Statene pur sicuri, capita normalmente che … “facciamo nostri” frammenti di altre vite ormai terminate biologicamente e mutate chimicamente ma sempre energeticamente attive, frammenti che hanno conservato le loro energie primordiali ed essenziali in toto o in parte, e tra questi qualcuno sicuramente è destinato ad andare ad allocarsi nella nostra materia grigia arricchendone i contenuti, e non finendo miseramente nei rotoli di adipe su panza e culo o anche peggio al termine di ogni ciclo digestivo.

Una vera azione invasiva ma soft, un bell’insediamento in compagnia di tutte quelle altre “memorie” costruite personalmente grazie ad esperienze, vita vissuta, studi, valutazioni, comportamenti …

E tutto senza che noi ci accorgiamo minimamente di quanto sta accadendo, di come siano entrati in noi scintille di “memorie” altrui, già patrimonio di altri sconosciuti, come le trame, gli ambienti, gli oggetti, le persone, le immagini e le sensazioni di certi sogni, come ho appena detto, memorie in grado di generare flash che non solo affiorano automaticamente nel corso della nostra attività onirica ma anche in altri momenti particolari come quando l’Adrenalina sta cercando di attivare ogni nostra attività psicofisica possibile per far fronte a necessità reattive che l’ambiente circostante stimola.

Forse superfluo ricordare a questo punto che noi siamo e diventiamo in continuazione anche ciò che mangiamo.

Ma cosa mangiamo in realtà?

Francamente un po’ mi dà noia anche solo il pensiero che qualche neurone ben nascosto nella mia scatola cranica abbia a suo tempo ed in modo del tutto automatico registrato qualche “memoria” un tempo insita “in transito” non tanto in una carota o in una cipolla nate e cresciute sotto terra, ma in qualche misero avanzo anche umano tramutato in humus, perché no? e vecchio di secoli, di millenni oltre che di molto meno …

Non inorridite ma sto pensando a quel che di questi tempi può andare a finire in bocca a qualche rinomato pesce del nostro Mar Mediterraneo e non solo là …

Dinamiche crude ma molto naturali di quel mondo microscopico fatto di energie immortali e autorigeneranti in continua attività energetica, ricordate? nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma …

Conoscere sé stessi e a fondo, una delle cose più difficili da realizzare per le nostre menti sempre così distratte, un vero “impegno” soprattutto quando si è convinti che l’erba del vicino sia sempre la più verde e imperativo categorico entrarne in possesso manco fosse l’unico valido traguardo della nostra vita, e purtropo per la nostra salute mentale totalmente immemori del tesoro che custodiamo nell’intimità della nostra testa.

Un patrimonio che utilizzato correttamente ci regalerebbe la giusta dimensione in cui è bello vivere.

Annunci

SVEGLIAAA …

20 febbraio 2016

index

La Salute è quel bene senza prezzo che solitamente fa avvertire la sua necessità soprattutto quando gli anni si accumulano sugli anni, e la nostra “macchinetta” inizia a fare i capricci.

Con alcuni di questi capricci senza controllo si può anche imparare a convivere serenamente, con altri è l’inizio della fine: esami clinici su esami, consulti, diagnosi a gogò, mentre la paura di esser rimasti coinvolti in qualcosa di irreparabile attanaglia le menti e mentre si attende la diagnosi del vostro povero Medico curante che tra mille e passa pazienti assegnatigli dal Sistema, se si ricorda di voi quando andate a trovarlo, è già un avvenimento.

Cosa di peggio dell’essere alla guida un’auto che sino a quel momento si è comportata come se fosse appena uscita di fabbrica, e che inizia tanto improvvisamente quanto apparentemente senza motivo a fare le bizze col motore, con la trasmissione, con qualcuno dei suoi componenti di cui magari si ignorava pure l’esistenza?

Quindi?

E’ qui che salta fuori la differenza tra Uomo e uomo, ma non solo, anche fra chi vuol capire e subito agire e chi si gira dall’altra parte.

Quando lavoravo in Ospedale con gli Otorini e con i Chirurghi di Maxillo Facciale o di Chirurgia Plastica Ricostruttiva, a stretto contatto anche con portatori di bruttissimi tumori che poi venivano operati da Chirurghi dalle mani e dal cuore d’oro, ho visto di tutto e di più in quanto a “STATURA UMANA” talvolta affiorante naturalmente in pazienti privi di cultura e di livello sociale infimo.

