VOX CLAMANS IN DESERTO

20 giugno 2013

fozzigiaren

   Il comportamento di auto chiusura, di arroccamento ad oltranza nell’ambito famigliare, in un sistema isolato e costruito con convinzione solo per sfuggire da un confronto coraggioso e doveroso con la realtà esterna, spessissimo scomoda ma necessaria ai fini di una convivenza pacifica e positiva con gli altri, anche se si tratta di un irrigidimento asociale, non è un qualcosa da perseguire tipo caccia alle streghe, in quanto ognuno è libero di decidere per se stesso, ognuno è libero di impiccarsi alla corda che preferisce, ma questa scelta comportamentale crea dei limiti molto pericolosi per la psiche di chi ne può venire coinvolto senza averlo scelto tanto liberamente quanto masochisticamente come può ad esempio capitare ai bimbi venuti alla luce in contesti famigliari di questo tipo e inconsapevolmente coinvolti.

   Questa normalità fittizia imposta ai piccoli come verità vera ed unica, sarà la fonte sicura di un futuro disagio, immancabile nel tempo, che difficilmente troverà degli sbocchi sereni e positivi proprio a causa di uno stato di limbo attuato fra quattro fragili mura che non trova alcuna giustificazione in previsione del fatto che chiunque, prima o poi dovrà fare il suo “ingresso” nella vita di una comunità, con le sue regole, i suoi SI ed i suoi NO ben codificati che non lasceranno alcun margine per i capricci dell’ultimo arrivato con le idee non molto chiare e lo renderanno un disadattato, una persona destinata a soffrire nel vedersi smontare impietosamente tutti i castelli aerei delle realtà fittizie in cui è stato fatto crescere, un sistema di fuga programmatica a suo tempo scelto da padri e da madri a cui ciò tornava comodo, ma solo a loro.  

   Vivere questa vita non è una cosa semplice per nessuno, nemmeno per coloro che ci sembrano privilegiati perché possiedono denaro ed agi.

   Una soluzione accettabile potrebbe e può essere quella di non dimenticarsi mai che esiste sempre qualcuno che la può pensare diversamente da noi e che soprattutto può AVERE RAGIONE proprio lui nonostante le nostre presunte sicurezze.

   Ma si sa, l’egoismo e la presunzione giocano dei brutti scherzi, rendono ciechi, spingono a piccole pietose furberie, a mezzucci indegni di quell’anima incorruttibile che ospitiamo dentro ad un corpo solo apparentemente robusto e ben cablato per soddisfare i nostri desideri, consentirci delle scelte che ci possono sembrare libere e che invece altro non sono che il mezzo di fuga più facile ed immediato dei nostri limiti umani.

   C’è chi “scappando” dalla logica e dalle evidenze cerca rifugio sottraendosi ad una coscienza che dal di dentro urla talvolta inascoltata le proprie giuste ragioni individuando il proprio orticello sicuro in religioni folcloristiche, nell’ateismo, in sette, in filosofie al margine, in quelle invenzioni apparentemente consociative degli ultimi tempi tipo la fallimentare Scientology, c’è chi cerca le proprie verità sui bigini che si possono trovare anche sui banchetti di un mercatino, c’è chi cerca spiegazione ad ogni suo dubbio su Internet e c’è pure chi le sue verità se le inventa e confeziona su misura.

   Peccato, tante occasioni in più per dimenticarsi che siamo stati creati solo a immagine e somiglianza di qualcuno che è perfetto, ma che perfetti, noi, non lo saremo mai.

  

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   La nostra vita è appesa ad un filo, robusto invero, se leggete il post di ieri, non dovreste aver dubbi in merito.

   Di fatto, quando non è ancora il nostro momento, manco le cannonate ci possono scalfire.

   Ed è proprio per questo motivo che io non cesso mai di invitare chiunque a gestire la propria esistenza, anche nei momenti più critici, senza farsi deviare da inutili apprensioni, senza mai voler accelerare troppo gli eventi, senza soprattutto pretendere dai nostri simili, o presunti tali, ciò che non saranno mai in grado di darci o che non ci “vorranno” mai dare per un qualsiasi motivo tutto loro.

   E’ una questione di equilibri che finiscono per diventare anche equilibri psicosomatici proprio perché il nostro futuro è solo quello che noi ci costruiamo combattendo con il corpo e con la mente.

   D’accordo, c’è il caso, ci sono la Fortuna e la Sfortuna, quelle che manco con un martello pneumatico puoi schiodare dal loro percorso, ma la nostra vita è solo nostra, noi soli siamo i veri artefici della nostra storia.

   E della nostra Salute fisica, non dimenticatelo mai, quindi delle nostre forze più immediate e coinvolgibili.

   Meglio cadere in un burrone da sani che da malati, non si può mai sapere cosa ci può succedere, chi ci può venire in aiuto all’ultimissimo momento, ricordate i vecchi film di una volta, soprattutto quelli con Indiani e Cow-boys ?

   Quando tutto sembrava perduto, ecco il suono del trombettiere che annunciava che stavano “arrivando i nostri”.

   Poveri Indiani …

   Un’altra cosa da tenere sempre ben presente è la capacità di attendere con calma lo svolgimento degli eventi, soprattutto quelli che non saremo mai in grado di modificare magari perché una mandria di rinoceronti in corsa ci sta puntando addosso.

   E mentre le bestie stanno arrivando, si valuta la situazione col dovuto distacco e si prendono decisioni, compresa quella di scavare velocemente una buca ed infilarsi sottoterra.

   La Vita è di chi la vive, non di chi la subisce.

   Adesso sono proprio curioso di vedere cosa capiterà a tanti Padreterni davanti alle decisioni del nuovo Direttivo nazionale che ci troviamo incastrato in gola come la grossa spina di un pesce antipatico.

   Sarà sicuramente il festival dei furbi, dei meno furbi e dei poveri pistola come me a cui toccherà il famoso “Obbedisco”.

   Ma siamo sempre lì, un conto è subire il Fato da disperati con l’acido cloridrico affiorante dalle budella e che stai per vomitare, un altro sapere e soprattutto volere attendere ben piantato sulle tue gambe ed a braccia incrociate ciò che ti aspetta.

   In ogni caso, mai disperare perché mai tutto è perduto.

   Ecco che salta subito fuori chi mi dice di non essere in grado di comportarsi così, perché gli mancano le forze necessarie, anche se la spinta morale potrebbe fare la sua parte.

   Ed allora cosa vi dico?

   Buttate nel cesso le Bibbie tipo Scientology, congedate Santoni, Maghi e Maghesse e fate un sano passo indietro dando maggior credito e fiducia a chi non vi vuole sfruttare, sa che non siete dei deboli ma solo delle persone che vanno sostenute ed aiutate seriamente sul piano della Salute, perché Salute è anche equilibrio, quell’equilibrio che poi ci consente di combattere ad armi pari non solo contro a dei mulini a vento.

   Le crociere di un settimana nei mondi incantati del business turistico non potranno mai restituirvi quegli equilibri che pensate di aver perso.

   Di buono, almeno, c’è che, anche se fate fatica a riconoscerlo, ve ne rendete conto … di ciò che avete perso.