FERRAGOSTO

14 agosto 2015

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E’ ormai Ferragosto, di funghi non se ne sono visti perché il troppo caldo ha bruciato in profondità parecchio micelio ed io ho rivolto le mie attenzioni solo ad alcune vecchie miniere della zona di montagna che meglio conosco e con risultati a dir poco entusiasmanti anche se sicuramente sono stato il miliardesimo visitatore di quelle gallerie.

Forse grazie anche a quegli occhi a spillo che mi ritrovo iperallenati da una vita al servizio dell’immagine e che mi permettono di vedere dove altri sanno solo guardare …

Veramente rare e indescrivibili solo a parole le emozioni che si provano camminando in quei cunicoli sotterranei in rispettoso silenzio e solitudine, anche se così non si potrebbe e dovrebbe, dicono per ragioni di sicurezza, come se girare su di un’auto di questi tempi o a piedi in una strada poco illuminata offrisse maggiori sicurezze.

E senza dimenticarsi di rivolgere il pensiero a chi ha per anni calpestato quel suolo e ci ha passato una vita di lavoro in condizioni assurde per portare a casa la pagnotta e per consentire ai proprio figli una vita più facile, quei figli che a loro volta hanno prodotto altre generazioni che, non tutte per fortuna, hanno bisogno di quel rumore chiamato musica In, del telefonino, della Playstation ma anche di fumo o di qualche pastiglia per sentirsi realizzate … e, quel che è più grave, di quel branco di cui vogliono essere copia conforme pur vivendo nell’egoismo personalistico più spinto e alla mercè dei più prepotenti.

Parlo di emozioni rare, altro che di sballo in discoteca … certo per chi ha voglia e capacità di sentirle, ma comunque rappresentano una livella incredibile per guardare dentro a se stessi senza tiepidamente accomodanti possibilità di ritorni, bugie o fughe, con essenzialità, umiltà … mettendosi coraggiosamente a confronto con quei baratri di inconscio che solo il buio più profondo e la sensazione di essere veramente soli, piccoli piccoli di fronte alla Natura e lontani da tutto e da tutti possono suscitare anche nell’animo più a prova di tsunami.

Che dire, sono sempre esperienze border line, ma gestite con attenzione, con quel rispetto per tutto ciò che non è solo te stesso che o ce l’hai dentro o ciccia, e assolutamente dopo essersi munito delle dovute attrezzature e preparazione tecnica, nonché padroni collaudati di quella dose di coraggio e nervi saldi che ti offrono sicurezze in un ambiente così naturalmente essenziale e per nulla accogliente …

Un altro mondo, veramente, dove anche solo il ricordo dei puzzoni della politica e della finanza vale meno dei ciottoli ancora umidi di antiche lacrime e di sudore che calpesti avanzando nella penombra … un mondo naturale disposto anche a rivelarti nei suoi cristalli nascosti sottoterra la forza e la bellezza dei suoi terminali energetici che molti scambiano per volgare terra.

Eppure si deve tornare (in superficie) … e prima o poi anche pensare se e cosa rimettersi a scrivere su queste righe … fantasie, storie di vita vissuta, esperienze, considerazioni, insulti nemmeno troppo velati, provocazioni, consigli … mah