Ho visto pazienti con le stigmate di brutti carcinoma spinocellulari o di cilindromi senza scampo ed operati molto “pesantemente”, tagliati anche a metà in faccia per farli sopravvivere almeno per il momento, li ho visti per mesi e per anni arrivare puntuali ai controlli postoperatori sempre col sorriso in quel che gli rimaneva del volto e sempre pronti a fare una battuta di spirito mentre ne ho visti altri affetti da qualcosina in più … che un patereccio, dare in escandescenze, cadere in depressione alla ricerca di quell’affetto e quella comprensione che magari, quand’era toccato a loro stare a guardare dall’altra parte della barricata, manco si erano sognati di donare e tanto meno di prendere in considerazione.

Credetemi, potete frequentare le Palestre più rinomate ed ascoltare i Personal Trainer più scafati, ascoltare i consigli dei più bravi dietologi, seguire discipline ai limiti del ridicolo grazie alle privazioni a cui vi fanno sottomettere, mettervi nelle mani di qualche Guru più o meno di periferia ma con un profilo Facebook di tutto rispetto …

Siete e rimarrete sempre con una marcia in meno, perchévoi stessi siete la chiavetta d’avviamento del vostro corpo.

Perché, cosa credete, di sapere tutto di voi stessi?

Non vi rendete conto che il vostro corpo se dovesse funzionare solo dietro ai vostri comandi non avrebbe passato una settimana dopo esser giunto alla luce dal ventre di vostra madre?

Se volete cambiare qualcosa in meglio, domattina, quando vi svegliate e mettete i piedi giù dal letto, toglietevi anche gli slip se li indossavate ancora e giusto giusto rimasti solo in canottiera, mettetevi davanti allo specchio più grande di casa vostra.

Mettetevi bene in luce e se questa è troppo fioca, accendete un lampadina e iniziate a guardare la vostra immagine riflessa osservandola come se appartenesse ad un’altra persona con cui vi hanno detto che dovrete convivere per il resto della vostra vita e voi mica vorreste sposarvi con un perfetto sconosciuto, o no?.

Auguri e … coraggio … se avete gli occhi che vedono ancora bene, usateli e cercate di vedere oltre a guardare, ma poi, fatti i doverosi bilanci, a voi la scelta: rimanere così piangendovi addosso o cambiare sistema?

Non venite a parlarmi di acciacchi e di età e credetemi, l’età fisica non è quella fisiologica, si può esser veramente ancora giovani con i capelli bianchi e vecchi col latte ancora rappreso sulle labbra. E poi, meritano ancora tutta la vostra fiducia quelle quattro pastiglie che comperate dal vostro farmacista non appena vi assale il timore che state per ammalarvi?…

kn

 

Sto seguendo da tre mesi almeno un ragazzo affetto da disagi apparentemente solo fisici e derivanti in buona percentuale da un problema kinesiologico di una certa entità.
Nulla di gravissimo, ma come potrebbe essersi verificato, dato che ognuno di noi è fatto a modo suo e le sue capacità reattive sono sempre molto personali, quello che in un individuo procura solo un fastidio generalizzato, per altri può esser fonte incontrollata di nevralgie o altri disturbi anche più antipatici, limitanti e decisamente più gravi.
Le autoterapie decisamente d’urto che gli ho fatto praticare, e quasi tutte basate sul concetto di obbligare le due sezioni complementari del nostro corpo a gestirsi in perfetto equilibrio, come da copione hanno sortito il loro effetto positivo, infatti è sufficiente osservare le nuove posture corrette al 99% che si è autoconvinto a tenere, ma giunti a questo punto, e proprio dopo avergli insegnato come gestire al meglio il proprio fisico e i propri equilibri, sto assistendo ad una piccola “ricaduta” che più che organica è psicologica.
Che si tratti di un fenomeno transitorio non ci sono dubbi, e tutto sommato me lo stavo aspettando, tanto la ripresa ci sarà a breve e si tratterà di un qualcosa di sempre più progressivamente positivo anche perché nel frattempo si è messo in cura presso un bravo Kinesiologo che ha programmato un piano di trattamento e ha iniziato col cablargli un bite con cui correggere le dislocazioni mandibolari da cui è affetto.
Forse voi non lo sapete, ma quando le cuspidi dei nostri denti, soprattutto dei molari, non si affrontano con i giusti incastri durante il serraggio tra mascellare superiore e mandibola, si verificano degli scompensi meccanici subito tradotti in impulsi microelettrici rilevati dalla nostra materia grigia con conseguenze spesso poco piacevoli per gli interessati, e infatti vengono falsati tutti i registri che pilotano i nostri equilibri.
Nevralgie, problemi di equilibrio, appunto, nausee, stati di ansia e scoramento, e così via …
Eppure, la chiave di questi problemi riemergenti si trova solo nella sua materia grigia e credo di aver abbastanza esperienza per poter fare questa affermazione con cognizione di causa.
Quante volte l’ho detto e ripetuto? Il nostro corpo è una Macchina incredibile, provvista di tante e tali difese che quando c’è qualcosa che inizia a non girare per il verso giusto, la prima cosa che bisognerebbe fare sarebbe quella di approfondire impietosamente le motivazioni per cui si è arrivati a tanto e lasciare che il nostro corpo dia per un po’ meno retta alla ragione e più ascolto all’istinto.
Il problema, se mai, è quello di accettare che se le cose non vanno, la ragione di fondo più responsabile è proprio quella da cui cerchiamo di svicolare più o meno abilmente anche nascondendoci dietro al dito mignolo e per trovare la giusta soluzione non è necessario ricorre ad un indovino ma bisogna tirarsi indietro le maniche della propria mente e iniziare a far piazza pulita di tutti i blocchi su cui essa ama starsene comodamente adagiata.
Che dire?
La nostra testa dovrebbe funzionare in un altro modo, ma intanto così è, quindi non lamentiamoci più del dovuto, ma non dimentichiamoci mai che la chiave del nostro benessere è già in nostro possesso.

