UN GRANDE UOMO

1 Dicembre 2009

Cosa bisogna fare nella vita perché qualche spot si fermi a riconoscere che anche tu esisti?

Record di banjee jumping?  Vita coi serpenti o con i gorilla? Record di tatuaggi e piercing oltre i limiti del rispetto verso il corpo che ci è stato donato in un attimo di follia da un Dio troppo pietoso e soprattutto troppo speranzoso nel libero arbitrio che incoscientemente ci ha concesso?

Non fatemi continuare.

Non sono Beppe Grillo che di queste cose ci vive e ci magna.

Bravissimo lui, comunque.

Magari anch’io…(pensavo al lato economico, per il resto sono più bravo io)

Esistono altre vie di comunicazione.

Edoardo Raspelli.

Rete4.

La famigerata rete di Emilio “Fido”.

“Programmino” per la famiglia della Domenica mattina.

Guardatelo, non il programma, guardate lui.

E’ un essere vivo.

Non come voi.

L’ho conosciuto in RAI, in un intervallo di Artù.

Gli ho chiesto un autografo e lui mi ha detto che quello era un onore (!?), non mi ha fatto l’autografo sulla mia “scaletta” di regia del programma ma mi ha fatto avere nel giro di pochi minuti una sua foto autografata….a me, povera unità “schiaccia bottoni” di una regia.

Un uomo semplice, vero, che crede in ciò che fa, nel proprio lavoro.

Che ti propone ciò di cui si appassiona perché vuole trasmettertelo per il tuo sorriso, non come quelle 4 cozze che imparano a memoria un copione e poi te lo vomitano addosso mentre pensano di distrarti con 2 tettine seminascoste ed un culetto spiritoso.

Come quelle veline che tua figlia vorrebbe emulare.

Sapessero…

Ciao

La civiltà del rumore

30 Novembre 2009

Perché durante una normale discussione, anche senza arrivare alle riunioni di condominio o di Parlamento (non c’è molta differenza, le serve alloggiano stabilmente ovunque), tutti prima sussurrano, poi parlano, poi si mettono a gridare tutti assieme appassionatamente?

Non importa se anche gli altri stanno parlando e stanno esprimendo il loro pensiero, no!

Soprattutto è importante non perder tempo ad ascoltare gli altri.

Tutti assieme appassionatamente!

Timpani e cervello otturati, disponibili solo ad ascoltare l’eco delle proprie parole (che poi mi piacerebbe sapere se ci si riesce veramente in tutto quel gasaghè, ma forse non conta nemmeno quello, ciò che importa è far vedere che si è vivi e aggressivi …- Lei non sa chi sono io…-

Quando vado in Spagna, soprattutto in Catalogna (lo scrivo in italiano perché non so dove sta la tilde sulla tastiera…quella che  serve a scrivere correttamente España … Cataluña…) mi fa impazzire il modo come tutta la gente locale parla (bell’italiano quello che sto usando, 10 e lode): iniziano una frase, poi un’altra, poi un’altra, poi un’altra ancora e così via sinché l’ossigeno dei polmoni non si esaurisce e allora cosa fanno?

Continuano il discorso non più espirando aria ma inspirandola, sempre senza smettere di parlare: fantastico!

Pur di non smettere di esporre sulla bancarella del mercato ciò che proviene dal proprio “io superiore”.

Come se strillando più forte le nostre parole queste poi potessero assumere valenza superiore, persino annullare le autodifese dei nostri interlocutori, magari anche salendo di qualche ottava.

Sono solo un maligno polemico.

Potrebbe essere invece che nel casino generale in cui ognuno bercia le proprie convinzioni, si vuol creare come una cassa stagna in cui ognuno può far esplodere le proprie ansie e le proprie tensioni scaricandole nel nulla e rimaner psicologicamente pago di aver comunque espresso le proprie convinzioni anche se nessuno le ha ascoltate.

Tanto a cosa servono le altrui idee? Chi sono questi “altri” che minacciano l’orticello del nostro io?

Mica stanno esprimendo i fondamentali giudizi sull’ultimo taglio dei nostri capelli, sul pancino più sottile costato ore di vomito o di ginnastica, sull’ultimo bolide a 4 ruote acquistato a cambiali o sul pearcing installato in aree dedicabili, con intelligenza, ad altri tipi di attenzione….

Questi sì che i sono valori, i giudizi che condizionano pesantemente la nostra esistenza! O no?

Ma poi che importa se gli altri non ci ascoltano, tanto solo noi siamo i custodi depositari autorizzati del Verbo, della Ragione, della Giustizia…

Am, gram, stram, tic e pic poligram…..

IL TIRO AL PICCIONE

29 Novembre 2009

Sapete perché per qualcuno è appagante dilettarsi con il tiro al piccione, povero volatile quasi domestico, veramente indifeso oltre ogni dire?

Per l’appunto, perché lui è un piccione, e sia quando decolla che quando atterra, apre le ali in modo esagerato mostrando teneramente il morbido petto piumato e allora l’omino armato, carogna e violento, in tuta mimetica e col fucile spianato, fa pum senza poter sbagliare quasi mai la mira sul petto di un bersaglio tanto facile.

Come succede a quegli sconsiderati sempre in prima linea e che fanno sempre troppo chiasso intorno a sé mettendosi troppo in mostra.

Mica come i dritti che hanno vinto al Superenalotto. Quelli, tana, zitti e mosca.

Decidiamoci una buona volta: zitti zitti, buoni e ordinati come tanti seminaristi tutti neri col cappellaccio a larghe tese e tutti in fila frettolosi in punta di piedi,  tin … tin … tin … tin … tin … oppure tutti a far casino come le nuove oche del Campidoglio allo Stadio Meazza di San Siro a Milano che fanno a botte contro la Polizia o la tifoseria opposta perché prima o poi si devono sfogare se nella loro vita “normale” non hanno nemmeno il coraggio di mandare a vaff…. il loro principale o la moglie in menopausa o gelosa di un pallone preso a calci da 22 titolari di conti bancari stratosferici?

Allora, far chiasso o star zitti? Dipende da ciò di cui siamo capaci.

Valutiamo: il giusto comunque, come sempre, sta nel mezzo, anche in questo caso, ma saremo poi capaci di comportarci sempre come si deve?

Ora smetto di fare il clown e vi rivolgo una domanda molto seria: credete di poter riuscire con l’aiuto della vostra ragione a dissimulare i vostri sentimenti, le vostre reazioni, tutto quanto vi passa dentro rimanendo apparentemente impassibili, immobili e muti?

