Il Comunismo non ha funzionato, il Socialismo nemmeno, il Capitalismo sta compiendo dei danni irreparabili sul piano internazionale, le Monarchie Assolute sono come la favola di Biancaneve nella parte della Matrigna e le Dittature hanno dimostrato e continuano a dimostrare, apparentemente solo in qualche landa lontana, solo l’arroganza di chi non vuole comunicare con altri che con se stesso e le proprie fobie ….

   Dimentico qualcosa?

   Già, ci sono i Sistemi Democratici, peccato che quel tipo di Democrazia che sventolano i cosiddetti probiviri del giro, sembra più una sorgente di privilegi ben indirizzati … che una panacea per i popoli.

   Io non sono uno Statista, figurarsi so appena farmi lo shampoo, ma non c’è bisogno di tanta scienza per capire che il problema di tanti dissesti parte solo dalla Natura dell’Uomo, che non riesce quasi mai a prescindere dalle personali convinzioni politiche, religiose, sociali, culturali, economiche, e già che ci sono, ci metto anche quelle sessuali e quelle tecniche, che invece tutte assieme dovrebbero venire intese e considerate in senso lato, allargato alle esigenze spesso tragiche della Comunità.

   Ma che sia una Comunità che non si dimentichi di nessuno, non un’accozzaglia di preferitismi, di raccomandazioni, di mercati d’anime e di corpi e di SPEREQUAZIONI INGIUSTIZIE, ISOLE DI POTERE E DI SUPERBENESSERE GRATUITO.

   Guardate cosa sta facendo il nostro Capo del Governo che parla tanto di Equità, ma al massimo si vedono solo grandi movimenti di Guardia di Finanza, efficientissima, per carità, e speriamo che su questa direttrice rompa i coglioni anche a chi detiene un certo tipo di Potere (economico) magari nato dal nulla negli ultimi decenni mentre qualche pirla invece che stargli nel c…o  lo ha lasciato fare abbandonandosi a esperimenti filosofici politichesi o sindacal-cazzeggianti …. lui parla tanto di Lavoro, ma tutto rimane tragicamente inchiodato in “parete”, i giovani soprattutto sono contentissimi, oltre a QUELLI CHE HANNO PERSO IL LAVORO a 50, 60 ANNI SUONATI, e magari si devono pagare la nuova tassa anche sull’unico investimento della loro vita che dovrebbe essere un diritto ma che per il Professor Monti è un lusso: “LA CASA”.

   DIO CHE VERGOGNA.

   MERDA, MERDA, MERDA.

   Anche lui, come hanno sempre fatto tutti i suoi predecessori, non riesce, non vuole, vedere ad esempio, visto che è così preoccupato di far cassa ad ogni costo, la realtà di un miliardo e passa di mondi economici esentasse sommersi (tipo il mercato del sesso) che spillano come un fiume in piena miliardi di valuta e va a rompere i c……i ai pochi che già sono codificati aumentandogli Tasse e diminuendo Servizi, “per risparmiare”, dice lui invece che tanto per cominciare dovrebbe AZZERARE tutti gli assurdi benefit dei suoi Colleghi di Palazzo, e ben si guarda di andare a ficcare il ditino (in culo) dove il Potere, quello vero, esiste e soffoca tutto attorno a sé come certe erbe infestanti, ma soprattutto E’ INCAPACE DI RENDERSI CONTO CHE OLTRE A QUEI NUMERI CHE GESTISCE CON QUEL SORRISO SEMPRE STAMPATO SULLE LABBRA, ANCHE QUANDO PER BUON GUSTO DOVREBBE FARNE A MENO, ESISTE ANCHE LA VITA DEL SINGOLO, ANZI, CHE QUESTA, PER UN BRAVO GOVERNANTE DOVREBBE STARE AL DI SOPRA DI TUTTO PERCHE’ LA SOCIETA’ E’ FATTA DI TANTI PICCOLI SINGOLI E QUANDO I SUICIDI PER DISPERAZIONE (economica) AUMENTANO, PERCHE’ LA DIGNITA’  NON TEME DI MOSTRARE COME SA RIBELLARSI SENZA CREARE DANNI ATTORNO A SE’ MA VUOLE URLARE LA PROPRIA DISPERAZIONE, MALA TEMPORA CURRUNT, ALTRO CHE … “MA IL POPOLO MI CAPISCE ED E’ DALLA MIA PARTE …” (si ma solo nei patetici “sondaggi” di qualche nuova promessa, sicuramente ben pagata, per lo Zelig di STATO, quello del carrozzone del Palazzo). 

