QUOTA 1000

26 agosto 2014

q1000

Questo è il millesimo Post del Blog e francamente non avrei mai pensato di arrivare a tanto.

Forse è per questo motivo che in questi giorni ho iniziato mille volte a iniziare un Post ma poi, rileggendolo, l’ho cestinato senza troppi complimenti perché non è così semplice trovare un argomento veramente valido che possa fare a meno di critiche facili o difficili, atti di accusa ancor più facili, o chiacchierate sulla Salute che poi nessuno segue veramente, o brani personali di vita che poi interessano a pochi …

Di tempo ne ho comunque avuto tanto in questi pochi giorni di ferie trascorsi in una località montana molto poco turistica ed ancora abbastanza poco violentata dal “civile progresso” anche se di Suv lussuosi in mano a gente che ha sicuramente problemi di parcheggio anche a casa propria, se ne sono visti parecchi, ma non solo queste amenità … tipo l’osservare gruppi e gruppi di persone che passeggiano lungo le poche strade asfaltate che da poco attraversano il bosco dell’Alta Valle e ben si guardano di calpestare l’erba dei prati o gli aghi di pino a lato di quei cordoni ombelicali di asfalto …

Un luogo veramente fuori dalle righe e proprio per questo motivo non vi dico dove si trova sperando che rimanga così ancora almeno per qualche anno.

Si esce di casa e si è già a due passi dalla foresta e da una montagna dove il bosco è rispettato praticamente come certi boschi “integrali” di alcune (poche) zone protette.

Eppure, anche se a portata di mano esiste in quei luoghi una realtà che fa innamorare qualsiasi animo sensibile, ecco spuntare miriadi di telefonini dalle mani di ogni giovane che ti passa accanto, o seduto al tavolino di uno dei pochi bar del Paese o fermo all’ombra di qualche zona “ristoro” in altura …

Una delle ultime scene pietose viste, quella di una ragazzina infuriata ed in pieno litigio con la madre che l’aveva costretta a seguirla in quella gita, perché proprio in una di quelle aree di sosta a più di 2200 metri di altitudine non riusciva più a ricevere nessun SMS dagli “amici”… e anche altre perle comportamentali che però non ritengo nemmeno degne di esser ricordate.

Ma quel che più conta, ho avuto modo di guardarmi parecchio in giro osservando attentamente persone di ogni età e provenienza ed ho tristemente constatato che è proprio vero che:

la gente non conosce più il proprio corpo

la gente non sa più respirare

la gente non sa più camminare

la gente non sa più cadere

la gente non sa più parlare

la gente non sa più stare zitta quando dovrebbe

la gente ha paura della solitudine ma ha paura ad approfondire qualsiasi contatto

la gente dice troppe bugie

la gente sono anch’io, ma lo specchio continua a ripetermi che appartengo ad un’altra razza …

Che fare?

   Siate onesti,

   almeno una volta,

   che tanto,

   nessuno vi vede,

   nessuno vi ascolta …

 

che bello, ho fatto la rima!

 

 

   Confessate: quante volte non sapendo o non volendo dire come stavano veramente le cose, avete raccontato delle bugie ai vostri cuccioli?  

   Un miliardo più una, vero?

   E non c’è motivazione che tenga e che sia valida, lo sapete meglio di me, è solo una questione di comodo, di incapacità, di ipocrisia o di vigliaccheria.

   Cosa stanno facendo con noi i nostri amatissimi Governanti?

   A Voi la poco ardua e molto scontata sentenza.

   Però non vi arrabbiate se qualcuno usa gli stessi sistemi che avete usato voi anche se in altre situazioni che per Voi, ma solo per Voi, avevano tutte le scusanti di questa Terra, le menzogne, soprattutto quelle create ad arte, sono un vero veleno da cui solo pochi sanno rimanere immuni.