Credete di poter essere così padroni del vostro corpo e del vostro spirito e di poter così ingannare all’occorrenza chi vi sta vicino (e che può aver occhi per vedere più attenti dei vostri) credendo di celare almeno esteriormente i moti del vostro animo e  i messaggi corporali subliminali attivati anche dal solo pensiero delle azioni che vi frullano per la testa o che state per compiere?

Folli!

Come fa un vecchio vero cultore di Arti Marziali a schivare una pallottola sparatagli da chi gli sta di fronte o anche solo un goffo pugno da 300 Kg. di spinta, mollato da un bestione che pesa 4volte tanto lui?

Per puro caso o perché lui sa vedere oltre.

Ogni stato emotivo, e non solo quelli più violenti come la PAURA, quella vera, che chiunque, anche uno come quella bestia umana di Tyson può provare, è accompagnato da tutta una serie di alterazioni fisiologiche automatiche incontrollabili proprio perché sono naturali e hanno una ragione d’essere.

Quando ci stiamo preparando a compiere gesti che “vanno fuori dalle righe” o stiamo subendo qualsiasi tipo di quella che valutiamo istintivamente come una aggressione dall’esterno, il nostro organismo si attiva per poter gestire la nuova situazione di emergenza in arrivo.

Il cervello si illumina come le luci di Las Vegas al tramonto stimolando la secrezione di adrenalina che veicolata dal sangue giunge in ogni punto dell’organismo e scatena una reazione a catena di risposte fisiche locali di autoprotezione.

Due esempi: anche solo un sentore di paura, o all’esatto opposto, il fuggente pensiero di stare per compiere un atto di violenza come quello che sfiora il cervello di un assassino incallito, attivano il lobo frontale della corteccia, che in meno della frazione di un secondo, stimola l’ipotalamo a intervenire, l’ipotalamo attiva il midollo surrenale, il midollo surrenale libera adrenalina nel circuito del sistema circolatorio del sangue, e tutto l’organismo reagisce fisicamente in modi e misure più o meno evidenti (e bravo chi le sa riconoscere per tempo per “parare il colpo”).

Le pupille si dilatano, la gola si contrae, i peluzzi si drizzano, un po’ anche i capelli, le orecchie vengono retratte dai muscoli locali, gli occhi vengono “strizzati” anche per migliorare la “messa a fuoco”, il collo si irrigidisce, le narici si contraggono che per aumentare la loro capacità di filtro, la gola si chiude prudentemente mentre il sangue, ben pilotato dal sistema endocrino, modifica cautelativamente la propria composizione chimica in previsione di possibili emorragie traumatiche, la cassa toracica si dilata perché deve entrare velocemente molto più ossigeno nei polmoni ricaricando energie e infatti le cavità dei bronchioli che dovranno riceverlo, si dilatano, come il cuore, che in più accelera il battito per accrescere la portata del sangue e di tutte le sostanze chimiche di supporto alla criticità del momento con lui veicolate.

Il sistema muscolare si irrigidisce mentre il volto viene invaso da pallore perché i vasi superficiali si contraggono, mentre quelli interni si dilatano e il glucosio liberato dal fegato entra in un circolo accelerato fornendo ovunque energia …

Potrei continuare …

Per non parlare delle posture che vengono assunte istintivamente dal capo, dal collo, dalla schiena, dalle mani, dai piedi … incontrollate, automatiche come la precontrazione del dito sul grilletto dell’arma che sta per esplodere un colpo …

E’ inutile, credetemi, siamo dei libri aperti, perché non imparare a leggerli? E’ così affascinante!

E voi dietro cosa vi nascondete?

Dietro ad un gessato e una cravatta grigia o ad una “mise” di Armani e degli occhiali griffati CD?

Ciaoooo

SPORT & GINNASTICA

28 Novembre 2009

Se intendete che l’aggettivo sostantivato “sportivo” vada indirizzato a colui che la domenica si spaparanza sul divano a vedersi la partita o quell’altro che non ha amore per il divano e va allo stadio (dove anche stando seduto in mezzo al pubblico può sempre impartire o ricevere interessantissime e gratuite lezioni di boxe, lotta greco-romana, lancio del peso, tiro a segno, kendo, karate, kung-fu etc.) avete sbagliato blog.

Se invece amate praticare una qualsiasi attività sportiva, intesa non in senso agonistico ma come sano nutrimento per corpo e mente questo non può che farvi onore perché a meno che il fine ultimo non sia proprio solo narcisistico un po’ di sana palestra fa sempre bene in ogni caso e a ogni età.

E così iniziava il mio post di oggi, sono andato un po’ avanti a scrivere, poi me lo sono riletto e mi sono chiesto quanto vi poteva fregare una bella chiacchierata su come gestirvi con giudizio su questo argomento e non ho trovato di meglio che schiacciare il tastino “canc”.

In fin dei conti i miei consigli sono regalati e, come si sa, un cagnolino meticcio (che ai miei tempi chiamavano bastardino) pagato a caro prezzo verrà sicuramente trattato meglio di un cane di razza regalato, quindi come potrei competere con la dialettica del vostro istruttore di ginnastica di fiducia?

Come potrei infatti convincervi che nella stragrande maggioranza dei casi non solo state perdendo tempo in quegli esercizi commerciali e di pubbliche relazioni che si chiamano elegantemente “Centri fitness” e così via, ma che, seguendo quello che vi viene consigliato ormai ovunque in questi ambienti dai vari teacher, coach o personal trainer, zompati fuori da non si capisce dove, vi state attrezzando con convinzione per incontrare nei prossimi anni dolori e disturbi di ogni tipo e gravità?

E’ un discorso estremamente difficile e che tocca corde delicate.

Pensate solo come il footing è entrato nella normalità del costume.

Sembra che se uno non va a correre almeno una volta al giorno come lo zio Obama, lo dovranno sicuramente ricoverare in ospedale nel giro di poco, se in palestra non riesci a sollevare in panca almeno tot kg. in più in modo continuativo ogni volta o quasi, dovrai subito pensare ad assumere integratori alimentari e così via….

Vi volete uccidere lentamente?

Sapete ad es. che il nostro organismo non è assolutamente stato programmato anatomicamente per la corsa?

Quanti esponenti del mondo animale riconosciuti come veri campioni di corsa si muovono normalmente in posizione eretta?

E’ solo per farvi il fiato e non per dimagrire? Ma che senso ha sottoporre il muscolo cardiaco a sforzi inutili e senza adeguato monitoraggio medico in tempo reale?

Senza contare che saper correre, significa saper “volare” sul terreno anche a piedi nudi e non “pestare” le suole delle scarpette da corsa pagate € 300,00.

