Talvolta, di notte, mentre attendo che si completi il rendering a computer di qualche filmato che ho finito di montare, scanalo disperatamente su e giù per le frequenze televisive sempre nella speranza di veder qualcosa di meno angoscioso e più interessante di quelle 4 escort giovani ma stagionate e più o meno siliconate, terribile, tutte di plastica, che dimenano pancino e zone limitrofe: speranza vana.

Poi ci sono i numeri del lotto, gli oroscopi personalizzati e i giochini mangiasoldi via telefono, mentre le vendite di auto e di opere d’arte sono già terminate.

Poi i sistemi per bruciare chimicamente nel tuo pancino quello che sconsideratamente hai ingurgitato per anni, e ora hai scoperto che vivere leggeri è meglio che vivere pesanti, quando non è stata la sfortuna o qualche grave vero stress ad aver sbilanciato il tuo sistema endocrino e tu credi a chi ti rassicura che una ciccia vecchia di 15 anni la puoi eliminare in 30 gg. solo mangiando qualcosa d’altro.

Dulcis in fundo, tutta quella serie di pubblicità di attrezzi da ginnastica che dovrebbero far calar la panza anche ad un ippopotamo oltre che regalargli bicipiti da competizione, se non altro per lo sforzo continuo di smontarli e rimontarli in casa dopo ogni volta che li hai usati se no non ti muovi più nel megaappartamento che le tue floride finanze ti consentono e per ultimo le apparecchiature elettroniche per la cura di varie sintomatologie.

E qui mi fermo, non perchè queste ultime siano il traguardo delle mie ricerche quanto perchè effettivamente vengono offerte interessanti spiegazioni sui principi di funzionamento di queste macchine.

In linea di massima si tratta di apparecchi a vibrazione ma soprattutto a ultrasuoni che offrono sicuramente ottimi risultati con applicazioni locali: effetto vaso dilatatore, drenante, microstimolazione di vasi e terminali nervosi, nonché delle masse muscolari più o meno addormentate e una vasta serie di terapie complementari a quelle mediche tradizionali.

E’ l’invenzione della macchinetta per tagliare il burro.

Shatsu, Jin Shin Do (Digitopressione), la stessa Agopuntura e varie tecniche di massaggio sono già state inventate da millenni, da quando ciòè ci si è resi conto che il nostro organismo reagisce sempre positivamente a vari tipi di contatto con un altro corpo.

Non crediate che una agopuntura fatta rigorosamente in modo tradizionale preveda l’uso dei guanti in lattice, perchè l’ago deve anche trasmettere le bioenergie dell’Operatore.

Certo, l’Igiene, l’Asetticità e poi la Sterilizzazione, questa è una parola difficile e un’operazione realizzabile, non illudetevi e aprite bene gli occhi, solo in contesti tipo Sale Operatorie dove si interviene chirurgicameente sulle ossa , non certo nello studio del vostro dentista di fiducia, quella al limite si chiama “pulizia” ….

L’unico lato positivo della faccenda è che è un pò come aver comperato la bambola gonfiabile, cioè riesci a far tutto da solo (o quasi).

Ti curi quando vuoi, trovi i punti dolenti con una precisione che solo tu puoi avere, sempre che non si tratti di dolori “riferiti”, fai durare ogni applicazione per tutto il tempo che tu desideri, e soprattutto non devi uscir di casa e non ti ritrovi nessuno fra i piedi mentre ti gratti.

Il massimo dell’autonomia legato al massimo della resa e con una spesa decisamente abbordabile.

Perchè ho detto tutte queste cose?

Non sarò diventato venditore part-time di qualcuna delle Case Produttrici dei succitati prodotti?

Assolutamente no.

Le mie considerazioni, vanno più in là e cercano di valutare l’effettiva resa di queste vere e proprie terapie rispetto ad una seduta dal Biopranoterapista, che attraverso le sue mani riesce a far molto di più che un semplice trattamento analgesico o antiinfiammatorio.


Il problema permane nella credibilità del sistema da parte di chi non ha mai provato, vista la quantità di venditori di fumo a piede libero.

E qui fermerò le mie considerazioni ma non senza aver per l’ennesima volta cercato di far comprendere anche ai più restii che il nostro corpo genera attorno a sé un campo di energia biomagnetica che non solo funziona come scudo protettivo (invisibile, ma non per tutti), ma anche testimone  di piccoli e grandi disservizi biologici dell’organismo che lo genera, mostrando ad elementi sensibili come le mani “diagnostiche” di certi Operatori, o se preferite anche a strumenti elettronici di misurazione, le zone dove certe protezioni sono venute a cadere.

E dato che ognuna di queste zone (individuabile anche attraverso collaudati metodi scientifici tipo Vega Test) può essere opportunamente influenzata dall’esterno per cercare di porre rimedi sia localmente che, approfittando della conducibilità del nostro organismo, anche in profondità su ogni organo interno, si tratta solo di capire che se le mani di un Biopranoterapeuta producono emissioni di energia, misurabile strumentalmente quando e come si vuole a garanzia dei dubbi di tutti gli agnostici, questo tipo di emanazioni molto simili a quelle di tanti apparecchi terapeutici, compresi quelli che emettono radiofrequenza a bassi livelli e a bassime frequenze, quelle che regolano la quasi totalità dei nostri bioritmi, allora vuol dire che il nostro corpo non è un condominio di tanti pezzi di carne e di ossa, ma un’entità che va tutelata e curata come un unico tutt’uno, un’entità inscindibile in cui tutto è legato indissolubilmente nel proprio destino di vita.

Io spero che ernia iatale, artrosi cervicale e mali di schiena a parte voi non abbiate mai bisogno di trovare soluzioni vere e urgenti ai vostri problemi, ma di sicuro sappiate che il vostro corpo è come una corda di violino, facile a perdere l’accordatura, ma molto critica nel ripristino delle proprie tensioni vitali e cercar solo di togliere dolori e disturbi senza prima aver individuato la loro radice, è pura follia, a norma di Legge.

Ogni tanto mi chiedo se è così importante cercare di star bene fisicamente e psichicamente in un mondo che non sembra offrire grosse opportunità se non a pochi eletti che pare vadano molto d’accordo con un certo Belzebù, signore che puzza molto di zolfo.

Certo, salute e serenità sono una difesa biologica ineccepibile ma non posso smettere di chiedermi cosa ci faccio io in un sistema che premia immancabilmente i troppo forti (a discapito degli altri), i furbi, gli scorretti, i disonesti e quelli che danno di gomito per principio.

