Oggi mi trovavo casualmente nel negozio di un’amica e stavo pazientemente attendendo che lei finisse di “servire” una persona, giusto per scambiarci un saluto come si doveva e per quattro chiacchiere non troppo frettolose visto che era un po’ di tempo che non ci si vedeva.

   La cliente in questione mi si è messa a un certo punto di spalle e io sono rimasto immediatamente colpito da un eccessivo squilibrio generale della sua schiena che rivelava una serie di contratture importanti in atto, evidenti soprattutto nella zona degli omeri pericolosamente disassati fra di loro.

   E qui è cascato l’asino, il sottoscritto, e ve ne spiego il perché …

   Dato che eravamo solo in tre in negozio e dato che mi ero reso conto che tra questa signora e la mia amica intercorreva un rapporto di amicizia e confidenza, dopo qualche blando scambio delle solite parole convenzionali nel senso dell’approccio fra persone educate, e anche approfittando in senso buono di come la mia amica mi aveva appena presentato alla signora in questione, mi sono permesso di chiederle se potevo farle una domanda indiscreta, e cioè se aveva problemi di masticazione e dolori localizzati anche sul volto in zona Trigemino, perché magari mezzo consiglio spassionato e pure competente glielo potevo anche dare.

   Non l’avessi mai fatto!

   Ho provocato una reazione violenta e sono stato immediatamente invitato a farmi gli affari miei, poi, grande concessione degna di una persona “veramente intelligente”, giusto per dare una motivazione a quelle spalle così sbilenche, udite, udite, la donna mi ha detto che lo sapeva molto bene e che se proprio lo volevo sapere, la colpa era del peso dei suoi seni che oltrepassavano di un bel po’ la quinta misura (anche se a me sembrava che i suoi portafrutta non fossero poi così impegnativi …).

   Quanto mai ho aperto bocca, io che volevo solo darle un consiglio amichevole su come e magari da chi (non certo da un illustre sconosciuto come me) farsi osservare prima che iniziassero a comparire delle contratture molto più serie e i dolori relativi che non sarebbero certo stati una buona compagnia, anche perché una volta iniziati non sarebbe certo bastata un’Aspirina per farli cessare.

    A prescindere dal fatto che, come diceva mio padre, ai suoi tempi noto Pediatra e Chirurgo, a dare una carezza ad un asino di solito si riceve per tutta risposta un bel calcio, mai dimenticarsi di questa Regola d’oro di Vita: FARSI SEMPRE GLI AFFARI PROPRI anche se sta cadendo il Mondo e intervenire, se proprio lo si vuole, solo dietro richiesta precisa e se è veramente indispensabile.

   Che tristezza, ma così è se vi pare, e anche se non vi pare, in quanto questo è un problema in sintonia diretta con la naturale diffidenza dell’animo umano e della sua refrattarietà ad accettare qualsiasi tipo di puntualizzazione che esca dalla proiezione personale dell’immagine che ognuno ha di se stesso, e guai se uno si prova ad infilargli un paio di occhiali delle giuste diottrie, facendogli notare quanto è stato miope, presbite, astigmatico e quel che volete, sino a quel momento.

   Non solo, esiste anche una predisposizione in ogni rapporto umano a negare in partenza ai suoi simili qualsiasi livello di fiducia a meno che non esista un presupposto di conoscenza, anche minima e anche se sotto sotto qualche dubbio sulla persona in questione lo si nutre, ma solo per il fatto che non si tratta di un individuo totalmente estraneo … giusto per coronare quel bisogno di non sentirsi totalmente soli che ognuno prova soprattutto nei momenti critici, almeno con un orecchio, si cerca di dargli retta.

   E una volta di più si dimostra come sia l’abito che fa il monaco perché se io fossi stato presentato come il Professor Tal Dei Tali sicuramente l’atteggiamento della donna nei miei confronti sarebbe stato molto differente e nessuna valenza hanno i miei quindici anni trascorsi lavorando, guardando, imparando quotidianamente in Sale Operatorie varie ed altri quindici al seguito di Dottori in Medicina anche di livello internazionale nei loro Congressi, realizzando per loro audiovisivi scientifici etc., esperienze queste che non sono molti i Dottorini della Mutua a poter vantare.

   Senza per questo volermi assolutamente porre su di un piedistallo che compete unicamente e non solo formalmente a chi una Laurea in Medicina la possiede veramente e la sa utilizzare correttamente, non dimentichiamolo, se no ricadiamo nel discorso che “è l’abito a fare il monaco”.

 Eppure, una delle parentesi sicuramente più entusiasmanti della mia vita professionale per quanto ho potuto apprendere a 360° in quell’occasione, è rappresentata dal periodo in cui il mio Primario, il famoso Professor Cesare Enrico Pini dell’Istituto Stomatologico Italiano di Milano mi ha per così dire “dato in prestito” ad un suo esimio collega americano, il Professor William Bell, Primario di Chirurgia Maxillo Facciale dell’Università di Dallas, USA.

   In quei quasi tre mesi in cui il Professor Bell mi lasciava dormire al massimo quattro ore per notte, perché il lavoro da svolgere nel Campus era infinito, e il tempo che gli era stato concesso per sfruttare le mie competenze tecniche era giustamente limitato, non solo ho appreso nozioni che qualsiasi specializzando in Chirurgia Maxillo Facciale avrebbe pagato qualsiasi prezzo per avere, ma, sotto la sua guida illuminata, ho anche imparato ad analizzare a fondo con lo sguardo e tramite le giuste e indispensabili conoscenze tecniche e culturali, come lui faceva in ogni situazione, la struttura fisica, corporea, di tutte le persone che mi potevano sfilare davanti agli occhi, riconoscendone pregi e difetti che nella norma sfuggono a chiunque.

   Col tempo, e soprattutto mettendo a frutto anche altri campi di conoscenze accostati mentre lavoravo per Specialisti in Gnatologia, Posturologia, Chiroterapia e rami affini, ho anche appreso, grazie a quanto insegnatomi da tanti Maestri frequentati gomito a gomito per documentare audiovisivamente il loro lavoro, a fare considerazioni corrette sulle problematiche posturali che affliggono tanta Gente e a riconoscere le possibili motivazioni di molte asimmetrie a cui può andare soggetto un corpo umano.

   Nonché le principali linee guida delle terapie o anche solo delle cautele da osservare e seguire.

   Ma ho anche appreso una cosa importantissima, a tenermi cioè ben strette nel mio cervello queste considerazioni, e la bocca ben tappata, primo perché non posseggo nessuna Laurea in Medicina, e poi perché la Gente in linea generale preferisce non conoscere nulla di negativo che riguardi la sua Salute sino a che proprio non inizia a star male e allora escono tutte le paure e comunque, se decide ad ascoltare qualcuno, lo fa ma sempre a patto che porti un camice bianco chi gliela conta su in quel momento, anche se si tratta di un dottorino appena uscito dall’Esame di Stato.

   Come vedete il cerchio si è chiuso ed io mi metto la cenere sul capo per essermi fatto prendere in modo così stupido e imprevidente da un mio moto istintivo che pensavo motivato solo dla desiderio di poter essere utile a qualcuno che ne sapeva meno di me.

  A Milano, Italia, quelli che si comportano così come ho fatto io, li chiamano “pirla”.