Guardate poi che il cuore ha delle fibre un po’ particolari, che proprio elasticissime non lo sono e se qualcosa comincia a grippare….

Sapete quante e quali porcherie chimiche vengono ficcate dentro a certi cosiddetti integratori, proprio voi che sicuramente vi nutrite esclusivamente biologico per rimanere al top dell’autostima?

Ma allora vi piace sentirvi raccontare le bugie, e vi piace anche raccontarle.

Come mi permetto di strillare queste cose?

Avete ragione, chi vi garantisce che io sia veramente competente in merito a tutto questo discorso?

Nessuno, quindi non vi parlerò proprio di più di vent’anni di disciplina in Arti Marziali in cui mi hanno fatto apprendere con le buone e con le cattive tutti quei principi di igiene mentale e fisica che mi consentono ancora, quasi settantenne, di salire sulle piante a 20 m. di altezza a fare il taglialegna con marasso, scure e motosega.

Da lassù, ciao

Nelle notti passate, mentre stavo disperatamente cercando di far funzionare un noto e costosissimo software di montaggio filmati che gira su Mac, (ebbene sì, se devo farlo nel mio studio, preferisco lavorare di notte) sono persino arrivato al punto di chiedermi se l’Altzeimer mi avesse finalmente vinto,  oppure se ero solo incappato in un maledetto e subdolo baco del programma perché, a causa di un blocco tecnico emergente, apparentemente insormontabile a prima vista, non riuscivo a intravvedere nessun tipo di soluzione, non ostante la mia pluriennale esperienza in computergrafica.

La motivazione, considerata poi a cose risolte e impiegando due notti due, più una giornata intera, per capire e risolvere, era come al solito demenziale, ma mi offriva un motivo in più per detestare la rigidità di qualsiasi sistema computerizzato (anche se io ci lavoro e mi dà da mangiare) perché poi in fin dei conti, almeno dal suo punto di vista di macchina calcolatrice, ha sempre ragione lei e purtroppo può bastare una virgola al posto sbagliato per bloccare totalmente la sua attività e il tuo lavoro.

Rigidità operativa questa che non è come quella del tuo direttore di banca, che se vai un po’ in rosso non ti uccide (subito), bensì un sistema esasperato di gestire le cose come certa gente che sta diritta perché porta in corpo il manico di una scopa e che per educazione diremo che lo ha solo ingoiato …

Gente, non si può fermare il Titanic in corsa con un birillo, ci vuole almeno un iceberg, e si è ben visto.

Invece, quando le decisioni le piglia il computer, non ce n’è più per nessuno e parte la reazione a catena che ti inchioda a mezz’aria come Nembo Kid in ispezione sul cielo di Metropolis.

Smanie di pianificazione, perfezionismo, codificazione e controllo a 360°, per un verso persino ridicole e per un altro pesantemente invasive.

Il progresso tecnologico, con la scusa di far ordine, ci sta massacrando reni e zone limitrofe immediatamente sottocollocate con azioni simili a senso unico per computerizzare e digitalizzare ogni nostro respiro, comprese le parole che sto scrivendo, gli appuntamenti dal medico, le giacenze negli scaffali dei magazzini e qualsiasi altra cosa che almeno complichi un’attività informativa.

Come se tutto si potesse risolvere stando seduti davanti ad una tastiera e un monitor.

Allora, avete presente quanto andate in rosso in banca? Che voi abbiate fatto una  buca di 1000000000000… o di 10 e punto, la macchina cretina (il computer) rileva il debordo e blocca quasi immediatamente tutto …. quasi, appunto, perché lei deve fare dei controlli ulteriori, ma se voi ne avete la capacità, le necessarie cognizioni tecniche e se siete stati molto veloci ….. e se conoscete certe logiche proprie dei sistemi di acquisizione dati della banca …. potete anche tentare di far la furbata (non è proprio così, viste le protezioni che hanno, ma è per rendere l’idea, e poi mai dire mai) ….. tanto le banche sono sistemi legalizzati di strozzinaggio, e parlare di etica comportamentale anche nei loro confronti, mi sembra proprio una bestemmia …..

Sono le gioie del sistema digitale che ha frantumato ogni cosa in ogni angolo del mondo in miliardi di miliardi di pezzettini, tutti catalogati, numerati in memorie virtuali e col codice a barre e che dovrebbero darti sicurezza, come la bambola di gomma quando vuoi far sesso senza profilattico e senza infettarti oppure l’organo genitale motorizzato di silicone che mi garantiscono sia già stato inventato, prodotto a vagonate e messo in vendita.

Ma anche se il sistema informatico può essere sterilizzato e sicuro (?????? gli Hackers volonterosi, però dove li metti?) lui è rigido, talvolta troppo rigido, ottimo per i Pc ma non per la nostra carne morbida o dura che sia, ma pur sempre debole ed elastica.

Ricordate Padre Dante nella Divina Commedia quando parlava dei giunchi che resistono ad ogni tipo di bufera grazie alla loro flessibilità?

Quei fili vegetali più robusti dell’erba che si piegano e ritornano immediatamente diritti senza mai rompersi?

Traslatevi mentalmente a ciò che rende possibile ogni rapporto umano, anche il più difficile: ELASTICITA’, PAZIENZA, COSCIENZA SOCIALE E UMANA, CARITA’, AMORE, DISPONIBILITA’…: devo andare a farmi rinchiudere in manicomio se mi permetto di citare tutto questo vecchiume romantico? Ditemelo.

Eppure il mondo ormai si sta muovendo solo sulla falsariga del calcolo digitale applicato ad ogni funzione, dai cessi a pulizia automatizzata dei boulevards di Parigi  ai sistemi di difesa  militare della NATO, al computo delle cozze in un vivaio.

Ormai quasi tutto il mondo cammina così, anche se al mercato del sabato il mio fruttivendolo di fiducia (un omino della bergamasca in trasferta) prima mi serve bene, poi mi fa lo sconto e alla fine mi fa un omaggio, e siamo maschietti indiscutibilmente veri, efficienti e “monodirezionali” nel senso tradizionale tutti e due, quindi non andate a pensare a chissà cosa.

E’ il famoso discorso che si piglia di più con una goccia di miele che con un barile d’aceto, non accoppiando ad esempio a pesate digitalizzate al microgrammo e costi digitalizzati al centesimo merce  “biologica” annaffiata solo da pioggia naturale fatta di acqua evaporata in cielo da una terra avvelenata dall’atrazina (più tutto il resto) e ampiamente irradiata da decenni, ma, per nostra fortuna, rigorosamente cresciuta senza concimi chimici a tutela della nostra salute…

A proposito, sapete perché le ultime generazioni sono così alte di statura? Solo perché il DNA dell’uomo è stato modificato dalla continua assunzione quotidiana di zucchero raffinato e trattato industrialmente secondo determinate procedure comuni ormai in tutto il mondo, solo apparentemente innocue e pulite.

