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E’ ufficialmente arrivato il minirobot da “compagnia”.

Dal giappone, se no, da dove?

Proprio un gadget che ci mancava e di cui eravamo tutti in trepida attesa, in questo Mondo sempre più sovrapopolato e con sempre meno risorse equamente distribuite fra tutti.

Avevamo iniziato a “deviare” mentalmente col presunto amore per le bestie, di solito i cani, i migliori amici dell’uomo, quelli che anche se li mandi a vaffa continuano a guardarti con sguardo innamorato magari in attesa di qualche crostino se proprio non di qualche bistecca, pronti a difenderti sino alla morte anche perché poi, dopo, se tu non ci sei più, chi gli darà da mangiare ed una tana calda e sicura?

Certo, quale miglior amico, quale miglior compagnia se non quella di chi non ti potrà mai rispondere per come certe volte ti meriti?

Meditate gente, meditate.

Oltre a tutto il minirobot lo potrete comodamente trasportare anche dentro ad una valigia e in nessun esercizio pubblico o privato vi sentirete ricordare che lì dentro ospite proprio gradito non è, e che non ci deve proprio entrare … e non dovrete nemmeno portarlo in giro a fare i suoi bisogni anche quando proprio non avete voglia.

Lo schiavo perfetto, il compagno perfetto che non vi dirà mai di no e state pur sicuri che in qualche prossima versione oltre che a rispondere alle vostre domande o a suonarvi la canzoncina preferita, sul mercato arriverà anche la versione tuttofare e pure bravissima a soddisfare i vostri onanistici appetiti sessuali più vergognosi e nascosti.

Così, quando avrete tutto a portata di mano con tutto già “pagato”, scoprirete che dentro di voi inizieranno a morire desideri, emozioni, sogni.

Magari cercherete di tornare al tenero abbraccio col vostro cane languidamente spaparanzati in due su qualche divano davanti al vostro Tv, mentre lui, dopo un po’ stanco di tanta inattività vi porta disperatamente il guinzaglio perchè contrariamente a voi ha voglia di uscire e di andare ad annusare gli angoli più laidi delle strade ma sempre pronto a dimostrarvi il suo amore leccandovi in faccia, possibilmente sulla bocca.

Ma tutto ciò non vi servirà più a nulla perchè avrete definitivamente disimparato il vero senso della comunicazione e il coraggio del confronto, il fegato di affrontare il contrario e lo scomodo ignoto.

Quell’ignoto che lo state diventando proprio voi stessi anche pur avendo rigorosamente eliminato con ipocrita prudenza ogni specchio dalle pareti di casa vostra.

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A giudicare da quella specie di nebbia sociale spesso maleodorante che ci circonda, parrebbe che la parola “Confronto” ha perso quasi completamente il suo vero significato … pure lei, e purtroppo non finisce qui … come si suol dire, al peggio non c’è mai fine.

Sembra che confrontarsi si riduca ormai al cercare di aver conferme se la propria immagine attira il gradimento dei nostri simili quando ci osservano (più o meno forzati dai nostri atteggiamenti) o se si possiede l’automobile più “IN”, se si può ostentare alla faccia dei nostri simili qualsiasi cosa noi riteniamo che ci faccia sentire superiori … che angoscia … tipo l’ultimo telefonino offerto dal Mercato, padrone ormai indiscusso dei nostri equilibri … abbiate pazienza, fatemi correggere … di quelli vostri, non certo dei miei, senza offesa.

Il vero senso del “Confronto” è cosa decisamente più impegnativa, una spinta psicologica che dovrebbe esser connaturata con l’imprinting dell’homo sapiens, non un qualcosa ridotto ad una ricerca talvolta abulica, talaltra rabbiosa di conferme, schiavi dei nostri più inconfessati complessi che non cessano mai di emergere fuori controllo come avviene sulla superficie dell’acqua per gli escrementi portati da una condotta di fogna sotterranea.

Comodo perdere questo appuntamento che mai dovrebbe essere interrotto con la nostra “faccia” di esseri superiori del Mondo Animale, una spinta automatica, istintiva volta alla ricerca di valori che vanno ben oltre a certe prudenze codine spesso millantate per prudente saggezza.

Ma anche la capacità di accettare le nostre inferiorità passeggere o incancrenite che siano, inferiorità che nonostante ogni nostro sforzo potranno anche sembrarci insuperabili … però, chissà? … ed è questo il bello di una vita positivamente attiva e volta sempre alla ricerca del meglio.