Io ad esempio, nel corso di una discussione, non potrei mai parlare mentre sta parlando un altro, anche se non sono d’accordo su quello che lui dice.

E non certo a causa di complessi di inferiorità.

Basta guardare qualche trasmissione sui Media, specie di politica o di costume per constatare che tutti, appassionatamente, parlano assieme e ognuno rimane rigorosamente della propria idea.

E il bello è che non si fanno nemmeno distrarre dai loro oppositori e continuano diritti per la loro strada a berciare onanisticamente.

Allora cosa ci vanno a fare alle discussioni?

Solo ad affermare il proprio io e le proprie convinzioni?

Gli altri non esistono, il verbo è solo loro: invidia, retorica, ipocrisia ed accidia trionfano incontrastate, e noi …. paghiamo.

Mi spezzo ma non mi piego …. sì ma rompiti, spaccati in due una volta per tutte.

Quando andavo a trovare papà, medico, in ospedale perchè mi doveva far vedere da qualche suo pari in camice bianco, litigavamo abitualmente perchè io volevo aspettare il mio turno in fila davanti all’ambulatorio invece che passare in prima posizione perchè “figlio di un collega”.

Perchè devo andare in Banca solo per portare e mai per prendere denaro?

Perchè tante attenzioni da parte dei benpensanti e di coloro che amministrano “la Giustizia” nei confronti di ladri, truffatori, assassini e venditori di morte che sembra che tutti debbano essere assolutamente “recuperati” alla Società con programmi e strutture speciali dedicati solo a loro?

Invece che buttar via la famosa chiave ….?

Perchè nessuno dei nostri Capi guarda in quel di Sulmona, anch’Essa colpita dal terremoto e semplicemente ignorata solo perchè la Pianificazione non aveva previsto che potessero esistere altri disagi oltre che all’Aquila?

Perchè l’Amministrazione del mio Stato deve preoccuparsi economicamente di Haiti quando ci sono ormai decine di migliaia di famiglie a casa nostra che non arrivano alla fine del mese con quei quattro soldi che miracolosamente ancora riescono a recuperare onestamente?

Perchè si continua a parlare di nuove infrastutture e di piani miliardari per la loro esecuzione quando abbiamo un Mezzogiorno traboccante di autostrade non finite, ospedali (uno anche nella nordista Milano, davanti al Monzino, Padiglione  specializzato in Terapie Cardiologiche) o carceri o case popolari iniziate e mai terminate e lasciate in balia dei vandali?

Perchè ci sono migliaia e migliaia di processi pendenti, civili e penali, e ci sono frotte di togati impegnati solo a cercar piattole fra i sottoposti del nostro Premier?

Perchè quando scoppia qualche scandalo e nessuno fa nulla, il buon Pannella inizia subito lo sciopero della fame?

Così come è messo di salute, non farebbe meglio a far lo sciopero delle ….. sigarette?

Quello sì che è un sacrificio insostenibile, vero? anche per la causa più santa.

Perchè solo i Gay e le Gay devono avere un giorno dedicato all’Orgoglio?

E io chi sono?

Anche io ho i miei orgogli privati, ma di me non gliene frega niente a nessuno.

Perchè tutte le annunciatrici dei Tg quando parlano di transessuali dicono sempre LE transessuali anche se questi esseri sono ottimamente forniti di tutti i noti attributi maschili indispensabili per l’emissione di liquido seminale?

E’ una questione di rispetto per la loro professione esentasse?

E già che ci siamo perchè tutti i nostri Amministratori se ne stanno con le fette di prosciutto sugli occhi e molto eticamente fanno finta di non sapere che la prostituzione rappresenta uno dei più grandi business a livello mondiale e insistono a non tassare miliardi e miliardi di Euro che rimangono nelle tasche di chi vive così spudoratamente ai margini della Legge e non abbassano anche così il debito pubblico?

Settimana scorsa mi è arrivata una cartella dell’INPS che mi intimava il pagamento di € 6,00 …. purtroppo ne sono arrivate anche molte altre che sarà molto dura pagare nei tempi consentiti.

Però, visto il costo della raccomandata, non potevano almeno fare un cumulo con la seguente?

Perchè la FIAT dice che lo Stato non l’ha mai aiutata  con contributi economici quando sono decine d’anni che ogni tanto mette in Cassa Integrazione i suoi dipendenti usando i soldi dei contribuenti che lo Stato le passa?

Perchè si continua a parlare di contenimento di sprechi e tra auto blu, choffeur, scorte, barbieri al servizio dei Deputati e affini non cambia nulla come lo stipendio dei politici che sono sempre d’accordo su una sola cosa, sugli aumenti dei loro stipendi?

Perchè tanto scandalo su un cretino a cui è “scappato” di dire che si fa di coca e non volerlo a Sanremo?

E’ prossima la chiusura di tutti gli spettacoli dove ci sono artisti, o delle sfilate di moda o di tanti altri, troppi siti infetti?

Perché, perché, perché io sono un cretino, un onesto cretino e chi è onesto e cretino è causa del suo mal e pianga se stesso.

Qualche numero indispensabile:

5 miliardi di anni, l’età della terra (secondo la datazione potassio-argo delle rocce) – 3 miliardi e mezzo di anni, apparizione della vita sul pianeta.

Ora cito pari pari dei dati da un testo molto serio:

Il più antico stadio di partenza della vita che ci è noto è quello delle cellule vegetali (!) l’alga blu- poi si passa da cellula asessuata come i batteri, a pesci con branchie e poi anche con i polmoni- quindi uscita dall’acqua (235milioni di anni fa) e rettili con ghiandole mammarie (200milioni di anni fa) – mammiferi con sviluppo dell’uovo nel grembo materno, (160milioni di anni fa) – primati (70milioni di anni fa) – ominidi tra i 40 e i 20milioni di anni sino finalmente “l’homo sapiens” (forse 1milione di anni fa) ed in ultimo “l’uomo sapiens sapiens” che 30000anni fa dipingeva se stesso ed il suo mondo sulle pareti delle grotte dove aveva fissato il suo territorio.

Ora che conoscete la cronistoria, tornate indietro di 300milioni di anni e puntate il mirino sui primi esseri viventi a cui l’evoluzione ha donato un cervello vero e proprio: i rettili.

Dopo un soffio di infinito, circa 160milioni di anni fa, avviene una grande mutazione, nasce il mammifero arcaico, dotato di una massa cerebrale nuova, complementare, che si assomma a quella del cervello dei rettili, e sino ad arrivare a 50milioni di anni fa quando i processi evolutivi edificano il nuovo cervello mammifero.