I tre lenti veleni bianchi del III° millennio: Zucchero, Farina, Sale.

A che serve codificare ogni cosa? A farci perdere il sorriso.

A farci sentire più sicuri? Di che? Più protetti? Da chi? A semplificare i problemi del mondo? Che bisogno c’è?  Basta non crearli prima.

Ma a far così, non si perde il significato di tanti altri valori che ci rendono questa vita meno sgradevole e più accettabile?

Solo per avere noi poveretti anche l’illusione che così nessun riccone riuscirà più a sfuggire all’Ufficio delle Tasse e che Chi ci amministra farà finalmente giustizia globale?

Globale…mmm…brutta parola.

Giustizia nei confronti di chi? Di quanti e di quali? Perché? Funziona proprio così?

Anche la legna tagliata, messa in legnaia, ha bisogno di respirare e di un pò di spazio attorno a sé, se no ammuffisce, non come i pixel di uno schermo o i bite del vostro pc sempre pronti ed asettici, sempre lì a disposizione ma anche sempre tanto morti in assenza di una batteria carica o della corrente di rete.

Vedete voi se volete continuare a farvi “siliconare” anima e corpo (ma riimparate almeno a “respirare” correttamente l’aria, ahimè inquinata, che ci circonda).

LA MELA

25 Novembre 2009

Vi è capitato anche oggi di dover fare qualche telefonata importante e, una volta finalmente ottenuta la linea, vi è stato chiesto di strimpellare come dei deficienti sulla tastierina per non so quanto tempo per ottenere (non sempre) di poter parlare con un operatore in carne e ossa?

E’ una cosa infame, antipaticissima, anche perché possono essere subentrate delle vere urgenze, ma dall’alto qualche genio ha stabilito che quello tu gli puoi e soprattutto gli  “devi” rivolgere sono solo le domande che lui ha previsto…..e ti mette anche la musichetta per farti felice.

Senza contare che devi sempre fare gli interessi del gestore telefonico regalandogli (pagando) dei minuti di utilizzo linea assolutamente superflui.

D’accordo poi che ci vuole un po’ di ordine e che bisogna spesso sfoltire ciò che la gente chiede disperdendosi in particolari inutili abusando del tuo tempo e della tua pazienza, nonché buona educazione, ma effettivamente il panorama delle problematiche suggerite e che tu devi selezionare è sempre troppo limitato.

Pensate ad un sollecito automatizzato (in questo caso quello della Wind) di un pagamento non pervenuto:

1) Hai già pagato? Se si scusaci e digita 1

2) Non hai ancora pagato? Lo farai al più presto? Occhio alle more!digita 2

3) Non vuoi pagare? Ti sospenderemo il servizio digita3.

Ma a nessuno è venuto in mente che forse, se non c’è stato ancora nessun pagamento, la cosa può anche dipendere dal fatto che non è ancora pervenuta la fattura e che una domanda in tal senso dovrebbe essere in testa all’accertamento in atto?

E’ un mondo difficile, sempre più difficile.

E’ un mondo digitale fatto di tante piccole caselline, di miliardi di miliardi di piccolissimi scalini, non esistono più le dolci linee curve, come non lo è nemmeno nell’immaginario della donna moderna che si vuole spigolosa e magra ai limiti dell’intelligenza.

Altro che le curve sinuose del corpo di Felka Cirmeni, personaggio affascinante del grande Pitigrilli che con le sue novelle ha agitato (molto bene) i sonni della mia adolescenza.

Solo codici a barre e date di scadenza (anche per le Ostie della Comunione), ma si, pianifichiamo e codifichiamo tutto alla disperata.

METODO, PROGRAMMAZIONE, INTELLIGENZA….CONOSCENZA (sempre più facile da conseguire e senza troppo impegno)…

Sai a cosa sto pensando? Alla mela di Adamo ed Eva.

C’era proprio bisogno della CONOSCENZA? Non bastava una vita serena senza tasse, senza fame e sete, l’amore libero ed un mondo paradisiaco?

No, abbiamo esigito la CONOSCENZA anche noi, è un nostro sacrosanto diritto, no? ed è arrivata subito la fattura e nemmeno con pagamento a 30 gg.

Soldi ciccia, e allora, sfratto esecutivo.

Per me il buon Dio ci si è pure divertito mentre osservava le sue due marionettine in carne ed ossa tutte preoccupate per l’imminente trasloco dal cosiddetto Paradiso Terrestre e della mancanza di una valigia in cui infilare tutte quelle foglie di fico diventate improvvisamente così importanti e indispensabili per coprire un culettino tremolante.

Vi rendete conto che abbiamo voluto la CONOSCENZA e siamo ancora fermi ai tastini del telefonino o del pc?

Per noi CONOSCENZA ormai è sinonimo di “archivio di cognizioni” tutte belle incassettate, e magari sull’Hard disk di un pc, non serve capire per far proprio un concetto, c’è Internet, la interroghi e lei ti dice tutto, (sinché la batteria del pc è carica) e la COSCIENZA, figlia primogenita della CONOSCENZA, può dormire sonni tranquilli.

Ma saremo in grado poi di comprendere bene e sempre questo tutto che ci piove dalla Rete come manna dal cielo?

E siamo fermi anche sul concetto di PROGRAMMAZIONE e PRESELEZIONE, veri catenacci dello Spirito, e non riusciamo a fare il balzo qualitativo liberatore, tranne rare eccezioni che però non so quanto siano felici della cosa, perché aver saputo, aver capito, poi significa doversi comportare in conseguenza e non c’è più spazio per i sotterfugi e le piccole ipocrisie indispensabili per far finta di non aver visto, sentito o capito e la vita diventa ancor più difficile.

Noi siamo l’espressione materiale e vivente di una programmazione vecchia di milioni di anni, anche se sempre in lento fieri, il DNA.

Nell’immenso condominio delle cellule che costituiscono il nostro corpo materiale, esistono ancora, dopo tutto quel tempo, informazioni biologiche del tipo “muovi quella vibrissa per spostarti di lì” oppure “apri quel buco per far entrare quella cosa che serve a nutrirti” o quell’altro per espellerla perché ormai inutile, info legate da automatismi perfetti, vitali, a prova d’errore.

