Le visite sul mio Blog in cerca di rimedi miracolosi per i mali di schiena continuano imperterrite nonostante i miei silenzi.
Capisco che è impossibile far giungere correttamente qualsiasi tipo di messaggio al di fuori delle sacre certezze consolidate nelle teste di chi crede ciecamente nella Pubblicità, nelle promesse dell’ultimo Politico del carrozzone d Stato, di chi è convinto che solo mangiando “Bio” il suo corpo sarà più sano e protetto, che le date di scadenza su ogni confezione di alimento corrispondono al reale stato di sicurezza del cibo ivi contenuto, che solo in Rete puoi trovare l’anima gemella da scopare (gratis) o anche per cose più serie … che solo medici e farmaci sono in grado di risolvere correttamente qualsiasi malanno.
E mi viene tanta voglia di dire a tutti questi saggi di accomodarsi pure tranquillamente sul comodo divano delle loro sicurezze anche se ciò che io ho imparato nel corso della mia attività professionale e poi studiando, provando e riprovando, osservando e facendo serie analisi su quello che la pratica mi ha consentito di analizzare, tutto ciò mi ha aperto la mente su tanti problemi che riguardano la salute corporea e mentale che manco vi immaginate.
Eppure il processo è semplice e razionale: individuare le cause dei problemi – individuare i metodi terapeutici sicuri e meno invasivi a parità di efficienza – applicare questi metodi con costanza e col necessario impegno, non col solito sistema del prova una volta e poi cambia idea se i risultati non sono immediati.
Quest’anno ne compio 72 ma potete chiedere ad una mia amica di Bologna del dolce peso di oltre 120Kg. che sicuramente mi sta leggendo ed a cui ogni tanto tratto la schiena, con quanta facilità la sollevi anche se io peso meno di 80Kg. per stirarle la colonna vertebrale, e non rimanga poi inchiodato sotto a tanto legger peso magari grazie a qualche apparentemente inevitabile “colpo della strega”… anche vista la mia età.
Fortuna?
Miracolo?
NO, solo tantissima tecnica, tantissima pratica e tante idee chiare sul trattamento che devo eseguire.
Settimana scorsa mi hanno portato un signore di ben 92 anni (!) che non aveva proprio un problema di schiena, ma che soffriva di grossi e dolorosi problemi articolari in zona pubica e tali da impedirgli di camminare normalmente.
Subito spedito dal Medico generico per fargli prescrivere Tac, Risonanze Magnetiche ed esami clinici vari?…
Niente di tutto ciò.
Una semplice indagine “manuale”, quella che nessun medico di base esegue (forse anche perché non ne è capace, nessuno gliela ha insegnato) solo per appurare che non si trattasse di una ernia o di una pubalgia ben consolidata, poi una decina di minuti per rilassare la persona e tranquillizzarla in senso generico e poi … click, un gesto terapeutico di un attimo tanto deciso quanto preciso su di uno degli attacchi tendinei in zona e … hoplà, miracolo, dolori scomparsi, deambulazione ripristinata e soprattutto un bellissimo sorriso di gratitudine per quanto avevo fatto.
Tutto questo solo per dire che certe procedure convenzionali oltre a ritardare qualsiasi intervento risolutore e creare, con attese indegne di un paese civile, grosse infiammazioni locali difficili da smaltire, spesso e volentieri, non tenendo in considerazione soluzioni raggiungibili con interventi di trattamento manuale, altro non fanno che creare complicazioni e NON RISOLVONO PROPRIO NULLA anche se il paziente crede di essere tutelato correttamente.
Non è che quando si tratta di schiena le cose vadano in modo differente, ma per fortuna finalmente anche la Medicina tradizionale ha iniziato a prendere in considerazione la Chiroterapia per il ripristino delle dislocazioni locali di nervi, attacchi tendinei, e per il riequilibrio generale della colonna vertebrale e delle articolazioni in genere.
Ma esistono anche altre terapie NON convenzionali altrettanto testate, ottime per i problemi di schiena, soprattutto, ben collaudate e validissime.
Il fatto è che poi bisogna consolidare i risultati ottenuti anche con tanta ginnastica dedicata … e non solo.
Inutile da parte mia insistere sull’argomento, tanto non vi devo vendere nulla e poi, la pelle è vostra, ma lasciatemi sorridere con tanta ironia su certe vostre convinzioni e soprattutto su certi vostri “dubbi”.

