green key

18 novembre 2016

Alcuni messaggi che ricevo anche da molto lontano mi fanno pensare che qualcuno si è chiesto il motivo del mio grosso rallentamento nel pubblicare nuovi post.

Da una parte la pacchiana evidenza del fatto che, senza voler offendere nessuno in particolare, anche cani e porci si sono messi a scrivere (scrivere?) e pubblicare di tutto e di più in nome di una molto gratuita saggezza critica al disopra di cose e tempi, dall’altra una mia effettiva sfiducia crescente nei confronti di chi si professa profondamente attento e partecipe ad un certo tipo di critiche costruttive e intanto insiste a gavazzare nella tiepida mota del qualunquismo irresponsabile del mondo che ci sta sempre più avvolgendo come i tentacoli di un calamaro che alla fin fine ci tratterà solo come cibo qualunque per il proprio sostentamento.

Come dice il mio ultimo nipotino di due anni: nonno … pazienza …

Ebbene, pazienza sia, ma lasciate che si schiarisca un po’ questa nube fantozziana che sta avviluppando tutto quanto le sta sotto.

Tanto sono ben poche le cose che mi possono spostare dal mio IO, quell’IO che ha suscitato in molti di voi almeno qualche curiosità.

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   Quando ai miei tempi, quando facevo il fotografo (di studio) e anche se mi piegavo a fare certi servizi fotografici che non mi piacevano ma rappresentavano un po’ l’unica sicura fonte di pane quotidiano, tipo quelli di moda spicciola, ma MAI matrimoni ed affini … improvvisamente sono giunte sul mercato le fotocamere che non sbagliavano un click, e allora ho capito al volo che il mondo stava cambiando e che mi avevano caricato senza chiedermi nulla su di una pericolosissima giostra senza freni che picchiava verso il basso.

   Il mercato era alla ricerca di nuovi sbocchi e cercava di infilarsi in tutti quei settori dove l’utente medio sino a quel momento era rimasto escluso grazie a comprensibili complicazioni essenzialmente tecniche, e ha iniziato prima con le macchine fotografiche, poi con le telecamere, con l’alta fedeltà, con strumenti del fai da te sempre più sofisticati e a minor costo, sino all’avvento dei personal computer e dei telefonini tuttofare.

   Una volta offerti gli strumenti operativi, bastava solo cambiare le logiche di mercato, dare quattro istruzioni in croce, tanto le macchinette erano programmate per fare loro tutto il resto, almeno dal punto di vista tecnico, finire con l’operazione di convincimento mediatico che tutto era alla portata di tutti, e così è stato.

   Almeno sino ad oggi, quando, anche se sei ignorante come una capra nana e non conosci nemmeno la sintassi del periodo, ti viene un dubbio, sorge una curiosità, cerchi una risposta e vai su Internet che ti dice tutto (e il contrario di tutto).

   Ciò che conta è che tu sia sicuro che nulla può più aver segreti per te e anche se sei solo appena capace di leggere ma sai digitare su di una tastiera, il tuo scibile non conoscerà più alcun limite e magari puoi anche pensare di dare qualche lezione di ripetizione ad Albert Einstein senza aver perso tempo sui banchi di scuola o facendoti esperienze che costano sudore, pazienza, convinzione, sacrifici , tempo … e CAPACITA’.

   Tutti hanno così potuto iniziare ad avere conferma che il loro lontano convincimento di esser bravi come Superman Nembo Kid era proprio vero, che tutti erano capaci di far tutto e subito e da soli, che era arrivato finalmente il momento in cui ognuno avrebbe potuto realizzarsi come entità indipendente in qualsiasi funzione.

   Certo, bastava comperare la macchinetta necessaria autosufficiente al 90% … e pagare il dovuto a chi nell’ombra si stava fregando le mani per esser stato così bravo a creare tante illusioni.

   Così, mentre si perdeva una fetta di professionalità ormai programmata come irrecuperabile, e anche un certo livello di Know How, mentre il concetto di fantasia e creatività unito a quello di cultura, veniva relegato tra le due fette di un sandwich di Mc Donald con un po’ di senape o ketchup per contorno, tutti ormai onanisticamente paghi hanno scoperto di poter realizzare una fotocopia anche approssimativa di ciò a cui si poteva anelare, forse approssimativa ma appagante visti i livelli delle esigenze socialculturali medie non certo brillanti di luce propria.

