Da un paio di giorni a questa parte ero diventato irascibile, proprio io che ormai da anni mi “sono messo tranquillo” al punto di non reagire quasi mai più nemmeno quando qualche furbetto incosciente (perché non sa cosa gli può capitare) ce la mette tutta per provocarmi, e meno tu reagisci più l’altro s’attizza.

   Avevo pensato che potesse trattarsi di un accumulo di tutte quelle notizie negative che stanno sommergendo l’Europa intera, e anche più in là, ma ormai purtroppo ci hanno insegnato a fare il callo anche a questo e vedo che non solo io sopporto senza somatizzare troppo e in relativo silenzio la situazione cercando più che altro di tirare avanti in maniera dignitosa anche se in quanto a esempi di dignità non è che siamo sempre circondati da bravi compagni di viaggio o sventura, che dir si voglia.

   Poi è accaduto l’atroce episodio dell’attentato davanti alla Scuola, i particolari li conoscete e ve li risparmio.

   Visto che ho l’età e la memoria, sono subito corso col pensiero a Piazza Fontana a Milano, a Bologna alla Stazione Ferroviaria, a Brescia a Piazza della Loggia, ma senza cadere nel fragile tranello della “Strage di Stato”.

   Non sono bei ricordi anche perché a distanza di tanto tempo persino sui veri responsabili si sa ben poco.

   Di fatto ANCHE questa volta l’evento è accaduto in un momento particolarmente difficile per l’Italia, e anche se tanti altri gravissimi fatti di sangue sono avvenuti ma in maniera più mirata, Moro, Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino …. i più eclatanti … quello di ieri rattrista in modo particolare perché è stata colpita gente veramente innocente e, quel che è più grave, nel fiore degli anni.

   E non voglio commentare nemmeno questo fatto, l’ho solo ricordato riferendomi a quel senso di enorme disagio che in un sensitivo come me certi avvenimenti creano sempre in anticipo una situazione di vero preallarme.

   Invece non si trattava di nulla di tutto ciò.

   Mentre la pendola di Sala suonava le quattro di questa mattina, mi sono bruscamente svegliato col petto attanagliato da un’angoscia incredibile qualche minuto prima delle scosse di terremoto che non ho mai, per fortuna mia, sentito prima così forti, mentre vetri, suppellettili, la scala che porta al primo piano, e ogni altra cosa, tutto in casa tremava e tintinnava impazzito mentre il letto sembrava diventato l’automobilina di un autoscontro e i lampadari oscillavano paurosamente.

   La mia casa in cemento armato è stata costruita in una zona sino a cent’anni fa paludosa e praticamente, pochi metri sotto terra si incontra l’acqua della falda, ragion per cui qualsiasi vibrazione proveniente dal suolo viene enormemente attutita e ammortizzata.

   Questa notte però è stato veramente differente.

   Ancora adesso mentre sto scrivendo, avverto la tensione, che non si è ancora placata, del mio diaframma e il senso di disagio permane.

   Forse perché nel mio DNA è stato trasmesso il terrore del famoso terremoto di Messina di un secolo fa, terrore che devono aver provato i miei familiari da parte di Papà, rimasti coinvolti con la totale perdita della casa in cui, fuori dalla sede abituale, abitavano temporaneamente per ragioni professionali del Nonno.

   Erano rimasti sepolti sotto alle macerie per ore e mia Nonna paterna era rimasta gravemente ferita.

   Eppure, la cosa stupisce anche me, questa notte non ho provato minimamente paura, anche se mi trovavo fortuitamente solo in casa, e quando si è soli, si sa, in casi gravi, si reagisce sempre molto peggio di quando si ha vicino un’altra persona con cui condividere il presente o anche solo da aiutare perché più debole.

   Così, questa notte ho scoperto di esser diventato fatalista, non rassegnato, questo mai, prima devo tirar le cuoia.

   Il problema però rimane sempre lo stesso: nel nostro cervello stazionano da sempre in sonno moltissime informazioni di cui magari non abbiamo né ricordo né conoscenza diretta e certi nostri neuroni cerebrali talvolta sono enigmaticamente silenti …. sino a quando e tutto per conto loro si danno la sveglia.

   Informazioni finite lì anche per un discorso di catena alimentare … purtroppo, non stupitevi, è così, noi stiamo riciclando da millenni materia organica appartenuta ad altri esseri viventi, riciclata, modificata chimicamente e fisicamente, ma sino a che punto a livello molecolare o atomico dove la materia quasi non esiste e tutto o quasi è Energia?

   Quello è il culo dell’iceberg del nostro IO sino a quel momento sommerso, certi moti della nostra psiche non derivano da una questione di carenza di coraggio, di equilibrio, di forza e quando per un motivo qualsiasi torna alla luce del sole quella parte sommersa, quello, se “facciamo ballare l’occhio” è il momento in cui possiamo renderci conto di non esser fatti solo di pelle, ossa, ciccia, ansie e conti in Banca.

   Io direi di farci sopra un pensierino e di non commettere l’errore di vedersi solo il dito quando si indica la Luna, che è lontana e in alto, molto più in alto di noi ma che, anche se con quel dito non la possiamo toccare, esiste.

  

  

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   Anche se gli eventi di questi giorni invitano a riflessioni di ogni tipo e fanno venir voglia di mettersi in piazza per discuterne accanitamente come dei grandi esperti, ci sono già troppi Saggi in giro impegnati in questo senso perché io possa solo pensare di cercare di mettermi al loro livello dicendo la mia.