 

   Come avrete dedotto da tempo, leggendomi, io eseguo trattamenti biopranoterapeutici, ed alterno all’occorrenza con vera competenza, anche se non starebbe a me dirlo,  digitopressione, massaggio psicosomatico, riflessologia, Tecniche Shiatsu e chiroterapia.

  Tutto sulla base di quel che mi è stato insegnato e che nel tempo ho affinato con l’esperienza e con i continui indispensabili aggiornamenti tecnico scientifici anche se qui da noi in Italia NON indossare con giusto Diritto un camice bianco innanzi tutto accende sospetti e poi può far correre il rischio di esser paragonati ad uno stregone (e purtroppo, a causa dei soliti scorretti, in alcuni casi non si viaggia molto lontani dalla verità).

  Il rapporto che si stabilisce con chi spontaneamente vuole essere trattato deve essere di totale fiducia da parte di quest’ultimo perché quando si “opera” non tramite medicina convenzionale farmacologica o chirurgica ma attraverso terapie complementari, bisogna innanzi tutto far capire e accettare che i primi veri risultati compaiono solitamente dopo quasi un mese di trattamenti, a meno che non si tratti di “nervi accavallati”, mali di schiena da sforzo eccessivo, torcicolli, spalle sofferenti per un uso maldestro degli arti, etc… e poi che non sempre queste terapie hanno esito positivo su tutti indiscriminatamente e che esiste anche il risvolto, soprattutto nel caso di trattamenti che riguardano ossa e muscoli, che i risultati ottenuti devono essere mantenuti con buona volontà praticando un minimo di ginnastica, di vita attiva e senza ricorrere ai soliti coscktail di medicinali che fanno sentire psicologicamente tanto protetti e che invece spesso sono un ottimo amplificatore dei disturbi presenti.

   Chiaramente, non rientrano in questa categoria i cosiddetti Farmaci salvavita.

   Nel corso di queste Terapie Alternative o Complementari che dir si voglia, non sempre si può badare al millimetro a dove possono passare le mani che in molti casi DEVONO entrare in contatto epidermico e non sempre si riesce ad avere la medesima precisione dell’Agopuntura: dico questo non a caso per quanto mi riguarda personalmente poiché io normalmente eseguo quasi tutti i trattamenti ad occhi chiusi per usufruire del massimo della concentrazione e per me il corpo che ho davanti è solo un corpo umano che mi manda messaggi che devo decodificare correttamente ed io in quel momento non esisto, esistono solo le mie mani che vanno dove DEVONO andare.

   Vi assicuro che potrebbe passarmi per le mani un sex symbol donna come Monica Bellucci ma, anche se godo di una buona efficienza sessuale nonostante l’età, e forse sarà anche una conseguenza abitudinaria delle centinaia di corpi nudi che ho visto nel corso della mia attività professionale (anche) in ambito ospedaliero, il mio cervello sa fare una distinzione ottimale tra cosa e cosa e i miei istinti sessuali rimangono tranquilli e dormienti, anzi, direi che certi pensieri che sarebbero più che leciti, manco mi sfiorano se non al massimo un senso di gradevolezza al tatto quando eseguo dei massaggi soft e rilassanti sul corpo di una donna bella o brutta, giovane, matura o anziana che sia.