   Tutto quello che prima richiedeva l’intervento di chi doveva avere veramente idee chiare, preparazione tecnologica, professionalità e strumentazione adeguata anche se magari un po’ meno sofisticata dell’ultimo sensore fotografico del telefonino, un miliardo di pixel destinato a gente nata orba o strabica anche se non per colpa propria, non aveva  ormai più senso perché era il solito discorso della Tecnologia in mano alle scimmie, tutti per uno e uno per tutti, anche uno scimpanzé può imparare a guidare un trattore, per le Ferrari ci stanno studiando.

   E non me ne voglia chi è convinto di essere il fotografo più bravo del mondo col suo tablet sempre a portata di mano, e che però manco SA chi erano, senza andare troppo indietro, almeno Avedon, Hiro, Brandt o Irving Penn.

   Così, prima ho smesso di fare il fotografo, poi ho cessato con le produzioni audiovisive sia scientifiche che commerciali, poi ho lasciato le tastiere di sistemi computerizzati per la gestione dell’immagine, computer particolari funzionanti con software ipersofisticati come quelli che utilizzavo a RaiDue.

   Adesso provano a farli funzionare bene da ragazzini disposti a non prendere il becco di una lira pur di lavorare a certi livelli e così mi sono messo serenamente in pensione senza però rivelare a nessuno come funziona l’altro 90%, MOLTO meno noto, di software tipo Photoshop, After Effects, Motion, Final Cut, Aura, etc… per non parlare dei 3D.

   Continuino pure gli “iosotutto” a giocare in eterno con Power Point.

   Mi sono detto, un po’ di cultura ce l’ho, mi piace scrivere, non riesco a starmene buono un minuto senza che il cervello bussi cassa … quasi quasi apro un Blog e mi metto a scrivere.

   Povero pirla, povero illuso.

   La sensazione di esser diventato una fotocopia ben inquadrata di maniera degli stimoli sociali, più passa il tempo, più cose accadono, è sempre più forte.

   Che senso ha, mi chiedo, continuare a sputare opinioni, a porsi pubblicamente interrogativi di cui già si può supporre la risposta quando una risposta seria la si sta cercando?

   Che senso ha avere una opinione se poi chi hai fronte arriccia il naso e cambia pagina, appena gli suona stonata una virgola solo perché usa una carta igienica di un altro colore?

   Che senso può avere a trattare argomenti anche difficili come quelli sulla Salute sempre più in mano a distributori di pastiglie, altri sulle logiche comportamentali, altri sull’onestà di pensiero …… con tutti quelli che lo fanno per mestiere o perché hanno i loro motivi, perché ti devono vendere qualcosa o sputtanare qualcuno che gli sta antipatico?

   Sto pensando seriamente di mettermi sulla riva del fiume accucciato in seiza e con la bocca tappata come consigliava il mio primo Maestro di Arti Marziali ormai passato a miglior vita portando con sé la sua saggezza veramente unica.

   Magari, se proprio mi scappa, mi sa che mi deciderò prima o poi ad editare solo qualche raccontino personale, giusto per farvi sorridere un po’ mentre i Tg berciano tra politica, guerre, malavita, disastri, suicidi, stupri, droga, rapine, meteo improbabili e qualche comunicato del nostro amato Presidente che ci parla sempre con viva e vibrante soddisfazione, beato lui, ma … che palle !!!!!!!!!!!!!

SEMPER AD MAIORA

5 dicembre 2012

rum

   Oggi a Forum, su Canale5, l’ennesima causa di una madre, pedagogicamente fallita e con tutti i buchi nel cervello generati da interpretazioni molto personalizzate dei sistemi educativi da usare nei confronti dei “piccoli”, una donna apparentemente molto trendy, almeno esteriormente, ma persino incapace di capire i più elementari principi di insegnamento che partono obbligatoriamente sin dalla più verde età dei nostri figli a cui BISOGNA inculcare concetti come il rispetto e la pazienza nei confronti di chi ne sa più di loro quand’anche non si tratti di rapporti facili a causa del carattere e del temperamento delle persone adulte talvolta seriamente preoccupate anche da cose più grandi di loro.

   Ai piccoli non si chiedono sacrifici, non si chiede obbedienza pronta, cieca e assoluta, si chiedono solo rispetto e fiducia nei confronti soprattutto di genitori e nonni, quella fiducia che poi se tradita viene giustamente punita dalla Società con il massimo della pena e dell’emarginazione, persino da parte dei detenuti rinchiusi nell’ultima delle fogne del carcere più schifoso.