A questo punto sorge un problema di dimensioni galattiche: se nell’Universo la funzione crea l’organo e gli consente di migliorarsi da un punto di vista evolutivo, facendo al contempo sparire ciò che non serve, e se la natura non ha eliminato nessun “cervello intermedio”, ciò significa che questi 3 “ponti di comando” hanno funzioni ben differenziate e tutte egualmente utili.

Resta solo da capire come funziona il giocattolo.

Consentitemi tre aggettivi per questi cervelli, RETTILIANO il più antico, MAMMIFERO l’intermedio, NEOMAMMIFERO il più recente.

Il cervello  RETTILIANO contiene essenzialmente il software per l’esecuzione automatica delle funzioni di base della vita, nutrizione, bere, dormire, temperatura corporea, produzione ormonale, tutti i bioritmi, e i “programmi” per la gestione del movimento, l’istinto di fuga davanti al pericolo, a combattere per la sopravvivenza, a far sesso per riprodursi.

E tutto viene generato e gestito da pochi grammi di materia vivente, quella delle nostre ghiandole più vitali site nella scatola cranica, talamo, ipotalamo, epifisi ed ipofisi.

Che voi lo vogliate o no, gli altri due”fratelli” potranno al massimo ritardare, frenare o modificare ma mai annullare le pulsioni generate dal primo che agisce, non ragiona, le sue logiche sono già scritte.

E sono scritte da milioni di anni in cui ogni azione è stata attivata, vissuta e selezionata prima di venire definitivamente memorizzata.

E qui accade una cosa apparentemente strana, invece molto utile, cioè il cervello rettiliano, quando deve apprendere nuove funzioni, impiega moltissimo tempo per farle sue e inizialmente le trattiene come tali solo per tempi molto brevi, e poi dovrà ripetere moltissime volte il procedimento perchè quando poi dovrà agire secondo i nuovi criteri appresi dovrà poterlo fare in regime di totale indipendenza dai 2 fratelli maggiori, pena ritardi, errori, deviazioni e mancanza di tempismo.

Poi vi voglio vedere a fargliele dimenticare, tipo piede costantemente tenuto sulla frizione mentre si guida (?!) l’auto.

Nella nostra vita quotidiana fatta di lotte continue di ogni specie e contro aggressività sempre più sofisticate, questo nostro cervello rettiliano che conta di un’esperienza vecchia di centinaia di milioni di anni “…non modificherà il suo comportamento di un solo neurone, al contrario, non si può dire la stessa cosa del nostro cervello mammifero…”

Il cervello  MAMMIFERO, la parte limbica, al contrario del  RETTILIANO che fa in modo che la macchina uomo funzioni al meglio in modo riflesso senza alcun nostro intervento consapevole, funziona conservando in memoria l’esperienza per non dover continuamente riaggiornarsi ed apprendere ex novo.

Quindi si fida solo del frutto delle esperienze acquisite e delle memorie, elaborate, conservate.

Intelligenza=memoria.

Triste ma evidente, è il cervello “delle credenze e dei condizionamenti”.

Il cervello  NEOMAMMIFERO, il terzo e ultimo, sede operativa la corticale, è l’intelletuale che guarda in avanti.

Compie tutta una serie di elaborazioni che linkano passato, presente e futuro al fine di proteggerci.

Si, ma su quali basi si muove?

Il problema si focalizza drammaticamente.

Deve fare delle scelte: su che basi? Cultura, Etica, Politica, Giustizia, Ordine, Corpi professionali……….?

Con il peso poi di tutta l’influenza delle emozioni generate dal cervello  MAMMIFERO…che vuol dettar legge con la sua razionalità…che deve aver sempre la meglio perchè è capace di guardare solo a se stesso…

Il cervello  NEOMAMMIFERO è il veicolo col passaporto per il paese delle astrazioni, delle anticipazioni, delle critiche alla ragion pura, ma che non sa frenare l’istinto a urinarci addosso quando la vescica è troppo piena, non è il nostro link con Dio, sia ben chiaro.

Ecco pronto il compitino delle vacanze: usate i vostri cervelli  con un sistema operativo globale omnicomprensivo.

Come fare? Imparando innanzi tutto ad ascoltare serenamente i nostri tre grandi padroni: cervello, cuore e stomaco.

E poi? La strada è lunga ma ci si arriva, ci si arriva..

In questi ultimi tempi è saltato fuori dal nulla un mucchio di gente che, evidentemente aggiornatasi per questioni di lavoro o per interesse individuale, ormai “sa tutto” sul cervello umano e ci regala innumerevoli romanzi di stampo etologico-comportamentale su riviste, pubblicazioni, internet, carta dei Baci Perugina, confezioni di margarina olandese….

L’iniziativa è lodevolissima ma, in argomenti come questo, dobbiamo guardare ai contenuti senza troppe concessioni né alla fantasia né alla letteratura e soprattutto senza mai dimenticarsi che in certi casi improvvisare è “peccato”.

Ormai tutti sanno che possediamo dentro alla scatola cranica una materia grigia che chiamiamo cervello, che questa è divisa in due parti distinte e che la parte destra rappresenta il link ideale con il mondo circostante, quindi, azione, volizione linguaggio, espressione, scrittura, calcolo matematico… mentre la parte di sinistra gestisce emotività, concessioni all’irrazionalità, sentimenti, creatività, attività sintetiche di ogni tipo ed attitudini artistiche…

Benissimo, ora conosciamo l’aspetto delle “specializzazioni” ma queste “specializzazioni”, questi software, con quale “sistema operativo” vengono attivati?

Questo è il vero cuore del problema.

Ora, io non sono uno scienziato, tantomeno un medico, anche se ho vissuto lustri in sala operatoria per svolgere la mia professione, ma credo di avere avuto nel tempo la possibilità concreta  di impossessarmi di una visione molto chiara sul funzionamento del nostro cervello, soprattutto nel corso dell’esercizio pluriennale della mia disciplina di Arti Marziali in cui non si parla mai di combattimento o di difesa, ma si deve ”solo” cogliere l’attimo fuggente in cui l’avversario è tuo, e decidere se agire o no.

In tutta Italia forse ne sono rimasti 5 di questi Dojo, per fortuna,  perché ciò che vi si apprende è troppo pericoloso per poterne fare carne da macello in una qualsiasi scuola di difesa e/o offesa personale.

Ma torniamo a noi,  al sistema operativo che anima il nostro cervello.