   Quand’ero piccolino la mia tata che i miei avevano pescato non so come in quel di Aberdeen, a Nord di London, matrona very british, quando mi rimproverava perché come al solito ne avevo fatta una delle mie … , mi diceva dall’alto profondo di quei suoi occhi grigi di acciaio che non ammettevano scuse, … “shame on you” ……. e io mi sentivo perso perché temevo di aver perso la sua stima e il suo affetto, non perchè fossi pentito della vaccata compiuta.

   Di questi tempi certe delicatezze non esistono più e ognuno pensa a far cassa per sè, denaro, potere, immagine … tutti innamorati delle dimensioni del proprio fallo ideale.

   Mi sa che lo stampino dei veri GRANDI si è perso nell’antichità dei tempi.

   E visto che siamo vicini a Pasqua, che per i Credenti dovrebbe avere un significato fuori dal Tempo e dalle piccinerie umane, io mi chiedo, ma se è vero che quel Cristo di Nazareth era Figlio di Dio, perché non lo ha sfiorato l’idea di cancellare per sempre dalla faccia della TERRA una intera progenie di esseri egoisti, opportunisti, carogne, violenti, ipocriti, disonesti …………..

   No, MISTERO, si è fatto massacrare per AMORE.

   Un tipo di Amore però di cui, tranne rare eccezioni, si è perso il seme (che fosse un OGM ante-litteram?)

Oggi mi trovavo casualmente nel negozio di un’amica e stavo pazientemente attendendo che lei finisse di “servire” una persona, giusto per scambiarci un saluto come si doveva e per quattro chiacchiere non troppo frettolose visto che era un po’ di tempo che non ci si vedeva.

   La cliente in questione mi si è messa a un certo punto di spalle e io sono rimasto immediatamente colpito da un eccessivo squilibrio generale della sua schiena che rivelava una serie di contratture importanti in atto, evidenti soprattutto nella zona degli omeri pericolosamente disassati fra di loro.

   E qui è cascato l’asino, il sottoscritto, e ve ne spiego il perché …

   Dato che eravamo solo in tre in negozio e dato che mi ero reso conto che tra questa signora e la mia amica intercorreva un rapporto di amicizia e confidenza, dopo qualche blando scambio delle solite parole convenzionali nel senso dell’approccio fra persone educate, e anche approfittando in senso buono di come la mia amica mi aveva appena presentato alla signora in questione, mi sono permesso di chiederle se potevo farle una domanda indiscreta, e cioè se aveva problemi di masticazione e dolori localizzati anche sul volto in zona Trigemino, perché magari mezzo consiglio spassionato e pure competente glielo potevo anche dare.

   Non l’avessi mai fatto!

   Ho provocato una reazione violenta e sono stato immediatamente invitato a farmi gli affari miei, poi, grande concessione degna di una persona “veramente intelligente”, giusto per dare una motivazione a quelle spalle così sbilenche, udite, udite, la donna mi ha detto che lo sapeva molto bene e che se proprio lo volevo sapere, la colpa era del peso dei suoi seni che oltrepassavano di un bel po’ la quinta misura (anche se a me sembrava che i suoi portafrutta non fossero poi così impegnativi …).

   Quanto mai ho aperto bocca, io che volevo solo darle un consiglio amichevole su come e magari da chi (non certo da un illustre sconosciuto come me) farsi osservare prima che iniziassero a comparire delle contratture molto più serie e i dolori relativi che non sarebbero certo stati una buona compagnia, anche perché una volta iniziati non sarebbe certo bastata un’Aspirina per farli cessare.

