciplina che, volendo, ti rende persino indice e medio di una mano più pericolosi di un colpo in canna di una 9Parabellum, ma che ti insegna anche pazienza, moderazione ed estremo autocontrollo oltre che ad usare il cervello a livelli superiori di attenzione come ARMA FINALE estremamente letale).

Certo, devi saper leggere tra le righe mentre impari Katà e tecniche veramente pericolose nel senso dell’aggressività sviluppabile, e questo non è un libro così aperto per tutti i suoi cultori per chi pensa di potersi appropriare con un po’ di pratica di una capacità manuale superiore di difesa ed offesa.

Quando poi, finito il film, sono andato a letto, ho cercato di ripassarmi mentalmente, come per anni ho fatto prima di addormentarmi, un paio di Katà e mi sono reso tristemente conto di aver perso certe continuità operative.

Ma vi garantisco che si tratta solo di un po’ di ruggine.

Questa mattina sono sceso nel mio studio, la mia “tana” dove ci sono tutti i miei libri, i miei MAC, i cristalli ed i minerali, i fossili, le conchiglie, le pietre raccolte nel corso dei miei giringiro … e tante altre cose che dureranno sino a quando ci sarò, ho appeso con un filo un foglio di carta all’applique a soffitto e mi ci si sono messo di fronte in posizione di riposo/attacco.

Quando ho sentito il mio Ki forte ed emergente, la mia mano sinistra è scattata e indice e medio hanno trapassato quel foglio di carta innocente per fotocopie che mai avrebbe pensato di venir trattato in quel modo.

Chi l’avrebbe mai detto dopo tanti anni di inattività sul Tatami ….

LA BACCHETTA MAGICA

25 novembre 2014

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Noi viviamo da decenni schiavi non più solo del Potere Politico, di quello Economico e di quello Religioso (è innegabile, abbiate pazienza, bisogna avere il coraggio di riconoscerlo quando se ne è succubi e non padroni coscienti) ma anche da quello smisurato delle Multinazionali del Farmaco.

Quelle stesse che sono state le maggiori responsabili del Secondo Evento Bellico Mondiale, è Storia, non storcete il naso, Fascismo, Nazismo e merde del genere sono state solo conseguenze “meccaniche” di situazioni sociali alla massima tensione e quindi, inevitabilmente, pronte per la più ripida caduta verso lo sfacelo.

L’uomo medio è ormai praticamente diventato incapace di conservare la propria Salute sfruttando le sue naturali capacità individuali psicofisiche in tal senso, e senza pastiglia o esami clinici si sente perduto , mentre una maggiore consapevolezza del proprio organismo oltre che del proprio Io farebbe la differenza.

Proprio in questo periodo sto “trattando” una giovane donna, donna di carriera, una di quelle persone che quando te la ritrovi dalla parte sbagliata della scrivania, non c’è molto da scherzare.

Eppure, nella sua via quotidiana l’accumulo delle tensioni le sta facendo un brutto scherzo ed a poco valgono sistemi di sfogo tipo Palestra, incontri culturali, la cura della persona, vita di società ed affini.

Nel suo animo si fa sempre più strada un senso di insicurezza che una volta chiuse le porte dell’impegno quotidiano lavorativo e sociale la lascia in un senso di smarrimento e anche di frustrazione.

Certo, questo è un sintomo di una pericolosa vacuità interiore, ma scelte o non scelte spirituali, etiche, comportamentali su cui non voglio neppure far cenno … il risultato rimane il medesimo.

Di fatto il suo sistema psicobiologico ha urgente bisogno di un vero sfogo privo di complicazioni affettive e che sia totalmente liberatorio, uno sfogo che non si veda prima o poi presentare il conto sia dal punto di vista sociale sia da quello di un rapporto personale impegnativo.

Incredibilmente esistono dei percorsi alternativi validi anche di più delle cure tradizionali che tendono a curare più il mal di calli che il cervello … che devono venire ben gestiti con delicatezza, competenza, anche disponibilità da parte dell’operatore che trovandosi a dover affrontare una simile situazione di carenze generalizzate deve diventare un vero e proprio personal trainer discreto, non invasivo, una vera fonte di supporto invisibile e pronta a tirarsi indietro non appena non sia più necessaria.

Un mix di “gesti” attivi e passivi ipercontrollati che inducono ad un rilassamento psicosomatico generale, offrono un inizio di tregua, di sicurezze “gratuite”, un cielo meno ingombro di nubi minacciose.

Ma nello stesso periodo stavo trattando un’altra donna più o meno coetanea della prima, più o meno dal medesimo connotato sociale, che però sin dopo la prima volta che è venuta a provare cosa vuol dire trovare qualche attimo di tregua e di relax è “fuggita” a gambe levate … stesso trattamento, medesime attenzioni, medesima discrezione … che paura perdere le proprie angosce a cui si è tanto affezionati, vero?…

Ma soprattutto mai perdere la fiducia nella famosa pastiglietta che come la supercazzola

prematurata a sinistra (o a destra) del grande Tognazzi risolve ogni cosa come la bacchetta magica del Mago Merlino.