Innanzi tutto il sistema non è uno solo, ma sono ben tre.

Come il mio Mac Book che lavora sotto Leopard, sotto XP-Pro e sotto Linux, a seconda di come lo gestisco.

Consentitemi di non citarvi tutte le autorevoli fonti scientifiche che avallano questa realtà ma di farmi dare una spiegazione in termini volgari, che di scientifico hanno ben poco come esigerebbero i puristi, ma che per questo motivo, sono sicuramente di maggiore comprensibilità.

Vi racconto un piccolo breve episodio di tanti anni fa.

Alla fine di un allenamento avevo portato a casa in auto (caso più unico che raro) il mio Maestro che, sbalordendomi perché non schiacciava mai mezza parola fuori dal Tatami, a un certo momento mi chiese se mi rendevo conto di guidare senza mai scostare più di tanto il piede sinistro dalla frizione.

Purtroppo, questo difetto, ormai superato negli anni con tanta buona volontà, l’avevo acquisito iniziando a guidare da incosciente oltre che da autodidatta e di nascosto per le stradine di campagna, su di una vecchissima 1100 Fiat color nocciola!

E il Maestro mi disse:…vedi, il tuo istinto si è impadronito di quel comando sbagliato, e ti sarà difficile in futuro disimpararlo…pensa piuttosto  a far tue in questo modo quelle poche ma micidiali tecniche che ti sto insegnando perché se tu dovessi mai usarle pensandoci, ragionando, e non agendo per istinto, saresti già morto ancor prima di muovere un ciglio…

Queste non sono fantasie estratte  da un film di avventure alla Bruce Lee, in realtà sono un criterio su cui si basa tutto l’insegnamento delle tecniche di offesa/difesa dei corpi militari speciali di tutto il mondo civile (e meno).

Spesso mi leggete mentre “sparlo” della ragione a tutto beneficio dell’istinto, ora è forse giunto il momento di andare a fondo della questione.

Sperando che la cosa vi interessi, anche perché secondo me è vitale sapere sempre cosa sta succedendo nel “condominio” di cellule che compongono il nostro corpo, vi preannuncio un seguito dedicato a questo argomento e non è escluso che i più curiosi ed attenti di voi si vedano aprire orizzonti mai nemmeno immaginati.

Grazie per l’attenzione e al prossimo post.

La nuca è strettamente collegata con le spalle (il suo muscolo più superficiale, il trapezio, è anche un muscolo delle spalle, quindi ogni tipo di tensione, di contrazione che abbiamo nelle spalle, si riflette anche a livello della nuca).

Chi non ha sperimentato che quando si studia molto, quando si guida a lungo, quando si compie un lavoro faticoso, accompagnato anche da uno sforzo della concentrazione, a un certo punto, istintivamente, viene da massaggiarsi la nuca?

Tale comportamento estremamente naturale, indica che in quella zona si è accumulata e bloccata una grande quantità di energia.

Infatti la nuca, irrigidendosi, fa sì che i messaggi del corpo che urla la propria stanchezza non giungano al cervello e che domini solo il transito chimico-fisico-elettrico dall’alto verso il basso.

Come un capo (il cervello, la volontà) che ordina al suo esercito di obbedirlo, ma che rimane perfettamente sordo ai messaggi che gli pervengono dai suoi fedeli: chiude in un unico senso le vie di comunicazione, tenendo aperti i microfoni ma spegnendo gli altoparlanti che non trasmettono altre voci che non la sua e per farlo non deve far altro che bloccare localmente i muscoli.

Se si aggiungono a ciò i difetti posturali già menzionati, la nuca negli anni tende a diventare una specie di tavola rigida, che provoca una progressiva anchilosi, cioè artrosi delle articolazioni delle vertebre.


IL CAPO

La cultura occidentale ha sempre considerato questa la parte più importante del corpo, perchè è la sede delle funzioni superiori, perchè infine ci consente di tentare di metterci in contatto con l’Assoluto.

Non sembra che nemmeno le scimmie si sforzino in tal senso e che non diano segni di avvertire certe pulsioni che d’altronde anche gran parte della Società “moderna” tende a dichiarare ridicole, inesistenti od immotivate cercando nell’ateismo più sfrontato e pure illogico la scappatoia per illudersi di esser autonomi e liberi da ogni condizionamento sociale ed etico.

Moltissimi studiosi di ogni paese, di ogni estrazione culturale, religiosa e politica si trovano d’accordo sul ritenere che il cervello abbia una potenzialità incredibile ed ancora sconosciuta e che questa venga utilizzata nella vita quotidiana solo in minima parte.

L’uomo ha studiato e sviluppato tecniche ed esercizi mentali per permettere  alla sua mente di sganciarsi dai più tangibili messaggi corporali.

Il più comune e noto di questi sistemi è l’ascesi, in tutte le sue forme.

Tuttavia esiste anche un filone di pensiero, molto antico, che ritiene che l’equilibrio e lo sviluppo delle capacità superiori siano invece collegati ad uno stato di libera circolazione di energia nel corpo, dove la testa percepisce i suoi messaggi in maniera naturale e il corpo percepisce serenamente i comandi della mente in maniera spontanea senza alcun limite o conflitto.

Analizziamo ora la testa in dettaglio con tutte le sue numerose componenti:

Il volto è caratterizzato dalle “sette porte”  cioè bocca,  narici, occhi, orecchie, gli strumenti che ci consentono di percepire gli stimoli esterni e di comunicare.

Ciascuna di queste porte riveste un ruolo importantissimo, ma soprattutto le labbra, la bocca e gli occhi, sono l’espressione diretta dell’attività della psiche.

Ricordate?: “gli occhi sono lo specchio dell’anima”, ma anche le parole, la bocca e le sue espressioni, i suoi atteggiamenti esprimono stati d’animo che difficilmente possono venire dissimulati.

Pensate ai fumetti più stilizzati, dove è sufficiente modificare la linea delle labbra per esprimere il tipo di emozione che si desidera, con la certezza di non essere fraintesi.

All’interno delle labbra c’è la lingua che oltre alle sue capacità sensitive, gusto, temperatura e tatto ha la funzione di generare la parola.

Così il soffio d’aria che esce dai polmoni, in gola diventa voce, a livello della bocca diventa parola, espressione del nostro pensiero, e le parole possono esprimere qualunque tipo di situazione, di pensiero, di emozione.

La vita insegnerà a controllare questa funzione, a non esprimere se non con molta attenzione le parole, per non dover poi subire conseguenze negative indesiderate.

