hua

… ma presuntuosi, egoisti e ipocriti.

Ovunque il guardo io giri … altro non vedo che una propinazione sistematica di esempi, di inviti ad eseguire modelli comportamentali somministrati come bibbia attraverso Tv, stampa e pubblicità in genere.

Allora, se per vendere una cicca in più, ogni immagine è lecita, ogni messaggio è valido, anche il più cretino, il meno realistico, quello che crea desideri poco realizzabili, il più ipocritamente falso, o veramente assurdo come quello di proporre un’auto che può agevolmente superare i 300Km./h mentre in città se superi i 55 ti arriva il multanova a casa, o cere presunte realtà come quella del Mulino Bianco, di una vita serena solo se vissuta in crociera, o ambienti casalinghi con cucine, soggiorni e camere da letto da petroliere povero, per quale motivo stupirsi se i nostri giovani vivono alla vaff… di ogni regola e convenzione sia pur giusta, di tutto ciò che non è facile, che richiede impegno mentale, tempo o fatica fisica, suscitano considerazioni responsabilmente etiche che presuppongono un impegno di vero rispetto in ogni legame civile?

Rispetto di che, quando l’unica cosa che conta è il denaro e ciò che si può fare con esso?

Il consumismo ha rapito i cervelli, l’uso della carta di credito era gare con un unico gesto ha confuso le idee sul valore dei soldi, così come i giochini elettronici hanno disinsegnato il vero concetto di pericolo, di dolore, di rispetto per la vita altrui, dell’esistenza delle difficoltà che poi, quando capiteranno fra capo e collo nella vita quotidiana creeranno dei perdenti e dei disadattati a cui non sarà certo sufficiente strusciare un dito sul touch screen per cambiare livello e decidere came over.

Ma non punto il dito solo verso la pubblicità come unica responsabile di questa tragedia sociale in atto e dai colori sempre più foschi.

Infatti metto sub iudice anche chi alimenta questo squallido gioco da persuasori mica tanto occulti promotori dei miti che pare abbiano rincoglionito una immensa parte della nostra gioventù, sangue del nostro sangue, medesimo DNA, eppure … portati per manina verso un autolesionismo che scoppierà come una mina a tempo al più presto, non appena saranno costretti a dei confronti veri, quelli per la sopravvivenza.

Confronti che sino a che insisteranno a passare gran parte del loro tempo masturbando telefonino o Play Station e che quando perderanno, perché vincerà il software della macchinetta, studiato apposta per creare dipendenza, la cosa non li scuoterà più di tanto perché in quest’evenienza basterà chiudere il gioco e riaprirne da capo un altro senza dover subire le conseguenze della perdita precedente, senza dover pagar nulla personalmente, senza subire grandi traumi.

Niente dolore, niente privazioni, nessun pesante impatto nemmeno psicologico, come quello che arriva puntualmente quando ti rendi conto che c’è sempre chi è più forte di te e che non è necessariamente gentile, meglio, diciamolo pure, ti sta massacrando solo per preservare i propri interessi.

Ed ecco i nuovi miti paralleli: diventare veline, sposare un giocatore di calcio, diventare cantanti, attori, ballerini, saltimbanchi … o anche dirigenti nell’azienda del vecchio pirla (… il padre) senza muovere un dito, meglio andandosene in giro con la sua carta di credito in tasca.

Quando c’è questa possibilità, perché se no, l’alternativa consiste nella protesta per principio, nello sfogo delle proprie pulsioni più abulico, o peggio, più violento.

Intanto tutti col telefonino in mano a leggersi e rileggersi tutte le cazzate che si sono scambiati con SMS o MMS o con le cuffiette incastrate nei padiglioni auricolari per martellarsi la materia grigia con musiche e percussioni che servono solo a tenere un piede (se non tutti e due) fuori dalla realtà.

Poi importantissimo ed abusato, quasi essenziale il mancare di rispetto al proprio corpo ricoprendolo di tatuaggi, piercing, abusando delle sue capacità di sopportazione nei confronti di alcol, droghe … giusto per non correre il rischio di perdere il filo con la tribù dei simili o venirne accantonati irrimediabilmente.

