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Star bene è semplice, ma è semplice solo a qualche condizione.

La prima, e quella essenziale, è che il vostro DNA non contenga pecche ereditarie o predisposizioni naturali minori ma sempre negative.

La seconda, comunque determinante, è che sin dai primi giorni di vita qualche genitore sconsiderato e presuntuoso non vi abbia condizionato con le sue paure, le sue manie salutistiche in senso sia mentale sia materiale o peggio ancora, e che poi, voi stessi nel corso della vostra esistenza, non vi siate dimenticati del sacrosanto rispetto che il vostro corpo e la vostra mente esigono anche se certe fantasie di superiorità o vaffanculismo possono tenere a sé legati false convinzioni di immunità grazie a qualche grammo di “chimica”.

Ultimamente mi si è presentato un ragazzo appena al di sotto dei 30 anni con una serie di problemi fisici, almeno quelli denunciati, che si accompagnavano ai semplici dolori articolari con altre manifestazioni di tipo prevalentemente emotivo in senso assolutamente negativo.

Io non sono nessuno e ho sempre da imparare da chiunque, ma certe volte mi rendo conto di essere l’unico nel raggio di parecchi kilometri a saper centrare perfettamente le terapie da applicare mentre altre convenzionali (o meno) fanno acqua da tutte le parti.

Qual’è il segreto?

Semplice da dire, un po’ meno da realizzare: una attenzione totale, distaccata ma estremamente attenta e senza filtri ai problemi altrui, cercare di capire di che cosa GLOBALMENTE ha bisogno la persona che ci si affida e poi esigere che segua con una totale fiducia tutte le “manovre” di sicuro effetto che ho imparato nel corso di tanti anni e che gli sto consigliando.

Ho detto tutto e detto nulla, ma se ci pensate bene i messaggi contenuti in queste poche righe non sono né pochi né fantasie gratuite o di effetto.

Purtroppo spesso ci si perde in tonnellate di esami clinici indifferenziati e sempre ritardatari rispetto alle reali esigenze degli individui affetti da qualche problema soprattutto organico, giusto per capire o cercar di capire quel che una quasi totale pletora di preoccupante incapacità diagnostica di troppi camici bianchi può offrire come strumento di indagine, ma oggi benedetto dai sacri saggi sempre legato ad una visione frammentaria del corpo umano e mai come ad una entità teoricamente da mantenere in equilibrio di ogni suo componente.

Le capacità intuitive di qualsiasi terapeuta stanno alla base di qualsiasi provvedimento venga poi consigliato ed è qui che spesso casca l’asino.

Purtroppo tutto ormai è schematizzato, “digitalizzato” in frazioni micrometriche di una realtà che può indubbiamente venir così sviscerata in ogni suo aspetto, peccato che si sia rinunciato a quella famosa antica visione globale in cui è l’uomo il protagonista e non il suo fegato od altri organi adiacenti.

Ma ormai è tutto inutile, il mondo è sceso, o salito, a seconda dei punti di vista, per questa china, ed io me sto accucciato in “Seiza” sulla sponda del torrente che scende sempre più impetuoso dopo che qualche genio ha fatto togliere tute le rocce che ne frenavano o amministravano saggiamente l’impeto naturale.

 

LA BACCHETTA MAGICA

25 novembre 2014

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Noi viviamo da decenni schiavi non più solo del Potere Politico, di quello Economico e di quello Religioso (è innegabile, abbiate pazienza, bisogna avere il coraggio di riconoscerlo quando se ne è succubi e non padroni coscienti) ma anche da quello smisurato delle Multinazionali del Farmaco.

Quelle stesse che sono state le maggiori responsabili del Secondo Evento Bellico Mondiale, è Storia, non storcete il naso, Fascismo, Nazismo e merde del genere sono state solo conseguenze “meccaniche” di situazioni sociali alla massima tensione e quindi, inevitabilmente, pronte per la più ripida caduta verso lo sfacelo.

L’uomo medio è ormai praticamente diventato incapace di conservare la propria Salute sfruttando le sue naturali capacità individuali psicofisiche in tal senso, e senza pastiglia o esami clinici si sente perduto , mentre una maggiore consapevolezza del proprio organismo oltre che del proprio Io farebbe la differenza.

Proprio in questo periodo sto “trattando” una giovane donna, donna di carriera, una di quelle persone che quando te la ritrovi dalla parte sbagliata della scrivania, non c’è molto da scherzare.

Eppure, nella sua via quotidiana l’accumulo delle tensioni le sta facendo un brutto scherzo ed a poco valgono sistemi di sfogo tipo Palestra, incontri culturali, la cura della persona, vita di società ed affini.

Nel suo animo si fa sempre più strada un senso di insicurezza che una volta chiuse le porte dell’impegno quotidiano lavorativo e sociale la lascia in un senso di smarrimento e anche di frustrazione.

Certo, questo è un sintomo di una pericolosa vacuità interiore, ma scelte o non scelte spirituali, etiche, comportamentali su cui non voglio neppure far cenno … il risultato rimane il medesimo.

Di fatto il suo sistema psicobiologico ha urgente bisogno di un vero sfogo privo di complicazioni affettive e che sia totalmente liberatorio, uno sfogo che non si veda prima o poi presentare il conto sia dal punto di vista sociale sia da quello di un rapporto personale impegnativo.