   Ma oggi, siamo ancora in Agosto, il caldo è veramente soffocante, e ho deciso che per farmi il sangue amaro ho tempo poi a partire dalla prossima settimana come milioni di altri Italiani, quindi vi racconterò di IW2BOM, BOMBOM per gli amici, un Radioamatore che negli ultimi anni della sua vita, aveva raggiunto più che altro per “meriti speciali”, e non certo per capacità radiantistiche,  l’agognato titolo di ItaliaDue, passaporto per poter operare con diritto in Onde Corte.

   Il Nominativo che il Ministero PPTT gli aveva assegnato era stato, manco farlo apposta, I2AQV che gli amici avevano subito decriptato in ItaliaDue Acqua e Vino, che inquadrava benissimo sia una sua certa propensione verso le damigiane di Bonarda dell’Oltrepò Pavese, sia un suo lato caratteriale che lo contraddistingueva: L’Insicurezza unita alla propensione a non farsi coinvolgere in situazioni che lo facessero pensar troppo, metà di qui, metà di là, come Charlie Brown, acqua e vino, un Wish Wash insomma, anche se sera una bravissima persona, brava, generosa e onesta come poche.

   Il buon Enrico, così si chiamava di nome, aveva fatto parte assieme a me per un certo periodo di un Direttivo della Sezione ARI di Milano (Radioamatori con Titolo Ministeriale) in cui la Gente si scannava appena poteva, come accade di regola in ogni consesso umano composto da più di due persone, e non raramente per stupide questioni che volevano apparire per Tecniche ma in realtà erano Politiche, di piccolo Potere Locale, malcelate invidie personali … etc.

   Io, anche per il ruolo che ricoprivo, ero molto più in vista di lui e la guerra che mi è stata fatta ormai è solo uno sfumato e poco piacevole ricordo di quanto hanno cercato di farmi fuori o almeno di ferirmi senza peraltro mai riuscirci.

   E nel corso di questa tregenda, Enrico ed io eravamo diventati ottimi amici, facevamo entrambi parte di una squadra efficiente e valida, anche se il suo livello sia sociale che culturale era lontano anni luce dal mio, quindi anche certe competenze sia tecniche che culturali, eppure la nostra è stata un’amicizia sincera durata per anni in cui abbiamo condiviso apparecchiature ricetrasmittenti anche di valore molto elevato, antenne, strumentazione, tutto insomma quello che poteva legare il nostro Hobby che nel frattempo era diventato anche un serio impegno legato alla Protezione Civile, senza contare tutto quello che gli avevo volentieri insegnato come ad un fratello minore e tanti bei momenti di vita normale e familiare trascorsi assieme.

   Allora non esistevano i telefonini, ma potendo noi utilizzare dei ricetrasmettitori anche portatili di grandissima portata e dei Ponti Radio di portata ancora superiore, eravamo sempre, per così dire, legati quotidianamente a filo diretto senza soluzione di continuità anche mentre si girava in auto per lavoro.

   Anche i nostri figli hanno giocato assieme, le mogli avevano stretto un rapporto cordiale … sono passati degli anni senza che la minima ombra offuscasse il nostro rapporto … e vi assicuro che le cariche che ricoprivamo in quell’ambiente erano un parafulmine sotto ad un cielo di invidie, di avversità e falsità spesso tempestoso, ma ogni difficoltà, ogni tentativo anche subdolo di far cadere il nostro Direttivo falliva miseramente tutte le volte che qualcuno si provava a cercar prove di un nostro presunto “malgoverno” che in realtà non solo non esisteva ma che era stato un esempio molto liberale e pure storicamente “nuovo” di una conduzione democratica delle funzioni che l’Assemblea ci aveva assegnato liberamente votandoci anche per più di una volta.