   Invece sono sempre di più i genitori che acconsentono ai propri figli piccoli di opporsi anche alle più logiche richieste comportamentali, permettendogli capricci, piccoli ricatti, e soprattutto una indipendenza nelle scelte personali, ancora non guidata e calibrata da un minimo di maturità, che nel giro di pochi anni creerà dei depistamenti psicologici molto gravi e delle insicurezze che faranno pesare le relative conseguenze per l’arco di una vita intera su di loro e su chi gli starà sfortunatamente accanto.

   Per insegnargli i santi criteri della Libertà, si dice, ma Libertà non è disordine, insofferenza delle regole, ammutolimento della coscienza quando già si sia creata, mancato rispetto dei confini altrui.

   Poveri piccoli, povere bestioline abbandonate a se stesse con la scusa di considerarli più grandi di quel che sono e magari solo perché figli di genitori impegnati socialmente e sul lavoro con grandi responsabilità, ma degli zero assoluti come padri e come madri che non riescono ad amare il tempo che potrebbero trascorrere assieme alla loro role mentre cresce e prende forma.

   Il tutto condito da una presunzione insanabile di essere dalla parte del giusto e della ragione.

   Auguri e … a NON RISENTIRCI alla prima pera di tanti esponenti di questa nuova razza di futuri superuomini.

 

 

 

IL CANCRO DEL BEL PAESE

24 ottobre 2012

   Caro Professor Monti, IO, rispetto a te, socialmente, valgo meno di una cicca usata, ma ora che è chiaro, per chiunque abbia gli occhi, che tu sei solo un grande esattore dei soldi altrui e non un novello “Salvatore” della Patria.

   Non millantare crediti per cose di cui sarebbe perfettamente in grado di programmare con fantasia anche l’ultimo dei ragionieri “in nero”.

   E permettimi di dirti che come quando per una Azienda non ci sono più commesse e questa è costretta a chiudere, così anche per te è arrivato il momento di capire che il tuo lavoro E’ FINITO perché di soldi non ce ne sono più e quindi TU NON CI SERVI PIU’, anche se sino ad ora sei stato diligentissimo nel convogliare tutto questo danaro misto a sudore e sangue dei tuoi connazionali ma non certo tuoi compagni di letto (e di interessi) e dei tuoi datori di lavoro di sempre, le Banche, e questo non è un complimento, invece che a ridar vita a questa Nazione che è un fermento di iniziative, di ingegni, di fantasie e di creatività.

   TU HAI CACATO SOPRA AD OGNI COSA, margherite comprese, l’hai vilmente soffocata in nome di “doveri” che sono solo numeri sul monitor di un Pc.

   E non sottovalutare queste parole, e non prendere nemmeno la posizione del martire che sacrifica la faccia per il bene della Comunità in nome di debiti da estinguere per salvare una faccia che nemmeno tu hai, perché tanto, tu, come la Fornero e compagnia, sarcificherai anche la faccia ma non sacrifichi certo il tuo portafogli ben tutelato nei confronti di ogni tipo di “intrusione”.

   Ormai hai oltrepassato i limiti della decenza morale e intellettuale, scorrazzi a ruota libera e senza freni nella privacy e nel mondo di ogni italiano che era riuscito a raggiungere un minimo di benessere, lavorando nel freddo o sotto il sole più inclemente da mattina a sera con malta e mattoni, zappando la terra, spalando merda, di tutto e di più, non solo stando seduti comodamente al caldo davanti ad un Pc, quella è e sarà sempre una minoranza, non ciurlare nel manico con affermazioni avventate.

   Come la vera Evasione Fiscale, che non è quella dello scontrino battuto per un caffè al posto di quello per un cappuccino e brioche.

   Perché se il Sistema Politico, quello finanziario, legale etc. funzionassero a dovere, certe scorrettezze fiscali da niente non accadrebbero mai.

   Spacca il culo ai veri furfanti, basta guardarsi attorno e scegliere, magari solo facendo un inventario delle cilindrate delle relative autovetture di proprietà, o beni affini.

   Perché questa non è la Maggioranza, da tassare come durante una caccia all’untore di Manzoniana memoria, non si tratta di quei privilegiati con cui spesso Potere e Politica vi portano a condividere il medesimo tavolo, desco … o letto.

   Se sei una persona intelligente, e a questo punto avanzo serie riserve, sino a coraggiosa dimostrazione di prova contraria, SCENDI DALLA PIANTA perché la pazienza, anche quella delle pecore, ha un limite.