Incredibilmente esistono dei percorsi alternativi validi anche di più delle cure tradizionali che tendono a curare più il mal di calli che il cervello … che devono venire ben gestiti con delicatezza, competenza, anche disponibilità da parte dell’operatore che trovandosi a dover affrontare una simile situazione di carenze generalizzate deve diventare un vero e proprio personal trainer discreto, non invasivo, una vera fonte di supporto invisibile e pronta a tirarsi indietro non appena non sia più necessaria.

Un mix di “gesti” attivi e passivi ipercontrollati che inducono ad un rilassamento psicosomatico generale, offrono un inizio di tregua, di sicurezze “gratuite”, un cielo meno ingombro di nubi minacciose.

Ma nello stesso periodo stavo trattando un’altra donna più o meno coetanea della prima, più o meno dal medesimo connotato sociale, che però sin dopo la prima volta che è venuta a provare cosa vuol dire trovare qualche attimo di tregua e di relax è “fuggita” a gambe levate … stesso trattamento, medesime attenzioni, medesima discrezione … che paura perdere le proprie angosce a cui si è tanto affezionati, vero?…

Ma soprattutto mai perdere la fiducia nella famosa pastiglietta che come la supercazzola

prematurata a sinistra (o a destra) del grande Tognazzi risolve ogni cosa come la bacchetta magica del Mago Merlino.

L’UOMO E LA SUA SALUTE

29 settembre 2014

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Io penso che su ogni angolo della Terra l’esistenza di noi esseri umani sempre così convinti di poter gestire tutto autonomamente sia con la ragione sia con l’istinto secondo i nostri “piani” o secondo le nostre capacità personali e volontarie di raffrontarci al mondo esterno, si svolge invece soprattutto secondo dinamiche di altra natura e molto forti, dinamiche ambientali che spesso, invisibili, inavvertite ma non per questo meno influenti, sfuggono alla volontà ed al controllo di noi bipedi che, illusi, a starci a sentire, della vita sappiamo tutto tranne gli attimi esatti di quando dovevamo nascere e di quando dovremo esalare l’ultimo respiro …

Un panorama che ricorda da vicino la stessa situazione di incoscienza mentale dei bimbi a cui si dicono talvolta bugie pietose che loro, fiduciosi, si bevono, e che gli vengono raccontate perché si pensa che non sono ancora in grado di gestire bene certe realtà che possono rappresentare un pericolo per loro.

Ma non c’è bisogno che la Natura ci racconti bugie o cose a cui forse non crederemmo nella nostra rigidità mentale sempre molto conservatrice, è sufficiente che stia zitta, almeno sino a quando può.

Esattamente come l’ambiente che ci circonda esercita forze di cui pochissimi esseri umani riescono a sentire l’energia latente e che dopo magari essersi emozionati davanti ad un Oceano in tempesta o nel corso di un luminosissimo plenilunio … tornano a rosicchiarsi le unghie delle proprie insensibilità e dei propri egoismi quotidiani allargati.

Tanto per cominciare chi può negare che l’ambiente che ci circonda non esercita mai i suoi influssi su di noi, nel bene e nel male?

E non sto parlando solo di dormire con la testa rivolta a Nord per accorgersi di stare subito meglio …

Dico questo tanto per fare una semplificazione, anche perché non è che non riconosca che si può benissimo trovare la forza per reagire a ciò che ci può condizionare sovrapponendosi alle nostre capacità reattive ed alle nostre volontà personali, basta possedere le forze sufficienti alla bisogna.

Mai dimenticarsi che quel che ci sta attorno, anche i sassi, nel suo interno più microscopico vive pulsando di energia e genera le proprie influenze attorno a sé.

Non sono fole, basti pensare a ciò di cui ogni cosa terrena è composta: particelle di energia in continuo movimento accelerato secondo schemi preordinati dalla Natura o da Colui la cui esistenza molti non vogliono riconoscere e che (altri non ce ne è proprio) hanno creato quel Mondo materiale che noi più o meno rispettosamente calpestiamo con i nostri piedi e che ogni tanto ci rovina addosso impietosamente.

Inutile affermare che tutto è nato per caso e che la parola Ordine è un’utopia … basterebbe osservare come è strutturato all’interno un geode tempestato di cristalli per comprendere che il Caos è solo una creazione umana.

Esistono, anzi, preesistono a noi schemi che ci tengono indissolubilmente legati a situazioni ambientali anche pratiche, che nessuno metterebbe in discussione, come la presenza di un’atmosfera senza la quale non sarebbe possibile né vita animale né quella vegetale …

Quella dei campi magnetici dei due poli terrestri, della forza di gravità, del continuo ricambio cellulare, atomico tra esseri che cessano la propria esistenza terrena ed altri che la iniziano …

Noi siamo ciò che mangiamo, beviamo, respiriamo, inutile storcere il naso, si tratta di un riciclo continuo.

Noi stessi oltre che essere individualmente una colonia di miliardi di cellule dalle funzioni diversificate ma ben legate ed organizzate fra di loro al punto di poter svolgere la maggior arte delle proprie funzioni “in automatico”, siamo anche colonie di parassiti e di altri organismi autonomi che vivono con noi, nel nostro organismo sopra o dentro ad esso in uno stato di convivenza equilibrata sino a quando certe condizioni non mutano …

La radioattività può mutare gli equilibri della materia prima di cui siamo composti, la temperatura ha un’importanza fondamentale, ma anche le emissioni luminose, quelle sonore, le onde radiotrasmettibili …

Persino la struttura di aggregazione molecolare dell’acqua di cui è composto il nostro corpo per più del 70% può subire mutazioni automatiche anche solo in presenza di emissioni sonore operanti su certe frequenze.