OSS …

24 dicembre 2014

im

Ieri sera ho seguito con molta attenzione un film in Tv sul famoso (e veramente esistito) IP-MAN grande Maestro cinese di Kung Fu ma soprattutto promotore di Arti Marziali evolute soprattutto a livello mentale, di coscienza personale verso un traguardo di forza e indipendenza personale, una favola ormai defunta quasi ovunque.

Mentre le immagini scorrevano sullo schermo io cercavo sconsolatamente di fare dei paralleli con la mia esperienza fatta con l’ultimo Maestro, nel caso specifico quello di Aikido Iaido Yawara Do, a cui avevo affidato anche troppo negli ultimi anni la mia totale fiducia e disponibilità mentale … poco comprese, se devo esser sincero, e comunque MAI corrisposte, anche se per me questo non era un problema più grande di tanto, forse a causa della pazienza derivante mia età, nonché degli anni di cui ero più anziano del Maestro a cui avevo ritualmente affidato corpo e mente senza alcuna pretesa di riscontro emotivo in netta opposizione alle sue convinzioni in merito.

Ognuno è quel che è, come uomo, non si può pretendere l’impossibile.

Un Maestro comunque veramente potente sia fisicamente sia come capacità tecniche, un esempio raro, ma nulla da meravigliarsi visto di chi era stato allievo, il famoso “Ciroli” (per chi conosce la storia di questa Disciplina che, volendo, ti rende persino indice e medio di una mano più pericolosi di un colpo in canna di una 9Parabellum, ma che ti insegna anche pazienza, moderazione ed estremo autocontrollo oltre che ad usare il cervello a livelli superiori di attenzione come ARMA FINALE estremamente letale).

Certo, devi saper leggere tra le righe mentre impari Katà e tecniche veramente pericolose nel senso dell’aggressività sviluppabile, e questo non è un libro così aperto per tutti i suoi cultori per chi pensa di potersi appropriare con un po’ di pratica di una capacità manuale superiore di difesa ed offesa.

Quando poi, finito il film, sono andato a letto, ho cercato di ripassarmi mentalmente, come per anni ho fatto prima di addormentarmi, un paio di Katà e mi sono reso tristemente conto di aver perso certe continuità operative.

Ma vi garantisco che si tratta solo di un po’ di ruggine.

Questa mattina sono sceso nel mio studio, la mia “tana” dove ci sono tutti i miei libri, i miei MAC, i cristalli ed i minerali, i fossili, le conchiglie, le pietre raccolte nel corso dei miei giringiro … e tante altre cose che dureranno sino a quando ci sarò, ho appeso con un filo un foglio di carta all’applique a soffitto e mi ci si sono messo di fronte in posizione di riposo/attacco.

Quando ho sentito il mio Ki forte ed emergente, la mia mano sinistra è scattata e indice e medio hanno trapassato quel foglio di carta innocente per fotocopie che mai avrebbe pensato di venir trattato in quel modo.