   Eppure, sfruttando anche la semplicità e la beata creduloneria virginea del mio amico, che ci dò, che ci dò, che ci dò, qualcuno riuscì a mettermelo contro come se io avessi potuto approfittare della sua bontà e della sua generosità (che comunque nel nostro rapporto era sempre stata pari alla mia) tanto per riuscire ad incrinare l’omogeneità di rapporto e di intenti che avevamo ed iniziare a creare delle discordie all’interno del nostro Direttivo che ad alcuni stava decisamente scomodo anche perché gli avevamo spesso impedito di utilizzare quella Struttura come un mercato personale come avevano fatto nella gestione precedente “molto familiare”.

    Usando un paragone banale, come se ad uno che di mestiere produce tonnellate di brioches ogni giorno potesse venir rivolta l’accusa di averne rubata una in casa del suo più caro amico …

   Ma questa è vita e questa è una delle tante storie che animano i nostri rapporti umani, e non ci rimane che rimanere tristemente vigili sempre e comunque mortificando un po’ quello lo spirito di quello che nella nostra breve esistenza dovrebbe essere motivo di serenità e voglia di credere che ogni amico vale un tesoro.

   Ne vedete in giro, Voi, di amici, di questi giorni?

   Magari mentre sorridenti, con aria persuasiva e toni pacati e distesi  vi parlano da dietro al microfono di qualche Network?

   Io no, anzi, temo, come dicevano gli Antichi: “Timeo Danaos et dona ferentes”, dove quell’  “et” deve esser tradotto correttamente con “ANCHE SE …” e quei doni promessi sono destinati a tanti, tantissimi BOMBOM felici come dei cucù o anche come dei veri Urlùc per tanta magnanimità che, come manna, piove dall’Alto e che prima o poi gli arriverà non tanto delicatamente in testa facendoli cascare dal ramo.

 

 

 

   Dato che mi state leggendo e che quindi state utilizzando un Personal Computer, appartenete forse anche Voi a quella categoria di utenti che si credono di potersi definire padroni in senso tecnico del mezzo tecnologico che stanno utilizzando solo perché sanno usare Word o Photoshop all’1×10000?

   Anche se per lavoro dovete digitare su quella tastiera in continuazione da mattina a sera (magari utilizzando sempre e solo il medesimo software sino alla nausea)?

   Perché non vorrei che foste dello stesso stampo di quella mia Cliente molto chic e di livello sociale altrettanto “IN” che mesi fa mi ha commissionato un audiovisivo, molto complesso tecnologicamente per la verità, e che io le ho puntualmente consegnato nei tempi da me previsti anche se le sue continue richieste di modifiche (pretese a titolo gratuito e senza soluzione di continuità, fesso io che per educazione e per professionalità gliele ho concesse) spesso e volentieri mi hanno impegnato molto oltre il valore di quello che era stato pattuito come compenso.

   Praticamente, e pure dopo due mesi che avevo consegnato i “master” su DVD da me ampiamente testati prima della consegna, COME LA CORRETTEZZA PROFESSIONALE ESIGE, mi sono visto raggiungere da un paio di telefonate della Cliente in cui Lei mi accusava senza mezzi termini di averla praticamente mezza truffata !!! perché non riusciva a visualizzare i DVD che le avevo consegnato e che per lei erano difettosi.

   Nell’appuntamento da me velocemente fissato nel giro di poche ore per i chiarimenti del caso, una volta ricontrollato sui miei computer grafici che tutto funzionava alla perfezione, sotto agli occhi esterrefatti della Cliente, Le ho chiesto di farmi fare una veloce indagine tecnica sui suoi due portatili di alto livello tecnologico, un Mac Pro ultima generazione e un Pc con sistema operativo “Windows7” che in effetti si rifiutavano di leggere correttamente i miei DVD.

   Ci sono voluti trenta secondi, come i denari di Giuda, per stabilire che entrambi i “portatili” recavano INSTALLATE sui relativi desktop tonnellate di Megabyte che invece, di norma, devono venir registrati sui dischi fissi interni e che al massimo possono mostrare sul desktop un icona di pochi byte che serve solo per attivare il “collegamento” con quanto archiviato correttamente sugli Hard Disk.

   Risultato?