    Nella vita di chiunque capitano dei momenti in cui ci si chiede se chi ci sta davanti è un essere umano degno di questo nome, intelligente, razionale, sensibile e onesto, capace e desideroso di rispettare i suoi simili bipedi e i loro diritti … e si fatica a trovare la risposta corretta, a prescindere dall’abito che questo individuo indossa, anche perché tante volte non esiste risposta a questa domanda.

   Che fare?

   Rimanere smarriti?

   Arrabbiarsi (come i cani)?

   Reagire violentemente?

   Fuggire? Dove? Come? Quando?

   Far finta di non aver capito bene che aria tira e battere vigliaccamente in ritirata?

   Io penso che l’unica soluzione sia quella di affidarsi discretamente ma con forza e decisione al TEMPO che con il suo interminabile scorrere, come l’acqua che scava la roccia, prima o poi aggiusterà ogni cosa, perché nulla di ciò che è umano è anche eterno.

   A questo proposito mi viene in mente di aver letto tanti anni fa un racconto che parlava di un uomo terrorizzato dalle formiche che avevano invaso ogni cosa e che, mentre cercava disperatamente una soluzione, gli si era “presentato” un ragno che lo aveva rassicurato che lui con la sua tela avrebbe fermato quell’invasione.

   Ma intanto le formiche coprivano ogni cosa e l’uomo spaventato chiese al ragno quando questa tela avrebbe iniziato a funzionare.

   E il ragno rispose: … giorni, mesi, anni … non so quanto tempo ci vorrà, ma so che funzionerà, e se non arriverai a vederlo tu, i tuoi figli o chi dopo di loro SICURAMENTE …. (e, in un sussurro … forse …).   

   Indubbiamente la Pazienza è la Virtù primaria dei Forti.

 

Voglio esser gentile nei confronti di qualcuno che sta strillando troppo e mi disturba i timpani, definendolo solo uomo senz’anima e figlio contaminato di aborti del Sistema Umano in perpetua ricerca di sicurezze che non può trovare perché psicobiologicamente incapace di guardarsi dentro.

Carneade, chi è costui?

Semplice: mi sto riferendo a coloro che incapaci di uscire dall’orticello privato dei propri egoismi, delle proprie invidie e da certi complessi d’inferiorità (che diventano automaticamente fonte di arrogante violenza) ma molto ben alimentati da una Sistema che li protegge di fronte a tutto e tutti, gestiscono, dicono loro, solo in cambio di moneta sonante che può anche esser solo uno stipendio, la nostra vita nel rispetto cieco, totale, assoluto dei Regolamenti e soprattutto nascondendosi dietro a quel dito mignolo astratto, appendice asfittica così utilizzata preferenzialmente “giorno e notte” da chi si dimentica troppo facilmente delle Leggi Superiori della Convivenza Sociale nel cui ambito un po’ di tolleranza non farebbe male di tanto in quanto.

Anche perché dove non c’è tolleranza c’è violenza e violenza chiama altra violenza, all’infinito, e odio.

Persone forti solo dell’armatura che gli fornisce il Sistema per diritto acquisito, per cui la parola Umanità è valida solo nel ristretto ambito del proprio branco, meglio, dei propri interessi personali, anche i più spudorati, economici, politici, psicologici …

Pietà, comprensione, disponibilità, pazienza, equilibrio … parole senza senso per funzionari irreprensibili, tutti d’un pezzo, del genere “mi spezzo ma non mi piego”.

Dura Lex sed Lex, sì, ma sino a quando questi superuomini non vengono toccati loro personalmente dagli eventi, sino ad allora tutti belve, poi, improvvisamente, la trasfigurazione a pecorelle latte e miele.

E’ così, da che mondo è mondo, le scale sono tante, ovunque, e le scale c’è chi le scende e chi le sale.

Di solito i galletti ruspanti col chicchirichì sempre pronto a cercare odiens li trovi solo su quelle che loro pensano essere vere scale per salire in alto, e chissà perché, troppo spesso certo a certa gente viene concesso il percorso più facile.

Ma davanti a tanta arroganza c’è un rimedio, basta irrobustirsi adeguatamente spalle e schiena, nostra atavica corazza-guscio, non mostrare mai il fianco e soprattutto non farsi mai cogliere stupidamente in fallo e soprattutto mantenere un sano senso dell’umorismo.

