Ca5(PO4)3(OH)

   Questa è la formula identificativa dell’ IDROSSIAPATITE.

   Non si tratta di un detersivo all’ultimo grido e tanto meno dell’ultimo psicofarmaco, buono per sballare, in distribuzione nelle balere di mezza Italia il Sabato sera.

   L’Idrossiapatite è un minerale raro utilizzato in Chirurgia molto più di quanto non si pensi o venga solitamente pubblicizzato ad uso e consumo della solita cultura tuttologa che dà tanto la sensazione di esser tutti dei Nobel mancati (almeno sino a che c’è Internet che ti insegna di tutto e di più, di tutto e del contrario di tutto, anche se sino ad un istante prima di documentarti eri più ignorante di una capra nana, senza offesa per le capre, e credi di poter fare la figura del superesperto).

   Il suo impiego, che ho visto per anni e anni applicato nelle Sale Operatorie della Chirurgia Maxillo Facciale, nonché di quella Odontoiatrica, ha sempre dato risultati stupefacenti, quando l’obbiettivo era quello di ricostruire intere zone di osso mancanti, asportate a causa di traumi distruttivi o di interventi di ricostruzione previa “pulizia” radicale delle scheletro in caso di tumori di vario tipo che avevano inquinato determinate zone ossee, per l’appunto, o anche di Chirurgia Plastica Ricostruttiva in caso di modifiche funzionali.

   Qualche giorno fa ho casualmente seguito, ancor più che con vero interesse, un servizio diffuso da un Programma Tv di Medicina e che parlava di un impiego sino ad ora mai pensato di questo Materiale, l’Idrossiapatite, ed ancora ignoto a me che bazzico sempre per sale operatorie per questioni professionali.

   Per la precisione veniva narrato il caso clinico di una ballerina professionista di Danza Classica, rimasta coinvolta in un incidente di moto, nel quale le era stata offesa l’articolazione del ginocchio sinistro.

   Subito operata e ripristinate le funzioni ossee, l’articolazione però aveva subito un danno apparentemente irreparabile nella zona della cartilagine sotto alla rotula e si era quasi totalmente persa la scioltezza articolare locale.

   Sino a che, il solito Genio Italiano, quello che nessun altro nostro simile umano potrà eguagliare, tanto meno se di origine crucca, non ha pensato di innestare in modo estremamente passivo, come “dei semi in un campo ben arato”, dell’Idrossiapatite  giusto in mezzo alla cartilagine offesa ed ormai priva delle proprie capacità operative in senso fisiologico.

   Una novità, visto che ogni applicazione di questa terapia era ristretta ad interventi sulle ossa dello scheletro.

   Passati i soliti 30 giorni dall’intervento, la cartilagine è come rinata a nuova vita ed ha ripreso quasi totalmente le proprie capacità organolettiche, essendosi riformata e ripristinata dove mancava o dove si era deteriorata.

   Miracolo?

   NO.

   Da una vita mi sono schierato dalla parte di tutti coloro che, antichi o moderni, contemporanei insomma, sostengono che il primo medico del nostro organismo è il nostro organismo stesso.

   Ciò che talvolta gli manca per “riprendersi” é magari solo un piccolo aiuto, chimico, meccanico, psicologico ed è per questo motivo che BISOGNA preservare certe capacità del nostro corpo umano, così ancora tanto sconosciuto a Medici, Scienziati e Professoroni di chiara fama, innanzi a tutto rifiutando categoricamente di auto schiavizzarsi con alcol, nicotina e droghe di ogni tipo che riducono tutte in misura drastica le capacità di autoripristino del nostro organismo che così finisce per perdere velocemente i contatti con la sua natura madre intatta e quindi pronta ad ogni azioni di autodifesa.

   Che dire?

   A buon intenditor ….

   Ma soprattutto un’ultima cosa: non crediate che il vostro corpo possa fare solo quel che gli chiedete, talvolta male, con arroganza e senza i dovuti “preavvisi”.

   Le sue capacità sono ancora da scoprire in altissima percentuale, quindi, senza dar troppo spazio a nessuna fantasia, non chiudetevi però mai in posizioni agnostiche o di netto rifiuto di nuovi orizzonti, solo perché magari il nostro Medico Generico preferisce preoccuparsi solo di prescrivere qualche Aspirina o qualche esame specialistico che non farà altro che confermare che tu senti male proprio là dove lo avevi detto al tuo “dottore”…

 

    Ieri mi sono permesso di fare alcuni ragionamenti che a qualcuno sicuramente sono parsi scontati, però, di fatto, sono moltissime le persone che accusano male alle giunture delle gambe, chiedendosi anche candidamente quale può esserne la causa, ma che con una altezza media di un metro e settanta centimetri hanno da tempo superato la soglia degli ottanta chili, tanto per cambiare.