Sapersi confrontare è anche una forma di coraggio e, ditemi, come si può vivere e sopravvivere senza coraggio, nascondendosi dietro al dito mignolo delle proprie ipocrisie?

Cosa che capita soprattutto quando il “Confronto” è quello con noi stessi, con quelle parti di noi che molto abilmente cercano di sfuggire al nostro controllo sotto la sapiente guida del diavoletto cornuto col forcone in mano.

Il “Confronto” poi, lo si può vincere o perdere, che importa?

Ma è la pulsione che ci spinge a cercarlo che fa la differenza facendoci salire su quel gradino più alto, infatti se è importantissimo vincerlo è ancora più importante ed educativa l’autopadronanza nel saper perdere con intelligenza, quando accade, e non con rabbia.

Pronti poi a rimettersi subito in gara forti dell’esperienza dei propri errori e ben determinati a superarli, al limite, ma anche a condividere sinceramente la gioia di chi si è dimostrato superiore, mostrare la nostra reale e sincera compartecipazione con la sua felicità che oggi è sua e domani, chissà, può diventare nostra.

Sapersi confrontare non è un’esclusiva degli eroi, di quegli esseri superiori che esistono sempre e da sempre, questo è il patrimonio di chi, dentro forte, non vuole mai cedere dinanzi a qualsiasi prova lo costringa la Vita, sia che faccia il minatore, il ragioniere di banca, il clochard o il Capitano d’Industria.

Mai perdere le motivazioni interiori che dovrebbero stimolarci sempre in questo senso.

Io però ho una sensazione: che cioè queste considerazioni riguardino più il Genere Maschile piuttosto che quello Femminile, perché sono sempre più gli uomini ad avere i maggiori problemi di gestione del proprio “IO”.

Le donne, sì, spieranno con la coda dell’occhio le proprie rivali quando i propri sistemi di autostima accendono il led rosso di guardia, ma la cosa di solito si ferma lì, loro hanno altre cose più essenziali a cui rivolgere pensiero ed energie … e spesso e volentieri, alla fine, sanno pure sotterrare ogni inimicizia fra di loro.

La prossima volta voglio nascere donna (non .. “diventarlo”, scusate i miei blocchi mentali reazionari nati con me nel secolo scorso, ma certi “ripieghi” di moda, quando sono solo ripieghi, mi puzzano da sempre) e per ora stringo i denti e cerco di tener sempre ben presente quel che mi tocca come maschio cercando di dimostrare che il mio sesso ha ancora qualcosa da dire.

Dimenticavo, “Confronto” non significa per forza lotta, gara, guerra … ci si può sempre confrontare tanto per iniziare anche solo mettendosi davanti ad un specchio.

E questo dovrebbe nascere da un’esigenza istintiva della nostra natura di animali superiori, un modus vivendi dinamico e positivo … anche quando sarà proprio il “Confronto” a rivelare le nostre immancabili inferiorità che comunque non sono mai destinate ad essere eterne e insuperabili.

Chi diceva che tutto è relativo ?…

I FIGLI DI EVA

16 giugno 2016

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OGNI gesto Nostro, Iniziativa OGNI, OGNI Reazione Sono Tutte Figlie di valutazioni ben preciso.

Che poi QUESTE valutazioni Siano a Loro volta Figlie della Nostra razionalità, dell’istinto, delle Seghe mentali di cui Spesso ci pasciamo e Così via, Di quella disonestà ideologica Che mai ci sogneremmo di Riconoscere E che cerca sempre di tirar acqua al Nostro Mulino, Il tutto Generatore Anche da tante Altre Motivazioni Dalle Più eccelse alle Più squallide, tutto cio non conta dal punto di vista del MECCANISMO Che le Attiva e provocazione Le nostre Reazioni.

Sempre, un monte, ci Sono Quelle valutazioni Che ci rendono MOLTI Simili alle bestie QUANDO proprio non riusciamo ad esserne padroni e piloti al di sopra di Qualsiasi motivazione deviante o deviata, MENTRE noi Esseri umani, tutti, chi Più, chi Menone, avremmo il Dono di Poter Essere padroni del senso di Qualsiasi Nostra Scelta.

Certo, Quante lacrime, quanti mali di schiena, Quante angosce ma also Quante gioie.

Invece, io, Ogni volta Che APRO La Finestra, devo quasi sempre assistere al triste spettacolo di tante scimmiette Che si tappano occhi, bocca e orecchie, impegnatissime un letamare solista il proprio orticello Come se fosse l’unico Degno di attenzioni e l’unica ragione di vita.

