Chiunque si sia fatto trattare da una chiroterapeuta, da un fisiatra, da un fisioterapista o da qualche altro loro collega regolarmente iscritto al loro Albo Professionale, mi può confermare che 99 casi su 100, la prima operazione che queste persone compiono, è quella di afferrare il capo del paziente, di ruotarlo sino a fargli fare una specie di fine corsa prima a destra e poi a sinistra, quindi, con un colpo secco fanno “scrocchiare” il collo con la stessa facilità con cui chiunque fa suonare le nocche delle mani.

   Sicuramente si tratta di un gesto liberatorio generalizzato e molto efficiente nei confronti di organismi “bloccati” ma si tratta anche di un gesto traumatico, che se per caso, per un motivo qualsiasi non venisse compiuto nel giusto modo, anche a causa di improvvise contrazioni locali incontrollate del paziente, potrebbe creare seri problemi soprattutto a chi già soffre ad esempio di Artrosi Cervicale.

   O peggio, a chi ha seri problemi di Osteoporosi.

   Io, personalmente, so compiere quel gesto correttamente in quanto mi è stato insegnato a suo tempo da un Maestro riconosciuto del Settore (in Camice Bianco) e sono in grado di farlo anche su di me stesso, suscitando quasi sempre (per il rumore delle vertebre cervicali) in chi per caso mi sta osservando, un senso di disagio fisico pari a quello che molti un po’ deboli di stomaco provano guardando del sangue uscire da una ferita.

   Io però mi rifiuto da moltissimo tempo ormai di compiere quella manovra su altri perché mi sono reso conto che il nostro Organismo, se ben indirizzato con giuste manovre decise ma delicate è perfettamente in grado di ricollocare poi da solo ciò che è andato fuori posto provocando tanta sofferenza.

   So molto bene che sto facendo delle affermazioni molto poco popolari e che suscitano incredulità in chi compie quella manovra presentandola come gesto principe, direi, di tutti i trattamenti che lui è in grado di proporre con la sua professionalità, però io dalla mia ho un’esperienza ormai al di fuori di ogni sospetto e di solito certi problemi in quella zona del corpo, e non solo lì, riesco a risolverli con la sola Digitopressione (Jin Shin Do) che altro non è che una forma apparentemente molto meno sofisticata dell’Agopuntura ma di pari effetto almeno in alcune terapie.

   Un po’ come farsi obbedire senza alzare la voce o le mani su chi non ne vuol proprio sapere.

   I meccanismi d’azione di questo tipo di trattamento apparentemente semplicissimo, un po’ come la Pranoterapia, che per chi non ha le idee chiare in merito può dare la sensazione che chi la pratica stia solo accarezzando l’aria, richiedono comunque una manualità molto sicura riguardo alle pressioni che vengono effettuate, e sino a qui, sarebbe sufficiente che uno qualsiasi si impegnasse ad apprendere correttamente la “teoria”, ma c’è il risvolto della medaglia, ovverosia entra in gioco in misura determinante la necessità di possedere naturalmente una particolare sensibilità sulla punta delle dita che si può apprendere anche questa con l’esperienza ma solo per un venti per cento, rispetto alla sua condizione ottimale, ma proprio non di più, ad essere ottimisti.

   A questo punto, anche perché ho visto un numero incredibile di visite ad un mio Post in cui parlo dell’articolazione del ginocchio e della possibilità che certe patologie locali possano venir risolte né farmacologicamente, né chirurgicamente a patto che NON siano nel frattempo intervenuti fatti traumatici estremamente gravi, vi voglio solo passare un consiglio totalmente spassionato visto che nessuno di voi verrà mai a farsi trattare dal sottoscritto: non fatevi mai né prendere da quella forma di panico che impedisce di ragionare con la dovuta freddezza, e neppure “calate le braghe” appena vi trovate in situazioni critiche affidandovi completamente a chi, facendo il proprio mestiere, cercherà di convincervi che a certi problemi altro rimedio non c’è se non la Chirurgia, perché una volta che vi avranno aperto, aggiustato e poi richiuso, nulla tornerà mai più come prima.

   Sino a che si può, meglio far lavorare il cervello, provare per credere.

   E soprattutto non giocate mai a fare il medico di voi stessi quando avvertite un dolore, un disturbo qualsiasi in un punto del vostro corpo  e subito andate a pensare che lì e solo lì risieda l’origine dei vostri  mali ….

   Oggi volevo parlarvi di Artrosi Cervicale vera o presunta più qualche piccolo accorgimento per limitarne i periodici danni.

   Ma mi sa che procrastinerò questa data ad altra giornata meno densa di irritazione causatami da alcune situazioni che  stanno scorrendo sotto ai miei occhi stanchi e segnati, ma non per questo meno vigili.

