COLICHE RENALI e ACQUA POTABILE

25 aprile 2013

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   Le  richieste di info sui problemi di coliche renali rimangono in prima linea nonostante l’interesse generale preponderante sul ciclone Politico che ci ha investito tutti, quindi, dato che possiedo (purtroppo) un’ottima esperienza sulla mia pelle in merito al discorso, aggiungerò una postilla a quanto già scritto tante volte.

   Sapete tutti cosa è un “solvente” e a cosa serve.

   E sapete anche che l’immensa quantità di solvente naturale di cui disponiamo liberamente è rappresentata dall’ACQUA.

   Eppure, ci sono dei casi in cui ci dimentichiamo nel modo più pacchiano di questa ricchezza multifunzionale che è nutrimento oltre che componente fondamentale di vita.

   La nostra esistenza corporale, fisica, non sarebbe possibile senz’acqua e la stragrande maggioranza dei nostri cicli fisiologici, la gestione della circolazione artero-venosa in testa, dipendono dalla sua presenza equilibrata all’interno del nostro organismo e da come viene in particolare utilizzata come veicolo di nutrimenti in libera circolazione nel sistema vascolare, linfatico e pure in quello nervoso.

   Quando i nostri organi interni iniziano ad avere delle defaillances, qualsiasi possa esserne il motivo, bisogna tenere ben presente che l’acqua che ingeriamo e che immagazzinata dal nostro corpo  rappresenta una percentuale elevatissima della materia di cui è composto, e quindi assume un ruolo primario nella conservazione e nel mantenimento dei nostri equilibri organici traducibili in reazioni chimiche e fisiche, energie bioelettriche e meccaniche.

   Di solito i primi segnali “gravi” nel caso di questi difetti di funzionamento sono subito denunciati dal sistema di filtraggio affidato ai nostri reni che se sottoposti a superlavoro in un ambiente chimicamente anomalo o sollecitati da particolari stress, fanno quel che possono ma iniziano a soffrirne in modo violento e difficilmente riportabile alla normalità soprattutto quando la percentuale di liquidi organici è molto bassa.

   Avete iniziato a soffrire di coliche renali NON sporadiche e vi siete dovuti affidare a Medici, Pronti Soccorsi, Ricoveri in Reparti di Urologia, Nefrologia, etc.?

   Magari nel frattempo, dopo che vi hanno risolto le crisi e anche perché qualcuno vi ha autorevolmente spiegato qualcosa ed offerto consigli tecnicamente validi, avete appreso che dato che noi siamo quel che mangiamo (e beviamo) è la dieta che ricopre un ruolo fondamentale ed è da tenere sotto attento controllo soprattutto in questi casi di reni diventati troppo “delicati”.

   Soprattutto quando si è costretti a nutrirsi di ciò che viene offerto non solo dal “Mercato” ma anche da una Natura sempre più violentata dall’uomo stesso che ha decretato la sentenza di un suicidio a sempre meno lunga scadenza nel tempo.

   Ma non commettete mai la fesseria di pensare che i vostri problemi, una volta risolte le coliche siano terminati perché sarebbe come dire che una volta lavatasi la faccia questa rimanga pulita all’infinito.

   Quel che bisogna capire ed accettare è che i reni fanno quel che possono, filtrano e filtrano ancora instancabilmente, e lo voglio ricordare, con grosse responsabilità nei confronti del destino della pressione arteriosa, ma se all’interno del nostro apparato digerente si sono venute a creare delle “difficoltà di gestione” degli alimenti in genere, proprio perché spesso accoppiati in modo assurdo o assunti in quantità anomale e mal sopportati da organismi che ormai li vedono solo come nemici dichiarati, se si è già creato un precedente traumatico come una colica renale grave, anche se solo una volta ogni tanto eccediamo ingerendo cibi che da soli o in compagnia di altri ci possono creare dei problemi, i prodotti di anche ogni piccolo eccesso vengono subito interpretati come ospiti scomodi dai nostri reni in aggiunta al generale stato di sofferenza latente in cui ormai versano anche se talvolta, essendo le coliche un ricordo ormai lontano, in modo quasi asintomatico.

   Così, immediatamente, magari non succede nulla, ma col tempo e con l’assommarsi di questi piccoli “sgarri” furbetti, ma mica tanto, all’interno dei nostri reni, quella zona denominata “calici” inizia a ricoprirsi di strati anche micrometrici di precipitati chimici, principalmente Ossalati di Calcio o cristalli di Acidi Urici e rimane lì saldamente attaccata sino a che qualche evento non ne provochi il distacco.

   Una grossa fatica, una sequenza di torsioni del busto, una caduta, una botta, un colpo di freddo, una improvvisa creazione di “precipitati”, cristalli acuminati creatisi a causa di semplici reazioni chimiche ormai fuori controllo … e poi una colica dai dolori violentissimi perché appena questi refoli di cristalli spinosi iniziano a scendere verso la vescica (quando ce la fanno naturalmente, da soli) attraverso i poveri ureteri sempre di diametro interno troppo piccolo per sopportare questo transito anomalo senza traumi, e sempre più contratti attorno a questi “ricci”, anche solo respirare vi sembrerà insopportabile.

   Come contrastare preventivamente questa azione quotidianamente normale di accumulo?

   E’ la cosa più semplice del mondo: bevendo in modo continuativo acqua in quantità sufficiente a compiere la famosa azione di “idraulico liquido”, due litri e mezzo, tre litri di acqua al giorno.

   Non ve la sentite?

   E’ una rottura di palle, lo so, ma è un pò come camminare lungo una strada dove per terra si trovano sparsi tanti soldi e non volerne raccattare neanche uno,

   Buone prossime coliche e non cercate scuse.

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