   La Ram INTASATA e pochissimi spazi operativi liberi per gestire correttamente qualsiasi applicazione.

   Ripulito il Desktop e riposizionati dove era necessario tutti i contributi, software, immagini e documenti … MIRACOLOSAMENTE i miei DVD hanno ripreso a funzionare correttamente.

   Ma vi assicuro che sino all’ultimo momento la presunzione della Cliente non lasciava spazi nemmeno per l’evidenza delle teorie che le stavo cortesemente spiegando senza alcun obbligo mentre passavo all’azione sui suoi portatili.

   D’accordo che viviamo nel Paese padre del … “Lei non sa chi sono io” … ma quando la presunzione come sistema di vita è figlia di una cultura mal indirizzata e di vizi educativi consolidati senza speranza in età avanzata ….

   E ora veniamo al Post.

   Uno dei fattori che stanno più pesantemente influendo su tantissimi aspetti della nostra vita quotidiana, nella nostra vecchia e stanca Europa, deriva senza la minima ombra di dubbio dal tipo di educazione, o meglio, di “non educazione” ricevuta da quelle classi di giovani che ora giovani non lo sono più e che purtroppo hanno in mano gran parte della gestione di Economia, Politica, Finanza, Potere in genere, etc.

   I loro genitori, preoccupati di non vederli soffrire crescendo come loro che avevano tanto patito durante l’Ultimo Conflitto Mondiale da cui erano riusciti ad uscire in un modo o nell’altro, gli hanno concesso di tutto e di più, non solo materialmente ma anche moralmente, gli hanno fatto credere di esser superiori a chiunque altro, adducendo spesso come metro di giudizio veramente valido solo una buona posizione economica, creando una intera generazione di piccoli mostri presuntuosi, insofferenti, egoisti, incapaci di accettare persino acusticamente oltre che mentalmente le posizioni dei propri simili che hanno tutti i diritti di contraddirli quando se lo meritano, e tutti preoccupati solo di aver sempre qualcosa in più da possedere.

   Questa folla folta di minisuperuomini e minisuperdonne, hanno a loro volta figliato amplificando nella loro posizione di genitori ed educatori tutta una congerie di difetti che nel tempo hanno pure perso quel tipico vestitino da untore che una volta rendeva riconoscibili a prima vista esagerazioni o carenze inaccettabili e identificava come non validi socialmente ed anche eticamente determinati comportamenti.

   A tutto ciò negli ultimi anni si è assommato un vezzo molto squallido, figlio del consumismo e di un certo tipo di politica economica internazionale che per far vendere di tutto e di più ha convinto la Gente attraverso i Media che tutto è facile, tutto è raggiungibile e lecito, che nulla, nelle nostre mani, è impossibile.

   Infatti è sufficiente entrare in qualsiasi immenso supermercato che vende ogni tipo di merce, scegliere sullo scaffale quel che ci intriga di più, pagare in cassa, per poi poterci portare a casa qualsiasi oggetto, anche tecnologicamente complesso, del quale faremo subito disinvolto utilizzo dopo (forse) aver dato una breve scorsa al libretto di istruzioni convinti di non dover imparare nulla da nessuno e di essere comunque in grado di risolvere da soli qualsiasi tipo di problematica insorgente.

   La famosa Tecnologia in mano alle scimmie.

   Avete presente quelli che commettono un errore di battuta, lo cancellano e lo ripetono subito dopo, all’infinito sinché, sbagliando casualmente l’operazione e senza nemmeno rendersene conto, risolvono fortunosamente il problema?

   L’assoluto contrario di qualsiasi comportamento razionale e intelligente, eppure funziona così per moltissime persone che giocano a fare gli infallibili, i supercompetenti sinché però ad un certo punto, a causa dei propri limiti, devono calar le braghe e rivolgersi a chi ne sa veramente MOLTO più di loro.