Chi l’avrebbe mai detto dopo tanti anni di inattività sul Tatami ….

LA BACCHETTA MAGICA

25 novembre 2014

cur

Noi viviamo da decenni schiavi non più solo del Potere Politico, di quello Economico e di quello Religioso (è innegabile, abbiate pazienza, bisogna avere il coraggio di riconoscerlo quando se ne è succubi e non padroni coscienti) ma anche da quello smisurato delle Multinazionali del Farmaco.

Quelle stesse che sono state le maggiori responsabili del Secondo Evento Bellico Mondiale, è Storia, non storcete il naso, Fascismo, Nazismo e merde del genere sono state solo conseguenze “meccaniche” di situazioni sociali alla massima tensione e quindi, inevitabilmente, pronte per la più ripida caduta verso lo sfacelo.

L’uomo medio è ormai praticamente diventato incapace di conservare la propria Salute sfruttando le sue naturali capacità individuali psicofisiche in tal senso, e senza pastiglia o esami clinici si sente perduto , mentre una maggiore consapevolezza del proprio organismo oltre che del proprio Io farebbe la differenza.

Proprio in questo periodo sto “trattando” una giovane donna, donna di carriera, una di quelle persone che quando te la ritrovi dalla parte sbagliata della scrivania, non c’è molto da scherzare.

Eppure, nella sua via quotidiana l’accumulo delle tensioni le sta facendo un brutto scherzo ed a poco valgono sistemi di sfogo tipo Palestra, incontri culturali, la cura della persona, vita di società ed affini.

Nel suo animo si fa sempre più strada un senso di insicurezza che una volta chiuse le porte dell’impegno quotidiano lavorativo e sociale la lascia in un senso di smarrimento e anche di frustrazione.

Certo, questo è un sintomo di una pericolosa vacuità interiore, ma scelte o non scelte spirituali, etiche, comportamentali su cui non voglio neppure far cenno … il risultato rimane il medesimo.

Di fatto il suo sistema psicobiologico ha urgente bisogno di un vero sfogo privo di complicazioni affettive e che sia totalmente liberatorio, uno sfogo che non si veda prima o poi presentare il conto sia dal punto di vista sociale sia da quello di un rapporto personale impegnativo.

Incredibilmente esistono dei percorsi alternativi validi anche di più delle cure tradizionali che tendono a curare più il mal di calli che il cervello … che devono venire ben gestiti con delicatezza, competenza, anche disponibilità da parte dell’operatore che trovandosi a dover affrontare una simile situazione di carenze generalizzate deve diventare un vero e proprio personal trainer discreto, non invasivo, una vera fonte di supporto invisibile e pronta a tirarsi indietro non appena non sia più necessaria.

Un mix di “gesti” attivi e passivi ipercontrollati che inducono ad un rilassamento psicosomatico generale, offrono un inizio di tregua, di sicurezze “gratuite”, un cielo meno ingombro di nubi minacciose.

Ma nello stesso periodo stavo trattando un’altra donna più o meno coetanea della prima, più o meno dal medesimo connotato sociale, che però sin dopo la prima volta che è venuta a provare cosa vuol dire trovare qualche attimo di tregua e di relax è “fuggita” a gambe levate … stesso trattamento, medesime attenzioni, medesima discrezione … che paura perdere le proprie angosce a cui si è tanto affezionati, vero?…

Ma soprattutto mai perdere la fiducia nella famosa pastiglietta che come la supercazzola

prematurata a sinistra (o a destra) del grande Tognazzi risolve ogni cosa come la bacchetta magica del Mago Merlino.

ciccia

La vita mi sta portando alla conclusione che non esistono cose totalmente negative o totalmente positive, tutto dipende dalla valutazione che ne viene fatta.

Un po’ come certi punti (ben individuati) del corpo umano che a seconda di come vengono “toccati” possono generare sia dolore, sia piacevole appagamento, sia totale indifferenza.

Ma parlavo di valutazioni.

Valutare significa mettere a confronto con la realtà circostante le proprie convinzioni, la propria cultura, i propri Habitus operandi, i propri sensi … più o meno sensibili.

Quindi tutto inizia con un processo di apertura volontaria del proprio Io sensibile psicofisico, subito seguito dai tentativi più o meno convinti di analisi, ognuno ha i suoi “procedimenti” operativi.