Pessimista?

Censore “a” gratis?

Assolutamente no.

E ‘Solo Una questione di diottrie … 10 decimi … e un pizzico di sarcasmo.

SENZA TITOLO

27 maggio 2016

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Grazie a due genitori da 10 e lode, tra i vari miei nipoti ce ne è uno che non ha ancora compiuto i due anni ma che tra le varie doti positive di solito improbabili per quell’età, è un buon igienista.

Infatti quando siamo a tavola vuole le sue posate ben pulite che usa preferenzialmente al posto delle mani, quest’ultime indispensabili quando non ne può proprio fare a meno, non lo si deve pregare per farlo mangiare, si pulisce la bocca da solo quando la sente sporca e usa un bicchiere a calice come quelli che usiamo noi e pure già chiede spontaneamente ( … ogni tanto) “per favore” quello che desidera.

Su una cosa non transige, sulla pulizia del piatto in cui mangia e appena finita una pietanza, se si passa ad altro cibo, bisogna cambiargli il piatto usato con un altro pulito se no non mangia più.

Punto a capo.

Io conosco abbastanza bene alcuni Paesi del Mediterraneo sud orientale ed ancor meglio tutto il Nord Africa tranne purtroppo il Nord Algerino dove da lustri per noi occidentali è meglio non imporre la nostra presenza, nemmeno come turisti.

Bene, questo per dire che ho le idee molto chiare sulle condizioni igieniche normali e di esistenza in cui vive nella massa quella gente e mi riferisco a quella che abita non tanto nelle poche città moderne di recente generazione dove chi ha fatto in un modo o nell’altro i soldi si può permettere di tutto e di più.

Parlo di condizioni soprattutto igieniche, perlappunto, che anche il nostro pecoraio montanaro più … eremita … non accetterebbe mai.

E noi ogni giorno ci vediamo arrivare in casa migliaia di individui che arrivano da quei luoghi dopo aver raggranellato i soldi (mi piacerebbe capire da dove saltano fuori viste le condizioni di vita generali) che passano agli scafisti per fare poche miglia di mare verso di noi mentre il resto del viaggio, il 90%, se lo fanno a nostre spese sulle nostre navi.

Una volta arrivati qui, anche se non tutti s’intende, rifiutano sdegnosi persino il tetto sulla testa che gli si offre in attesa che si trovi una soluzione umana per la tragedia di questo esodo storico come se questo fosse il Paese di Bengodi ed ogni loro richiesta dovesse essere soddisfatta pure se si rifiutano di farsi riconoscere e registrare come ogni Paese civile richiede.

Che bello trovar subito tutto pulito e gratis, dagli indumenti ai servizi igienici a tutto il resto di cui a casa loro spesso non conoscevano nemmeno l’esistenza.

Ma se appena c’è qualcosa che non va ecco subito dirompere la protesta, nemmeno le ceramiche dei cessi si salvano e poi, cosa sono tutte quelle regole, quelle identificazioni, quelle pretese di non lasciare qualsiasi porta aperta …

Mi fermo qui e penso al senso di rispetto di cui quel bimbo vive nelle sue pur semplici realtà quotidiane, rispetto di chi e ciò che gli sta intorno e che ormai riconosce come parte del suo sistema di vita lontano miliardi di anno luce da Politica, Diritti, senso sociale …

Solo un po’ di educazione agli albori dei suoi processi di apprendimento e qualche favilla di civiltà già avvertita più come diritto all’autorispetto che come un dovere (degli altri) da esigere.

 

PAPPA X CANI

16 maggio 2016

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Da quando mi sono messo a fare il “nonno” a tempo pieno, lo confesso, mi è parecchio passata la voglia di scrivere.

Ma sotto sotto, e nemmeno troppo a livello subliminale, sino a quando qualcosa non cambia veramente, c’é una ragione ben precisa che tende a tenermi lontano da una buona parte dei miei simili.

Più osservo il comportamento odierno della maggioranza delle persone che millantano di sapersi confrontare comunicando fra di loro attraverso la parola, più mi rendo conto dell’estrema chiusura mentale dilagante.