   Con questo sistema della minimizzazione delle capacità professionali altrui di intere categorie, una trentina di anni fa si è iniziato ad invadere il mercato con fotocamere sempre più automatizzate che tra l’altro, creando i famosi “fotoamatori evoluti che non sbagliavano mai un click”, convinti di saperne di più e di esser più bravi di qualsiasi vero professionista del Settore, hanno praticamente prima sputtanato e poi spazzato dalla faccia della terra il lavoro di fotografo professionista (quello di studio, lavoro che richiedeva competenze tecnologiche specifiche oltre che buon gusto e cultura, non come un certo paparazzo travestito da Pubblicitario che tutti conoscete per aver visto le strade impestate dai conati peristaltici della sua mente di eterno fanciullone viziato, trasferiti in immagini stampate su manifesti).

   Poi è stata la volta delle telecamere, dell’Alta Fedeltà e via così a macchia d’olio sino ad arrivare alla Cultura del Computer e dei telefonini grazie alla quale è sufficiente sapere come si accende l’apparecchio per esser convinti, si pensa con diritto, di poter diventare automaticamente e senza alcuna Scuola competenti tecnici elettronici, grafici, fotografi, esperti in Telecomunicazioni …… e si può persino utilizzare il mezzo anche per spurgare i propri complessi, le ansie represse, soddisfare desideri inconfessati, praticare anche un “certo mestiere” molto antico, gestito generalmente dalle femmine in una quantità veramente incredibile ma non professionalmente, così, en passant, semplicemente per “arrotondare” o per evadere … (e che nessuna donna osi dire che sto esagerando almeno prima di aver fatto un salto sui siti porno dilagati in Rete più della cocaina nell’acqua del povero Po) rimanendo tutti ben protetti dal mezzo tecnico che può benissimo essere utilizzato anche come paravento.

   In questa frenesia, in quest’ansia onanistica dell’ … io so tutto, io sono in grado di far tutto da solo, io non ho bisogno di nessuno … in un ambiente in cui tutto deve essere veloce, immediato, scontato, facile, realizzabile senza far troppa fatica, nessuno si rende conto che poi in realtà, di tutta questa tecnologia, proprio a partire dai computer, se ne sa utilizzare correttamente il 5×1000 è già tanto.

   Il lato grave della faccenda è che poi l’orgoglio rende impossibile saper accettare la pura realtà ridimensionando le proprie pretese una volta fatte passare le proprie reali capacità attraverso le severe maglie di un onesto setaccio che non può raccontar bugie.

   Sicuramente qualcuno obietterà che anche fra queste persone esistono coloro che emergono sempre onestamente con le loro capacità critiche ed analitiche e si rendono conto delle differenze.

   Il problema è che queste “differenze” sono sempre rapportate al loro io sensibile, alla loro cultura, all’ambiente sociale da cui provengono e se per caso provengono da un livello in cui “comandare” ad altri è un diritto presunto … o anche se non si è mai fatta la fame, non si è mai veramente sentita la carenza di un qualcosa, magari indispensabile … poveri noi, cosa ci tocca dover sopportare.

   L’umiltà potrebbe risolvere tante annose questioni sia dal punto di vista sociale che di quello del mondo del Lavoro e persino quello della Politica.

   Non certo quello dell’Economia, quella è terra bruciata percorsa nel buio a ventre basso contro il terreno dagli speculatori famelici che poco hanno a che fare con chi crede ancora nei valori dello Spirito.

   Umiltà non significa debolezza, anzi!

   Come in Arti Marziali in cui la coscienza della propria superiorità impone di non abusare di essa mai nella Vita Civile, mantenendo il proprio equilibrio e senza mai scatenare inutilmente e per primi la propria aggressività a meno che non ci si venga costretti per questioni di autodifesa.

   Purtroppo, chi è superficiale perché il suo ambiente stesso gli offre ogni strumento per evitare di rilevare i propri limiti, non si rassegnerà mai a crescere umanamente a livelli superiori e ci sarà sempre qualcuno che ci andrà di mezzo per colpa sua.