E sono proprio quelle colonie di cellule che, ben pilotate dalla materia grigia, hanno sempre “in memoria” il senso delle proprie funzioni, anche se l’evoluzione ha creato modifiche, ottimo, sono state migliorate, e così possono continuare a regolare automaticamente i flussi dei nostri liquidi vitali, della respirazione, della temperatura corporea, della crescita, delle difese contro agenti esterni nocivi che ci vogliono invadere…………e di tantissime altre funzioni vitali di cui ignoriamo quasi totalmente l’esistenza.

Un piccolo universo perfetto, una macchina divina.

Dai, forza continuate a strillare: io sono mio, io sono mia.

Quante volte avete ascoltato qualche deficiente esprimere questa bestemmia?

Ma se non siamo più capaci di preoccuparci d’altro che dei soldi del nostro Premier, delle partite di calcio, del nostro collega di lavoro che è meglio spiare perché non si sa mai…, di che auto nuova acquistare prossimamente, o di che cravatta indossare domani per far bella figura in ufficio?

Per non parlare di quelli per cui la più grande preoccupazione è quella di stare lì a guardarsi nello specchio angosciati da qualche Kg. di ciccia in più o in meno…o se fare le ferie in crociera sul Nilo o facendo shopping nella V° Avenue di New York (o anche in discoteca a Riccione per cuccare, tranquilli, non me lo sono dimenticato…)

Mi ricordo, quando facevo assistenza meccanica e come cuoco a vari tour organizzati nel Sahara Libico, quante volte ho sentito dire da qualche signora bene del gruppo a qualche occasionale amica di viaggio :…ma tu cara dopo questa faticata non pensi che ci farebbero bene un paio di settimane a Cortina, per riposare?…

Direte, che c’entra?, effettivamente poco sembrerebbe, ma io stavo pensando al casino che abbiamo ormai tutti in testa mentre cerchiamo di sopravvivere alla meglio in un mondo in cui bisogna vendere, comperare (o rubare), basta far soldi e accumulare tesori da portarsi nella tomba.

Tanto il Sapere lo abbiamo raggiunto.

E poi, con Internet in tasca, che tra l’altro è sempre disponibile e non necessita di grossi tempi di attesa per dare risposte certe, abbiamo ormai la sicurezza di poter sempre entrare a comando, nelle condizioni mentali ideali per gestire qualsiasi problematica scientifica, politica, economica, sociale e di vita.

Siamo sempre alla ricerca delle soluzioni “perfette”che ci siamo precostruite nella nostra mente e delle programmazioni che pensiamo essere liberatorie per le nostre angosce latenti,  facendoci milioni di seghe mentali (tutti, maschi e femmine, nessuno escluso) mentre intanto il nostro corpo funziona e vive quasi solo grazie a miliardi di automatismi naturali che se dovessero dipendere dalle nostre capacità gestionali  individuali non ci farebbero vivere un minuto di più.

Ma è possibile che il nostro cervello con i suoi 40 miliardi di neuroni non ha ancora trovato il sistema di far intervenire con effetti positivi il nostro potere decisionale autonomo anche su tante funzioni automatiche?

Pensate che bello, oltre che dire “oggi non vado a lavorare” poter dire anche “oggi non mi ammalo di tumore…”

Invece no, perché il nostro cervello è programmato per funzionare sempre correttamente e per far pervenire in ogni parte del nostro organismo ciò che gli serve, assumendo dall’esterno o espellendo tutto quanto ritiene necessario istintivamente, ma sempre e quasi totalmente per conto suo senza le inutili distrazioni della Ragione e dello Spirito sinché questi due strati di cipolla non si decideranno a maturare uscendo da quel limbo generato da egoismi, invidie, e guerre di ogni tipo, dentro e fuori di noi.

E’ solo colpa nostra quando le cose smettono di funzionare correttamente e ad esempio ci ammaliamo perché, con la nostra “intelligenza” e con la nostra razionalità ancora balbettanti abbiamo solo creato delle vere e proprie turbative al nostro sistema vitale collaudato sin dalla notte dei tempi e delle dimensioni (prima, seconda, terza, quarta…).

Logicamente ci sono delle scalarità, ma oggi, tanto per fare un esempio, anche i grandi luminari della scienza medica stanno scendendo alla conclusione che un’immensa quantità di tumori è esclusivamente di tipo psicosomatico.

Bella soddisfazione per l’uomo moderno e razionale, si vede che abbiamo proprio imparato bene ad usare la nostra RAGIONE.

Altro che l’albero della mela proibita, sì quello era il più grande e maestoso, perché si trattava dell’albero della CONOSCENZA, ma tutto attorno ce ne era un bosco intero di alberi di mele, e tutti carichi di frutta, solo che quelle mele, le catene del nostro DNA, chiuso come una cassaforte, non erano così raggiungibili come quella suggerita da quel rompiscatole di serpente.

Se la cassaforte era chiusa, e chi la ha chiusa non era certo un cretino, Dio mi perdoni, ci sarà stato un motivo che poteva anche trascendere le nostre più elevate capacità di comprensione, allora perché volerla scassinare ad ogni costo come un bimbo che vuol aprire un giocattolo per vedere come funziona e poi piange perché lo ha rotto?

Per scoprire di che colore è il rosso dell’uovo? La scienza è solo una scusa, il fatto è che la curiosità, quando è sorella della presunzione, può diventare malattia terminale, e questo è un caso tipico.

Dobbiamo fermare il carrozzone della ricerca scientifica? Proprio no di certo, ma chi si sognerebbe mai di iniziare ad esempio una fissione nucleare prima di aver predisposto ogni sistema per contenerla o almeno controllarla? Senza contare tutte le volte che “è andata bene” perché qualcuno dall’Alto ci ha evitato il peggio.

Ci sarebbero tante altre cose importanti su cui far convergere le nostre capacità di indagine, magari proprio dentro di noi, invece sempre lì, sull’orlo dell’abisso a scavarci la terra sotto ai piedi e, spaventati o increduli, a metter la testa sotto la sabbia invece che spaziare anche su nuovi veri orizzonti quando ogni tanto ci passa di fianco qualche straniero silenzioso, ci guarda negli occhi, alza una mano senza che ce ne accorgiamo e noi, improvvisamente, stiamo di nuovo bene.

