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Vita di DIDA

Si tratta dell’appassionante cronaca inedita di una storia del secolo scorso molto realistica perché ricca di vita vera che ben poco ha a che fare con certe telenovele della Tv, mix scontati e pruriginosi di sesso, denaro, scandali e politica, tipo quel minestrone di nome Beautiful.

A poco più di dieci anni dalla sua compilazione, ho preso la decisione di pubblicare in Rete il suo libretto autografo che ho un po’ gelosamente conservato sino ad ora in un cassetto, e che contiene le reminiscenze dell’esistenza densissima di avvenimenti che la sorella maggiore di mio padre, Ines, da noi in famiglia affettuosamente ribattezzata Dida, ha deciso di raccogliere, riordinare e scrivere di proprio pugno negli ultimi anni della sua vita.

Memorie che testimoniano come fosse un essere veramente incredibile, colto, intelligente, razionale e, anche se di corporatura minuta, forte moralmente, con un raro senso della dignità personale e di questo orgogliosa come poche altre donne della sua epoca, e non solo di quella, e al contempo positiva, generosa e gentile, prodiga di fiducia verso il prossimo, credetemi, gli aggettivi non bastano.

Ancora nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali e di una memoria rimasta incredibilmente integra, giunse serenamente alla soglia di quasi cent’anni di età, al tramonto di una vita mai stata troppo comoda ma vissuta con passione.

Era nata nel 1895, quando per far luce esistevano solo i lumi a petrolio, quando per i lunghi viaggi si usavano navi e treni a vapore, ma nella quotidianità, per spostarsi, si ricorreva ancora all’impiego di cavalli e muli.

Poche le strade di allora, difficili e polverose, spesso solo in terra battuta, e pochissime le prime auto (“auto” … si fa per dire) a benzina, e i goffi aerei sperimentali non incarnavano certo degnamente l’immortale sogno di Icaro, e unico mezzo di comunicazione a distanza, solo la Posta poiché Radio e Telefono, per i tempi, erano solo fantascienza.

Leggendo quelle cronache ci si rende conto di quanto poco i suoi equilibri interiori fossero stati solo sfiorati negativamente sia dai disastri naturali dai grandi eventi del XX Secolo (positivi o negativi che fossero) mentre il Progresso avanzava veloce e a gamba tesa grazie soprattutto alle guerre e ai rivolgimenti storici e sociopolitici dell’epoca, mentre intanto, lei, continuava imperterrita la sua vita votata all’insegnamento e a valori di Ordine Superiore.

Passò indenne sotto le ceneri dell’eruzione del Vesuvio del 1906, sopravvisse al terremoto di Reggio Calabria e Messina del 1908, non rimase coinvolta direttamente nella prima Guerra Mondiale, ma nella seconda perse praticamente quasi ogni bene materiale a causa dei bombardamenti, e tra le mille e una situazioni che la videro protagonista, superò molte altre avversità senza mai perdersi d’animo e soprattutto facendo sempre trovare spazio, con spirito indomabile, ai momenti felici che non mancarono.

Le sue parole scorreranno talora veloci, ma spesso emergeranno in una limpida e inaspettata serenità tutte le pause riflessive dettate dal ricordo di tante difficoltà rivissute in ancor maggiore equilibrio.

Per chi saprà leggere attraverso le righe, non solo una interessante testimonianza, ma anche una lezione di vita non proprio comune.

UNA DOVEROSA PUNTUALIZZAZIONE:

I testi originali sono stati riportati fedelmente, io ho solo aggiunto di mia iniziativa immagini di famiglia, altre mie personali, e solo qualcuna trovata in Rete.

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