Ecco che invece il bambino, quand’è piccolo e non ancora né smaliziato né condizionato dalle convenzioni sociali, si comporta in tutt’altro modo: prima di aver appreso ad usare le parole, emette suoni potenti ed altrettanto comunicativi: con il pianto e con il riso, con semplici richiami riesce ad esprimere con forza i suoi stati d’animo, le emozioni provate e comunica allo stesso modo di una persona colta che stia utilizzando un linguaggio forbito.

Del cervello parleremo un’altra volta, se ne sarò all’altezza.

Meditate gente, meditate, osservate, studiate e imparate…ma non dimenticate che se il dotto sa tutto, il saggio sa anche di non sapere.


Il collo è zona di passaggio fra due grandi parti del corpo:   torace e cranio.

E’ un’importantissima zona di traffico di flussi, quindi estremamente complessa da un punto di vista ergonomico e di spazio e vi si trovano due aree di grande importanza, quella anteriore e quella posteriore.

Oltre alle ossa (le vertebre cervicali) soprattutto sui fianchi, abbondantemente protetti da fasce muscolari potenti per loro natura, vi passano vasi per la circolazione del sangue, nervi, vasi linfatici…

Nella parte anteriore sono localizzati gli organi della voce, della fonazione  e quindi della parola.

Nella posteriore, la nuca, che contiene il midollo allungato, la parte del sistema nervoso dove hanno sede le funzioni vitali più primordiali come la termoregolazione, la funzione respiratoria, il sistema vegetativo, le funzioni pressorie, e così via…

Il collo è pertanto una struttura molto complessa.

Di fatto la componente muscolare dovrebbe rimanere per tutto l’arco della nostra esistenza sempre molto morbida e sciolta, per consentire il regolare passaggio di tutte le funzioni vitali in transito tra la parte superiore, il cervello e le parti più basse, a partire dal torace.

Il collo è vero crocevia di passaggio dove le emozioni diventano qualcosa di superiore, diventano pensiero e bioenergia.

Come ho detto, il collo è anche la zona di passaggio dei grandi vasi che portano il sangue al cervello, quindi ogni tipo di contrattura della muscolatura del collo e della nuca, ha come primo risultato un progressivo rallentamento dell’ossigenazione cerebrale.

Questo accade più facilmente negli anziani, perchè, è purtroppo naturale e fisiologico che si sviluppi l’Artrosi della colonna cervicale (col tempo, con l’uso e l’abuso…)

E la colonna cervicale è molto particolare e complessa, in quanto all’interno delle apofisi laterali delle vertebre cervicali scorrono anche le arterie vertebrali e migliaia di fasci nervosi.

L’Artrosi Cervicale dunque produce una progressiva compressione di queste arterie e un conseguente stato di ipoossigenazione cerebrale cronica.

Bisogna poi parlare della deglutizione, funzione importantissima sia dal punto vista fisico, sia da quello psicologico.

Per quanto riguarda l’apparato digerente, essa rappresenta il passaggio tra coscienza ed incoscienza; al di sotto della glottide l’apparato digerente diventa vegetativo, al di sopra invece, le funzioni rimangono volontarie.

In sostanza noi possiamo mettere cibo in bocca e poi sputarlo, ma se l’abbiamo deglutito non possiamo più riportarlo indietro, a meno di non vomitare tutto indiscriminatamente.

Questo fatto ha un valore anche simbolico, infatti i modi dire “ingoiare il rospo” e “avere un nodo alla gola” e così via, indicano costantemente qualcosa che non va né su né giù, cioè qualcosa che la la mente vuol farci ingoiare, ma il corpo, in qualche modo, per la sua contadina e primordiale saggezza interiore, non riesce proprio a “digerire”.

Come si può notare si è utilizzata una serie di termini fisiologici per indicare invece delle situazioni psicologiche.

Anche la paura provoca un blocco a livello del collo, come  nel caso del  famoso “urlo strozzato”.

Viceversa, si può soffocare un urlo di gioia o di stupore, e tutte queste forme sono caratterizzate da una contrazione della muscolatura del collo.

Sempre in questa zona è allocata una ghiandola endocrina importantissima, la tiroide, che è aderente alla laringe e alla trachea e quindi, in qualche modo, tende a risentire di questo stato di tensione.

Molto spesso le disfunzioni della tiroide sono state collegate a stati di stress cronico…

Anche la voce trova la propria realizzazione nel collo, i suoi toni variano da individuo a individuo, dai più gradevoli a quelli più sgradevoli, ed ognuna di queste “modulazioni” rimane sempre perfettamente in sintonia con la forma psicofisica: la voce esprime con grandissima precisione stati d’animo particolari, come quelli dell’individuo agitato, innamorato, arrabbiato, impaurito, e così di seguito, e spesso non è nemmeno necessario vedere di persona chi parla, ma è sufficiente ascoltare il tono della sua voce per individuare il senso dei messaggi che vorrebbe trasmettere anche inconsciamente, perchè anche l’essere umano più autocontrollato non è in grado di cammuffare natura, sentimenti, pulsioni, stati di preallarme e così via.

La voce è prodotta dal passaggio dell’aria attraverso una colonna vuota controllata da due strutture muscolo-tendinee, le corde vocali che essendo il terzo diaframma del nostro corpo (il primo è la pelvi, il secondo è il diaframma toracico) esprime gli stessi blocchi e le stesse contrazioni che si riscontrano negli altri due livelli inferiori.

Disturbi a conseguenza della restrizione della respirazione


Disturbi legati all’attività cardiaca: lo stress è un potente nemico del cuore, soprattutto delle coronarie e dei grandi vasi toracici, in quanto uno stato di tensione cronica, anche non esagerata, ma che duri per anni, tende progressivamente a bloccare l’onda pressoria con l’irrigidimento dei vasi già magari semiotturati da prodotti di scarto che il nostro organismo non è riuscito ad eliminare correttamente.

Questo fenomeno porta a gravi disturbi ed è individuato con il nome di “ipertensione arteriosa” (malattia ormai considerata sociale a prescindere dal fatto che possa anche risultare ereditaria).

Per quello che poi riguarda le coronarie, la loro costrizione cronica induce ad un danno progressivo del muscolo cardiaco che risulta ipoossigenato.

Interessa conoscere i corretti componenti di un modernissimo cocktail di nome Arteriosclerosi?