Ti ho raccolto d’inverno su di un campo ghiacciato

Ti ho dato una cuccia ed una ciotola di cibo

Faceva freddo e ti ho permesso di dormire in cucina

Tu preferivi la mia stanza da letto

Ti ho fatto accucciare ai suoi piedi

Una notte ti ho trovato tremante sul bordo del letto

Qualche notte più tardi occupavi già il centro

Poi ti sei accucciato contro di me

Una notte infine, facendo finta di avere gli incubi, hai cominciato a

scalciare e mi hai buttato giù dal letto

Mi sono detto: cani basta

E ho preso un serpente

L’ho chiamato Salvatore

Lui sì che mi voleva bene

Di notte si metteva di fianco a me e non si muoveva più

Un giorno, un amico mi disse: sta attento perché quello ti si mette di fianco per prendere le misure ed essere sicuro di poterti ingoiare tutto intero

Adesso mi sono sposato e dormo con mia moglie

Ma ogni tanto qualche preoccupazione mi assale…

Smettere di voler entrare a tutti i costi in competizione con sé stessi e col mondo intero senza aver prima rimosse le nostre rigidità mentali e fisiche, soprattutto quelle della nostra schiena, che spesso ci si ostina invece a cercare di renderle efficienti, così ci sforziamo di organizzarle con le attività sportive, nuoto,  sci, corsa a piedi, bici, aerobica, culturismo, calcetto…per non parlare di tutti quegli sports estremi, come ad esempio  il volo a vela, le scalate, le attività subacquee e i mille altri che l’uomo moderno ha inventato, che  per essere praticati richiedono una solida preparazione fisica, oltre che mentale, e che deve essere sicuramente preesistente e già ben collaudata…

Sentirsi integrati e in forma non solo perché saltuariamente pieni di adrenalina e di endorfine come quando si esibiscono gloriosamente sacche di ginnastica e messe in  maschera  con le infinite multicolori “divise” sportive disponibili in mille vetrine specializzate e che fanno tanto sentire campione chiunque le indossi (fantastiche quelle dei ciclisti dilettanti della domenica che ti costringono a interminabili file in auto proprio quando avresti fretta…).

Non farsi mal ”coinvolgere” da pruriti estetici, sociali, psicologici che ci possono offrire la presunta sensazione di essere i primi della classe, pronti a esibire ipotetiche capacità di affrontare alla grande tutto e tutti (…compresa la nostra coscienza, un po’ più difficile da abbindolare…) e non confondere con certi presunti simboli commerciali di benessere, di salute o di estetica la realtà veramente positiva di un fisico equilibrato, elastico e robusto solo quanto serve, regno di una mente sicuramente positiva per sé e per chi gli sta vicino.

Serenità, distensione, distacco: anche la tigre affamata pronta per il balzo rimane in vigile attesa totalmente decontratta solo muscolarmente.

CHE FARE DA UN PUNTO DI VISTA PRATICO?

Vogliamo ricordare qualche ottima tecnica orientale? Tutti ormai sapete cos’è la New Age, il Tai Chi, il Reiki, il massaggio psicosomatico (anche le parrucchiere, verso le quali conservo la maggior stima perché quando vado a farmi tagliare i capelli da una di loro, almeno non mi parlano mai di Calcio..) e avanti tutta, più gente entra (al Luna Park o allo Zoo) più bestie si vedono.

Attenzione, ora non scherzo più.

Localizzate il vostro Hara e individuate i flussi del vostro Ch’i.

Imparate a respirare correttamente ricordandovi di possedere un diaframma: inspirare, espirare, attendere…

Aiutatevi periodicamente, se necessario, con l’autotraining (solo dopo che ve lo sarete fatti insegnare correttamente).

Camminare il più possibile a piedi nudi, meglio se sull’erba o sulla sabbia, e comunque utilizzando quotidianamente calzature “normali” (=con suole piatte”).

Servitevi, con le dovute cautele, di ogni tipo di  terapia che vi verrà prescritta o che sceglierete voi stessi, sotto la vostra diretta responsabilità.

Mantenete una doverosa ed equilibrata curiosità tecnica nei confronti di sistemi nuovi ed inconsueti (come il rolfing …sino alla manipolazione delle ossa craniche!), diffidate delle manipolazioni che mirano a dare solo reazioni spettacolari, le terapie emozionali come il rebirthing (dopo aver lavato il bimbo sporco, lo buttiamo via assieme all’acqua senza avergli insegnato o almeno consigliato a rinascere?), il biofeedback (la spinta a conoscere il proprio corpo in modo assillante e monodirezionale può essere curativa…dovrebbe esserlo…ma cosa succede quando apprendiamo che la nostra testa pesa 5 Kg almeno? ci cambia la vita? E che ne è di tutti quei disturbi che poi invece ci ostiniamo comunque ad ignorare come se non fossero il semaforo giallo della nostra salute?).

Amplificate gradatamente e costantemente il vocabolario ridotto dei movimenti che il nostro corpo utilizza usualmente (più o meno 2000…) per acquisire nella vita quotidiana una nuova e più amplificata intelligenza muscolare, sensoria, respiratoria e creando di conseguenza un nuovo spazio per il dorso nella mappa del cervello (ricordiamoci che il cervello si è sviluppato in epoche successive della storia dell’evoluzione, circa 35000 anni dopo la crescita della prima muscolatura dorsale: nella corteccia cerebrale, davanti, nel lobo frontale, ci sono le principali aree di motilità volontaria, nel lobo temporale, le aree sensitive per percepire consciamente tutte le parti del corpo ivi rappresentate ed in questo contesto mani e bocca rivelano di esser collegati ad una quantità esagerata di recettori ed emettitori sensoriali rispetto al tutto il resto (ricordate  l’espressione biblica_”imporre le mani”?)… dulcis in fundo, sembrerebbe quasi che la muscolatura del dorso sia destinata a dover lavorare al 90%  solo “in automatico”…

Evitate di  far “lavorare” chiunque sul vostro corpo come se si trattasse di un prodotto industriale fatto di vari pezzi; e se vi siete rivolti alle terapie alternative o di supporto, che dir si voglia, abbiate pazienza dopo ogni trattamento, perché se l’operatore lavora sulle sensazioni, sulle reazioni   neurovegetative, stimola talamo ed ipotalamo che non hanno rapporti con la parola: dopo aver   sollecitato positivamente un corpo anche sano, per un’ora intera bisogna saper attendere che la corteccia cerebrale, che è il centro delle idee e delle associazioni, sia disponibile a nuovi orizzonti non denunciabili a viva voce nell’arco di pochi istanti.

Migliorate, in continuazione e come traguardo quotidiano, durante i trattamenti, sia la qualità dei gesti  e della parola, che quella dei silenzi, dosando i contatti fisici con estrema cautela, non con avarizia o falsi moralismi, ma con la dovuta padronanza psicologica e tecnologica.

Voler star meglio o voler star bene? Qual è lo scopo? Portare il corpo e la mente “in ferie” o fargli sentire il profumo della vita?

 

 

Non ci sono zone più organizzate muscolarmente che nel dorso: perché allora tanti dolori locali?