Eppure rimaniamo caparbiamente convinti che quando non stiamo bene, quando ci ammaliamo, è sempre colpa del caso e, quel che è più grave, che ce la potremo cavare con qualche esame medico ed un tubetto di Aspirina senza omettere di guardare sempre con sospetto chi ci propone onestamente e con le idee molto chiare e ben documentate di iniziare a considerare le cose con altro spirito e disponibilità.

 

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   Arrivo fresco fresco da un’esperienza che doveva essere molto interessante, almeno per come mi era stata presentata, in pratica un corso di aggiornamento su alcuni aspetti della fisiologia umana, con tanto di test finale (a quiz) che doveva servire al docente per valutare il grado di apprendimento ottenuto dai singoli discenti.

   In pratica una noiosa esposizione di un catalogo generico di abbastanza scontate manifestazioni psicosomatiche dell’individuo “uomo” in relazione agli eventi di cui diviene oggetto vittima ma pochissimi approfondimenti tecnico scientifici e nessuna casistica, tutto molto astratto.

   Un po’ come se un venditore d’auto ti magnificasse cose che già si vedono senza troppi sforzi, come colore della carrozzeria, aspetto degli interni, gadget elettronici sul cruscotto, tipo di pneumatici … ma nessun approfondimento su consumi, prestazioni e così via.

   Eppure sembra che ormai i sistemi “semplificati” di docenza siano in uso normale per rispondere a qualsiasi richiesta di conoscenza e approfondimento.

   Pagamento dell’incontro in anticipo e poi zitti e a casa.

   Certi sistemi di insegnamento molto trendy danno solo l’illusione di poter riuscire a conoscere a fondo un argomento che invece, nell’enfasi di facilitare tutto (?) viene accostato con la scusa delle semplificazioni in modo poco profondo e soprattutto veloce, col risultato che quanto si è pensato di apprendere finisce miseramente nel dimenticatoio o peggio ancora lascia solo qualche traccia destinata a creare confusione e false convinzioni.

   Anche il modo poi di controllare i livelli di apprendimento tramite i famosi “quiz” fornendo un certo numero di risposte tra cui scegliere l’unica corretta e riconosciuta sulla base più di un apprendimento di tipo mnemonico che di una comprensione profonda intesa come frutto di un patrimonio culturale ben consolidato fa acqua da tutte le parti quando si cercano certezze vere.

   Si, ma poi nella vita uno ha tutto il tempo di approfondire, di specializzarsi … magari imparando da solo su Internet … palle.

   Quante volte vi è capitato di dovervi ristudiare da capo una “lezione” che sul momento vi pareva di conoscere perfettamente e di poterla eseguire in totale sicurezza.

   Tipo leggere la ricetta della torta della nonna con componenti e dosi e, col foglietto delle istruzioni in mano, scoprire di essere cuochi (quasi) provetti e poi, a distanza di poco tempo, volendo ripetere l’operazione, dovere rileggersela da capo per non sbagliare clamorosamente e dover buttare via tutto.

   Come accade con certi software di Pc, software utilizzati solo di tanto in tanto, che ci puoi cavare ben poco se non ricominci da capo, tutte le volte che li apri, a prenderli in esame con vero impegno perché non ti sei mai preoccupato di imparare ad usarli correttamente (a fondo è quasi impossibile anche per i più bravi, quindi figuriamoci per quelli che vivono nell’approssimazione …).

   Poi ci sono i programmi dei giochini, che sono ben altra cosa, anche se a chi li fa girare gli dà la sensazione di saper pilotare uno Shuttle … software in cui anche i livelli di difficoltà superiore sono fatti apposta per venire sorpassati anche dal ragazzino più incasinato mentalmente nella sua vita quotidiana e meno concludente nella vita pratica.

    Questo perché con i giochini tutto è già predisposto, si ha solo l’illusione di pilotare noi il gioco, mentre in realtà non facciamo che reagire, o male o bene, a quello che il gioco stesso propone e già conosce nella sua infinita quantità di variabili tra mille immagini, colori e suoni attraenti.

   Ma intanto, qualsiasi utente di questo tipo di attività, che acquisisce più agilità sui polpastrelli che un banco di nozioni che gli saranno poi utili nella vita, si diverte, rimane attratto dalla cosa e specializzandosi nelle “mosse” diventa sempre più bravo e sempre più legato a questo sistema che di creativo ha molto poco, puzza molto di attivatore subliminale di riflessi condizionati, e non solo, richiede pochissimi sforzi per poterne effettuare l’esecuzione ed è e rimane sempre un gioco.

   Poi, in caso di errore, basta cancellare tutto senza pagar pegno e ricominciare da capo, tanto non può succedere nulla di spiacevole.

   Come nella vita, no?

   Questa è la filosofia comportamentale che stanno imparando i nostri cuccioli, molto più bravi di noi a gestire tastiere e schermi touch screen anche perché primo, hanno molto più tempo disponibile e poi la loro mente non è ancora condizionata da impegni e legami ben precisi, ricordi di esperienze negative, non gli costa nulla in ogni senso e non devono rispondere a nessuno in caso di errore, anche grave … e poi nella vita, appena qualcosa non va, forti di tante battaglie vinte sui minischermi ci si ribella convinti di aver sempre ragione, di poter sempre vincere, di avere i riflessi per ogni situazione, di non poter mai sentire male, si fa casino a ruota libera, perché in certi cervelli che qualcuno ha avuto la presunzione di credere di averli allevati “liberi” sin da piccoli in effetti la parola limite non ha alcun riferimento pratico e le parole “costanza” “responsabilità” “sforzo” perdono ogni significato.