   Eppure vi garantisco che nonostante tanta spersonalizzazione dei gesti, nonostante questa mia asetticità automatica estremamente reale e tangibile con un po’ di buon senso e senza viaggi pindarici di fantasia, non è inconsueto che alcune appartenenti al Gentil Sesso dopo un iniziale apparente gradimento dei trattamenti, abbiano una reazione (psicologica) talmente negativa da chiedermi di sospendere i trattamenti medesimi proprio perché sono i loro stessi istinti a sfuggire da un certo controllo e la cosa, chiaramente, può irritare, destabilizzare, creare angosce o pensieri tanto gratuiti quanto coinvolgenti.

   Ma non è certo colpa delle mie mani.

   Purtroppo (o per fortuna, ma non nel caso dei trattamenti terapeutici di cui parlo) esiste una realtà: le donne possiedono (ad esempio sul petto) zone erogene (che normalmente non vengono nemmeno coperte con gli indumenti) zone soggette ad una discreta eccitabilità, ad esempio nella zona sottoclavicolare e sopra alle mammelle, sto parlando del Plesso Brachiale, che riporto sotto al titolo in immagine (già pubblicata in altro Post) e al cui confronto il Grande raccordo anulare di Roma fa ridere se confrontato per la complessità del transito di quel che ci passa attraverso.

   Questa zona è particolarmente sensibile e indicata per “dare la sveglia” a un Sistema Endocrino un po’ dormiente, per la riattivazione forzata e guidata nel tronco superiore di quei filtri organici chiamati ghiandole, linfonodi, nonché per usufruire di un ottimo stimolatore del sistema nervoso e di quello vascolare.

   Spesso e volentieri, dopo alcune manovre Shiatsu di pressione sull’Acromion e nell’incavo anteriore della spalla, nonché sull’attaccatura superiore del muscolo bicipite immediatamente successiva ai terminali del deltoide, tenendo il paziente in posizione supina, con alcune varianti che possono coinvolgere anche una iperestensione laterale del capo, un massaggio delicato ma deciso sul Plesso Brachiale anche di pochi minuti, offre un risultato estremamente positivo soprattutto su pazienti tesi come corde di violino e desiderosi solo di un attimo di vero relax.

   Poi sta al loro cervello decidere se mantenere lo status migliorato raggiunto o se continuare a crogiolarsi in seghe mentali come il geloso attaccamento ai propri mali senza cui pensano di non poter dare un senso importante alla propria esistenza.

   Giusto pochi giorni fa parlavo con un Grande Gnatologo, già laureato in Psichiatria, di un possibile paziente da convogliare alle sue cure e mi schernivo dicendo che mi preoccupavo un po’ della situazione psicologica della persona di mia conoscenza da fargli prendere in cura almeno per la creazione di un bite multifunzionale.

   Sorridendo, il Prof mi rassicurò dicendomi chiaramente che le parole, le descrizioni minuziose tipo lista della spesa di mali veri o presunti di qualsiasi paziente con quel tipo di problematiche è una cosa normalissima e rimane un caso da prendere con estrema cautela, non per sottovalutare i suoi problemi quanto per non concedergli di fargli veder soddisfatto un presunto diritto a venir preso in considerazione come il malato più importante del Creato, una vittima predestinata senza speranza alcuna, creando in questo modo una situazione senza uscita sia per il paziente che per il terapeuta.

   Aveva ragione, io non l’ho fatto e a distanza di poco tempo e nonostante il mio impegno totale, mi sono trovato davanti ad un rifiuto generico, alla richiesta di sospendere ogni trattamento perché a detta della persona in questione i suoi disturbi aumentavano invece che diminuire ed io so molto bene che ciò non è vero proprio basandomi sulla scomparsa di certi sintomi che all’inizio incorniciavano ogni seduta.

   Il nostro corpo è una macchina meravigliosa ed estremamente complessa.