Semplice: I muscoli anteriori sono in minoranza numerica e la “forza” che riescono a sviluppare, in confronto, è decisamente inferiore e nel gioco del tiro alla fune vince chi è più forte.

I muscoli posteriori sono più numerosi ed hanno più inserzioni sulle ossa rispetto ai muscoli anteriori

infatti Il 97% dei muscoli posteriori è multiarticolare e forma una catena continua dalla sommità del cranio, ai calcagni ed oltre sino alla punta dei piedi, mentre la muscolatura della parte anteriore si articola   secondo linee spezzate.

Anteriormente non esiste nessun interlegame muscolare diretto: i muscoli intercostali sono linee spezzate e vuoti pieni di tessuto membranoso.

Così si viene ad instaurare un rapporto di forze fisiche davanti/indietro  veramente  impari: è incredibile, lo so, ma la vera forza della parte anteriore del corpo umano risiede nello sguardo e non in qualche chilogrammo di fibre muscolari distribuite tra pettorali ed addominali…

Il ventre poi, a differenza dei retti posteriori che ci consentono di raddrizzare il busto caricato da pesi infinitamente più grandi di quelli che riusciamo ad innalzare con braccia o gambe (in pesistica si chiama “stacco da terra” e si parla sempre di quintali tutti assieme in un’unica soluzione) : insomma il “pancino” è la nostra parte muscolarmente più debole, pensate agli animali che non ne mostrano mai l’intimità se non per un atto di sottomissione dichiarata, nemmeno mentre stanno facendo sesso accoppiandosi.

E’ norma per moltissime persone del mondo moderno e cosiddetto civile cercare disperatamente  di ”costruirsi” una corazza muscolare anteriore come se una cavità gastrica ormai deformata e priva di ogni tono potesse venire recuperata esteticamente e funzionalmente solo da qualche esercizio ginnastico più o meno supportato dai soliti miracolosi meccanismi da palestra che la tecnologia del III° millennio riesce ad ammanirci più per motivi commerciali che terapeutici…

Perché possedere un busto cosiddetto “atletico”? Per mostrarsi meno vulnerabili? Più virili? Più belli?

Confessate: non certo per ragioni funzionali ma solamente estetiche.

Certo che bello è meglio che brutto, ma non esageriamo.

Sapete che la chirurgia plastica prevede folli interventi di inserimento di protesi di silicone anche nel petto maschile di chi vuole “ad ogni costo” apparire più forte, simulando pettorali da Nembo Kid senza però perdere tempo in palestra e additivi chimico-organici (e questo è un bene) o perché ha scoperto sulla propria pelle che anche certe pratiche ginnastiche ultrasofisticate riescono a risolvere ben poco nei confronti dei problemi di un ventre ipertrofico, iperrilassato e molto sensibile alle leggi di gravità?

Per di più: i muscoli della schiena si muovono sempre tutti assieme in blocco, come un unico grande muscolo e ogni azione, anche limitata ad un solo punto, comporta il coinvolgimento operativo di tutta la catena  che si articola  come il soffietto di una fisarmonica.

La ricerca di una spiegazione reale del comportamento di certi automatismi biologici così difficili da prevedere perché apparentemente immotivati e che scattano sistematicamente anche magari solo perché il nostro cervello ha registrato che noi usiamo preferibilmente certe posture (sbagliate) e ci “aiuta” a mantenerle poi nel tempo, è quasi impossibile perché conta un numero di variabili infinito, ma nello stesso tempo ci porta con dovuta misura a fare questa considerazione: la nuca è responsabile della schiena, la schiena delle gambe (e anche delle braccia), le gambe dei piedi: agendo sui piedi e sulle mani si potrà agire sulla nuca, etc…

E vi assicuro che funziona, anche una scoliosi, per dirne una, può essere corretta e riportata quasi a zero senza riti Woodoo, ceri accesi o sangue di galline sacrificate.

Anche quando il medico vi ha detto che non c’è quasi più nulla da fare, che dovrete abituarvi a portare i busti (che di solito, come la Minerva, stabilizzano i traumi) e così via.

Occhio, non sto parlando di vere ernie al disco, con fuoruscita dei medesimi dalla loro sede naturale e di altre patologie o traumi per cui ogni rimedio non chirurgico appare vano.

Largo ai medici competenti,bravi e responsabili che non hanno dimenticato il giuramento di Ippocrate (va ancora di moda anche con i medici della mutua?).

Automatismi biologici? Funzioni e parafunzioni previste a livello programmatico da sempre nel DNA di ogni razza vivente? Può essere: pensiamo per un attimo alla diabolica forza, allo scatto, all’agilità  e alla capacità di rimanere immobili, ma non bloccati come da un crampo, dei rettili che possiedono i muscoli spinali forse meglio organizzati del regno animale .

L’evoluzione nei millenni e le metamorfosi biologiche del  “dorso” umano ci hanno fatto conquistare (?!) la posizione eretta.

Ma è stata una vittoria totale e definitiva o esiste una evoluzione continua?

Visto che siamo così orgogliosi dei nostri equilibri verticali e altrettanto convinti di questa realtà che ormai dovrebbe essere inconfutabile e indelebilmente acquisita, cosa ci succede se stando in piedi, ad esempio, chiudiamo gli occhi e tenendo le braccia distese davanti a noi alziamo un ginocchio? Dove vanno a finire tante certezze?

E stiamo parlando solo di una delle funzioni che gestiscono il nostro corpo, ma le funzioni ed i   meccanimi sono infiniti ed in continua evoluzione.

Se è la funzione che crea e sviluppa l’organo, deformazioni come lordosi, scoliosi, cifosi, artrosi, ginocchio valgo, piede piatto, piede cavo, dito varo, alluce valgo, qualora non siano intervenuti fatti traumatici o non si tratti di malformazioni congenite, non sono forse tutte queste patologie citate le mutazioni e le conseguenze e non le cause dell’irrigidimento soprattutto della muscolatura posteriore?

Forse è meglio stendere un velo pietoso su tante ipotesi di comodo della medicina occidentale così

pronta a somministrare la famosa aspirina (ormai dai mille nomi) per tutto ciò che fa male senza  indagare a fondo sulle cause che possono provocare i disturbi.

Che interesse possono avere per una persona le problematiche della psicosomatica, una buona  conoscenza dell’anatomia del tronco considerata in rapporto a quella di altre parti del corpo umano?