Tanto la famiglia è morta, ci sono gli “amici”, amici, amici, … quante palle …

E all’esattamente sequenziale emerge il rapporto totalmente sbagliato nei confronti del cibo, del proprio corpo fisico, ossessionati da quel mezzo etto di ciccia in più che invece è solo salute, riserva di energia per chi lavora veramente.

Fuggire, fuggire, fuggire … non solo far finta che certe cose non esistono perché scomode o col pericolo che possano coinvolgere …

Per fuggire poi da cosa se non da se stessi e dai propri complessi di inferiorità con una insofferenza di sistema che denota solo debolezza e insicurezza?

Ma da cosa nascono questi complessi?

Dal troppo benessere, da una vita troppo facile consentita da genitori che per timore di perdere l’amore dei propri figli (cazzata immensa) non hanno più il coraggio di dire NO ed hanno pure la faccia tosta di affermare che si comportano così per abituarli a meglio gestire la propria libertà (?), imparare a responsabilizzarsi, per renderli coscienti e coerenti rispetto al proprio IO … sì iniziando magari sin da quando hanno appena smesso di farsi la cacca addosso … e non sanno ancora distinguere la destra dalla sinistra (mano) ma che già senza esser ancora andati a scuola sanno leggere e scrivere perché la mamma amorosa glielo ha insegnato solo per dimostrare a se stessa di aver generato un genio …

Ma purtroppo nascono anche da situazioni esattamente all’opposto in cui c’è chi non possiede nulla e certi stimoli esasperati lo portano naturalmente a cercare di impossessarsene in qualsiasi modo.

Ci troviamo veramente di fronte ad un dramma socio-esistenziale con scarsissime possibilità di soluzione e non aiuta certo la situazione sociopolitica attuale del nostro paese caduto in mano ad una manica di ladri, sfruttatori, politicanti pinocchi che si stanno facendo gioco di tutto e di tutti noi a prescindere da bandiera, colore o credo.

Soldi e potere, potere e soldi, e gli altri?

Perché? esistono anche degli altri al di fuori di loro?

ab

Abbassare il capo, la fronte, davanti a chiunque, significa offrire rispetto, abbassare lo sguardo significa manifestare una sottomissione più o meno consenziente, ma sempre sottomissione.

Se poi uno vuole veramente che sottomissione non ci sia, ma semmai un controllo allargato e vigile della situazione pur mantenendo un atteggiamento inoffensivo, il suo sguardo gli deve consentire una visione globale, l’unico modo di guardare le cose che stanno attorno mantenendo autonomia psicologica e non solo.

Un esempio?

Quando siete di fronte ad un’altra persona e state anche tranquillamente parlando con lei, immancabilmente i vostri occhi si fissano solo su un occhio o sull’altro della persona in questione.

Controllate e vedrete che ho ragione.

Un comportamento naturale, istintivo, ma sbagliato, perché così facendo si usa uno sguardo estremamente selettivo e quindi limitato.

Cosa che si amplificherebbe al massimo con un cosiddetto sguardo “di traverso”…

Che fare?

Semplicissimo: il vostro sguardo deve posarsi esattamente in mezzo agli occhi dell’altra persona, sulla radice del suo naso, subito sotto allo spazio tra le sue sopracciglia, quasi come se steste spingendo lo sguardo all’infinito, dietro alla testa di chi vi sta di fronte.

Così facendo, le prime volte è facile che proviate una sensazione di disagio dovuta alla percezione del tutto sbagliata che si stanno incrociando gli occhi, ma non è così, è solo una sensazione.

Bisogna solo allenarsi un po’ e rendersi conto di quanto accade soprattutto nella nostra mente quando si posa questo sguardo “nuovo” sul volto di un’altra persona, un senso di apertura, di spazio allargato persino oltre ai 180°, un dominio perfetto della scena, un controllo libero dell’orizzonte, persino una amplificazione delle capacità di cattura delle immagini che ci troviamo di fronte.

Usando così gli occhi, se ad esempio steste per iniziare a venire alle mani (mai farlo !!!!! nemmeno e soprattutto quando si è più forti) vi sorprenderebbe come riuscireste ad avere una visione completa del corpo intero del vostro avversario pur guardandolo solo in faccia e quindi come potreste prevenire ogni suo gesto, schivandolo, bloccandolo, reagendo in modo da non venire nemmeno sfiorati …

E’ chiaro che bisogna imparare a comportarsi in conseguenza a questo nuovo modo di ricevere immagini.