   Peccato che ci sia chi si ostina ad approfittarsi negativamente di lui, anche perché le sue capacità fisiche di resistenza ad ogni insulto sia psicologico che materiale si scontrano con la robustezza naturale di base molto elevata di ogni organismo umano, incredibilmente anche di quelli più defedati, e peccato che queste persone non riescano a capire, ad accettare che nella vita “bene” è meglio di “peggio” e che sia “bene” che “ male o peggio” se lo costruiscono loro da soli in percentuali elevatissime unicamente col proprio cervello bene o male utilizzato.

   Mai stupirsi però, visto che, nel discorso individuale Top di moltissime persone, anche nella loro vita sessuale, per raggiungere l’orgasmo, è indispensabile venir frustati, picchiati, fatti segno di angherie fisiche di ogni genere.

   Perché quando sono solo l’angoscia, il dolore fisico, la paura e le dinamiche dell’autocompassione a pilotare la mente di un individuo, anche il più intelligente, colto e socialmente onesto con tutti tranne che con se stesso, questo si chiama Masochismo ed è una Malattia non facilmente guaribile, al pari di … altre …  e nemmeno con gli psicofarmaci.

 

   Premetto che nel corso di questo Post non citerò mai nessun nome di Specialista di grido realmente competente in merito ai problemi fisici che di solito vengono risolti tramite Fisioterapia, Chiroterapia e Discipline analoghe anche di altissima levatura professionale (e vi assicuro che ne conosco più di uno) primo perché non ho intenzione di far pubblicità a nessuno, né gratuitamente né in altro modo, secondo perché sono profondamente convinto che moltissimi disagi organici, che sconfinano in vere e proprie fonti di dolore estremamente limitativo nei confronti di come chiunque deve utilizzare quotidianamente il proprio corpo, possono esser combattuti positivamente anche seguendo vie molto differenti rispetto alle manipolazioni “dedicate” eseguite dai succitati professionisti, e che comunque hanno una valenza positiva elevatissima ma non possono certo venir praticate su soggetti molto anziani o con problemi di osteoporosi per non parlare di quelle situazioni, sempre più frequenti, in cui i disagi fisici sono più frutto di instabilità psichica che di vere e proprie gravi patologie soprattutto in individui che non hanno un buon rapporto col proprio corpo di cui tra l’altro conoscono effettivamente molto poco se non i mali di cui pensano sia irrimediabilmente afflitto.

   Su di una cosa, di solito, tutti gli operatori SERI di questo Settore sono d’accordo, sul fatto cioè che moltissimi status di disagio, di diminuita funzionalità, di blocchi articolari … trovano la loro causa iniziale in quelle contratture corporali, derivate da infinite cause contingenti, tragicamente diventate nel tempo abituali e parte integrante e purtroppo normale di moltissimi habitus comportamentali, di consuetudini errate, di timori gratuiti, di disattenzione, di pigrizia etc.

   Contratture (muscolari) che fanno perdere in moltissimi organismi ogni capacità elastica di molti tessuti molli (fasce muscolari) che nel tempo non riescono più a riassumere il loro status naturale dopo esser stati contratti anche a causa di normalissime funzioni di movimento e assumono rigidità come corde di violino ben tese senza soluzione di continuità, diventano dei tiranti “anomali”, pericolosi e molto scomodi nei confronti non solo della colonna vertebrale ma di tutto l’organismo che ne viene coinvolto globalmente anche se uno, per quanto possa stare attento, non se ne rende conto.

   Non rimane quindi che trovare il sistema più “calibrato” nei confronti di chi accusa disturbi alla schiena e alle articolazioni in genere e che non può e non deve assolutamente essere “imbrogliato”, illuso solo con manovre di effetto che risolvono per qualche giorno i suoi problemi, i quali immancabilmente si ripresenteranno nell’arco di pochi giorni o addirittura di poche ore a meno che con le articolazioni “registrate correttamente” l’individuo in questione non si metta subito a praticare ginnastiche correttive o simili.