In effetti però c’è un lato del problema che purtroppo appare insanabile, perlomeno nell’ambito di ogni Civilità che si definisce tale e soprattutto democratica come la nostra: gli uomini hanno creato le Leggi e oltre a quei poveri disgraziati in divisa vestiti tutti uguali, obbligati ad eseguire ciecamente ogni ordine proveniente dall’Alto, sempre pronti a farli rispettare anche a discapito della propria incolumità personale, hanno dovuto anche inventarsi i ragionieri censori del Diritto e della Morale Comune (raramente di quella Universale) gli Avvocati, i Magistrati … tanto per non fare esempi, ma non ci sono solo loro a render talvolta pesante l’aria.

Certo, ci volevano anche i Togati, lo so anch’io, se no, quanta confusione e quanti furbetti “a non far la fila”!

Ma anche questi ragionieri sono uomini, ecco il problema, e ogni tanto sbagliano nei loro giudizi.

E qualche giudizio può costar molto caro a chi si trova coinvolto nelle posizioni più indifese rispetto a loro e solo per colpa loro e della loro convinzione di essere gli unici titolari e amministratori con diritto della Verità e del Bene.

C’è chi non regge alla vergogna del giudizio “sbagliato” di questi probiviri per mestiere e una volta recluso in Galera e privato di ogni suo diritto civile e di ogni bene morale e materiale, si suicida, c’è chi perde senza colpa e senza fallo affetti, casa, lavoro, dignità … sino a quando improvvisamente, ogni tanto, ma purtroppo sempre più spesso, dopo anni salta fuori che chi li ha giudicati ha commesso solo degli errori di valutazione e di comportamento.

E da un giorno con l’altro, lo tirano fuori, ancora attonito, da dietro alle sbarre e via, a calci in culo in mezzo ad una strada e senza scuse verso una vita che non è più sua.

Suvvia, mostriamoci ancora pazienti per un po’ con questi poveri censori.

Sono uomini (e donne) e possono sbagliare, non giudichiamoli male come hanno fatto loro.

Ma nella vita normale, mi sembra che chi sbaglia paga, o no?.

Perché certi togati non pagano, non hanno mai pagato e mai pagheranno per i proprio errori?

Ditemelo.

Oggi è festa e ne ho approfittato per andare in una cascina qua attorno a farmi una bella scorta di letame “maturo”, perché non so se lo sapete, ma anche la cacca animale che si utilizza per ingrassare le colture ed alimentarle di tutti quei prodotti biologici di cui hanno bisogno per crescere sane e forti, anche la cacca deve maturare, deve ossidarsi all’aria aperta e liberare tutti quei residui naturali ma pur sempre chimici che sortirebbero solo l’effetto di bruciare le radici delle vostre povere piantine.

Poi bisogna anche sapere che quella dei tori  è molto migliore di quella delle vacche e dei cavalli…

Si sa, è molto più comodo andare in un supermarket della floricultura ed acquistare qualche sacco di letame pronto per l’uso, meno puzzolente, ma non troppo, oppure del terriccio già pronto per l’uso.

Ma l’effetto non è il medesimo, ve lo assicuro, anche perché non “allevo” solo peonie, camelie, azalee, rose ed ireos … ma seguo da tempo e con vero affetto un orticello che mi dà tante soddisfazioni.

Pensare che quando mi sono spostato qui, un quarto di secolo fa, venendo da Milano, e arrivavo pure dal centro della grande Metropoli in cui abitavo a poche centinaia di metri di Piazza Duomo, la gente del luogo mi chiamava il cittadino mentre gli amici rimasti in città a godersi gioie e dolori del caso, mi chiamavano “il campagnolo”.

Va bè, divagavo, è festa, comunque tornando al post, una cosa l’ho imparata: la cacca deve esser matura, se no….

Come nella vita: non si dice forse che in amore vince chi fugge (e attende con pazienza)?

Non è forse vero che la Vendetta, che ogni tanto ci vuole, perché se no si finisce per far la figura dei cretini o quel che è peggio, dei deboli e dei vigliacchi, non è vero forse che è un piatto da consumarsi freddo?

Non è vero che la pazienza comunque è la virtù dei forti?

Attendere, saper attendere.

E’ dura, lo so, ma bisogna esser “cresciuti” e a guardarsi attorno, proprio non sembra di incontrare solide querce o platani secolari ad ogni passo del nostro cammino.

Eppure, diciamocela tutta, con un papà nazionale come Silvio, che ci ha appena fatto sapere che siamo una Nazione di livello superiore e che da noi tutto va bene, per fortuna che ce lo ha ricordato, con tutte le promesse che ci ha fatto e con l’aureo benessere a cui ci ha riportati faticosamente, dovremmo proprio esser diventati mostri e maestri di pazienza …. o no?