Avete presente come di solito guardano i bambini autistici, o come fa il Verdone della foto in un suo famoso film?

Sembra che gli occhi stiano sfuggendo allo sguardo di chiunque.

Errore.

Si tratta proprio di un modo di usare gli occhi molto simile a quello che ho appena descritto.

Un modo che oltre ad affermare la propria determinazione a vivere in un mondo esclusivamente proprio e impenetrabile dagli agltri, offre sempre un controllo totale e discreto dell’ambiente circostante, un controllo che offre sicuramente maggiori sicurezze soprattutto nel caso in cui ci si sente più deboli, anche per poter entrare in difesa o scappare un attimo prima di quanto l’altro può prevedere.

Ma non c’è bisogno di dover essere sul punto di venire alle mani per mettersi a guardare in faccia gli altri come ho detto, vi assicuro che anche nella normalità dei rapporti quotidiani questa è un’ottima scuola di comportamento ed un fantastico sistema per non perdersi nessun particolare soprattutto per quanto riguarda tutti i “messaggi” che il corpo umano invia in continuazione e spesso parlando molto più chiaramente di un’espressione del volto o di una frase qualsiasi, dalla più sdolcinata alla più aggressiva a quella più di convenienza.

Potrei continuare, ma credo di essermi spiegato abbastanza.

sam

   Le cronache narrano che nei secoli passati, dall’altra parte della Terra, avevano vissuto i Samurai, grandi guerrieri solitari, veri gentiluomini al servizio dell’Imperatore, che avevano affinato a tal punto le loro tecniche nell’uso della Katana, quella spada che era la loro arma più micidiale,  che una volta che aprivano le ostilità con un nemico qualsiasi, ben poche erano le possibilità che chi gli si parasse di traverso riuscisse a sopravvivergli e potesse poi raccontare di esser uscito vivo dal duello.

   Anche perché le Katane erano armi incredibilmente pericolose, e la cosa era in netto rapporto con le tecniche sia di forgia sia di ribattitura con cui venivano “costruite” quelle lame dal taglio netto e mortale: era quasi sufficiente esserne sfiorati per venire aperti in due.    

   I duelli duravano quasi sempre pochi minuti, quel minimo che bastava a questi grandi guerrieri, che oltre a possedere un’arma così letale avevano accumulato anni e anni di tecniche ed esperienza nel saperle manovrare, avevano un altissimo concetto dell’Onore, della Fedeltà e della Dignità personale, vivevano nel totale disprezzo della vita terrena, del dolore e dei pericoli, e gli erano sufficienti anche pochi attimi per cogliere una piccola lacuna nella difesa dell’avversario per farlo subito a fette senza troppi complimenti.

   Un giorno capitò che si incontrarono, meglio, si scontrarono, due di questi Samurai, i più bravi del momento: uno dei due era stato il Maestro del più giovane, e proprio a quest’ultimo venne in mente di cercare di appurare chi di loro fosse il migliore e sfidò a duello il suo vecchio Maestro ormai apparentemente sul viale del tramonto solo perché aveva qualche capello bianco.

   I due si posero l’uno di fronte all’altro ed al “via” dell’immancabile arbitro, entrambi, con mossa fulminea, si misero immobili nella posizione di guardia che gli era più congeniale ed iniziarono a studiarsi.

   I minuti passavano, poi iniziarono a passare le ore, per farla breve, giunse la sera, il Sole ormai stava per tramontare e i due guerrieri erano ancora lì fermi come due statue di energia pronta a liberarsi ma sempre bloccati nella loro posizione iniziale … quando … quando il più giovane abbassò lentamente a terra la sua Katana in segno di sottomissione e si inchinò davanti all’altro, al vecchio Maestro chiedendogli perdono di quello che era stato il suo ardire, nell’aver osato sfidarlo perché …

  PERCHE’ SI ERA RESO CONTO CHE APPENNA SI FOSSE MOSSO, L’ALTRO, DALLA DIFESA VERAMENTE IMPENETRABILE, LO AVREBBE APERTO IN DUE.        