E non si tratta di accuse campate per aria, è sufficiente, senza andare a prendere per esempio certe manifestazioni di inciviltà così ben tollerate nei mille talk show e spettacoli simili che i Media ci proprinano quotidianamente, è sufficiente guardare cosa succede quando in un qualsiasi gruppo si apre una discussione e subito tutti si mettono a parlare contemporaneamente sovrapponendo la propria voce a quella degli altri senza minimamente ascoltarli, convinti di essere gli unici veri possessori della Verità e quindi gli eletti aventi diritto a far valere il proprio punto di vista su quelli altrui.

Confronto civile o pappa per cani ? (senza offesa per i cani)

Chiamarsi “fuori” da questo casino è ormai solo una questione di buon gusto.

D’altra parte, se c’é qualcuno che ha voglia di discutere educatamente con me o anche solo di ascoltare quel che dice questo vecchio … io sono sempre qui.

 

IL VERO SESSO FORTE

23 aprile 2016

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Vista la situazione sociomorale parafallimentare in cui sta versando buona parte del Genere Umano a causa di crisi di identità sempre più profonde, se ci chiediamo cosa sta succedendo, dobbiamo andare molto indietro nel tempo e non potremo non riconoscere che alle origini della Storia dell’Evoluzione la comparsa del primo maschio nel Mondo Animale altro non è stato che il frutto di un tentativo sperimentale e ancora poco evoluto di quello che avrebbe dovuto essere nei millenni a seguire la presenza su questa Terra del saggio e forte “gestore” dell’ambiente in cui era stato fatto nascere e di cui avrebbe dovuto esser custode, amen.

Sto parlando di normali processi evolutivi, ed è chiaro che trattandosi di una prima versione dell’esperimento, il Genere Maschile era solo la versione Beta di quel che si sarebbe dovuto ottenere col Genere Umano e infatti solo con la comparsa della Donna, sin da subito in versione xx.2 sarebbero state apportate tutte quelle migliorie che il Progetto finale richiedeva … almeno l’intenzione era quella.

E dato che la Natura solitamente è molto razionale, ha dato vita ad un genere in teoria complementare del primo almenoal 50% in previsione della formazione di “gruppi sociali” più difendibili, più efficienti, meglio organizzabili, di pari responsabilità ma con i diversi ruoli necessari, viste le difficoltà quotidiane che un individuo magari da solo e in un ambiente spesso ostile avrebbe dovuto affrontare.

Ecco quindi “comparire la femmina”, un essere sicuramente più bello, più completo anche se fisicamente meno forte “muscolarmente” ma certo non più debole né organicamente né psicologicamente, apparentemente meno aggressivo dal punto di vista comportamentale ma sicuramente molto più padrone e miglior gestore dei propri istinti, un essere dotato delle strutture psicofisiche più appropriate, per di più l’unico dotato degli organi fisici interni predisposti per la nascita, la gestazione ed il parto di nuovi esseri, clausola primaria per la continuazione di qualsiasi Specie vivente.

Intanto le nuove frontiere della Scienza ci insegnano chedegli spermatozoi se ne può anche fare a meno ai fini della generazione di nuove vite, anche se si tratta di un giochino pericoloso dato che non se ne conosce la reale portata in relazione alle possibili conseguenze genetiche nel tempo.

Le femmine, anche se molto spesso se lo “dimenticano” e giocano a fare le vittime, sono esseri dotati di capacità di valutazione spesso più valide e agli antipodi di quella maschile , nel senso della lungimiranza, dell’equilibrio, della perseveranza, della forza decisionale … e sono in possesso di tanti altri begli attributi che prima o poi otterranno la predominanza genetica, così come accade in tutte le situazioni in cui chi è migliore, alla lunga, prevale e, statene pur sicuri, i galletti dell’altra parte ( i maschietti) se non pensano a qualche “upgrade” sostanziale urgente e radicale sono destinati a veder appassire il loro genere, lentamente soffocati nei limiti delle loro seghe mentali.

Per far sopravvivere i suoi presunti diritti iniziali, cosa poteva fare il maschio che si è vista sfilare sotto agli occhi la presunta predominanza sull’ambiente in cui viveva, se non inventarsi con la forza della clava una posizione di superiorità nei confronti proprio delle compagne di vita di cui sapeva molto bene di non poter fare a meno?

Certo, impossibile farne a meno, anche perché l’Istinto di Conservazione con cui era stato programmato, lo portava regolarmente a sentire l’eccitazione dei propri sensi troppo coinvolti dalla necessità di avere a sua disposizione … in ogni senso e fulltime … un corpo femminile.

Uno “status” molto meno presente, dal punto di vista psicofisico, nell’animo femminile.