Aggiungiamo a piacere, ai componenti noti, fumo, alcool, stupefacenti, alimentazione con un eccesso di grassi, zuccheri e proteine, insistiamo a non svolgere alcuna attività fisica, agitiamo bene e, già che ci siamo, aggiungiamo qualche forte pulsione emotiva, ed avremo trovato la scorciatoia per l’Infarto.

LE SPALLE E LE MANI

Le spalle e gli arti superiori, braccia e mani, sono quella parte del corpo destinata all’azione, che si esplica dal mondo esterno verso di noi e da noi e verso il mondo esterno.

Sono, soprattutto le mani, il nostro sistema per comunicare con il mondo.

Le mani sono collegate allo sviluppo della corteccia cerebrale: se rileviamo con strumenti elettronici adeguati i messaggi che essa emana, tenendo sotto osservazione le zone di corrispondenza tra cervello e corpo, vediamo che una gran parte della sua superficie è collegata alle mani ed in particolare al pollice (opponibile alle altre dita), artefice quest’ultimo, secondo molti studiosi, nella storia dell’evoluzione naturale, della crescita di un pensiero cosciente nell’umanità, che nel tempo le ha consentito di sviluppare tecnologie superiori rispetto a quelle delle altre specie viventi presenti sul pianeta

(attenzione, sto parlando di tecnologie e di comportamenti).

Interessante notare le differenze fisiologiche tra arto superiore destro e arto superiore sinistro, evidenti anche se non così tanto come le chele dei granchi che possiedono un chela destra sproporzionatamente più grande di quella sinistra.

Siamo proprio sicuri che è la funzione della nutrizione che in quell’arto ha modificato nei tempi le dimensioni?

Si sa, i millenni scorrono, la funzione crea l’organo… ma allora perchè non esistono anche granchi mancini nel grande disegno del mondo vivente?

Storicamente la mano destra è quella che scrive, quella che regge lo scettro del comando, e chi più ne ha, ne metta…

La sinistra, da sempre, è la mano del cuore…

Perchè i colpi più devastanti, come certi Dim Mak, in Arti Marziali, vengono portati con la mano sinistra?…

Guai a cercare di colpevolizzare i mancini, a cercare di rieducarli ad essere destrorsi nell’espletamento di ogni funzione, ma l’educatore discreto ed attento non si dimentichi mai dell’esistenza di certe differenze che sono solo la manifestazione di come siamo naturalmente programmati psicofisicamente tramite la corteccia cerebrale e come dobbiamo esser guidati e aiutati nel momento della crescita.


La gabbia toracica è quella parte del nostro corpo che contiene le ossa e i muscoli che hanno la specifica funzione di proteggere l’apparato respiratorio e l’apparato cardiovascolare.

Nel torace le forti pulsioni viscerali subdiaframmatiche cominciano a divenire socialmente esprimibili e prendono il nome di emozioni e sentimenti.

Tutta la letteratura, ad esempio, indica nel cuore la sede di quel particolare sentimento che tutti gli uomini possono provare almeno una volta nella vita: l’amore.

Nella gabbia toracica avviene anche la respirazione per cui la colonna d’aria che viene espulsa a livello della glottide, potrà divenire voce: nel torace quindi nasce l’emozione dei suoni, il movimento ritmico battito cardiaco ricorda il movimento delle onde del mare,  lo scandire di un lontano tamburo, ritmi, bioritmi…musica, armonia.

La gabbia toracica, nella sua fisiologia, è una struttura sempre in movimento in gran parte generato e condiviso dal diaframma (iniziate a comprendere il senso di tanta attenzione dedicata alla respirazione soprattutto dalla cultura Yoga?).

In tutte le direzioni essa dovrebbe essere dinamica e vibrante, ma ciò si verifica poco frequentemente, se non nelle persone attente a queste problematiche e molto allenate.

Perché?

Perché qui le tensioni sono originate dal blocco dei nostri quotidiani impulsi primordiali al combattimento per la sopravvivenza (impulsi ormai addomesticati dalla Società benpensante e spesso rintanata nei propri gusci, e convertiti in comportamenti più difensivi, per convenienza, che offensivi nell’ambito delle relazioni interumane).

Questi impulsi si localizzano soprattutto posteriormente nei mammiferi superiori che combattono con le zampe anteriori: noi, uomini, quindi, usiamo a nostra volta, braccia e spalle.

Il combattimento simbolico nella nostra società è condizione ed origine di quello stress cronico che blocca la muscolatura superiore, facendola diventare una vera e propria piastra compatta di protezione.

Non è forse vero che quando temiamo di essere colpiti tendiamo a ruotare su noi stessi offrendo al colpo in arrivo la parte che riteniamo istintivamente più forte e protetta, cioè la schiena?

Posteriormente, è scientificamente provato, si localizzano soprattutto le tensioni antisociali; anteriormente, nella sede del cuore, si localizzano soprattutto emotività e sentimenti.

Quando subiamo qualche delusione, qualche umiliazione, qualche aggressione emotiva, la zona anteriore del torace si contrae per proteggere il cuore, e progressivamente, anche questa zona si irrigidisce fino a trasformarsi in quella che Reich aveva definito la corazza muscolare: davanti una corazza che protegge dalla sofferenza, dietro una corazza che blocca gli altrui scatti di aggresività e di antisocialità, sotto, il diaframma a sua volta irrigidito, nello sforzo teso a controllare questa potente forza vitale, queste pulsioni che in qualche modo potrebbero danneggiare la nostra immagine della realtà sociale.

Risultato?

Un grosso sovraccarico di lavoro del muscolo cardiaco che non è più aiutato dal diaframma nel far circolare il sangue, che non viene più correttamente lubrificato nella zona del pericardio, e anche una minor circolazione di aria nei polmoni, specie nella parte apicale.

Quindi minor circolazione di ossigeno nel corpo, ed in particolare nel cervello, per cui la respirazione si riduce ad una piccola, superficiale e limitata immissione di aria nella parte intermedia del torace.

Meno ossigeno=più stanchezza, umore nero, depressione…

Perché possiamo piangere talvolta anche a singhiozzi?

Perchè quando siamo feriti da forti emozioni il nostro DNA (in senso figurato) si ribella e subito si attiva per scuotere in automatico tutto il torace, e perché no?, anche tutto il corpo, con questi movimenti “ di risveglio” molto forti, del diaframma e della cassa toracica.

La nostra cultura ci ha insegnato per secoli a reprimere emozioni, applicando questo blocco sin dalla più tenera età, perchè “non sta bene” esprimere apertamente e rumorosamente determinate emozioni che possono venir pacate, se non addirittura represse (sempre secondo le aspettative degli altri che si arrogano il diritto di decidere per noi o perlomeno di poterci giudicare).