    Purtroppo i nuovi sistemi di studio, insegnamento e apprendimento, spesso, con tutte le facilitazioni offerte dalle nuove tecnologie, dalle nuove correnti di pensiero sui cui si articola la docenza in genere, dai nuovi sistemi di valutazione dei risultati ottenuti sempre più pietosi nei confronti del singolo, queste procedure non promettono molto di buono, soprattutto quando per poter eseguire correttamente qualsiasi cosa la superficialità non è più ammessa ed il grado delle specifiche conoscenze richieste è molto elevato.

   Così mentre con un intento di parità sociale, spianando le strade si voleva aprire la medesima porta di occasioni per tutti, non si è fatto altro che aumentare vertiginosamente il numero delle persone veramente incompetenti e incapaci con in mano i birilli del comando.

   Così, tra l’altro, ben poche possibilità ha di emergere usando unicamente le proprie forze dalla palude chi, pur valendo più di altri, è impedito nei movimenti da un qualunquismo e da un grigiore tollerati e visti con occhio clemente in nome di qualche ideologia tanto pietosa quanto cretina e che va contro a qualsiasi onesta legge di selezione naturale.

   E infatti, tolti tutte le considerazioni  sui casini derivanti esclusivamente dai problemi connessi con l’uso e l’abuso del dio danaro, ogni tanto cade un ponte, crolla una montagna, un fiume esce dall’alveo, si vendono a caro prezzo sistemi e strumenti ancora non collaudati (ogni riferimento a certi Jet per l’acquisto dei quali si è impegnato il nostro Governo è puramente casuale) e … ma di chi sarà mai la colpa?

   Mah!

   Purtroppo potrei andare avanti per molto, comunque il tutto accade sempre grazie a tanti finti competenti (sempre ben pagati comunque) a cui è stato affidato un progetto.

   Quando poi si inizia a parlare di Salute, il problema si aggrava in modo radicale perché con l’enfasi di offrire a chiunque la possibilità di accedere a d ogni tipo di studi indiscriminatamente (o a chi per sistemi preferenziali ancora di tipo feudale si può permettere di saltare ogni tipo di selezione) chi poi ci va di mezzo per tanta incompetenza, mancanza di esperienza e … siamo tutti noi.

   Che fare allora?

   Bella domanda: io la risposta la so e non ve la dico.

   Potete pensarci su o giocare col telefonino tanto per passare un po’ il tempo.

eru

E’ un mese che qui non pubblico una parola, ma le visite al Blog continuano imperterrite alla ricerca di info soprattutto da parte di gente assillata da problemi di Salute e nella stragrande maggioranza molto allineata psicologicamente alle sterili filosofie comportamentali del nostro Governo.

Infatti dimostra praticamente di essere bravissima a discutere all’infinito su ogni tipo di riforma da fare, su proposte di ogni tipo e a sciorinare pompose intenzioni di provvedimenti a cui però non viene mai dato seguito come quando per la nostra classe politica si tratta di limitare i poteri della Casta  attendista e spesso poco onesta, purtroppo (che orrore!).

Mai un provvedimento coraggioso che coinvolga VERAMENTE la faccia di chi sta comodamente appollaiato in alto, mai osare di sfiorare lo stato ben consolidato delle cose con l’unico scopo di mantenere poltrone e privilegi mentre il “corpo” della popolazione sta avvizzendo miseramente.

Ma tornando a noi, la moltitudine di coloro che sono oppressi da problemi di Salute che non riescono a risolvere, è poi convinta in cuor suo di poter capire qualcosa di più tramite l’ennesima indagine in Rete alla portata di ogni Pc, pur senza possedere un vero e specifico background tecnico-culturale e tantomeno esperienze valide in merito e si dà un gran da fare per individuare tutte le teorie possibili e immaginabili ben presenti su Internet.

E così, questa Gente, spesso assetata solo dalla determinazione a trovare notizie nuove anche quando possiede un occhio solo, si mette a rovistare in Rete ovunque credendo di trovarci chissà quale tessera di mosaico da mettere poi assieme a tutte quelle altre che ormai risiedono inamovibili e gradite ospiti nel proprio cervello, ma purtroppo per lei si dimentica che questa è un’operazione che così impostata e gestita serve a ben poco quando, addirittura, non è pesantemente negativa perché crea solo confusione e non fa approdare a nessun risultato pratico rimanendo confinata nel “parco” delle presunte buone intenzioni di partenza.

D’altra parte cosa aspettarsi, da chi è incapace di liberare la mente, di amare e rispettare il proprio corpo, cercare di conoscerlo al meglio e aiutarlo a reagire senza chiedergli l’impossibile !!!

Credetemi, a cercare ma con onesta e chiara sincerità le tante concause di tantissimi mali, cause onnipresenti e determinanti ma spesso ignorate non solo per mancanza di statura personale ma soprattutto di onesta volontà a vivere in prima persona una parte nuova, anche in antitesi con tante idee piazzate inamovibilmente e da tempo nella teca cranica, c’è da rimanere stupiti dalla moltitudine delle componenti psicosomatiche “sotterranee” e per questo spesso negativamente iperattive a cui imputare parecchie responsabilità.