A questo punto subentrano intelligenza, cultura, autocontrollo, padronanza di sé, voglia di capire, capacità di astrarsi dai luoghi comuni … e tutto il loro contrario.

Ed ecco scoccare la scintilla del giudizio, purtroppo spesso condizionata da elementi esterni che influiscono col loro peso su tutto il processo e non sempre sono così essenziali ai fini di una valutazione corretta.

Esiste poi anche il famoso “senno di poi” capace di rivoltare atteggiamenti e comportamento.

Talvolta in bene, talvolta in male.

Ed ecco a questo punto calare puntuale la ghigliottina del giudizio definitivo, quel giudizio da cui poi per ogni uomo sarà così difficile scostarsi mutando atteggiamenti e convinzioni.

Eppure talvolta la Realtà e la Verità sono lì a portata di mano e ci vorrebbe molto poco per prenderle in onesta considerazione senza farsi troppe seghe mentali e usando maggior coraggio, maggior determinazione, maggior sicurezza in se stessi, cercando quella autonomia di giudizio che è vera garanzia di sicurezza … anche quando poi si casca nell’errore più pacchiano perché di carne siamo e di carne rimaniamo … povero Spirito.

Ma allora, come comportarsi?

Accogliendo a piè fermo tutto ciò che i nostri sensi e la ragione stessa si vedono rovesciare addosso talvolta come un fiume disordinato in piena, cattivo e inarrestabile.

Con ordine mentale, disponibilità, coraggio, prontezza reattiva nei confronti di qualsiasi input, pronti sia ad accoglierlo sia a rifiutarlo con dolce benevolenza, il che non significa passiva rassegnazione ma asettica presa di coscienza in tempo reale, e mai agire a priori ricordandosi sempre che anche se ci sentiamo capaci di “capire” tutto, di questo tutto che ci circonda al massimo potremo esserne idealmente padroni al 50% perché più di tanto difficilmente ci sarà concesso di capire, almeno sino a che saremo ospiti della nostra materia.

Un’ultima considerazione, tutto ciò che è terreno è instabile, mutabile, a noi decidere cosa fare, solo a noi, anche quando tutto sembra perduto, negativo, incontrollabile, provare per credere.

Ma in fin dei conti ciò che conta salvare non è la ciccia anche se è tanto buona (per chi gli piace) …….

rapDa che mondo è mondo, un uomo e una donna, quando per un qualsiasi motivo stanno per PARECCHIO tempo a stretto contatto l’uno con l’altra, anche solo formalmente, nulla di intimo, anche se il contatto è di lavoro, o solo psicologico (e occhio ai casini che succedono su Internet eliminando imprudentemente su certi Social Network le normali distanze sociali) o quando si tratti di frequentazione reciproca magari dovuta ad una comunità di interessi magari culturali e così via, nasce un meccanismo del tutto automatico che può avere due risvolti.

O un netto rifiuto al contatto con conseguente allontanamento fisico reciproco o peggio ancora mentale (e nulla più ma solo per salvare le “forme”) con tutto quanto ne consegue quando proprio non si riesce a sopportarsi a vicenda, oppure, seconda possibilità, si vede crescere un legame fatto di complicità, di mutua, muta ed automatica intesa, direi di quasi tacita e complice connivenza, che immancabilmente portano ad una abitudine alla frequentazione reciproca che talvolta assume un vero e proprio carattere che se non è di dipendenza, sicuramente crea dei legami bene alimentati al di fuori di ogni prurito galeotto, nel pieno possesso della propria volontà e delle proprie capacità di scelta.

In realtà esiste una terza possibilità: quella dell’indifferenza più totale e assoluta, ma … occhio che si tratti proprio di indifferenza, credo che si potrebbe aprire un discorso in merito moooolto interessante su di una eventualità così rara e improbabile.

Tutte cose comunque che ancora nulla hanno ancora a che fare con risvolti sulla sfera sessuale, ma sicuramente aprono nell’animo brecce consistenti dal punto di vista affettivo, spingono alla reciproca frequentazione “pulita” sentita come reale necessità al di fuori dai ritmi e dalle logiche della vita più privata, anche di quella derivante dai legami familiari che rimangono una realtà a sé stante ed assolutamente parallela manco si trattasse di un’altra dimensione.

Ed in questo, perdonatemi, ma tutti, maschi e femmine, quando coinvolti e partecipi, sono bravissimi a gestirsi disinvoltamente sino a quando il gioco non gli sfugge di mano, eventualità sempre presente, e poi sono guai per tutti.