   Secondo Voi chi può essere in prima persona l’artefice dei danni cerebrali nei confronti di un figlio, per quanto, a parole, amato al di sopra di ogni cosa?

   La MAMMA, l’amorosa, dice lei, mamma, o anche un padre assente e pirla anche se rigorosamente, per lavoro, in grisaglia e cravatta di Reps di seta.

   L’ho già detto e lo ripeto ad oltranza, sono troppe la madri impreparate psicologicamente oltre che culturalmente, a svolgere scorrettamente la propria funzione pedagogica, quando addirittura non si pongono nemmeno il problema o, quel che è peggio insistono in certi errori pacchiani solo perché pensano presuntuosamente e in misura inguaribile di essere infallibili.

   Onestamente non ne capisco il perché, ma è come se tutte queste donne avessero paura di veder crescere nei giusti tempi la propria progenie e cercassero disperatamente di ritardare il momento in cui i pargoletti in questione inizieranno a sparare autonomamente a destra e a manca, senza alcuna pietà per nessuno, i propri giudizi.

   Più tutto il resto.

   Anche perché dall’esterno, oggi, anno 2011 d.C., volenti o nolenti siamo tutti quotidianamente bombardati da stimoli ad alto potere penetrativo e di tutti i generi.

   Cosa credete, che sia sufficiente far vedere ad un bimbo solo dei cartoni animati in Tv, eliminando rigorosamente ogni Tg dallo schermo per nascondergli che aria tira?

   Cosa credete, che quando un genitore torna a casa con le Ostie di traverso e scambia col coniuge quattro parole tese, anche se mascherate da mezzo sorriso, il piccolo non capisca nulla e non risucchia nulla della pesante atmosfera che lo avvolge?

   I piccoli sono delle spugne ad altissima efficienza di assorbimento e state pur sicuri che nel loro cervello fa molto più breccia una parolaccia rispetto a mille Ave Marie, quindi una notizia “out” appena sussurrata rispetto ad un panorama di latte e miele che loro per primi capiscono non esistere … è per loro molto più interessante ed incisiva.

   Anche se loro ancora non giudicano, ma, attenti, è solo ancora per poco.

   Poi, voi, amorosi genitori del put verrete scaricati e senza troppi complimenti, e non andate a recitare penosi mea culpa da chi vi dà retta davanti e dietro si fa quattro risate.

   Andate quindi a lamentarvi se inspiegabilmente per voi trovate, o trovano in vece vostra di voi mezzi ciechi carichi di gratuito ed immotivato orgoglio di voi stessi, la luce dei vostro occhi mentre si fa una canna od anche di più.

   Ai vostri figli, quindi anche ai miei nipoti, quando nascono, oggi come oggi, all’atto di nascita gli allegano la Patente B di guida ed il diploma di perito informatico.

   L’avete capito o no?

   In Libia, oggi, in piazza, sono più i tredicenni che i veterani col Kalashnicov carico in pugno … e lo usano, sanno molto bene come usarlo perché anche se non glielo ha insegnato il papà, il Cinema e la Tv hanno funzionato perfettamente come insegnanti sostituti, anzi, forse sono stati più credibili, visti gli interessi che li pilotano e che non gli consentono di commettere passi falsi, almeno dal punto di vista della “cornice” dei loro argomenti.

   Cosa continuate allora, come perfetti cretini, a rivolgervi verbalmente a loro con vocine in falsetto, tanti “gni gni e gne gne”, quando loro  sono già perfettamente in grado di giudicarvi e fare delle scelte?

   Certo che scelte come quelle del Ministro Tremonti non sono ancora in grado di farle, Lui le può fare perché è nato ricco e senza grossi problemi e non sa cosa vuol dire vivere col portafogli regolarmente vuoto, anzi, addirittura senza portafogli.

   Per lui non è stato essenziale dover CRESCERE, e anche a qualcuno del suo entourage, come lui coi capelli brizzolati  o magari ancora scuri solo perché falsi e trapiantati.

   Chissà se glieli hanno trapiantati per Questioni Funzionali riconosciute tipo l’innesto di Protesi Peniene tramite Mutua e col danaro dei Contribuenti?

   Che fosse riferita a Lui quella famosa battuta appioppata alla Regina di Francia durante la Rivoluzione: …poverini, ma se hanno così tanta fame, perché non gli date le brioches?…

   Basta con le polemiche, tanto, per quel che serve …

   E intanto voi genitori troppo “moderni”, occhio agli spilli vaganti, perché se di colpo vi sgonfiate, da palloni gonfiati modello, poi non basta più non dico SOS Tata ma nemmeno lo Psicoterapeuta che vi mette in Analisi.

   E non c’è nulla di peggio che iniziare a rendersi conto a metà della propria vita di aver sbagliato tutto e solo per questioni di orgoglio, egoismo e presunzione.