   Altri tempi, altri Uomini, altro coraggio, mai una fuga, un tentativo di ripiego, altro concetto dell’Onore, altro rispetto per l’avversario, vero avversario, non un fantoccio col codice a barre sul cartellino del prezzo.

SEMPER AD MAIORA

5 dicembre 2012

rum

   Oggi a Forum, su Canale5, l’ennesima causa di una madre, pedagogicamente fallita e con tutti i buchi nel cervello generati da interpretazioni molto personalizzate dei sistemi educativi da usare nei confronti dei “piccoli”, una donna apparentemente molto trendy, almeno esteriormente, ma persino incapace di capire i più elementari principi di insegnamento che partono obbligatoriamente sin dalla più verde età dei nostri figli a cui BISOGNA inculcare concetti come il rispetto e la pazienza nei confronti di chi ne sa più di loro quand’anche non si tratti di rapporti facili a causa del carattere e del temperamento delle persone adulte talvolta seriamente preoccupate anche da cose più grandi di loro.

   Ai piccoli non si chiedono sacrifici, non si chiede obbedienza pronta, cieca e assoluta, si chiedono solo rispetto e fiducia nei confronti soprattutto di genitori e nonni, quella fiducia che poi se tradita viene giustamente punita dalla Società con il massimo della pena e dell’emarginazione, persino da parte dei detenuti rinchiusi nell’ultima delle fogne del carcere più schifoso.

   Invece sono sempre di più i genitori che acconsentono ai propri figli piccoli di opporsi anche alle più logiche richieste comportamentali, permettendogli capricci, piccoli ricatti, e soprattutto una indipendenza nelle scelte personali, ancora non guidata e calibrata da un minimo di maturità, che nel giro di pochi anni creerà dei depistamenti psicologici molto gravi e delle insicurezze che faranno pesare le relative conseguenze per l’arco di una vita intera su di loro e su chi gli starà sfortunatamente accanto.

   Per insegnargli i santi criteri della Libertà, si dice, ma Libertà non è disordine, insofferenza delle regole, ammutolimento della coscienza quando già si sia creata, mancato rispetto dei confini altrui.

   Poveri piccoli, povere bestioline abbandonate a se stesse con la scusa di considerarli più grandi di quel che sono e magari solo perché figli di genitori impegnati socialmente e sul lavoro con grandi responsabilità, ma degli zero assoluti come padri e come madri che non riescono ad amare il tempo che potrebbero trascorrere assieme alla loro role mentre cresce e prende forma.

   Il tutto condito da una presunzione insanabile di essere dalla parte del giusto e della ragione.

   Auguri e … a NON RISENTIRCI alla prima pera di tanti esponenti di questa nuova razza di futuri superuomini.

 

 

 

PENSIERINO DELLA NOTTE

27 aprile 2012

   Se il nostro “amato” Presidente del Consiglio tiene veramente alla stima e alla fiducia del Popolo che sta governando, se pensa, come dovrebbe, di dover ricevere con diritto credibilità, è giunto CON LA MASSIMA PRIORITA’, e non da poco, il momento di ELIMINARE PER SEMPRE TUTTI I MANGIAPANE A UFO del “condominio”, assieme a tutti i privilegi loro personali e quelli delle loro “caste” .

   Dato poi che di solito “cane non mangia cane” non gli rimangono né molto tempo, né alternative di scelta per convincerci che lui non fa parte della categoria e che invece è un grande leader degno di tutto il nostro rispetto.

   Buon lavoro.

   Piccolo Bignami molto personalizzato di Igiene Mentale.

  Fra le tante cose che mi sarebbe piaciuto fare nella vita, ce ne è una che avrei voluto realizzare potendo utilizzare adeguati mezzi conoscitivi di ricerca e col supporto di tutto quanto sarebbe necessario per procedere scientificamente nell’ardua impresa di conoscere più a fondo i labirinti della mente umana.

   Ma come spesso capita, me ne è mancata la possibilità “operativa” da un punto di vista professionale, mi sono mancate le occasioni per entrare col piede giusto negli ambienti giusti e al momento giusto, e, non ultimo, il supporto economico per almeno intraprendere gli studi necessari a quei tempi molto poco popolati e spesso confusi con quelli sulla Filosofia che invece, da millenni, abbonda di pensieri documentati. 