    A prescindere dal fatto che, come diceva mio padre, ai suoi tempi noto Pediatra e Chirurgo, a dare una carezza ad un asino di solito si riceve per tutta risposta un bel calcio, mai dimenticarsi di questa Regola d’oro di Vita: FARSI SEMPRE GLI AFFARI PROPRI anche se sta cadendo il Mondo e intervenire, se proprio lo si vuole, solo dietro richiesta precisa e se è veramente indispensabile.

   Che tristezza, ma così è se vi pare, e anche se non vi pare, in quanto questo è un problema in sintonia diretta con la naturale diffidenza dell’animo umano e della sua refrattarietà ad accettare qualsiasi tipo di puntualizzazione che esca dalla proiezione personale dell’immagine che ognuno ha di se stesso, e guai se uno si prova ad infilargli un paio di occhiali delle giuste diottrie, facendogli notare quanto è stato miope, presbite, astigmatico e quel che volete, sino a quel momento.

   Non solo, esiste anche una predisposizione in ogni rapporto umano a negare in partenza ai suoi simili qualsiasi livello di fiducia a meno che non esista un presupposto di conoscenza, anche minima e anche se sotto sotto qualche dubbio sulla persona in questione lo si nutre, ma solo per il fatto che non si tratta di un individuo totalmente estraneo … giusto per coronare quel bisogno di non sentirsi totalmente soli che ognuno prova soprattutto nei momenti critici, almeno con un orecchio, si cerca di dargli retta.

   E una volta di più si dimostra come sia l’abito che fa il monaco perché se io fossi stato presentato come il Professor Tal Dei Tali sicuramente l’atteggiamento della donna nei miei confronti sarebbe stato molto differente e nessuna valenza hanno i miei quindici anni trascorsi lavorando, guardando, imparando quotidianamente in Sale Operatorie varie ed altri quindici al seguito di Dottori in Medicina anche di livello internazionale nei loro Congressi, realizzando per loro audiovisivi scientifici etc., esperienze queste che non sono molti i Dottorini della Mutua a poter vantare.

   Senza per questo volermi assolutamente porre su di un piedistallo che compete unicamente e non solo formalmente a chi una Laurea in Medicina la possiede veramente e la sa utilizzare correttamente, non dimentichiamolo, se no ricadiamo nel discorso che “è l’abito a fare il monaco”.

 Eppure, una delle parentesi sicuramente più entusiasmanti della mia vita professionale per quanto ho potuto apprendere a 360° in quell’occasione, è rappresentata dal periodo in cui il mio Primario, il famoso Professor Cesare Enrico Pini dell’Istituto Stomatologico Italiano di Milano mi ha per così dire “dato in prestito” ad un suo esimio collega americano, il Professor William Bell, Primario di Chirurgia Maxillo Facciale dell’Università di Dallas, USA.

   In quei quasi tre mesi in cui il Professor Bell mi lasciava dormire al massimo quattro ore per notte, perché il lavoro da svolgere nel Campus era infinito, e il tempo che gli era stato concesso per sfruttare le mie competenze tecniche era giustamente limitato, non solo ho appreso nozioni che qualsiasi specializzando in Chirurgia Maxillo Facciale avrebbe pagato qualsiasi prezzo per avere, ma, sotto la sua guida illuminata, ho anche imparato ad analizzare a fondo con lo sguardo e tramite le giuste e indispensabili conoscenze tecniche e culturali, come lui faceva in ogni situazione, la struttura fisica, corporea, di tutte le persone che mi potevano sfilare davanti agli occhi, riconoscendone pregi e difetti che nella norma sfuggono a chiunque.

   Col tempo, e soprattutto mettendo a frutto anche altri campi di conoscenze accostati mentre lavoravo per Specialisti in Gnatologia, Posturologia, Chiroterapia e rami affini, ho anche appreso, grazie a quanto insegnatomi da tanti Maestri frequentati gomito a gomito per documentare audiovisivamente il loro lavoro, a fare considerazioni corrette sulle problematiche posturali che affliggono tanta Gente e a riconoscere le possibili motivazioni di molte asimmetrie a cui può andare soggetto un corpo umano.