Il guaio è che esistono quasi sempre dei circuiti di blocco mentale, ben alimentati da “sicurezze” molto spesso fumose, approssimative, e dalla diffidenza in ciò che esce dagli schemi reazionari del proprio cervello, blocchi che finiscono regolarmente per interferire a 360° nell’individuo compresi i problemi di Salute che non si possono considerare gestibili in misura esclusiva dai risultati dati per scontati dell’azione di qualche farmaco o terapia collaterale, come se l’unica via possibile fosse solo quella …

Anche perché a quelle condizioni non capisco che differenza potete trovare tra un farmaco qualsiasi ed una pasticca reperibile dal primo dei pusher dell’angolo di strada per “sognare convinti di poter così sfuggire dalla realtà” mentre si può vivere anche con molte meno pastiglie nel cassetto.

Di 90 persone su cento, perché almeno 10 soffrono di mali veramente gravi, che non fanno testo in questo discorso e vanno solo ascoltate, rispettate e aiutate ad ogni costo e con ogni mezzo terapeutico, ce ne è almeno la metà che senza rendersene conto  vive molto male perché, pur schernendosi davanti agli altri come se fosse moralmente e materialmente succube dei propri problemi, dentro di sé, nella sicura tana del proprio cervello, è presuntuosamente sicura di saper gestire bene i propri mali, veri o presunti, quindi di poter convivere con loro.

Problemi a cui addirittura molti si affezionano facilmente pilotandoli con squallida felicità masochistica ed usandoli tranquillamente come ottimo biglietto di presentazione per poter ricevere da una parte la commiserazione del solito pubblico (consenziente o tollerante perché in realtà non gliene frega nulla dei problemi altrui oppure cerca di trarne qualche profitto personale e non lesina a somministrare gratis … biada) dall’altra i complimenti formali di rito per come loro riescono a reggere la situazione, a cui però fa seguito subito dopo, alle loro spalle, una sequenza infinita di critiche malevole, le medesime che farebbero loro stessi in prima persona senza alcun ritegno stando dall’altra parte della bilancia …

L’esperienza che ho acquisito nel corso di una vita gestita con incrollabile (e, ne sono sempre più convinto, COGLIONA) disponibilità ad aiutare in silenzio chi ne aveva veramente bisogno (passata la soglia dei 70anni mi posso permettere di dirlo) la realtà di tanti comportamenti di rifiuto individuale affiorati non appena l’interessato si rende conto che “qualcosa” che non dipende da lui, che sfugge dalla sua comprensione, dalle sue capacità di manipolazione, gli sta cambiando in meglio la vita o che anche solo può farlo, o anche solo quando inizia a temere che qualcuno gli stia per togliere il giochino delle lamentele di rito che lui recita piagnucolandosi addosso prima davanti allo specchio, e poi “coram populo”, questa esperienza personale mi parla molto chiaro e autodenuncia le proprie inconsistenze e la conseguente debolezza.

A chi dar retta?

Lo so anch’io che siamo circondati da ciarlatani che berciano verità presunte a pieni polmoni, non vivo con le fette di salame sugli occhi e tantomeno non sono uno che si comporta da narcolettico di comodo davanti a certe cose: io però appartengo ad un’altra razza, quella di norma vista con sospetto perché alla gente “normale” pare che sia impossibile che uno sia onesto e coerente con certi principi rispettosi dei disagi altrui mentre magari cerca di condividerli per prenderli di petto assieme, due di solito è meglio di uno, o no?

Non posso nemmeno evitarmi di sentirmi a disagio davanti a certo gratuito agnosticismo generalizzato di fronte alle terapie alternative, quelle vere, ben pilotate, forti anche di un vero e provato supporto scientifico, troppo superficialmente confuse con il “pacco dell’operaio, pacco del lavoratore …”, che tra l’altro non  viene mai offerto gratuitamente dalla colonna infame dei presunti guaritori, guarda caso.

Intanto assisto sempre più spesso, e con vero disappunto, al triste spettacolo di gente che si crede “molto forte” e furba dubitando di chi propone onestamente e con tutte le carte in regola un ritorno ad antiche ma sempre valide forme di terapia non convenzionale, per poi cadere miseramente nel sacco del primo truffatore che, approfittandosene indegnamente, ha colto i punti deboli del suo animo, la plagia e manovra senza pietà per squallidi interessi economici, approfittandosi principalmente della insicurezza di fondo di troppi, soprattutto di coloro che, ben sorretti da una corte di opportunisti, e condizionati da tanti complessi celati dietro al dito mignolo, millantano solidità interiore giocando a sopravalutarsi sin che trovano qualcuno che gli dà corda e poi non riescono più a far meno di sentirsi blanditi nelle loro pericolose fantasie.

Se non cambia nulla, è proprio arrivato per me il momento di “prendere il fiato” smettendo almeno per un pò di combattere contro a dei mulini a vento megalitici ma che, veri colossi di argilla, non macinano nulla.

E’ sempre spiacevole decidersi di chiudersi con tanta determinazione una porta come questa alle spalle soprattutto quando, come nel mio caso, si SA di possedere mani ”diverse” oltre che “idee molto chiare”, ma quando ci vuole, ci vuole, soprattutto quando ci si è resi conto di trovarsi dinnanzi a qualcuno che vive innamorato e pago delle sue “molto sicure” insicurezze di sistema di presunta sopravvivenza.

   Quindi, almeno per il momento, cancelliamo da pagine future “anche” il discorso SALUTE.

SCONSOLESCION

21 gennaio 2014

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Uno dei tanti, anzi, per dir la verità, una Donna coraggiosa fra coloro che mi leggono abitualmente, mi ha scritto per chiedermi la ragione per cui ho rallentato se non quasi cessato completamente di mettere per iscritto su questo blog i miei pensieri.

Qualche preavviso lo avevo già dato a fine anno, ma ora quello che prima era un dubbio, un’ipotesi, già con solide motivazioni, ora sta diventando sempre più una sicurezza.