  Mi ritiro quindi doverosamente nel mio cantuccio e oggi vi parlerò di uno strano e antipaticissimo nonché condizionante disturbo abbastanza tipico per la sua comparsa nelle condizioni atmosferiche di questo periodo, in cui freddo e umidità relativa vanno a braccetto.

   Solitamente il tutto inizia con un indolenzimento generale dell’apparato muscolare, con particolare coinvolgimento della parte superiore del corpo che inizia ad accusare strani formicolii che poi diventano piccole fitte locali random ed apparentemente tutte scollegate fra di loro come punto di partenza e che poi compaiono e scompaiono senza alcun apparente motivo.

   Poi inizia il famoso “mal di schiena”, subdolo perché non ti blocca ma ti disturba moltissimo e si fa ricordare ad ogni movimento del busto, localizzato soprattutto in zona lombare con particolari disturbi ben localizzati nelle ossa del bacino e non è escluso che compaiano dei dolori anche all’attacco dei nervi sciatici all’interno dei glutei.

   Mantenendo una certa persistenza in queste zone, i dolori  poi “salgono” e prendono consistenza lungo la colonna vertebrale sino all’altezza delle scapole (parlo in termini spiccioli solo per esser compreso maggiormente da chiunque) e iniziano “stranamente” a coinvolgere anche la zona dello sterno mentre, solo spostando indietro il capo, si possono avvertire chiaramente scricchiolii alla base del collo e rumore come di sabbia che sfrega e una certa presenza di zone troppo sensibili a vaghi disturbi nelle vertebre cervicali.

   Considerate che ormai noi passiamo la maggior parte del nostro tempo stando sdraiati di notte sulla schiena, di giorno ci sediamo e ci appoggiamo sempre con la schiena su schienali di sedie, poltrone, etc., rifugiandoci spessissimo in posture sbagliate ma che sul momento ci sembrano più comode, e comprimiamo in questo modo anche tutta una serie di terminazioni nervose che inevitabilmente “si parlano” fra di loro anche per un semplice fenomeno naturale di induzione e quindi trasmissione dati derivati da zone sensibili limitrofe e già in qualche misura sofferenti.

   Se non ci credete, andate a farvelo spiegare da qualche neurologo di provata competenza professionale.

   Questa la ragione per cui si può arrivare a temere il peggio nella zona dello sterno e del cuore che sembrano doloranti senza soluzione di continuità e ipersensibili alla minima pressione che istintivamente facciamo localmente con le mani.

   D’altra parte, anche se infrequente, non è impossibile (dati alla mano) che in un Pronto Soccorso dove ti precipiti pensando all’infarto del miocardio, tu ti possa veder rimandato a casa con una pastiglietta in più in corpo e la raccomandazione di startene tranquillo mentre magari i problemi ci sono o sono in arrivo e qualcuno non è stato capace di leggere correttamente un ECG, cerchiamo di non drammatizzare e di individuare con la maggior chiarezza possibile l’entità dei disturbi che ci stanno opprimendo fisicamente e psicologicamente, cosa che ci porta poi a somatizzare tutta la situazione.

   Oltre a tutto c’è un altro sintomo preoccupante che destabilizza e fa temere il peggio: una cefalea diffusa ed opprimente.

   Confessate, quanti di voi dopo aver letto queste quattro righe, si stanno vedendo nello specchio?

   Tranquilli, se siete veramente sicuri che di infarto non si tratta, o di peggio, facciamo i debiti scongiuri, seguite il consiglio che ora vi darò: recuperate (voi maschietti) il copricapo più caldo di vostra moglie (se non possedete nessun cappello serio) anche quelle specie di colbacchi pelosi e ficcatevelo subito in testa, anche stando in casa, importantissimo, va bene anche quella cosa oscena con le patelle sulle orecchie che si indossa sui campi da sci, e se state indossando dei pantaloni leggeri, andate subito a cambiarli con un paio dal tessuto più pesante e caldo, e spedite di corsa qualcuno in Farmacia ad acquistare un termoforo serio che vi terrete accanto acceso durante la prossima notte e le seguenti quando andrete a coricarvi.

   Ottimi anche gli scaldaletto che altro non sono che delle sottocoperte che si possono scaldare elettricamente e che consentono un tepore veramente toccasana per il vostro organismo.

   Tutto questo perché non siete affetti da altro che da problemi di carenze termiche in presenza di condizioni atmosferiche di umidità relativa eccessiva, che purtroppo, tra l’altro, risvegliano tutte quelle forme di Artrosi cervicale che ormai sono endemiche in ognuno di noi anche se spesso, per fortuna, solo dormienti.

   Una volta il nostro organismo si difendeva soprattutto tramite raffreddori, febbri e tutte le altre malattie tipiche del raffreddamento, ora, evidentemente, il nostro organismo si è evoluto ed esprime in altro modo i propri disagi.

   Per dover di cronaca dovrei puntare il dito accusatore anche su altre possibili cause di questo tipo di disagi, e, credetemi, non ho timore di nessun confronto con certi “specialisti” che operano nell’ambito paramedico.

    Sono le famose “suolette” che spesso depistano certi disturbi da una parte del nostro organismo ad un’altra senza risolvere NULLA e spesso peggiorando certe situazioni, ad altre forme terapeutiche, o presunte tali, che, tanto per cambiare cercano solo di eliminare i disturbi senza ricercarne e combattere adeguatamente la loro origine, e ci sarebbe anche qualche altro motivo ben più grave perché generato da medici incompetenti ed incoscienti, ma di questo ne riparlerò presto, promesso.