   Nonché le principali linee guida delle terapie o anche solo delle cautele da osservare e seguire.

   Ma ho anche appreso una cosa importantissima, a tenermi cioè ben strette nel mio cervello queste considerazioni, e la bocca ben tappata, primo perché non posseggo nessuna Laurea in Medicina, e poi perché la Gente in linea generale preferisce non conoscere nulla di negativo che riguardi la sua Salute sino a che proprio non inizia a star male e allora escono tutte le paure e comunque, se decide ad ascoltare qualcuno, lo fa ma sempre a patto che porti un camice bianco chi gliela conta su in quel momento, anche se si tratta di un dottorino appena uscito dall’Esame di Stato.

   Come vedete il cerchio si è chiuso ed io mi metto la cenere sul capo per essermi fatto prendere in modo così stupido e imprevidente da un mio moto istintivo che pensavo motivato solo dla desiderio di poter essere utile a qualcuno che ne sapeva meno di me.

  A Milano, Italia, quelli che si comportano così come ho fatto io, li chiamano “pirla”.

 

 

 

   Innanzi tutto cosa significa Normalità?

   Già questo, da solo, è un bel match …

   Perché il concetto di Normalità dovrebbe riassumere quello della standardizzazione delle qualità generiche comuni della Maggioranza, e, non dimentichiamolo, in senso positivo.

   Ma chi è, cos’è, la Maggioranza?

   E quindi quali sono queste qualità generiche comuni e generali?

   Queste sono domande senza risposta e trovarne una con i criteri della Statistica è come quando si viene a stabilire che su dieci maschi quelli che sono maggiormente attirati da un bel paio di tette sono solo il 7,16% …

   Io farei fatica, davanti ad uno specchio, a vedermi come uno 0,16%.

   Miracoli della Tecnologia applicata alle Scienze Umanistiche e della cosiddetta Semplificazione, tanto cara a chi in suo nome ci sta complicando la vita mentre disperatamente cerca di convincerci che lo fa per il nostro bene, e, diciamolo pure senza troppi giri di parole, ci sta massacrando senza tener troppo in conto tutti coloro che, costretti da sempre, è già da una vita che stanno pagando al posto di altri, nei cui confronti lo Stato è da sempre stranamente accomodante, a prescindere dai colori della bandiera sotto cui si muove  dopo ogni tornata elettorale alla faccia dei poveri pirla convinti che cambiando vessillo qualcosa potrà cambiare in meglio.

   Allora io vi dico cosa intendo per Normalità, non Normalità cogliona e di ripiego rinunciatario, ma quella forte, fatta di coscienza, umiltà, disponibilità ed un alto senso della propria dimensione umana che non ammette giochini furbetti e sottobanco, SOPRATTUTTO LONTANA da qualsiasi tipo di Aggressività, così facile quando si è più forti: pensate ad una sfera, ad un solido, veramente solido, dalla superficie liscia, totalmente priva di qualsiasi possibilità di appiglio casuale, di aggancio a qualsiasi altro solido che può incontrare per forte e potente che possa essere.

  In questo modo, esser normali, semplici, significa diventare, tra l’altro, trasparenti, imprendibili ma senza mai perdere la propria consistenza, il proprio peso, la propria identità, le proprie convinzioni, anzi ! Esser normali significa anche non ostentare bicipiti così forti da rimettere in riga qualsiasi spavaldo in cerca di rogne, non ostentare, nascondere benevolmente, ma mai dimenticarsi di possederli e chiaramente per arrivare a tanto bisogna essersi dati da fare per tempo e con molti sacrifici.

   Esser normali significa anche e soprattutto non cadere mai nelle esagerazioni, essere equilibrati e costanti nel proprio comportamento semplice, logico, significa comprendere che dato che ciò che ci sta attorno non può essere perfetto, bisogna avere la capacità e la voglia di accettare anche ciò che non ci sta bene ma reclamando sempre le dovute contropartite, non piazzando del C4 sotto ai ponti o nelle auto in sosta vicino alle quale potrebbe passare anche la propria Madre che sta andando a fare la spesa, ma essendo anche pronti a contrastare ogni tipo di prepotenza come quel giovane in Piazza Tien Ammen qualche anno fa davanti ad un carro armato pesante parecchie tonnellate più di lui ed armato di morte a più non posso.