Queste emozioni invece sono una forza viva che esiste, e così, invece di potersi esprimere all’esterno, magari attuando un minimo di self control, finiscono così per diffondersi subdolamente nei muscoli della gabbia toracica, irrigidendoli progressivamente.

E’ molto triste osservarne le conseguenze, ossia come, di fatto, una volta diventato adulto (secondo i canoni della Società a cui appartiene), l’uomo “normale” tenda ad assumere rigidi comportamenti automatici, incapace di azioni non già precodificate dalla cultura del suo gregge, e guai a chi esce dal seminato…!

Un diaframma bloccato è come la superficie di un oceano privo di moto ondoso.

Se le onde non si trasmettono, come in un mare immobile, il corpo rimane bloccato nell’espressione delle emozioni, le parti muscolari progressivamente si irrigidiscono e l’onda del respiro tende a dissolversi così come le capacità di comunicare serenamente e liberamente, di accostarsi alle difficoltà della vita con il giusto spirito, con la necessaria energia e l’indispensabile realismo ottimistico (guai a voler considerare sempre e solo l’altra parte del bicchiere, di norma metà vuoto, e mai quella metà pieno).

Avremo creato un automa efficiente, cattivo quel che basta per difendere sé stesso e sopravvivere e addirittura prevalere sulla realtà circostante, ma l’homo sapiens paga pesantemente questa freddezza artificiale con una serie di disturbi psicosomatici anche quando apparentemente nulla sembra più scalfire la sua corazza.

Nel prossimo post parleremo dei disturbi  consequenziali alla restrizione della respirazione.

Questa articolazione ha la funzione precipua di ammortizzare il peso del corpo negli spostamenti, evitando così anche stress più importanti alla colonna vertebrale.

La sua costituzione anatomica è quella di due capi articolari separati dai menischi che sono dei veri e propri cuscinetti di ammortizzamento.

Il blocco del piede e della caviglia non può non influenzare direttamente l’articolazione del ginocchio, che tende a sua volta ad irrigidirsi, specialmente durante la posizione in piedi da fermi.

In aggiunta a questo tipo di blocco, dobbiamo anche considerare l’uso “civile e moderno”, sempre occidentale, di sedersi sempre soltanto su sedie e poltrone, nonché di certi abbigliamenti “alla moda” per nulla comodi ed ergonomici: questo fa sì che l’articolazione del ginocchio si muova quasi sempre soltanto in avanti e indietro, ignorando la possibilità di muoversi lateralmente.

Mobilità di piedi, caviglie e ginocchia, significa spesso e volentieri mobilità di gambe e bacino.

Vedi parecchie posizioni Yoga, o molto più semplicemente osserva come sta seduto un bimbo di nove mesi ancora in possesso di tutta la dovuta mobilità alle articolazioni di gamba e bacino…

Non dimentichiamo poi che star seduti a terra sulle proprie gambe, cioè sulla parte inferiore del nostro corpo, implica comunque il mantenimento della corretta posizione del nostro baricentro in basso, mentre star seduti “all’occidentale”, fa si che questo baricentro venga arbitrariamente spostato in qua e in là nella colonna vertebrale, affaticandola e costringendola a posizioni di compensazione, a posture che inevitabilmente porteranno queste articolazioni a causare nuovi disagi fisici e patologie ormai scontate per l’uomo moderno come l’Artrosi del ginocchio in primo posto, ed al secondo, l’Artrosi dell’anca, poi all’Artrosi cervicale…

ANCA E PELVI

L’articolazione dell’anca è la più mobile fra tutte in quanto, in condizioni normali, la sua capacità di rotazione abbraccia 180° (attenzione sto parlando di articolazione di osso singolo contro osso singolo, non come ad esempio nel caso del collo dove c’è un’intera serie di ossa che compartecipano tutte assieme al movimento, le une in sintonia con le altre!).

E questa situazione non dovrebbe mai cambiare, ma ahimè, nella vita quotidiana è purtroppo normale assistere al blocco funzionale in un primo tempo, e poi anatomico di questa fondamentale articolazione, man mano che gli anni trascorrono e la gioventù si allontana.

Per l’anca vale tutto quanto già detto a proposito del ginocchio in riferimento a tutti i discorsi sugli usi e costumi occidentali e moderni ed è proprio il non utilizzo completo della sua articolazione che finisce per ricoprire il non invidiabile ruolo di grande ammalata protagonista dei nostri giorni.

Si tenga ben presente che la stupenda elasticità naturale di un bimbo piccolo non verrà persa nel corso degli anni, come si potrebbe pensare, per un processo naturale ed inevitabile di invecchiamento, ma per un suo scarso utilizzo ed un effettiva ignoranza relativa alle sue reali possibilità.

La pelvis, o piccolo bacino, è il contenitore osteomuscolare dei visceri addominali.

Di particolar rilievo, localmente, il perineo, pavimento muscolare della pelvis e quindi dell’intero addome, attraversato da due sfinteri: quello anale e quello vescicale.

L’ADDOME

E’ la parte compress tra pelvis e diaframma.

Nell’addome sono contenuti fegato, cistifellea, pancreas, milza, reni, stomaco e gran parte dell’intestino.

La maggioranza delle patologie moderne come epatiti, ulcere, calcolosi, pancreatiti, coliti e tumori, interessa quest’area, e non è un caso perchè l’addome è una miniera di patologie dal punto di vista psicosomatico in quanto in esso ed in particolare nell’apparato gastroenterico, le emozioni più primitive ed istintive come rabbia e paura si esprimono con un linguaggio somatico negativo, non avendo trovato uno scarico chimico-fisico-elettrico tramite le parti “geograficamente” allocate al di sopra, che consentono sbocchi per trasmettere, in misura liberatoria, energie in eccesso, tramite il linguaggio e le azioni rivolte al mondo circostante.

Dal punto di vista energetico ecco quindi comparire ben manifesta l’importanza del muscolo diaframma come elemento di controllo e quindi anche di possibile blocco delle negatività che non vogliamo o non riusciamo far emergere.

Il diaframma è l’unico muscolo del corpo che nella normalità “lavora” senza dover essere attivato volontariamente, ma è comunque soggetto, per poter sopperire in tempo reale ad ogni esigenza, alla possibilità di esser posto, sempre e immediatamente, sotto il controllo della volontà individuale.