Il collo è zona di passaggio fra due grandi parti del corpo:   torace e cranio.

E’ un’importantissima zona di traffico di flussi, quindi estremamente complessa da un punto di vista ergonomico e di spazio e vi si trovano due aree di grande importanza, quella anteriore e quella posteriore.

Oltre alle ossa (le vertebre cervicali) soprattutto sui fianchi, abbondantemente protetti da fasce muscolari potenti per loro natura, vi passano vasi per la circolazione del sangue, nervi, vasi linfatici…

Nella parte anteriore sono localizzati gli organi della voce, della fonazione  e quindi della parola.

Nella posteriore, la nuca, che contiene il midollo allungato, la parte del sistema nervoso dove hanno sede le funzioni vitali più primordiali come la termoregolazione, la funzione respiratoria, il sistema vegetativo, le funzioni pressorie, e così via…

Il collo è pertanto una struttura molto complessa.

Di fatto la componente muscolare dovrebbe rimanere per tutto l’arco della nostra esistenza sempre molto morbida e sciolta, per consentire il regolare passaggio di tutte le funzioni vitali in transito tra la parte superiore, il cervello e le parti più basse, a partire dal torace.

Il collo è vero crocevia di passaggio dove le emozioni diventano qualcosa di superiore, diventano pensiero e bioenergia.

Come ho detto, il collo è anche la zona di passaggio dei grandi vasi che portano il sangue al cervello, quindi ogni tipo di contrattura della muscolatura del collo e della nuca, ha come primo risultato un progressivo rallentamento dell’ossigenazione cerebrale.

Questo accade più facilmente negli anziani, perchè, è purtroppo naturale e fisiologico che si sviluppi l’Artrosi della colonna cervicale (col tempo, con l’uso e l’abuso…)

E la colonna cervicale è molto particolare e complessa, in quanto all’interno delle apofisi laterali delle vertebre cervicali scorrono anche le arterie vertebrali e migliaia di fasci nervosi.

L’Artrosi Cervicale dunque produce una progressiva compressione di queste arterie e un conseguente stato di ipoossigenazione cerebrale cronica.

Bisogna poi parlare della deglutizione, funzione importantissima sia dal punto vista fisico, sia da quello psicologico.

Per quanto riguarda l’apparato digerente, essa rappresenta il passaggio tra coscienza ed incoscienza; al di sotto della glottide l’apparato digerente diventa vegetativo, al di sopra invece, le funzioni rimangono volontarie.

In sostanza noi possiamo mettere cibo in bocca e poi sputarlo, ma se l’abbiamo deglutito non possiamo più riportarlo indietro, a meno di non vomitare tutto indiscriminatamente.

Questo fatto ha un valore anche simbolico, infatti i modi dire “ingoiare il rospo” e “avere un nodo alla gola” e così via, indicano costantemente qualcosa che non va né su né giù, cioè qualcosa che la la mente vuol farci ingoiare, ma il corpo, in qualche modo, per la sua contadina e primordiale saggezza interiore, non riesce proprio a “digerire”.

Come si può notare si è utilizzata una serie di termini fisiologici per indicare invece delle situazioni psicologiche.

Anche la paura provoca un blocco a livello del collo, come  nel caso del  famoso “urlo strozzato”.

Viceversa, si può soffocare un urlo di gioia o di stupore, e tutte queste forme sono caratterizzate da una contrazione della muscolatura del collo.

Sempre in questa zona è allocata una ghiandola endocrina importantissima, la tiroide, che è aderente alla laringe e alla trachea e quindi, in qualche modo, tende a risentire di questo stato di tensione.

Molto spesso le disfunzioni della tiroide sono state collegate a stati di stress cronico…

Anche la voce trova la propria realizzazione nel collo, i suoi toni variano da individuo a individuo, dai più gradevoli a quelli più sgradevoli, ed ognuna di queste “modulazioni” rimane sempre perfettamente in sintonia con la forma psicofisica: la voce esprime con grandissima precisione stati d’animo particolari, come quelli dell’individuo agitato, innamorato, arrabbiato, impaurito, e così di seguito, e spesso non è nemmeno necessario vedere di persona chi parla, ma è sufficiente ascoltare il tono della sua voce per individuare il senso dei messaggi che vorrebbe trasmettere anche inconsciamente, perchè anche l’essere umano più autocontrollato non è in grado di cammuffare natura, sentimenti, pulsioni, stati di preallarme e così via.

La voce è prodotta dal passaggio dell’aria attraverso una colonna vuota controllata da due strutture muscolo-tendinee, le corde vocali che essendo il terzo diaframma del nostro corpo (il primo è la pelvi, il secondo è il diaframma toracico) esprime gli stessi blocchi e le stesse contrazioni che si riscontrano negli altri due livelli inferiori.