Bisogna considerare che per comprendere a fondo certe cose, senza incorrere in facili errori di interpretazione, bisogna comunque acquisire certe basi scolastiche di tipo anatomico, anche senza dover arrivare a cieli culturali eccelsi, perché poi bisognerà compiere il secondo step che è quello di sforzarsi soprattutto a individuare l’origine di certe dinamiche non proprio così evidenti, usando gli occhi, la mente, le mani, il respiro e, per chi ci crede, quella che prudentemente chiameremo “intuizione sensoriale istintiva”.

Non tutti però sentono il bisogno di rivolgere a sé stessi le proprie attenzioni umane, affettive e persino terapeutiche, come invece faccio io da anni, dedicandomi anche agli altri per libera scelta, ma anche in questo caso molte notizie  faciliteranno la comprensione di meccanismi vitali di cui molti non ipotizzano nemmeno l’esistenza, e magari corrono dal medico perché proprio lui, che è fuori di noi e che di noi tutto sommato sa ben poco, ci risolva i nostri problemi di schiena in genere, anche prescrivendoci come già sapevamo, la solita aspirina.

Nel corso di questa indagine discreta ci possono aiutare tutti i messaggi corporali che ogni essere invia automaticamente in continuazione, anche in antitesi con espressioni del volto e con atteggiamenti generici  pilotati ad arte per una autodifesa più o meno motivata: anche l’essere umano più scialbo ed apparentemente insignificante possiede uno spirito che è solo paragonabile  ad un universo infinito, quindi … mai dare nulla  per scontato!

Bisognerà iniziare a cogliere il lato tridimensionale della struttura fisica umana, dalle realtà   immediatamente visibili o intuibili ad occhio nudo, ai segreti delle fibre più profonde, decodificandone i ruoli funzionali attivati dalla  massa cerebrale sia volontariamente che a livello inconscio.

Così potremo cominciare a comprendere l’origine delle posture e delle inevitabili contratture casuali o sistematiche che prima o poi finiscono per aggredire in ogni caso chiunque non si sia “organizzato” per tempo fisicamente e psicologicamente, ma sempre con riflessi dannosi sulla salute.

Se il nostro organismo è paragonabile ad un Pc, avrà anche lui tanti tipi di memoria, e tra le tante memorie a sua disposizione, ne esiste anche una muscolare puramente istintiva, sempre attiva, atavica, che altro non è se non quello stato di preallarme continuo generato dal nostro DNA, che, dalla preistoria in poi, magari in concomitanza con la più insospettabile delle sollecitazioni, esterne o interne che siano, e che potrebbero trovare agganci in nostre esperienze passate e forse  accuratamente ignorate dal nostro sistema di autodifesa automatico “prerazionale” e quindi tenute solo in standby, ma comunque rimaste indelebilmente memorizzate nella corteccia cerebrale (dai grossi traumi alle paure più semplici e normali).

Questa memoria che si manifesta spessissimo senza preavviso in potenti comandi automatizzati rivolti al sistema muscolare del dorso, nostra primordiale corazza (pensa alle tartarughe), che negli umani da normalmente semicontratto si irrigidisce totalmente per … proteggerci (purtroppo, nella consuetudine, in misura totalmente abnorme rispetto alle eventuali e giuste necessità del caso) e quel che è grave, poi nel tempo mantiene questa info, questo login che, proprio perché “automatico”, è difficilissimo da disattivare con l’uso della sola ragione.

Quante persone che si vantano di essere in armonia con l’universo e vogliono a tutti i costi mostrarsi alla grande, emettono “c” e “r” volitive, ma si concedono anche delle “r” mosce, desiderano apparire gradevoli, equilibrate, sicure, serene, piene di leadership, spesso non riescono in realtà a gestire correttamente nemmeno il proprio corpo irrigidito e sono sempre impegnate costantemente a dissimulare la loro condizione reale, al 50% fisica e per il rimanente psichica, cercando di ingannare non solo gli altri ma anche sé medesimi perché conoscere la verità, se si è onesti, significa esser chiari con sé stessi  e coerenti, costi quel che costi,  e di solito il prezzo è molto alto in termini di autostima.

Il nostro cervello, sempre attivo per nuove scansioni, al fine di individuare somiglianze e paralleli che possano offrirci l’appoggio di soluzioni positive già individuate per vecchie situazioni negative ormai superate, compie una vera e propria indagine tanto minuziosa e circostanziata quanto istantanea fra tutti quei neuroni che magari, in tempi ed  esperienze precedenti, erano stati indelebilmente coinvolti e impressionati (proprio in senso fotografico) in seguito ad un fatto negativo simile.

Queste  memorie, indelebilmente scritte nella corteccia, anche se apparentemente messe in sonno e ignorate   dalle nostre capacità reattive, ricreano precauzionalmente, di loro iniziativa, vari livelli di autodifesa, talvolta spropositati, tutto dipende dalla situazione momentanea dei nostri bioritmi già tesi come corde di violino oppure in ferie a Sharm El Sheik e così hanno origine le rigidità profonde del sistema muscolare che è programmato per ostinarsi a rimanere in stato di preallarme continuo nei casi gravi anche quando l’allarme è cessato e la “guerra” è  finita … persino  quando dormiamo perché la pompa sodio/potassio non dorme mai, col risultato che l’effetto di  certi inputs potrà venir sradicato solo con grandi sforzi sia da parte nostra che da parte di chi ci sta  aiutando a superare le nostre instabilità psicosomatiche pilotate consciamente  o inconsciamente.

Un esempio di reazione cosiddetta “incontrollata”?: la paura, lo stupore che “paralizzano”…

Anche in questo momento il nostro corpo sta effettuando migliaia di azioni  involontarie e automatiche, biologiche, meccaniche, termiche, elettriche, chimiche di cui non siamo consapevoli e che non potremmo né sapremmo gestire volontariamente: non perdiamoci in questo contesto in una ahimè forzatamente limitata ricerca empirica dei meccanismi di una verità lontanissima dalle nostre capacità umane di indagare  correttamente a fondo per risalire alle sorgenti di ogni comportamento fisico o mentale anche se supportati da diagnosi mediche e reperti radiografici ed elettronici, forniti dalle nuove tecnologie.

Bisognerà decidersi a camminare verso nuovi orizzonti e capire come diventano indispensabili competenza anatomica, preparazione tecnica, esperienza, bioenergia, sensibilità, delicatezza e forza assieme, disponibilità, apertura totale, voglia di mettersi totalmente in gioco, volontà e capacità di vivere i problemi e   l’attimo  altrui, compresa la sintonia del ritmo respiratorio e soprattutto l’umiltà di riconoscere che dove non possiamo arrivare con le nostre forze sarà onestamente corretto demandare  ad altri più validamente competenti la soluzione di quelle problematiche che vanno oltre alle nostre capacità.