   Non so se la mia mente sarebbe stata all’altezza, ma … mai dire mai.

   Così, all’alba dei 70anni, non essendo mai scemato questo mio interesse, mi ritrovo finalmente a poter dedicare a questo tipo di ricerca molto tempo perché quello che ora ho a disposizione, è logicamente molto maggiore rispetto a quando dovevo lavorare per guadagnarmi da vivere, anche se professione, ambienti frequentati, gente conosciuta ovunque e veramente in ogni tipo di situazione, viaggi di tipo non proprio turistico e godereccio, esperienze anche pesanti di vita vissuta, mi hanno aperto molti spazi importanti in questo senso privilegiandomi sicuramente, e anche gratuitamente.

   Logicamente queste mie attenzioni alla vita procedono lungo un cammino strettamente personale, non potrebbe essere altrimenti, ma mi sono imposto di non lasciarmi mai fuorviare, sinché cuore e cervello me lo consentiranno, da moti d’animo personalistici e condizionanti.

   In fin dei conti si tratta solo di fare delle “messe a fuoco” corrette.

   E non ultimo, non per mancanza di chiarezza, o per calcolo, per pavidità e per tutto quel che si potrebbe pensare di una persona che davanti a un pubblico, come me, si ritira nel guscio spesso e volentieri ad ogni stormir di foglia “stonato”, lasciando che le cose seguano fatalmente comunque il loro corso senza intervenire personalmente, lasciando ogni spazio a chi strilla più forte … o perlomeno facendoglielo credere, ho deciso molto coscientemente di optare per un comportamento di vita apparentemente grigio, anonimo, apparentemente indifeso, riservato, per poter entrare al massimo e con tranquillità nei punti deboli altrui, ma non per approfittarmene, no, solo per conoscere meglio.

   A prescindere da certe campagne di fuoco che ogni tanto intraprendo su questo Blog, tipo quella su certi Ministri sfigati di questo Governo, ma, credetemi, è solo e puro divertimento, tale e quale a quello dello storico Calandrino che ridendo si confessava (o meglio, confessava quel che voleva).

   E speriamo che questa mia buona fede proceda di pari passo con l’esercizio attivo delle capacità intellettuali indispensabili per trarre giudizi oggettivamente validi nell’arco di questa ricerca molto tranquilla ma che non conosce soste.

   Spesso essere ipercritici non è un bene, si corre il rischio di affogare in una seriosità bacchettona indegna di un animo aperto e pronto comunque al sorriso e al confronto, anche quando … nevica fuoco.

   Ci sono comunque alcuni fattori che talvolta mi danno la sensazione di essere sulla strada giusta anche se chi dal di fuori mi giudica, quasi sempre, come da Legge di Natura, si fa condizionare da fatti parziali o anche accaduti lontano nel tempo quando proprio cresciuto ancora non ero e anche se i capelli bianchi sono comparsi sul mio capo una vita fa quando è improvvisamente e prematuramente morto mio Padre.

   Sicuramente la chioma bianca su di un corpo ancora giovane mi dava un’aria degna di tutto rispetto anche se dovevo ancora crescere veramente molto e senza invecchiare nello spirito perché le responsabilità di famiglia, di professione e di vita sembravano dover coprire ogni cosa come una cappa di amianto senza alcuno spazio per l’eventuale rimanente.

   Ora i miei capelli sono diventati grigi, li ho ancora tutti e spero che tra una decina d’anni ritornino neri come quando mi hanno tirato fuori dal ventre di mia madre.

IGIENE MENTALE E SALUTE

12 febbraio 2012

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   Tempo addietro mi era giunto via mail questo messaggio che sicuramente anche il vostro cervello ha decodificato senza grosse difficoltà.

   Ve lo devo tradurre in chiaro perché oggi non siete in forma e avete la testa via?