   Una delle colonne portanti nel campo dei trattamenti psicosomatici, è la ormai famosissima Thérèse Bertherat  che ha avuto il genio di intuire che la stragrande maggioranza delle tensioni anomale presenti nel nostro corpo sono amplificate in misura ragguardevole dalla scarsa conoscenza che ognuno ne ha e di come abbandona al caso, all’istinto non sempre efficiente come dovrebbeo a certi meccanismi automatici il suo funzionamento che spesso rivela pericolose approssimazioni prossime all’incoscienza.

   Abbiamo in mano un tesoro (il corpo umano)  e non facciamo che abusare della sua pazienza, della sua resistenza ad ogni tipo di insulto e di dimenticanza.

   Non solo, questo personaggio veramente unico ha anche decodificato non solo razionalmente ma anche sperimentalmente quella teoria che di teorico ha molto poco tanto è esatta, per cui nel nostro organismo qualsiasi pensiero, atto o sforzo, dal più insignificante al più complesso e impegnativo viene gestito da un computer centrale (il cervello) che attiva globalmente la struttura neuromuscolare lasciando alle parti solo perifericamente interessate ed impegnate la funzione di vivo supporto attivabile a sostegno della funzione richiesta che non sempre può giungere a buon fine a causa di sforzi superiori alle capacità operative dei muscoli impegnati e individuati come unici gestori delle funzioni richieste.

   L’apparato muscolare viene coinvolto “in  toto” come un’immensa macchina che anche per spostarsi di un centimetro DEVE SPOSTARSI TUTTA NELLA SUA INTEREZZA.

   Voi andate a fare un bella gita in bicicletta e siete convinti di aver usato solo le vostre gambe per pedalare MENTRE INVECE TUTTO il vostro organismo è stato coinvolto nello sforzo dal primo all’ultimo istante, la schiena soprattutto, MOLTO di più dei vostri arti inferiori … anche se vi sembra impossibile.

   Siete in palestra e decidete di allenare i vostri bicipiti afferrando dei “manubri” pesantissimi e flettendo ritmicamente le vostre braccia e non vi rendete conto che TUTTO il vostro corpo sta collaborando per realizzare quegli sforzi specifici che gli avete richiesto, anche se, chiaramente, lo sforzo maggiore è compiuto dalle vostre braccia.

   Cosa ancor più pazzesca a pensarci bene, è come la simulazione attraverso il pensiero e solo attraverso quello, mentre siete ad esempio rilassati in un perfetto auto training e solo con la mente ripetete virtualmente i movimenti su cui vi volete allenare e specializzare, come questo metodo non solo aumenti le vostre capacità operative come se foste perfettamente attivi, ma anche come riesce a perfezionare, migliorandole di parecchio, le vostre possibilità operative in senso lato.

   Provare per credere.

   Molti mi chiedono quali tecniche utilizzo per i miei trattamenti, visti i risultati molto più che confortevoli che ottengo di norma, ma è molto difficile che io riesca a fornire spiegazioni esaurienti perché già da molto tempo prima di aver letto e studiato i libri sull’Antiginnastica della Bertherat  a puro istinto mi ero reso conto delle estreme diversità psicosomatiche tra un individuo e l’altro e della conseguente necessità di calibrare in modi e misure differenti i flussi di bioenergia umana che da anni riesco ad emettere tramite le mie mani sia che tocchino, che solamente sfiorino da vicino le persone che mi chiedono supporto.

   Torniamo ai famosi mali di schiena.

   Solo se al posto delle dita delle mani vi ritrovate degli scanner come da anni capita al sottoscritto, solo così potete capire come si possa decidere per un tipo di trattamento piuttosto che per un altro al fine di ricostituire degli equilibri organici perduti.

   Ma giunti a questo punto della discussione mi rendo perfettamente conto di come possono emergere dei leciti dubbi in chi legge queste righe, ed è naturale perché sto parlando di quelle cose che sfuggono, almeno apparentemente, dalle comune logiche tradizionali.