Non sembri strano che molti atteggiamenti maschili border line nei confronti della donna sono quindi inevitabili quasi regolarmente nella vita sociale, e ciò non è proprio bello, ma tutto ciò fa parte del “Sistema Operativo” abbondante di “bachi” contenuto nel cervello dell’uomo che quando non sta pensando a soldi, a litigare e a Potere sta sempre e comunque pensando a quella”cosina” là (a meno che non ci sia in ballo qualche partita di pallone … la prima forma di cancro al cervello della Storia quando diventa un’ossessione).

E nulla da stupirsi per un altro verso se non sono poi moltissime le donne che non hanno ancora preso storicamente coscienza della propria superiorità genetica, che si impegnano solo a puntare il dito accusatore sulle presunte superiorità del maschio come se loro poverette fossero sempre con un’arma puntata addosso, ostentando immagini solo virtuali di inferiorità, di debolezza e così via, proprio loro che possiedono maggiori equilibri mentali ed organici.

E così, invece di “accettare” formalmente con la giusta dose di diplomazia quei limiti maschili giusto per far contento l’orgoglio dei loro presunti “padroni” , potrebbero sin da subito iniziare a contrastare in privato (se già non lo fanno …) con le loro superiori capacità gestionali quel che in effetti non funziona nel rapporto fra i due sessi, e invece creano una facile base di controversie, incomprensioni e reazioni negative a non finire finendo talvolta per diventare vittime esse stesse di una presunta incapacità di reagire ai soprusi maschili.

Spesso è guerra e si sa, in guerra capita di tutto e a tutti, così come quando si litiga, campioni di Arti Marziali o no, prima o poi qualche ceffone lo si becca comunque.

Ma non ci vuole nessuna guerra per riguadagnare il terreno perduto tra i due sessi, messo e non concesso che il loro fine  di base sia quello di convivere gioiosamente, e tanto meno nessuna fuga psicologica verso l’omosessualità che è spessissimo una reazione di comodo, sia da una parte che dall’altra.

E’ solo necessaria una grande e paziente onestà e capacità di gestione dei rapporti interpersonali per il bene reciproco … rispetto dell’altra parte con idee ben chiare sui relativi ruoli con quanto gli spetta, perché in fin dei conti, il Genere Maschile, con tutti i suoi difetti, a qualcosa pur sempre serve e servirà ancora nei secoli a venire e proprio non mi sto riferendo alle sue capacità sessuali.

La Donna, anche se spesso gioca a fare la vittima è intimamente molto conscia della forza dei suoi poteri personali nei confronti dell’uomo, poteri che sono soprattutto psicologici e quando compaiono in lei certe debolezze che la riducono a farsi sottomettere più o meno passivamente, la diplomazia che è femmina non dovrebbe smettere mai di funzionare, almeno sinché (e però purtroppo accade) non arriva il violento di turno che, provocato, le mette veramente il coltello alla gola.

Ma se lei arriva a certi “fine corsa” psicosomatici vuol dire che i suoi processi di crescita e maturazione mentale non sono ancora arrivati al punto giusto … forse non è ancora il tempo, e poi si sa, non tutti i modelli nascono perfetti, ma nella normalità qualsiasi femmina sa come tenere in pugno un maschio ed è inutile che si schernisca denunciando incapacità insormontabili in merito.

Che nessuno storca il naso, e tanto per parlare di “certezze”, basterebbe ricordarsi della dominante preoccupazione mentale del maschio, soprattutto di aver soddisfatto la donna con cui si è accompagnato nel corso di un rapporto sessuale, e questo, consentitemelo è una delle più lampanti dimostrazioni delle sue insicurezze di genere nei suoi confronti col Mondo Femminile.

Potrei prolungare questo discorso ma temo di non esserne all’altezza, di non riuscire a spiegare nei giusti termini come e quanto la donna sia in grado di giocare come il gatto col topo, quel felino che anche se non ha nessuna intenzione di mangiare le sue vittime, sa molto bene come giocare con loro e talvolta le tortura sino a che quelle o si fingono morte o crepano d’infarto … si fa per dire … o no?