QUESTO MESS4GGI0 SERVE A PROVARE CHE LE NOSTRE MENTI POSSONO FARE GRANDI COSE! COSE IMPRESSIONANTI! ALL’INIZIO ERA DIFFICILE MA GIA’ IN QUESTA RIGA, LA TUA MENTE STA LEGGENDO AUTOMATICAMENTE SENZA PENSARCI SU, SII ORGOGLIOSO! SOLO ALCUNE PERSONE RIESCONO A LEGGERE QUESTO MESSAGGIO. SE SEI IN GRADO DI LEGGERLO, CONDIVIDILO, CIAO,

   Il suo significato invita a fare alcune considerazioni sulle reali capacità di adattamento e gestione generale che la nostra mente utilizza riuscendo a gestire ritmi e funzioni del nostro organismo per un’altissima percentuale in modo automatico, preprogrammato, il rimanente, veramente molto limitato, in modo cosciente e tramite la volizione.

   Le stesse capacità, che possono anche uscire dalla norma conosciuta e riconosciuta scientificamente, e che pilotano in grandissima misura persino i ritmi biologici che regolano la nostra Salute, anche se un Luminare della Scienza, il Professor Veronesi, non molto tempo fa ha asserito che secondo lui non esiste un’origine psicosomatica per nessuna malattia.

   Al suo confronto io non sono nessuno, però possiedo “qualche nozione”, occhi, cervello e una sensibilità anche fisica un po’ particolare che mi consentono di riscontrare e valutare senza l’intervento di  alcuna fantasia quale ruolo può realmente venire esercitato dalla nostra mente nei confronti del corpo.

  I riscontri pratici li ho tutte le volte che mi si avvicina di propria iniziativa una persona che ha dei problemi di salute e mi chiede se riesco a “darle una mano” ad uscire dai suoi empasse.

   La mia esperienza mi ha insegnato che qualsiasi azione preliminare io voglia intraprendere con effetto positivo nei confronti di chiunque, il mio apporto personale può venire ridotto ad una semplice operazione di rilassamento psicofisico che tende a spegnere, come se fosse un interruttore generale, i segnali di allarme che hanno attivato tutta una serie di messe all’erta generale dell’organismo che non può sostenere uno status particolare di tensione per troppo tempo senza pensare di uscirne indenne.

   Non dimenticatevi mai che qualsiasi azione, qualsiasi attività del nostro organismo è la diretta conseguenza di reazioni chimiche e bioelettriche che avvengono al nostro interno, istintive o motivate da precise volontà individuali nonché dalle sue reazioni automatiche conseguenti all’influenza di fattori esterni e dai contatti con i nostri simili e l’ambiente in genere.

   E’ sufficiente che anche solo l’entità, il dosaggio, di queste reazioni esca da un range normale, che il nostro corpo accusa immediatamente l’irregolarità di questo status e reagisce cercando di tamponare la situazione che si sta venendo a creare.

   Se però certi sintomi permangono e, ad esempio, un semplice innalzamento istintivo della temperatura, previsto dalla Natura per ottenere un effetto terapeutico generale, non riesce a riequilibrare la nostra situazione organica ideale, abituale, il nostro corpo inizia ad “andare fuori giri” e, soprattutto quando è già indebolito da altri fattori, si ammala.

   Mi rendo conto perfettamente della volgarità espressiva che sto utilizzando, ma, dato che nessuno “nasce imparato”, spero che questo modo di esprimermi sia comprensibile per tutti.

   Sono perfettamente d’accordo che esistono delle affezioni il cui controllo non dipende dalla nostra attività cerebrale e dalle nostre capacità personali in merito, come ad esempio le coliche renali, un’ernia al disco … ma vi assicuro che, per uscirne col minimo delle conseguenze, spesso per quanto riguarda la capacità di sopportarne i dolori sordi che vengono generati, un buon controllo della mente sulla situazione venutasi a creare può aiutare moltissimo, soprattutto se per prima cosa riusciamo a contenere timori e paure.

   Non vi sto proponendo un giochino facile da raccontare come quando si è in forma e si pensa a ben altro che alla propria Salute, vi sto solo consigliando di avere il massimo rispetto sia del vostro corpo che della vostra mente, prima base essenziale per riuscire ad arrivare in età avanzata ancora efficienti e indipendenti.

   Cosa che non è assolutamente da poco, visto che l’età media ha superato dei limiti di guardia sino a non molti anni fa ritenuti impossibili e dover dipendere da altri non credo che sia il massimo delle aspettative di nessuno.