   Il bello della Vita è anche la capacità di sapersi stupire anche per le cose più scontate ed evidenti.

   Beata incoscienza … sino a che dura, però.

   Sapete qual’é il punto critico di tanti “giganti” forzuti che vogliono gareggiare sul Tatami o in qualsiasi altra situazione, tronfi della sicurezza che gli viene da braccia grosse come tronchi d’albero e schiene da scaricatore di porto, volgarmente chiamato “camallo”?

   Il fianco dell’articolazione del ginocchio che appena colpita, con la giusta maestria, e non così per sentito dire, fa crollare a terra chiunque, figuriamoci un gigante sovrappeso.

   E vi assicuro che se a dare il colpetto sono solo io, povero vecchietto, quello non si alza più sinché non arriva l’Ambulanza.

   Una cosa è chiara, quella è una zona debole del nostro organismo, anche se abbiamo appena vinto un concorso di Body Building.

   Ed è debole perché localmente non possono esistere masse muscolari che con i loro robusti fasci cellulari avvolgano e tengano ben stretta e compatta quella zona così ricca solo di tendini, cartilagini ed ossa .

   Ma non solo, infatti, a questo punto, va spiegata un’altra cosa.

   Cosa succede se pigliamo in mano un elastico, lo stiriamo e poi lo lasciamo andare?

   L’elastico riacquisterà la propria dimensione fisica e non perderà le sue capacità di flessione, contrazione e ripristino del suo stato normale a riposo.

   Cosa succede se mastichiamo del chewing-gum e poi, quando abbiamo in bocca una bella palle di cicca molle ed elastica ne pigliamo un pezzetto con due dita e lo tiriamo fuori dalla bocca?

   Quando lo lasceremo andare, questo materiale elastico, fra virgolette, non riacquisterà la sua forma originale anche se tenterà di riprodurre una certa forma di elasticità facendo finta di contrarsi.

   Bene, a grandi linee, ciò è quanto accade quando i nostri tendini vengono stirati violentemente: essi rimangono laschi, anche se non completamente, perché è come se stirandosi eccessivamente perdessero la loro elasticità.

   Pensate all’articolazione delle vostre caviglie e così capirete perché dopo un “storta” seria la caviglia stessa sembrerà indebolita e non più capace di mantenere ben allineati e compressi i tendini che scorrono localmente e che garantiscono rotazioni a 360° del piede senza la minima perdita di resistenza ad ogni sforzo e quindi la capacità di mantenervi saldi in piedi anche in condizioni di equilibrio critico.

   Pensate ora all’articolazione del vostro ginocchio: mentre nella zona della caviglia abbiamo ossa lunghe che si articolano con ossa corte e interrompere gli equilibri di leva risulta molto più difficile, quando si parla dell’articolazione sita a metà della gamba, in effetti, far forza di leva con “braccia” così lunghe è molto più semplice, e quindi far danni seri.

   Pensate al vostro meccanico che non riesce a smollare un dado di un bullone.

   Infilerà il terminale della chiave inglese in un tubo, o simili, che gli consentiranno di allungare il braccio con cui far leva, e risolverà i suoi problemi senza troppi sforzi.

   Ora pensate al carico in chilogrammi che grava sull’articolazione del ginocchio e pensate anche alla lunghezza delle ossa inferiori della vostra gamba e così capirete subito come sia semplice far danni in quell’articolazione intermedia cos’ caricata di peso e spinte oltre ad ogni logica.

   Sapevate già tutto?

   Meglio, una ragione di più per controllare il proprio peso corporeo e per pensare di tanto in quanto a rimuovere un po’ di ruggine da quell’articolazione.

   Anni fa un grande Maestro di Arti Marziali mi aveva insegnato come fare a “sciogliere” anche in pochi minuti le articolazioni delle vertebre cervicali arrugginite, io nel mio piccolo, mi sono inventato un sistema simile che funziona molto bene anche con le articolazioni del ginocchio, con quelle delle caviglie non ci sono ancora riuscito, ma mai dire l’ultima parola e soprattutto mai diffidare delle reali possibilità di risolvere i problemi del nostro organismo anche senza dover ricorrere ai soliti farmaci.

   Siete proprio sicuri che Chi ci ha inventato, programmato e fatti evolvere naturalmente non avesse pensato anche a farci il dono di poterci assistere e curare anche solo con la forza delle Bioenergie che possiamo emanare?