Altre soluzioni per “comunicare” in rete a modo mio ma al passo con quello che la Gente vuole non ne intravedo, perché, anche se è un problema strettamente personale, io non sono e mai sarò tipo da battuta di due righe su Twitter o Facebook o simili, minestroni informatici dove chiunque può vendersi come meglio gli pare in quattro parole e senza rischiare di rivelare più di tanto i suoi abissi mentali, morali e culturali.

Anche se c’è chi con una parola sola può far scoppiare una guerra … ma di tipi così non ce ne è molti in giro, per fortuna … o purtroppo.

Io sono per un confronto di maggiore “densità” intellettuale, scusate l’ardire, ma se ciò che propongo lascia indifferenti come l’ultimo consiglio della vostra vicina di casa …

So benissimo che in un anno le preoccupazioni sono aumentate indiscriminatamente e per quasi tutti ad ogni livello, ma è pur vero che sono sempre una moltitudine coloro che si mettono a correre non appena si parla di “saldi” o di ferie, bianche o estive che siano.

La Società si è spaccata in due: chi ha troppo, chi non ha più nulla e quello che posso raccontare io deve cedere i giusti spazi per ben altro molto più materialmente risolutivo.

In ambito commerciale, se uno vuole vendere qualcosa o aprire ex novo un esercizio si organizza per benino una piccola ricerca di mercato, individua le esigenze locali e del momento e poi inizia la sua attività.

Ma questo non è il caso del mio Blog dove se tenessi conto delle statistiche che oltre ad una miriade di altri dati mi indicano sempre con esattezza quali sono gli argomenti più seguiti, avrei ampiamente sorpassato da tempo le quasi 50.000 visite comunque già “contabilizzate” dal counter di Adwords.

Ne faccio un po’ un caso di coscienza, e la domanda è: ma serve veramente a qualcuno oltre che a me stesso che io continui a scrivere?

Il dubbio poi aumenta esponenzialmente quando penso a quel che affido a questo Blog sull’argomento Salute, riguardo al quale non mi permetterei mai di scrivere delle fantasie come invece pare sia diventata consuetudine di molti qui in Rete.

E a questo proposito, se mettiamo da parte il discorso delle patologie rare e di quelle di origine tumorale, i mali di cui si lamentano MAGGIORMENTE le persone sono: l’ipertensione, il diabete, i dolori delle coliche renali e di quelle epatiche, i dolori in genere con picchi su quelli di tipo osseo- articolare tipo mal di schiena e artrosi cervicale e poi il riflusso e l’acidità gastrica, l’esaurimento nervoso, le infezioni procurate, un esagerato peso corporeo  … e pochi altri ancora ma sempre in decrescendo.

Problemi non terminali, problemi che possono venire risolti o tamponati con buona collaborazione ed impegno personale degli interessati ma anche problemi riguardo ai quali troppo spesso il ruolo del medico rimane confinato ai tentativi di annullare dolori e rimuovere infiammazioni tramite i farmaci perdendosi però troppo spesso in interminabili sequenze di analisi mediche che servono solo a trovare conferma che il disturbo esiste senza preoccuparsi mai più di tanto della vera origine delle patologie in riferimento alla sfera personale del paziente, della prevenzione e del mantenimento di un buono stato di salute una volta che le cure abbiano funzionato.

E la Gente in genere sta così male che … subito dopo aver fatto “gli esami” sta già subito meglio … no comment.

Così come nella Società perché le cose vadano bene è sufficiente che chi comanda faccia il proprio mestiere con competenza ed onestà, che sia in possesso di una visione globale esatta di ciò che si deve o non si deve fare ed abbia la volontà di affrontare prontamente tutti i problemi che gli si presentano, ben determinato a risolverli, la stessa cosa avviene nel nostro organismo dove, per star bene, chi comanda dovrebbe essere solo il cervello capacissimo peraltro di sopportare per conto suo ogni offesa di tipo ambientale, entro certi limiti, ben supportato dagli altri organi dipendenti più o meno direttamente dalla sua attività bio-elettro-chimico-fisica (con quel “Qualcosina” in più di cui molti stentano a riconoscere l’esistenza).

Non a caso quando nell’antichità le Case Farmaceutiche non esistevano e di medici veri e propri ancora non se ne vedeva l’ombra, molto veniva affidato alle capacità reattive e di recupero naturale dell’individuo e poi era la Natura con i suoi possibili rimedi a portata di mano e con i suoi criteri di Selezione che decideva i destini del singolo.

Noi non viviamo nell’era del computer e dei suoi derivati, questa è un’illusione, la nostra vita è condizionata da una parte dalle Banche e dai Gestori del Potere Economico, dall’altra dalle pastiglie, da chi le produce e da chi ce le prescrive, talvolta a sproposito.

Quello che i computer ci consentono di fare, e di cui io stesso sto facendo uso, così abusato talvolta, ci sta lentamente uccidendo con le sue logiche ingessate e per nulla elastiche, per nulla “umane”.

E noi accettiamo passivamente, così come accettiamo passivamente le diagnosi che fanno su di noi, anche quando chi le fa è meno affidabile di una capra nana.

Come fare a convincere il mio prossimo che troppi cosiddetti passi in avanti sono stati solo dei clamorosi passi indietro?

Si è perso il senso del proprio corpo e delle sue reali bioenergie, quelle che nessun farmaco può simulare o sostituire, al limite favorire.

Cercare di convincere le persone a comprendere il ruolo di queste energie è ormai guerra persa, pazienza.