Detto ciò, vorrei fare qualche considerazione su di un lato delicato del rapporto che si viene a creare tra il terapeuta che manipola corpi umani e tutti coloro che usufruiscono della sua capacità professionale, della sua capacità di approccio umano, della carica di bioenergia intrinseca, senza dimenticarsi del ruolo della simpatia a pelle, anche dell’attrazione istintiva che si possono creare, dar vita a consuetudini molto personali … e tengo ben fuori da questo discorso la dipendenza psicologica esercitata da qualche istrione di professione, creatura di un mondo squallido e profittatore.

In quello che potrebbe essere un lato estremamente positivo del “rapporto” che si viene ad instaurare nel corso di una terapia, ad esempio di un massaggio psicosomatico, cioè un rilassamento completo, gradevole, talvolta anche intrigante nelle sensazioni che si vengono a generare nella persona trattata in un modo estremamente professionale e ben sorretto da tecniche ineccepibili, non c’è nulla di cui vergognarsi, ciò significa solo che siamo sani e che il nostro organismo funziona bene.

Invece, in alcuni individui anche dall’apparenza molto disinvolta, spesso invece crea un vero e proprio collasso psicologico legato a valutazioni molto individuali che non tengono conto della propria natura di esseri fatti di carne e ossa oltre che di mente razionale e risuonano artatamente stonate in una presunta coscienza al di sopra di ogni sospetto come negatività di cui non si è degni.

Ed eccoli lì a spingere, a creare opposizione psicologica in questa presunzione di autodifesa (in realtà solo delle proprie quattro ossa) a prescindere dalla correttezza formale del terapeuta, una situazione che fa affiorare in loro insofferenze, dubbi, insicurezze, stupore nel constatare che ciò che i loro sensi stanno avvertendo va un po’ oltre a quanto hanno sempre ritenuto di poter controllare, gestire e dosare autonomamente manco si trattasse di peccato mortale, di “invasione” non consentita del proprio Io sensibile … quanta presunzione e quanta ipocrisia!

Se ad esempio devo sollecitare il sistema linfatico un po’ “addormentato” di una donna anche di età media che inizia ad avere tra altri anche qualche problema endocrino, le mie mani devono inevitabilmente avvicinarsi al plesso brachiale, molto vicino ai seni, oppure in zona inguinale, altra zona critica, ma se la mente è libera e pulita in entrambe le parti in causa, tutto si svolge nella normalità e con la massima efficienza.

A questo punto però le reazioni possono essere molteplici: c’é chi prova un senso piacevole senza farsi alcuna sega mentale di tipo sessuale, c’è anche chi rimane coinvolto in questo senso ma non rivela nemmeno con i lineamenti che cosa in realtà sta provando, c’è chi rimane realmente indifferente, ma c’è anche chi, come dicevo, dopo aver magnificato le proprie superiori capacità di astrazione e di insensibile distacco nei confronti di qualsiasi contatto fisico con altri, al lato pratico, con le sue reazioni, non riesce a nascondere l’evidenza di esserne invece succube, piacevolmente attirato, incapace di provare la giusta distensione lasciando spazi ad una insofferenza mal controllata, di temere la scarsità del proprio autocontrollo, invece che accettare che i suoi sensi lavorano correttamente dando messaggi gradevoli mentre è solo la parte razionale del cervello che devia e non riesce a tenerli sotto controllo considerandoli ipocritamente come invasivi intrusi da allontanare.

Senza contare il pesante effetto della cosiddetta “cultura” occidentale (notate la “c” minuscola) di stampo perlopiù mediterraneo, legata a retaggi antichi, ad errate convinzioni, tradizionali, a condizionamenti religiosi … tutto va sempre a finire là, sul SESSO.

E’ un discorso molto difficile, ma spero di esser riuscito a farmi comprendere.

E pensare che una condizione di onestà psicologica e di vera apertura mentale verso ciò che non può che portare benessere fisico e psicologico in individui adulti, teoricamente maturi ed equilibrati sarebbe una colonna portante di quelle dialettiche che fanno tanto bene a qualsiasi rapporto sociale … e che funzionando da vero solvente di tensioni nuove o antiche farebbero da calmiere in tante situazioni in cui certe emotività esagerate o molto male controllate sono la miccia accesa di vere e proprie mine comportamentali a tempo a discapito di qualsiasi sereno rapporto umano e sociale in ogni tipo di “ambiente”, compreso quello famigliare.