    A proposito, tanti auguri per le sequenze di esami clinici che vi hanno richiesto, magari facendovi aspettare dei mesi solo per avere la conferma che avevate dei problemi …

   Di sicuro, se vi avessero insegnato sin dalla prima infanzia ad “ascoltare” individuando BENE ciò che vi sta disperatamente chiedendo il vostro organismo, molti medici ed altrettanti farmacisti farebbero bene a cambiar mestiere …

Oggi mi trovavo casualmente nel negozio di un’amica e stavo pazientemente attendendo che lei finisse di “servire” una persona, giusto per scambiarci un saluto come si doveva e per quattro chiacchiere non troppo frettolose visto che era un po’ di tempo che non ci si vedeva.

   La cliente in questione mi si è messa a un certo punto di spalle e io sono rimasto immediatamente colpito da un eccessivo squilibrio generale della sua schiena che rivelava una serie di contratture importanti in atto, evidenti soprattutto nella zona degli omeri pericolosamente disassati fra di loro.

   E qui è cascato l’asino, il sottoscritto, e ve ne spiego il perché …

   Dato che eravamo solo in tre in negozio e dato che mi ero reso conto che tra questa signora e la mia amica intercorreva un rapporto di amicizia e confidenza, dopo qualche blando scambio delle solite parole convenzionali nel senso dell’approccio fra persone educate, e anche approfittando in senso buono di come la mia amica mi aveva appena presentato alla signora in questione, mi sono permesso di chiederle se potevo farle una domanda indiscreta, e cioè se aveva problemi di masticazione e dolori localizzati anche sul volto in zona Trigemino, perché magari mezzo consiglio spassionato e pure competente glielo potevo anche dare.

   Non l’avessi mai fatto!

   Ho provocato una reazione violenta e sono stato immediatamente invitato a farmi gli affari miei, poi, grande concessione degna di una persona “veramente intelligente”, giusto per dare una motivazione a quelle spalle così sbilenche, udite, udite, la donna mi ha detto che lo sapeva molto bene e che se proprio lo volevo sapere, la colpa era del peso dei suoi seni che oltrepassavano di un bel po’ la quinta misura (anche se a me sembrava che i suoi portafrutta non fossero poi così impegnativi …).

   Quanto mai ho aperto bocca, io che volevo solo darle un consiglio amichevole su come e magari da chi (non certo da un illustre sconosciuto come me) farsi osservare prima che iniziassero a comparire delle contratture molto più serie e i dolori relativi che non sarebbero certo stati una buona compagnia, anche perché una volta iniziati non sarebbe certo bastata un’Aspirina per farli cessare.

    A prescindere dal fatto che, come diceva mio padre, ai suoi tempi noto Pediatra e Chirurgo, a dare una carezza ad un asino di solito si riceve per tutta risposta un bel calcio, mai dimenticarsi di questa Regola d’oro di Vita: FARSI SEMPRE GLI AFFARI PROPRI anche se sta cadendo il Mondo e intervenire, se proprio lo si vuole, solo dietro richiesta precisa e se è veramente indispensabile.

   Che tristezza, ma così è se vi pare, e anche se non vi pare, in quanto questo è un problema in sintonia diretta con la naturale diffidenza dell’animo umano e della sua refrattarietà ad accettare qualsiasi tipo di puntualizzazione che esca dalla proiezione personale dell’immagine che ognuno ha di se stesso, e guai se uno si prova ad infilargli un paio di occhiali delle giuste diottrie, facendogli notare quanto è stato miope, presbite, astigmatico e quel che volete, sino a quel momento.

   Non solo, esiste anche una predisposizione in ogni rapporto umano a negare in partenza ai suoi simili qualsiasi livello di fiducia a meno che non esista un presupposto di conoscenza, anche minima e anche se sotto sotto qualche dubbio sulla persona in questione lo si nutre, ma solo per il fatto che non si tratta di un individuo totalmente estraneo … giusto per coronare quel bisogno di non sentirsi totalmente soli che ognuno prova soprattutto nei momenti critici, almeno con un orecchio, si cerca di dargli retta.