All’Indice allora realtà e metodi vecchi di millenni ma sempre validi, quelli che prima di curare il corpo curano l’Uomo, e largo all’Aspirina, ai guru con o senza camice bianco e alle incredibili tecnologie di avanguardia di cui ci si può oggi servire per curare ciccia e ossa (non certo per risvegliare l’Energia di cui il motore che le anima si serve per vivere oltre che per vegetare).

SALUTE FAI DA TE

7 gennaio 2014

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Figurarsi se ad uno con la mia testa gli argomenti mancano.

Ogni giorno che passa è veramente più facile (purtroppo) sbizzarrirsi letterariamente su tante cose che non vanno, ma ho deciso di fare il bravo e mi limiterò ad iniziare il 2014 parlando di Salute mentre cerco di sfatare una leggenda metropolitana: quella sui miracoli terapeutici della corsa (fatta con le proprie gambe) … che conta centinaia di migliaia di appassionati.

Iniziamo allora dagli aspetti negativi della faccenda.

Problemi articolari alle ginocchia?

Problemi di mal di schiena?

Eppure siete giovani o anche solo vi credete sempre nel pieno delle vostre forze?

Cerchiamo di capire se questi problemi sono un caso (o lo sono stati) o se non siete proprio voi con certe convinzioni … “sportive” … con certi habitus mentali, l’unica causa di situazioni fisiche che quando diventano gravi sono purtroppo irreversibili o molto difficilmente recuperabili a meno di non ricorrere alla chirurgia.

Bella prospettiva, vero?

Eppure, senza esagerare, è giusto mantenere in attività fisica il proprio corpo se non si vuole di rimanere prima o poi bloccati o assediati da dolori articolari … ma, muoversi come?

IDEA!

Dedichiamo regolarmente un po’ del nostro tempo a correre sulle nostre gambe ovunque ci troviamo, in città, in campagna, in montagna, al mare sulla spiaggia ….

Quanti sono convinti che correre sia un toccasana di giovinezza o comunque una soluzione risolutiva per rimanere sempre in forma e che forti di questa convinzione ci danno incoscientemente dentro a più non posso?

Ma correre, non arricciate il naso, anche se non sono necessari “pesi” o macchine strane da palestra è un’arte con delle regole ben precise, che pochi individui fisicamente ben cablati sanno esercitare correttamente sfruttando parallelamente al massimo quel poco che il loro corpo di bipedi a posizione eretta gli consente, anche se per improvvisarsi tecnici e atleti della domenica non bisogna andare all’Università, basta infilarsi maglietta e scarpette appropriate … e via!

Non metterla giù dura, mi direte, chi non è capace di correre, di svolgere questa funzione più che naturale e apparentemente così salutare?

Naturale, certo, ma solo per i primi 50 metri.

Tutti, o quasi, sono capaci di correre anche molto velocemente per non perdere il tram, ma non di farlo costantemente e a lungo obbligando il proprio corpo a svolgere CORRETTAMENTE una funzione a cui la Natura non lo ha ancora adattato nei suoi processi evolutivi, anzi involutivi, visto come l’uomo svolge le sue attività quotidiane più da seduto che in movimento.

Un individuo solo su diecimila sa correre coordinando correttamente i movimenti dei propri arti con le energie di cui dispone al limite delle possibilità del suo organismo mentre è un numero incalcolabile quello di coloro che sono convinti di poter praticare impunemente questa attività sportiva che, anche se non sembra, man mano che diventa competitiva, è agli estremi delle condizioni fisiologiche del corpo umano.

E non tiratemi fuori gli esempi dei grandi atleti o degli acrobati del Circo, perché non bisogna dimenticare che queste mosche bianche spesso praticano sin dalla più tenera infanzia ginnastica artistica e simili, continuano per anni e anni a farlo per parecchie ore al giorno e quindi sono un caso a parte che non conferma la regola …

Nella normalità non funziona così anche se, è inutile negarlo, anche un motorino “truccato” può raggiungere i cento all’ora … ma per quanto tempo ed in quale arco di tempo delle sue possibilità organiche naturali?

Quanti nella loro normalità oltre a praticare questo “sport” con la stessa frequenza della pastiglietta quotidiana degli ipertesi, si nutrono male, si concedono eccessi alimentari e non solo alimentari, stazionano in posture scorrette e poi vanno a correre solo perché gli hanno detto che quello è un ottimo sistema per dimagrire oltre che per rimanere in forma, per scaricare tossine, tensioni psicologiche e recuperare equilibri perduti?

E poi, per correre mica ci vuole certificato medico … (in teoria).

Io so benissimo che in chi corre, quando giunge ai limiti dello sforzo, gli si creano delle endorfine che regalano un piacevole senso di, chiamiamola così, euforia, un sentore di forza invincibile, che annulla qualsiasi preoccupazione sulle possibili conseguenze degli sforzi supplementari compiuti inutilmente dal muscolo cardiaco oltre ad altre cosette tipo anomali sfregamenti articolari che mettono a dura prova tessuti locali e menischi.

La nostra struttura muscolo-scheletrica è in grado di gestire quasi in sicurezza questa attività solo a patto che la massa muscolare abbia il giusto tono e che si possiedano le necessarie energie da mettergli a disposizione, operazione da effettuarsi senza rischi quando è stata preventivamente “riscaldata” (nessuna “partenza a freddo” è positiva)

Quando le fibre muscolari, le fasce tendinee e tutto ciò che avvolge le articolazioni è un tutt’uno compatto, ben lubrificato, pronto ad entrare in attività ogni superficie articolare si può muovere senza intoppi di sorta, senza che esista un “gioco” tra queste superfici fatte per scorrere con la massima aderenza ma con estrema fluidità, le une sulle altre, anche se non solo col passare degli anni, ma anche in giovane età, microtraumi e traumi veri e propri da stress fisico sono sempre dietro all’angolo.