Il diaframma può esser definito, con diritto, orizzonte della coscienza perché in ogni istante possiamo esser consapevoli di ciò che si muove al di sopra di questo muscolo sia in termini fisici come il battito del cuore, l’aumento della sua frequenza, il diverso ritmo respiratorio, sia in termini psichici come il mutamento dello stato mentale, dei sentimenti, il sopraggiungere di nuove emozioni, etc.

Al di sotto, si avvertono invece i movimenti viscerali dell’esistenza come la rabbia, la paura, il piacere, ma tutti questi movimenti energetici di forte spinta devono trovare nel sociale una sorta di freno.

La funzione del diaframma è per elezione quella di necessario “guardiano” in grado di bloccare tutte le negatività o gli eccessi provenenti dalla nostra visceralità quando ci rifiutiamo di accettare socialmente un qualcosa e lui allora si comporta come un cancello.

Ma come ogni cancello funziona a doppio senso ed ogni blocco interposto per impedire una presunta negatività, si traduce spesso e volentieri in un blocco fisico globale.

Tutta la circolazione dell’energia ne viene compromessa col risultato di diminuire drasticamente, così come si riducono proporzionalmente vitalità e grinta per muoverci nei mai troppo semplici percorsi della nostra esistenza.

La ricorrente ipocrisia, che scopre la sua natura nel non voler ascoltare certi messaggi del nostro corpo, anni addietro si era pure autocostruita una nuova patologia di comodo: la “sindrome da fatica” degli Yuppies, un po’ come “il ginocchio della lavandaia” dei romanzi di J. Klapka Jerome.

Era persino stata ipotizzata una sua origine causata da un virus esterno, così come in tante altre situazioni, sino all’altro ieri, la medicina occidentale si è preoccupata soprattutto di individuare obbiettivi al fuori della nostra coscienza su cui accanirsi con interventi farmacologici o chirurgici.

Sicuramente, la maggioranza delle teorie mediche figlie della nostra cultura occidentale sono valide (sino a dimostrazione di prova contraria), rimedi e terapie, più o meno invasive, comprese, ma, senza assolutamente privarle del loro valore, potremmo ad esempio considerare con un minimo di buona volontà nel sopracitato caso relativo agli Yuppies, e tanto per relegarlo in un perimetro ben preciso, come qualsiasi essere umano che si sottoponga selvaggiamente e senza alcuna misura a stress molto elevati, senza alcuna consapevolezza dei propri processi psicocorporei e naturali, sia predestinato a diventare inevitabilmente in breve tempo un vero e proprio fascio di tensioni, cioè di blocchi muscolari (probabilmente con un interessamento importante del diaframma) e quindi soffra di un consistente rallentamento nella circolazione dell’energia, causa principale di un’invincibile senso di stanchezza e affaticamento permanenti.


Vorrei richiamare la vostra attenzione su due semplici operazioni aritmetiche prese a caso:

9×5 = 5×9

Il risultato per entrambe è sempre 45.

Ho scoperto l’acqua tiepida? No.

Io sto scrivendo da un paio di mesi di igiene psicosomatica insistendo sul concetto che solo conoscendo a fondo il proprio corpo si può pensare di riuscire a rispettarlo come si deve, e a fare il suo bene.

Per chiunque, se non lo faceva di già, si fosse messo nelle condizioni per intraprendere questo cammino sicuro per sé e che coinvolge positivamente le persone più vicine a lui, il premio consiste anche nel raggiungimento di una più ampia apertura mentale.

Quella stessa che ci permette di accostarci a nuovi lavori, a nuovi rapporti umani, a nuove esperienze di vita in una condizione di maggior forza e capacità.

Lo voglio ripetere, è un lavoro impegnativo molto vasto e profondo dentro di noi che offrirà risultati eclatanti sia per la nostra salute fisica sia per quella mentale anche se chiaramente dovremo far tabula rasa di tante convinzioni errate ed altrettante soluzioni di comodo.

Poi, un giorno, ho fatto casualmente degli accenni alla fotografia, motore principale della mia attività professionale, e che molto ha a che fare con un certo tipo di igiene psicofisica.

Secondo il mio umil parere, chi non sa leggere dentro di sé e conseguentemente non ha le idee chiare su molte cose, molto difficilmente riuscirà a far belle foto oltre a quelle dell’album di famiglia e quello delle ferie estive, o se non per puro caso e si sa, tra mille scatti, qualcuno si salva sempre, soprattutto quando si fotografano scene o cose inconsuete.

Anche se ci sono molti siti autorevoli che parlano di fotografia, sul mio Blog da un giorno all’altro, si è scatenato l’entusiasmo per questo argomento che io però ho iniziato a trattare orientandolo più verso il discorso della visualizzazione e della creatività che verso i soliti dati tecnici e le ritrite cognizioni di base.

La cosa mi ha molto gratificato perché la capacità di esprimersi per immagini è direttamente proporzionale a quei processi di autoanalisi di cui stavo parlando e constatare che sono molti coloro che vogliono informarsi, guardare, capire, e poi anche raccontare e raccontarsi per immagini anche in momenti “duri” come questi, è una cosa estremamente stimolante.

C’è chi si esprime scrivendo, parlando, dipingendo, coltivando hobbies interessanti e per nulla legati al solito sport del calcio vissuto in poltrona, e c’è chi, anche se sta piovendo, esce per scattare delle foto e liberare quell’istinto a voler comunicare che è solo sintomo di Civiltà.

Alla base si tratta di un percorso all’inverso, rispetto alle finalità primarie del mio Blog, ma che comunque richiede disposizione e volontà di autocritica e di chiarezza intorno a sé, e quando si incomincia a veder “chiaro” non si torna più indietro, anche perché si inizia a star meglio con se stessi e con gli altri e cadono una a una tutte le sovrastrutture di tutte quelle convinzioni che ci servono da paravento per raccontarci solo delle bugie di comodo e si sa, “Il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi” e se non si cresce, prima o poi se ne paga il fio, fisicamente e psichicamente.

Cosa di meglio allora che cercare di vedere “bene” il mondo che ci sta attorno e di immaginarlo anche migliore con la nostra mente e la nostra sensibilità e la nostra fantasia così troppo spesso castigate dalla quotidianità?

E lo stesso discorso varrebbe per tanti altri momenti della nostra vita che attende pazientemente solo di esser trattata un po’ meglio anche da noi stessi.

Chissà che anche parlando di fotografia non riesca a cambiare 5×9 in 9×5 ….

I giochi sono aperti e troverete notizie sui miei E-book qui sul Blog, da qualche parte.

Buone foto!