   Certo che se uno si fa da mattina a sera, fuma, si ubriaca, mangia in modo smodato, non conosce regole, per lui gli stravizi sono un quotidiano compagno di giochi nonché un sistema di vita preso a sempiterno modello, etc, etc, parlar di Bioenergie, in questi casi, fa ridere anche me.

   Vedete voi.

 

  

 

 

 

 

LA SALUTE DELLE GAMBE

16 settembre 2011

   Sempre più spesso constato il vostro crescente interesse sui problemi inerenti all’articolazione del ginocchio.

   Volendo però accostarsi a questo discorso in un modo veramente omogeneo, esauriente ed imparziale, bisognerebbe focalizzare lo sguardo un po’ più lontano dalle nostre rotule e dai poveri legamenti crociati, quindi anche da una interpretazione giustamente molto stretta come quella che scaturisce da una TAC o, chessoio, da una risonanza magnetica.

   Rimarco che io non sono un medico, anche se per questioni sia familiari che professionali ho sempre vissuto a strettissimo contatto con l’ambiente di Cliniche, Ospedali e Studi Professionali di Medici laureati.

   Non è che per una questione di Scienza infusa o per un fenomeno tipo l’Induzione in campo elettrico io abbia appreso chissà quante nozioni ed ora le sputazzo tutte attorno a destra e a manca, diciamo che sulla base di molte esperienze acquisite correttamente mi posso permettere di avanzare una buona serie di ragionamenti anche su queste problematiche.

   Effettivamente, non bisogna esser dei geni per scoprire che viviamo in un mondo dove o si muore di fame, oppure  diventiamo sempre più “predisposti” all’obesità a causa di stress, stanchezze fisiche poco controllate, alimentazioni sbagliate e non sempre derivanti da scelte personali inopportune.

   Già basterebbe guardare con occhio veramente critico come spingono certe pubblicità a rimpinzarsi, anche per pochi centesimi, di gustosissime porcherie preconfezionate, e non c’è bisogno di fare salti mortali per arrivare a puntare il dito solo sui modelli alimentari offerti nei punti Mc Donald proposti al Popolo come il Top del gusto, e come titolari del meglio per quanto riguarda cibi sani e semplici … patatine e pancetta fritte comprese.

    Intanto, senza che ve ne rendiate tempestivamente conto, Voi ed i vostri figli tendete sempre di più ad ingrassare, o meglio ad accumulare grassi in eccesso e, parliamoci chiaro, anche se il corpo umano è pieno di risorse spesso anche oltre ai limiti della nostra incoscienza, ci sono sempre i centri fitness dove pagando di più di quanto avete speso per mangiare l’origine della vostra ciccia, potete smaltire lei ed i suoi eccessi, ma non sempre, siatene pur sicuri, idem dicasi per altrettante cure dimagranti miracolose.

   E’ inutile nascondersi dietro al dito mignolo (ingrassato pure quello) il problema del sovrappeso è il problema killer delle giunture delle vostre gambe, e dato che la “scioltezza” ed efficienza di queste giunture spesso e volentieri vengono dimenticate ed affidate solo al lavoro quotidiano di deambulazione …

   E non crediate che basti dedicare quando si può un po’ di tempo a qualche corsetta ai Giardini Pubblici o dove spunta ancora qualche filo d’erba per tamponare il progressivo deterioramento generato dai vostri problemi di sovrappeso. 

   Allora, avete dei problemi alle giunture delle ginocchia, e già che ci siamo, anche le vostre caviglie ogni tanto cedono?

   Iniziate a rientrare in un range di peso “normale”, smettetela di mangiare ogni tipo di porcheria, e soprattutto non rimpinzatevi di tutto quello che vi capita a tiro solo perché siete nervosi in quanto questo è un sistema cretino per convincersi che si stia buttando le rogne dietro alle spalle.

   Tutto ciò sinché le giunture vi cedono, vi fate un po’ male, ma poi tutto passa, compresa la paura di dover ricorrere ai camici bianchi (che comunque, anche loro, per prima cosa vi diranno di ridurre drasticamente i vostri eccessi ponderali).

   Quando poi la frittata è fatta e i vostri legamenti non ne vogliono più sapere di svolgere bene la loro funzione e si sono seriamente deteriorati, i sistemi sono tanti, quelli veramente validi invero pochi, ma pensateci bene prima di farvi operare anche se qualcuno ha cercato di convincervi che altre soluzioni non c’erano.

   Perché dove il bisturi passa, voglio proprio vedere chi mi smentisce, il segno lo lascia e non è raro che risolva un problema e ne faccia emergere altri.