Ma anche quand’anche tutto funzionasse alla perfezione, sarà sempre un risultato di seconda categoria: quale differenza dalla capacità di scatto, di corsa in potenza e di slancio rispetto a certi “corridori” del Regno Animale per noi impossibili da emulare!

Eppure si tratta di esseri viventi che si muovono su degli arti e l’uomo, sempre in cerca del meglio per lui, cerca in continuazione di superare i propri record, o no?

Di fatto la conformazione scheletrico muscolare di certi gioielli meccanici della Natura è TOTALMENTE diversa dalla nostra e i nostri tentativi di emulazione fanno sorridere.

Il loro scheletro, da molto di più che da qualche decina di millenni, da come era alle origini, è stato nel tempo modificato appositamente dai processi di evoluzione al fine di ottenere la massima efficienza negli spostamenti accelerati del corpo, assieme al sistema muscolo scheletrico di leve e contro leve che ha aumentato al massimo la capacità di “leva” appunto, e ridotto al minimo le resistenze.

Diciamo che il senso di tanta efficienza in moltissimi casi del regno animale trova spiegazione nelle logiche evolutive della lotta per la sopravvivenza, sia per procacciarsi cibo sia per difesa individuale, anche se moltissime sono le specie che sopravvivono e bene trascorrendo la propria esistenza muovendosi piano o non muovendosi affatto .

E’ inutile, da troppo poco tempo abbiamo “conquistato” la posizione eretta, il nostro scheletro non ha subito le mutazioni caratteristiche avvenute nell’organismo dei “corridori”, la Natura non si è preoccupata di più di tanto di modificare nel corpo umano in cui gli “attacchi”, meglio, gli “incastri” articolari tra colonna vertebrale e ossa del bacino e inevitabilmente, quando si corre, quando si corre in modo impegnativo, il carico dei pesi della parte superiore del nostro corpo, aumentato esponenzialmente verso il basso assieme all’azione di martellamento della spina dorsale su di un unico punto ancora male dimensionato del bacino rispetto a certe funzioni, diventa eccessivo, aumentano le pressioni sull’articolazione di quella zona con conseguente rilassamento delle fasce tendinee che possono diventare lasche, ed in più, alla compressione si aggiunge una azione di martellamento continuo del tutto imprevista dal nostro grado di evoluzione anatomica e fisiologicamente sopportata degnamente solo entro certi limiti personali.

Stesso discorso per le giunture delle ginocchia e delle caviglie.

Non vi siete mai chiesti per quale ragione i “campioni” di corsa, senza arrivare ai centometristi che devono possedere masse muscolari non indifferenti, non vi siete chiesti come mai in genere sono magri e minuti?

Perché un peso corporeo al di sotto della media, favorisce l’esecuzione sciolta di qualsiasi movimento.

E non fatevi abbindolare da certi esempi come quelli che si vedono al Circo, a Campionati di Sport o simili dove i protagonisti che talvolta paiono muoversi in barba alla Legge di Gravità, hanno iniziato sin dalla più tenera età a ripetere ogni giorno sino all’infinito quei pochi o molti movimenti che ora gli consentono di utilizzare il proprio corpo in modo ben diverso dal vostro,

Questo perché è il loro organismo ad essere ormai strutturalmente diverso dal vostro e dato che fare certe cose non è come imparare ad andare in bicicletta che una volta appreso come si fa non lo si dimentica più, e certe modifiche funzionali non sono proprio normali, essi devono ogni giorno compiere all’infinito i medesimi gesti al punto che gli rimane ben poco tempo per fare altro, pena un ritorno alla Normalità.

Ma qui ci troviamo agli estremi del discorso anche se di fatto molta gente che fa spallucce a certe considerazioni si fa male ad esempio andando a sciare e cercando di emulare chissà chi anche dopo mesi di inattività forzata seduti davanti ad un Pc, perché convinta di aver mantenuto gratis quelle condizioni di grazia che magari per una volta gli hanno consentito di fare chissà cosa.

E allora, che fare?

Smettete di correre e imparate piuttosto a camminare speditamente facendo anche percorsi lunghi, e magari, nel frattempo, udite udite, riuscirete anche a vedere col cervello quel che guardate con gli occhi.

Vedrete come funziona alla grande e molto meglio di quando, magari alla fine di un percorso fatto correndo al limite della vostra resistenza ma con la cocciutaggine di giungere comunque al traguardo che vi siete prefissati, vi trovate affannati, sudati eccessivamente, stravolti, pieni di acido lattico, col sangue che batte alle tempie ed arrossa il volto mentre le pulsazioni cardiache hanno raggiunto valori pericolosi.

Il nostro organismo, ben pilotato dalla mente, ci offre possibilità incredibili, è sufficiente uscire da certi luoghi comuni per renderlo efficiente oltre ad ogni immaginazione.

Sapeste quanta gente ha abbandonato corsa ma anche palestra, pesi e sequenze di serie e ripetizioni eseguite con quei pezzi di ferro dopo che gli ho insegnato ad usare SOLO il proprio corpo e la mente per riuscire a tornare padrona di se stessa e della propria forma, a livelli e con una efficienza ed energie che mai avrebbe sognato di poter possedere …