   E una volta di più si dimostra come sia l’abito che fa il monaco perché se io fossi stato presentato come il Professor Tal Dei Tali sicuramente l’atteggiamento della donna nei miei confronti sarebbe stato molto differente e nessuna valenza hanno i miei quindici anni trascorsi lavorando, guardando, imparando quotidianamente in Sale Operatorie varie ed altri quindici al seguito di Dottori in Medicina anche di livello internazionale nei loro Congressi, realizzando per loro audiovisivi scientifici etc., esperienze queste che non sono molti i Dottorini della Mutua a poter vantare.

   Senza per questo volermi assolutamente porre su di un piedistallo che compete unicamente e non solo formalmente a chi una Laurea in Medicina la possiede veramente e la sa utilizzare correttamente, non dimentichiamolo, se no ricadiamo nel discorso che “è l’abito a fare il monaco”.

 Eppure, una delle parentesi sicuramente più entusiasmanti della mia vita professionale per quanto ho potuto apprendere a 360° in quell’occasione, è rappresentata dal periodo in cui il mio Primario, il famoso Professor Cesare Enrico Pini dell’Istituto Stomatologico Italiano di Milano mi ha per così dire “dato in prestito” ad un suo esimio collega americano, il Professor William Bell, Primario di Chirurgia Maxillo Facciale dell’Università di Dallas, USA.

   In quei quasi tre mesi in cui il Professor Bell mi lasciava dormire al massimo quattro ore per notte, perché il lavoro da svolgere nel Campus era infinito, e il tempo che gli era stato concesso per sfruttare le mie competenze tecniche era giustamente limitato, non solo ho appreso nozioni che qualsiasi specializzando in Chirurgia Maxillo Facciale avrebbe pagato qualsiasi prezzo per avere, ma, sotto la sua guida illuminata, ho anche imparato ad analizzare a fondo con lo sguardo e tramite le giuste e indispensabili conoscenze tecniche e culturali, come lui faceva in ogni situazione, la struttura fisica, corporea, di tutte le persone che mi potevano sfilare davanti agli occhi, riconoscendone pregi e difetti che nella norma sfuggono a chiunque.

   Col tempo, e soprattutto mettendo a frutto anche altri campi di conoscenze accostati mentre lavoravo per Specialisti in Gnatologia, Posturologia, Chiroterapia e rami affini, ho anche appreso, grazie a quanto insegnatomi da tanti Maestri frequentati gomito a gomito per documentare audiovisivamente il loro lavoro, a fare considerazioni corrette sulle problematiche posturali che affliggono tanta Gente e a riconoscere le possibili motivazioni di molte asimmetrie a cui può andare soggetto un corpo umano.

   Nonché le principali linee guida delle terapie o anche solo delle cautele da osservare e seguire.

   Ma ho anche appreso una cosa importantissima, a tenermi cioè ben strette nel mio cervello queste considerazioni, e la bocca ben tappata, primo perché non posseggo nessuna Laurea in Medicina, e poi perché la Gente in linea generale preferisce non conoscere nulla di negativo che riguardi la sua Salute sino a che proprio non inizia a star male e allora escono tutte le paure e comunque, se decide ad ascoltare qualcuno, lo fa ma sempre a patto che porti un camice bianco chi gliela conta su in quel momento, anche se si tratta di un dottorino appena uscito dall’Esame di Stato.

   Come vedete il cerchio si è chiuso ed io mi metto la cenere sul capo per essermi fatto prendere in modo così stupido e imprevidente da un mio moto istintivo che pensavo motivato solo dla desiderio di poter essere utile a qualcuno che ne sapeva meno di me.

  A Milano, Italia, quelli che si comportano così come ho fatto io, li chiamano “pirla”.