Su certi argomenti potrebbe illuminarvi molto di più un bello scambio di idee molto approfondito con qualsiasi prostituta professionista vera competente in quanto ad animo maschile: forza, arrabbiatevi pure scandalizzandovi spinti dal vostro animo codino, ma dovete riconoscere che sicuramente, quelle signore che appartengono a questa categoria SANNO molto bene come gestire l’animo maschile e giocano in relativa sicurezza perché con lui intraprendono un rapporto che innanzi tutto bypassa il discorso dei sentimenti, non prevede alcuna “continuazione” obbligatoria nel tempo e tanto meno responsabilità reciproche o doveri morali nel senso della pazienza, della comprensione etc …

Parlo di prostitute per autodeterminazione e pienamente in possesso del controllo della propria mente, non di certo di quelle povere disgraziate costrette con la violenza fisica e mentale a vendere il proprio corpo per riempire le tasche di chi le costringe a ciò, o di quelle che non trovano altro sistema per procurarsi la giornaliera dose di droga o peggio ancora perché prive della dignità di guadagnarsi da vivere onestamente.

Dall’altra parte, guardatelo, lui, il pirla, il protagonista spesso cieco dei suoi istinti, povero maschio: quattro colpi e poi, con fallo e zebedei scarichi, a nanna … mentre la “povera e debole femmina indifesa” già sta pensando ad altre cose, persino al prossimo cliente, e forse già lo stava facendo da prima mentre gemeva ma solo con il suono della voce … per far felice il caprone arrapato di passaggio e rigorosamente pagante.

Da parte mia, nessun dubbio sui punti qualità del Genere Femminile e massimo rispetto verso le sue capacità, sono loro la razza vincente, inutile negarlo.

Rispetto anche nel senso di occhi ben aperti e riflessi pronti … e anche qui le Arti Marziali, ma soprattutto la Vita, mi hanno insegnato tanto … mai sferrare il primo colpo, e poi, se decidi di averla vinta tu … una giusta valutazione delle forze in campo, tutte le cautele del caso ed una buona conoscenza di sé e di quanto realmente si può ottenere.

Comunque, w le donne.

FERMATE IL MONDO …

26 marzo 2016

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Fermate il Mondo, vorrei scendere … proprio adesso, mentre i presunti santi martiri kamikaze in nome di ALLAH, come si autodefiniscono essi stessi, parenti stretti (ma non solo) del civile Oriente Mediterraneo e la cui unica capacità oltre a quella di ammazzare e distruggere alla cieca a destra e sinistra pare sia quella di nominare il loro Dio cercando di coinvolgerlo nelle loro nefandezze, mentre questi nuovi eroi con un comportamento molto simile a quello dei cani sui muri delle strade cercano di “marcare” le nostre Terre di sangue per loro “infedele” ma in realtà innocente.

Si tratta di criteri assolutamente pretestuosi dato che vogliono coinvolgere alla cieca tutto l’Occidente e non in particolare quei presuntuosi e molto miopi leader responsabili di aver cercato in più riprese di imporre in altre latitudini il proprio credo e i propri sistemi e già che c’erano anche le proprie regioni economiche senza rispettare equilibri e culture consolidate da secoli.

Una vera e propria forma di mentalità colonialistica fuori dai tempi che fa decisamente a cazzotti con quella presunta Democrazia che vorrebbero far credere di voler esportare come unico possibile catalizzatore di Progresso, Etica e Felicità.

In tutto questo casino, se non cambia qualcosa radicalmente nell’animo di ogni essere umano, io nutro dubbi sempre maggiori sul fatto che la nostra Era possa ancora offrire spazi consistenti a quegli input che dovrebbero tenere ben deste TUTTE le coscienze individuali e civili ad ogni livello e ad ogni latitudine.

Eppure, almeno in teoria, siamo tutti figli virtuali della famosa Eva, quella della mela e della foglia di fico, ma ci si comporta come non accade nemmeno in un branco di lupi affamati.

Ognuno ha ragioni da vendere e torti da regalare, come trovare una soluzione di respiro e tolleranza per tutti, come isolare l’esercito di ladroni che ci circonda e affligge, come convincere la Gente che denaro e ricchezza materiale non equivalgono a sicurezza interiore e felicità?

Come convincere nel profondo dell’anima che quand’anche l’erba del vicino sembra sempre più verde, poi, una volta fattala nostra bisogna averne cura e per far questo ci vogliono impegno, costanza, amore … e anche strumenti e capacità.

Visto come tornano certi conti?

Ma sino a quando ci sarà anche solo una persona convinta che l’unico traguardo da conseguire è il denaro-potere, potere-denaro … e che qualsiasi mezzo per ottenerlo si autogiustifica, quale pensate che sia la lingua più giusta per comunicare alla pari e farsi capire a vicenda fra esseri umani?