   Non vuol significare quindi esser pacioni, sfuggenti, ipocriti come certe falde intere di popolazione tipo quelle Maggioranze Silenziose che silenziose lo sono solo molto politicamente per non esporsi troppo, per poter essere in ogni momento pronte e disponibili a cambiare sponda, o anche solo perché questo comportamento viene con troppa semplicioneria o ipocrisia convinta scambiato per un modo estremamente giusto, normale e insindacabile di vivere la propria esistenza in un mondo in cui la parola coinvolgimento con chiunque agiti la nostra stessa bandiera ma possa pensarla in modo differente, viene visto come bestemmia e da emarginare senza pensarci su più di tanto (ogni riferimento a CL è puramente casuale).

   Pensate al casino generato dalla TAV.

   La TAV è necessaria al Paese per mille e una ragioni, persino la CGIL lo riconosce ufficialmente, ma le popolazioni locali della Val di Susa non la vogliono perché secondo loro non riceverebbero alcun vantaggio ma molti danneggiamenti.

   Ma la Val di Susa, credo, fa parte dell’Italia e che senso ha allora nell’ambito di una Famiglia, di un gruppo che ha la presunzione di definirsi unito in ogni suo punto cardinale, e si irrita profondamente se qualcunaltro non vuole riconoscersi parte integrante del gruppo a causa di indiscutibili differenze di DNA, che senso ha il non volersi sobbarcare di qualche sacrificio in nome di una Comunità comunque esistente?

   Poi, oggi a me, domani a te.

   E siamo sicuri che sino ad oggi non siamo stati noi ad aver ricevuto dei trattamenti di maggior riguardo rispetto ai nostri fratelli?

   E’ chiaro che ogni sacrificio deve essere ripagato con una contropartita ma quando si è nella stessa barca, remar contro è anche da cretini (per la salute della barca e quindi del proprio fondoschiena visto che ci si sta sopra).

   Pensate ai problemi delle discariche.

   Sono problemi perfettamente paralleli concettualmente a quello della TAV, anzi, sono forse di maggior impatto, quello ambientale compreso.

   Eppure tutti produciamo scorie, rifiuti più o meno pericolosi e dobbiamo assumerci l’onere di dover prendere in considerazione che prima o poi, chi più chi meno, verremo toccati dal discorso degli smaltimenti che rappresentano una questione assolutamente irrimandabile.

   Però, in quanto a parità di trattamenti, si dice che lo Stato non ce la può fare a pagare tutto quel che deve, a riconoscere tanti diritti violati, tipo certi suoi debiti di milioni di Euro nei confronti di creditori che stanno fallendo per colpa sua e dei soliti privilegiati che comunque la crisi non la sentono certo come la Gente comune.

  Ed Esatri ed Equitalia non gli manderanno certo nessuna Raccomandata con ricevuta di ritorno e neppure nessuna ingiunzione di pagamento.

   Che si fa?

   Gli andiamo allora noi a pignorare il Colosseo, Palazzo Chigi o qualche auto (o aereo) blu?

   Non si può, non sta bene, poi magari il Re si mette anche a piangere, povero Re, e povero anche il cavallo … ma allora hanno ragione anche quelli della no TAV che non credono di poter mai ricevere alcuna contropartita nei confronti dei loro sacrifici.

   Certo, non è così semplice, ma lo dicevo tanto per semplificare un poco solo qualcuno dei problemi che stanno dividendo, tra troppi altri, l’Italia’.

   Essere “normali” ai giorni nostri, in modo e misura corretta, soprattutto qui da noi, nel Bel Paese, non è la cosa più semplice.

   Auguri a tutti e onore a Frate Francesco, il Poverello di Assisi che tanto ha seminato quel seme di vera Umanità così poco prolifico, pazienza.